Male

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Indice

Citazioni sul male.

  • Anche il male vuole solo il nostro meglio. (Nicolas de Malebranche)
  • Anche ricordare il male può essere un piacere quando il male è mescolato non dico al bene ma al vario, al mutevole, al movimentato, insomma a quello che posso pure chiamare il bene e che è il piacere di vedere le cose a distanza e di raccontarle come ciò che è passato. (Italo Calvino)
  • Bisogna porre rimedio al male appena si manifesta. (Persio)
  • Certe cose sono sconvolgente e inaccettabili alla comune coscienza. La comune coscienza è inadattabile alle atrocità. E ci sarà pure qualche ragione. Forse perché essa, in realtà, le vuole. La comune coscienza prima non ha accettato le atrocità naziste, e poi ha preferito dimenticarle. [...] Certe cose atroci architettate o comunque volute dal Potere (quello reale non quello sia pur fittiziamente democratico) sono comunissime nella storia: dico comunissime: eppure alla comune coscienza paiono sempre eccezionali e incredibili. (Pier Paolo Pasolini)
  • Chi non punisce il male comanda che si faccia. (Leonardo Da Vinci)
  • Chi si rallegra del male altrui, non troverà chi compianga il suo. (Riccardo Bacchelli)
  • [...] come si spiega il male nel mondo se gli Dei sono buoni e compiono ogni cosa? In primo luogo bisogna precisare che, se gli Dei sono Buoni e compiono ogni cosa, il male non ha una esistenza effettiva ma nasce per assenza di bene, come l'ombra non ha una esistenza reale ma ha origine dall'assenza di luce. (Secondo Saturnino Salustio)
  • Del male è il bene più forte. (Clemente Rebora)
  • È male far fare servilmente agli altri quel che possiamo far da noi con nobile arte. (Anatole France)
  • È sempre così: un male fatto, simboleggiato da qualcosa o no, diventa una maledizione. (Nathaniel Hawthorne)
  • Il bene e il male non hanno alcun limite, fuorché quello di esistere entrambi. (Vittorio Emanuele Orlando)
  • Il male, da semplicemente disgustoso ad assolutamente brutale, è profondamente coinvolto nella costruzione simbolica e nella conservazione istituzionale del bene. Per questo lo status istituzionale e culturale del male deve essere continuamente rivitalizzato. La linea che distingue il sacro dal profano deve essere tracciata e ritracciata ripetutamente; questa demarcazione deve mantenere la sua vitalità, o tutto sarà perduto. [...] Attraverso fenomeni come gli scandali, il panico morale, le punizioni pubbliche e le guerre, le società forniscono le occasioni per avere di nuovo esperienza e quindi ricristallizzare i nemici del bene. Esperienze violente di orrore, repulsione e paura creano le opportunità per la purificazione che mantiene viva quella che Platone chiamava «la memoria della giustizia». (Jeffrey Alexander)
  • Il male mette radici quando un uomo comincia a pensare di essere migliore di un altro. (Josif Brodskij)
  • Il male non è che una vanità: abbiamo l'orgoglio del bene e non disperiamo. (Alexandre Dumas (figlio))
  • In ciascuno di noi vi è una fonte segreta di male: l'istinto. (Carlo Maria Franzero)
  • In ciascuno di noi vi è un istinto di male. Anzi, il bene e il male vivono accumunati e indistinti nello spirito nostro. (Carlo Maria Franzero)
  • Io credo che il male debba essere conosciuto per stimare meglio l'infinita bontà divina, termine ideale e irraggiungibile di ogni onesto desiderio. (Juan Valera)
  • Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? (Paolo di Tarso)
  • La pia finzione secondo la quale il male non esiste lo rende soltanto vago, enorme e minaccioso. (Aleister Crowley)
  • Ritenere che il male non sia capace d' amore è sempre stato un modo pericoloso di sottovalutarlo. (Walter Moers)
  • Se gli uomini potessero operare impunemente, non esiterebbero a compiere il male. Né dopo si sentirebbero peggiori. (Carlo Maria Franzero)
  • Sembra che si possa cogliere il male, ma solo nella misura in cui il bene può esserne la chiave. Se l'intensità luminosa del Bene non concedesse la sua tenebra alla notte del Male, il male non avrebbe più la sua attrattiva. È una verità difficile: colui che la intende sente rivoltarsi qualcosa in sé. Sappiamo tuttavia che gli oltraggi più forti alla sensibilità provengono da contrasti [...] La felicità senza la sventura che si lega ad essa come l'ombra alla luce sarebbe oggetto di una immediata indifferenza. Questo è tanto vero, che i romanzi descrivono senza posa la sofferenza e quasi mai la soddisfazione. Insomma, il pregio della felicità consiste nel non essere frequente: se fosse facile, verrebbe sdegnata, e associata alla noia [...1 la verità non sarebbe quella che è, se non si ponesse generosamente contro il falso. (Georges Bataille)
  • Siccome Dio poteva creare una libertà che non consentisse il male ne viene che il male l'ha voluto lui. Ma il male lo offende. È quindi un banale caso di masochismo. (Cesare Pavese)
  • Una donna nutre sempre una specie di sentimento mistico nei confronti del denaro. Bene e male in un cervello femminile significano semplicemente denaro e mancanza di denaro. (George Orwell)

[modifica] Proverbi italiani

  • A chi male fa, male va.
  • A chi vuol far male non manca mai occasione.
  • Chi il suo cane vuole ammazzare, qualche scusa sa pigliare.
  • Chi mal fa, mal pensa.
  • Chi mal fa, male aspetta.
  • Chi mal semina, mal raccoglie.
  • E più facile tirar fuori una lingua da un sasso, che una buona parola da un malvagio.
  • Fanno del male i vivi, ma non i morti.
  • Guarda il male, e il male ti si appiccica.
  • I malvagi portano l'inferno nel cuore.
  • Il cuore dei bricconi è un mare in burrasca.
  • Il male è male a farlo, ma peggio a pubblicarlo.
  • Il malvagio è un pessimo calcolatore.
  • La compagnia dei malvagi è scuola di perversità.
  • La gente triste nuoce più a sé stessa che agli altri.
  • La perversità fa l'uomo guercio.
  • L'amico della gente empia divien simile a loro.
  • Le nozze dei furfanti duran poco.
  • L'eloquenza del cattivo è falso acume.
  • Mal comune, mezzo gaudio.[1]
  • Male abbaia il cane, quando abbaia per paura.
  • Male non fare, paura non avere.
  • Non c'è malvagio uguale a quel che si compiace del far male.
  • Non far male ch'è peccato, non far bene ch'è sprecato.
  • Non ha il malvagio punto o centro fisso, ma da un abisso passa ad altro abisso.
  • Quando vien la sera il malvagio si dispera.
  • Uno fa male a cento.

[modifica] Note

  1. Un bello spirito ebbe ad osservare come, applicando questo proverbio, una pestilenza equivalga ad un mezzo carnevale.

[modifica] Bibliografia

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

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