Ezra Pound

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Ezra Pound

Ezra Weston Loomis Pound (1885 – 1972), poeta, saggista e traduttore statunitense.

Citazioni di Ezra Pound[modifica]

  • I politicanti sono i camerieri dei banchieri. (da Selected prose)
  • La fede è un crampo, una paralisi, un'atrofia della mente in certe posizioni. (da Selected Prose, 1921)
  • L'arte non chiede mai a nessuno di fare nulla, di pensare nulla, di essere nulla. Esiste come esiste l'albero, si può ammirare, ci si può sedere alla sua ombra, si possono coglierne banane, si può tagliarne legna da ardere, si può fare assolutamente tutto quel che si vuole. (da L'artista serio)
  • Non riesco a immaginare come un artista serio possa mai considerarsi soddisfatto del proprio lavoro. (da Inferno)
  • Non usate alcuna parola superflua, alcun aggettivo che non riveli qualcosa. (da Letters of Ezra Pound)
  • Oggi il nome «democrazia» è rimasto alle usurocrazie, o alle daneistocrazie, se preferite una parola accademicamente corretta, ma forse meno comprensibile, che significa: dominio dei prestatori di denaro. (da Valuta, lavoro e decadenze)
  • Parlo della bellezza. Non ci si mette a discutere su un vento d'aprile. Quando lo s'incontra ci si sente rianimati. Ci si sente rianimati quando si incontra in Platone un pensiero che corre veloce, o un bel profilo in una statua. (da L'artista serio)
  • Stringo un patto con te, Walt Whitman: | ti ho detestato ormai per troppo tempo, | vengo a te come un figlio cresciuto | che ha avuto un padre dalla testa dura. | Ora sono abbastanza grande per fare amicizia. | Fosti tu ad abbattere il nuovo legno, | ora è tempo d'intagliarlo. | Abbiamo un solo fusto e una sola radice: | ristabiliamo commercio tra noi.[1]
  • Questo è il mio consiglio ai giovani: avere curiosità. (da un'intervista alla televisione italiana, 7 giugno 1968)
  • Una piccola quantità di denaro che cambia di mano rapidamente farà il lavoro di una grande quantità che si muove lentamente. (da Selected prose)

Cantos[modifica]

  • Oltrepassò le Sirene, lungi da lì | sino a Circe. | "Venerandam". | In stile cretense, con l'aurea corona, "Venerem, | Cypri munimenta sortita est", gioconda, oricalca, | auree cinte alla vita e ai seni, palpebre di bistro, | che portò il ramo d'oro dell'Argicida. Si che: | I BELIEVE IN THE RESURRECTION OF ITALY QUIA IMPOSSIBLE EST NOW IN THE MIND INDESTRUCTIBLE. (da Canto I)
  • L'apparizione di questi volti nella folla: | Petali su un ramo umido e scuro. (distico In a Station of the Metro)
  • A me non fa gioia |che la mia stirpe muoia infangata della vergogna | governata dalla carogna e spergiurata. | Roosvelt, Churchill ed Eden | ed il popolo spremuto in tutto ed idiota! | Morte che fui a Sarzana aspetto la diana della riscossa. | Son quel Guido che amasti pel mio spirito altiero | e la chiarezza del mio intendimento. (da Canto LVIII)
  • [...] e terminati questi ringraziamenti il corteo | e le contrade con corni tamburi | trombe e stendardi... (da Canto XLIV)
  • Con usura nessuno ha una solida casa | di pietra squadrata e liscia | per istoriarne le facciate, | con usura | non c’è chiesa con affreschi di paradiso | harpes et luz | e l’Annunciazione dell’Angelico | con le aureole sbalzate, | con usura | nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine | non si dipinge per tenersi l’arte | in casa ma per vendere e vendere | presto e con profitto, peccato contro natura. (da Canto XLV)
  • Purgatorio già hai fatto | dopo il tradimento, nei giorni di Settembre Ventunesimo, | nei giorni del crollo. | Vai! Vai a farti di nuovo eroe. | Lascia a me la parola. | Lascia a me ch'io mi spieghi, | ch'io faccia il canto della guerra eterna | fra luce e fango. | Addio, Marinetti! | Tornaci a parlar quando ti sembra". | "PRESENTE". (da Canto LXXII)
  • L'enorme tragedia del sogno sulle spalle curve del | contadino | Manes! Manes fu conciato e impagliato, | Così Ben e la Clara a Milano | per i calcagni a Milano | Che i vermi mangiassero il torello morto | DIGENES, διγενές, ma il due volte crocifisso | dove lo trovate nella storia? | eppure dite questo al Possum: uno schianto, non una lagna, | con uno schianto, non con una lagna, | Per costruire la città di Dioce che ha terrazze color delle stelle, | Gli occhi miti, sereni, non sdegnosi, | fa parte del processo anche la pioggia.(Canti Pisani, Canto LXXIV, Garzanti, traduzione di Alfredo Rizzardi)
  • Il giovane Dumas piange perché il giovane Dumas ha lacrime. (Canti Pisani, Canto LXXX)
  • Quello che veramente ami non ti sarà strappato. | Quello che veramente ami è la tua vera eredità. (da Canti Pisani, Canto LXXXI, Garzanti, traduzione di Alfredo Rizzardi)
  • Il tempio è sacro perché non è in vendita. (da Canto XCVI)
The temple is holy because it is not for sale.

Aforismi e detti memorabili[modifica]

  • A diciott'anni pensavo sempre che ogni mia poesia fosse l'ultima.
  • Abbastanza spesso la gente mi considera pazzo quando faccio un salto invece di un passo, proprio come se tutti i salti fossero sbagliati e mai portassero uno in nessun posto.
  • Aristotele era talmente bravo nel suo mestiere che ancorò il pensiero umano per duemila anni. (p. 66)
  • Arte e matrimonio non sono incompatibili, ma matrimonio spesso significa la morte dell'arte perché vi sono così pochi uomini abbastanza grandi da poter evitare il semi-intorpidimento della passione soddisfatta, dalla quale non nasce nessuna arte.
  • Borghese vuole dire ciò che l'operaio diventa appena gli si offre la minima opportunità. (p. 28)
  • Certi libri costituiscono un tesoro, un fondamento; letti una volta, vi serviranno per il resto della vita.
  • Chaucer aveva una conoscenza della vita più profonda di Shakespeare... Era più comprendioso di Dante. (p. 66)
  • Ci sono voluti due secoli di Provenza e uno di Toscana per sviluppare i mezzi del capolavoro di Dante. (p. 48)
  • Come mi sono trovato in manicomio? Piuttosto male. Ma in quale altro posto si poteva vivere in America?
  • Confucio fu un antologista – il più grande. (p. 69)
  • Credo nelle idee che diventano azioni.
  • Da secoli, solo l'artista è riuscito a staccare l'idea di lavoro dall'idea di profitto. E non tutti gli artisti sono capaci di questa dissociazione di concetti.
  • Dio sa che ho lavorato nel buio dal 1905 in poi, e la luce è venuta molto lentamente.
  • È molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri.
  • Erodoto scrisse storia che è letteratura. (p. 57)
  • È un uomo civilizzato colui che dà una risposta seria ad una domanda seria. Di per sé la civiltà non è altro che un sano equilibrio di valori.
  • Firenze, la più dannata città italiana dove non c'è posto per sedersi, stare in piedi o camminare. (p. 49)
  • Forse il peso specifico di un critico è null'altro che il suo desiderio di verità.
  • «Grandezza umana» è un'energia non comune, unita con la dirittura, con l'intelletto agile e diretto; è incompatibile con chi mente a se stesso e indulge in meschine finzioni.
  • Ho scritto più di una volta che Gaudier-Brzeska era il più completo caso di genio che avessi mai incontrato. (p. 70)
  • I Canterbury Tales di Chaucer sono durati attraverso i secoli, mentre i prolissi poemi e racconti medievali sono finiti nei musei. (p. 70-71)
  • I critici devono sapere di più, e scrivere di meno. (p. 64)
  • I doveri di un uomo si moltiplicano via via che aumenta la sua conoscenza.
  • Il credito è il tempo futuro del denaro. (p. 53)
  • Il Dio di Dante è divinità ineffabile, Il Dio di Milton è un essere pignolo con un hobby, Dante è metafisico, mentre Milton è solamente settario. (p. 66)
  • Il genio è la capacità di vedere dieci cose là dove l'uomo comune ne vede solo una, e dove l'uomo di talento ne vede due o tre.
  • Il linguaggio non è una cintura di castità, ma un mezzo per comunicare.
  • Il miglior governo è (naturalmente?) quello che attiva il meglio dell'intelligenza della nazione.
  • Il pensiero s'impernia sulla definizione delle parole.
  • Il professore è un uomo che deve parlare per un'ora.
  • Il provincialismo è qualcosa di più dell'ignoranza. È ignoranza più una volontà di uniformità. È una malevolenza latente, spesso una malevolenza attiva, e l'odium teologicum ne è solo un aspetto. È molto insidioso, ed uno raramente può esserne libero, anche tenendo gli occhi aperti.
  • Il Rinascimento cercò e raggiunse un realismo. Esso sorse in una ricerca per la precisione e declinò a causa della retorica e del pensare retorico, a causa di un'abitudine di definire una cosa sempre in termini di qualcosa di altro. (p. 49)
  • Il Rinascimento non è un'epoca, ma un temperamento. (p. 31)
  • Il segreto dell'insegnamento ha qualcosa a che fare col teatro. Imitate semplicemente il miglior professore che avete conosciuto.
  • Il tesoro di una nazione è la sua onestà.
  • Io credo più nelle cose che nelle parole.
  • Io so, non per teoria ma per esperienza, che si può vivere infinitamente meglio con pochissimi soldi e un sacco di tempo libero, che non con più soldi e meno tempo. Il tempo non è moneta, ma è quasi tutto il resto.
  • I pacifisti che rifiutano di indagare le cause economiche della guerra fanno causa comune con i venditori d'armi.
  • I poeti che non s'interessano alla musica sono, o diventano, cattivi poeti. (p. 57)
  • Joyce non procede da Henry James ma direttamente da Flaubert e Ibsen (p. 71)
  • L'America è acefala, e le cose riconosciute altrove penetrano la nostra coscienza molto lentamente. (p. 44)
  • L'arte è una cosa delle metropoli.
  • L'incompetenza si manifesta nell'uso di troppe parole. (p. 72)
  • La base di uno Stato è la giustizia sociale.
  • La buona arte prospera in un'atmosfera di parodia. Credo che la parodia sia la migliore critica – separa il durevole dall'apparente.
  • La conoscenza NON è cultura. Il campo della cultura comincia quando si è «dimenticato-non-so-che-libro».
  • La critica, come la intendo io, viene scritta nella speranza che le cose migliorino. (p. 64)
  • La cultura di Chaucer era più vasta di quella di Dante, e Petrarca è inincommensurabilmente inferiore ad entrambi. (p. 66)
  • La cultura non è mancanza di memoria. La cultura comincia quando si riesce a FARE una cosa senza sforzo.
  • La grande arte è fatta per suscitare, creare l'estasi. Più fine la qualità di questa estasi, più fine l'arte. Solo l'arte minore si contenta del piacevole.
  • La libertà di parola senza la libertà di diffusione è solo un pesce dorato in una vaschetta sferica.
  • La lingua esiste per servire il pensiero, non per esser conservata in un museo.
  • La lingua italiana ha bisogno di carta vetrata. (p. 72)
  • La pace viene dalla comunicazione
  • La pedanteria del Rinascimento doveva essere stata insopportabile. (p. 47)
  • La salute uccide un'infinità di bacilli.
  • La stessa ostinatezza di (A.R.) Orange costituì un valore. (p. 70)
  • La storia che trascura l'economia è pura sciocchezza; una mostra di ombre, e non più comprensibile di quanto lo sia la lanterna magica per un selvaggio ignaro della causa delle immagini. È una sorta di magia, come il grammofono o il telefono per un beduino che li ascolta per la prima volta.
  • La storia di una cultura è la storia di idee che entrano in azione.
  • La tradizione è una bellezza da conservare, non un mazzo di catene per legarci.
  • La visione di Dante è reale, perché egli la vide; la poesia di Villon è reale, perché egli la visse. (p. 66)
  • Le arti, comprese la poesia e la letteratura, dovrebbero essere insegnate dagli artisti che le praticano, non da sterili professori.
  • Le arti, quando sono sane, sono succinte.
  • Le idee sono vere quando si trasformano in azioni.
  • Le guerre si fanno per creare debiti. La guerra è il sabotaggio massimo, il sabotaggio più atroce.
  • Lope de Vega non è un uomo, è una letteratura. (p. 70)
  • Lo schiavo è quello che aspetta qualcuno a liberarlo.
  • Meno sappiamo, più lunghe sono le nostre spiegazioni.
  • Nel Paradiso, Dante ha forse detto troppo senza dire abbastanza. (p. 67)
  • Nessuna maledizione è peggiore di un'idea propagata attraverso la violenza.
  • Nessuno ne sa abbastanza, abbastanza presto.
  • Nessun paese può sopprimere la verità e vivere bene.
  • Nessun uomo che non abbia vissuto sui due lati dell'Atlantico può veramente valutare Henry James. (p. 68)
  • Nessun uomo conosce il significato di una QUALSIASI cosa pubblicata in un qualsiasi giornale se non conosce quali interessi controllano il giornale.
  • Nessun uomo ha mai saputo abbastanza delle parole. I più grandi maestri sono stati contenti di usarne alcune in modo giusto.
  • Nessun uomo può scrivere versi veramente buoni se non conosce Stendhal o Flaubert. (p. 56)
  • Non ho mai conosciuto uno che non valesse un fico secco e che non fosse irascibile.
  • Non prestate alcuna attenzione alla critica degli uomini che non hanno, loro stessi, scritto un'opera notevole.
  • Non sappiamo MAI abbastanza.
  • Non si può criticare ed essere diplomatici allo stesso tempo. (p. 63)
  • Non vi è intelligenza senza emozione. Ci può essere emozione senza molta intelligenza, ma è cosa che non ci riguarda.
  • Ogni dollaro vale un dollaro e sei centesimi per un uomo intelligente.
  • Ogni uomo ha il diritto che le sue idee vengano esaminate una per volta.
  • Pensiamo perché non sappiamo.
  • Perché credi che ho battezzato T. S. Eliot l'opossum? L'opossum vuol dire l'abilità di apparire morto mentre è ancora vivo. (p. 72)
  • Persone curate dai freudiani ecc. diventano regolarmente più interessate ai loro insignificanti problemi interni, e diventano progressivamente meno interessate a qualsiasi altra persona. Dopo il trattamento non sembrano mai fare qualcosa di minima utilità o interesse.
  • Più di una volta ho dovuto scartare il lavoro di un intero anno: ecco che cosa è l'arte e perché è così dannatamente rara.
  • Provincialismo: ignoranza dei costumi degli altri e desiderio di controllare le loro azioni.
  • Qualsiasi affermazione generale è come un assegno bancario. Il suo valore dipende da ciò che vi è nella banca per pagarlo.
  • Quanto alla psicoanalisi, essa non è né più né meno che un ricatto.
  • Robert Browning era il più grande e il meno apprezzato agente pubblicitario dell'Italia. (p. 51)
  • Se la letteratura di una nazione declina, la nazione si atrofizza e decade. (p. 58)
  • Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla.
  • Sono un uomo civilizzato; posso sopportare qualsiasi cosa che mi faccia divertire.
  • Tanto per cominciare, la Grande Arte non è MAI popolare. (p. 76)
  • Tu non puoi fare una buona economia con una cattiva etica. (p. 53)
  • Tu potevi chiamare (A.R.) Orange un dannato stupido e rispettarlo. (p. 70)
  • Tu puoi individuare il cattivo critico allorquando comincia a discutere il poeta e non la poesia.
  • Tutti i grandi cambiamenti sono semplici.
  • Un'affermazione imperfetta e interrotta, se espressa con sincerità, spesso dice di più a chi la ascolta di quanto non dice l'espressione più meticolosamente accurata.
  • Un critico acuto mi dice che non imparerò mai a scrivere per il pubblico perché insisto a citare altri libri. Come diavolo lo si può evitare? L'umanità ha avuto molte idee prima che io comprassi una macchina da scrivere portatile.
  • Un uomo che legge dovrebbe essere un uomo intensamente vivo. Il libro dovrebbe essere una palla di luce nelle sue mani.
  • Un uomo di genio non può fare a meno di nascere dove nasce.
  • Una buona educazione poetica non è che la scienza di essere scontenti.
  • Una nuova conoscenza è un esperimento, un nuovo amico è un rischio.
  • Una religione è dannata e confessa la sua estrema impotenza il giorno in cui brucia il primo eretico.
  • Uno dei piaceri della mezza età è di scoprire che uno AVEVA ragione, e che aveva più ragione di quanto se ne rendesse conto all'età di diciassette o ventitré anni.
  • Yeats parlotta quando parla dell'inaridirsi nella verità. Ci s'inaridisce per mancanza di curiosità. (p. 27)
  • Un uomo (Joyce) che ha creato tre capolavori ha il diritto di sperimentare. Non vi è nessuna ragione per bloccare il traffico. (p. 46)
  • Villon non mentisce a se stesso; egli non sa molto, ma egli sa ciò che sa. (p. 71)

Citazioni su Ezra Pound[modifica]

  • Aveva attitudini da istrione, da funambolo: era una sorta di Marinetti, un individuo che faceva chiasso, assetato di pubblicità. (Jorge Luis Borges)
  • Ezra era lo scrittore piú generoso che io abbia mai incontrato, e anche il piú disinteressato. (Ernest Hemingway)
  • Il Pound — dicevo — è un divertentissimo Fregoli della poesia; si maschera con successo in tutti gli stili, senza la famosa sicumera di un Hugo o di un Leconte de Lisle; è, se volete, come quei «rinaldi» che recitavano nelle piazze di Napoli il Tasso, storpiandolo, e imbarbarendolo, ma vivendolo con tutta la loro focosa natura. (Mario Praz)
  • Se a spiegare Dante è necessaria la filosofia di san Tommaso a spiegare Pound basta il cinematografo e l'oniromanzia freudiana. (Mario Praz)

Note[modifica]

  1. Da Patto in Ezra Pound, Poesie scelte, traduzione di A. Rizzardi, Mondadori, 1960.

Bibliografia[modifica]

  • Ezra Pound, Aforismi e detti memorabili, a cura di G. Singh, Newton Compton, Roma, 1993.

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