Confucio
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Confucio (551 a.C. – 479 a.C.), pensatore cinese.
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[modifica] Citazioni di Confucio
- Tutti gli uomini si nutrono, ma pochi sanno distinguere i sapori. (da Il giusto mezzo, 4[1])
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- A chi non è modesto con le parole, è difficile metterle in pratica.
- Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio.
- Chi non è posto in una carica, non si occupi degli affari di essa.
- Confucio disse: "Chi non cambia è solo il saggio più elevato o lo sciocco più ignorante".
- È uomo dappoco chi commette un errore e poi cerca di mascherarlo.
- Il Maestro disse: "Errare e non correggersi significa veramente errare".
- Il Maestro disse: "Parlare lungo la via di quanto si è udito per strada significa gettare la virtù".
- Il Maestro disse: "Se viaggiassi con altre due persone, certamente avrei acquistato due maestri. Sceglierei quel che c'è di buono nell'uno per seguirlo e quel che c'è di cattivo nell'altro per correggermi".
- Il Maestro, stando sulla riva di un fiume, disse: "Ciò che passa è come questo, senza sosta, né giorno né notte".
- Il saggio è fermo ma non ostinato.
- La musica produce un piacere di cui la natura umana non può fare a meno.
- Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell'infinito.
- Mangiare cibi crudi, bere acqua pura e farsi cuscino con il braccio piegato: la gioia sta anche in questo. Le ricchezze e gli onori illeciti sono per me come nuvole fuggenti.
- Niente è più visibile di ciò che è nascosto.
- Non conta il colore del gatto, conta che acchiappi il topo.
- Non importa quanto vai piano, l'importante è che non ti fermi.
- Per conoscere la strada che hai di fronte, chiedi a chi è sulla via del ritorno.
- Quando arriva la prosperità, non usarla tutta.
- Quando il temperamento originario prevale sulla cultura si è rozzi; quando la cultura prevale sul temperamento originario si è pedanti. Quando la cultura e temperamento si equilibrano, allora si è superiori.
- Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille.
- Se non si sa cos'è la vita, come si può sapere cos'è la morte?
- Se uno non considera quel che è lontano, soffrirà da quel che è vicino.
- Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.
- Se Zilu non aveva ancora messo in pratica l'insegnamento che aveva udito, temeva di udirne altri.
- Si avrà ben poco da dire su di un uomo che chiede molto a se stesso e poco agli altri.
- Vedere ciò che è giusto e non farlo è mancanza di coraggio.
- Non avere amici che non siano alla tua altezza.
- La fedeltà e la sincerità siano i tuoi primi principi.
[modifica] Analecta
- Essere capace e interrogare gli incapaci; avere molto e pure cercare di apprendere da quelli che hanno poco. (da I dialoghi)
- Il maestro disse: La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci sempre dopo una caduta. (da I colloqui[1])
- L'uomo superiore che vuole arrivare a un certo punto cerca di portarvi anche gli altri. Poiché vuol capire, cerca di far sì che anche gli altri capiscano. Questa è la forza della superiorità: trovare l'esempio in se stessa. (da I dialoghi)
- Non ho mai conosciuto un uomo che vedendo i propri errori ne sapesse dar colpa a se stesso. (da I dialoghi)
- Yu Tse disse: Fra quanti rispettano il padre, la madre e i fratelli, pochi davvero trasgrediscono ai propri superiori! E non si è ancora visto un uomo che non volendo trasgredire ai superiori provochi poi del disordine. Per il signore tutto ciò è fondamentale: è infatti da questo che nasce la «norma». Il rispetto verso i genitori e verso i fratelli è infatti la base della superiorità. (da I colloqui, I, 2[1])
- Il Maestro disse: Non è grave se gli uomini non ti conoscono, è grave se tu non li conosci. (da I colloqui, I, 16, traduzione di R. Pilone[1])
- Il Maestro disse: A quindici anni mi impegnai a imparare; a trenta sapevo reggermi in piedi; a quaranta non ebbi più dubbi; a cinquanta conobbi la volontà del Cielo; a sessanta il mio orecchio si fece obbediente; a settanta posso seguire i desideri dell'animo senza infrangere le regole. (2, 4)
- Studiare senza riflettere è vano; riflettere senza studiare è pericoloso. (2, 15)
- Il Maestro disse: "You, ti insegnerò che cos'è la sapienza: riconosci di sapere quel che sai e di non sapere quello che non sai. Questa è la sapienza". (Analecta, 2, 17)
- Chi si modera di rado si perde. (da I colloqui, IV, 23; citato in Elena Spagnol, Citazioni, Garzanti, 2003)
- Il Maestro disse: "L'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione". (4, 24)
- Il Maestro disse: Il prodigo è arrogante e l'avaro è meschino. È preferibile la meschinità all'arroganza. (da I colloqui, VII, 35[1])
- Il Maestro disse: "L'uomo superiore è in pace con se stesso, l'uomo dappoco è sempre agitato". (7, 36)
- Il Maestro disse: Si può indurre il popolo a seguire una causa, ma non a comprenderla. (da I colloqui, VIII, 9[1])
- Il Maestro disse: "L'uomo superiore è in armonia con gli altri ma non servile e uniforme. L'uomo dappoco è servile e uniforme ma non in armonia con gli altri". (Analecta, 13, 23)
- Il Maestro disse: "L'uomo superiore è sicuro di sé senza essere arrogante; l'uomo dappoco è arrogante ma insicuro". (13, 26)
- Il maestro disse: Non voglio aver nulla a che vedere con chi non si chiede: come fare, come fare? (da I colloqui, XV, 15[1])
- Il Maestro disse: "Quel che cerca l'uomo superiore è in lui stesso; quel che cerca l'uomo dappoco è negli altri". (15, 20)
- L'allievo Tse Kung chiese: Esiste una parola che possa esser la norma di tutta una vita? Il maestro rispose: Questa parola è «reciprocità». E cioè, non comportarti con gli altri come non vuoi che gli altri si comportino con te. (da I colloqui, XV, 23, traduzione di R. Pilone[1])
- Per natura gli uomini sono vicini, l'educazione li allontana. (da I colloqui, XVII, 2[1])
- Il Maestro disse: Chi arriva a quarant'anni senza essere apprezzato, non lo sarà mai più. (da I colloqui, XVII, 26[1])
[modifica] Note
- ↑ a b c d e f g h i j Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 1992.
[modifica] Bibliografia
- Confucio, I colloqui: gli studi superiori, il costante mezzo, traduzione di Rosanna Pilone, Rizzoli, Milano, 1968.

