Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty

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Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty

Immagine Metal Gear Solid 2 logo.png.
Titolo originale メタルギアソリッド2 サンズ・オブ・リバティ
Metaru Gia Soriddo 2 Sanzu Obu Ribati
Ideazione Hideo Kojima
Sviluppo Konami
Anno 2001
Genere azione, spionaggio
Piattaforma Playstation 2, Xbox, Microsoft Windows, PlayStation 3, Xbox 360
Serie Metal Gear
Preceduto da Metal Gear Solid
Seguito da Metal Gear Solid 3: Snake Eater

Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, videogioco del 2001 ideato da Hideo Kojima e sviluppato dalla Konami.

Tagline
"C'è qualcosa che ti voglio tramandare..."

Incipit[modifica]

Il fiume Hudson, due anni fa... I nostri informatori erano sicurissimi: qualcuno stava trasportando un nuovo tipo di Metal Gear. A ripensarci la faccenda puzzava anche da lontano, ma il nostro naso era rimasto troppo tempo al freddo. (Solid Snake)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Sono nell'unità da quando sono nata. Sono cresciuta sul campo di battaglia. Conflitto e vittoria mi sono stati padre e madre! (Olga Gurlukovich)
  • Agli americani piace troppo il suono della loro voce per dire la verità. (Ocelot)
  • Gli scienziati dovettero fare migliaia di calcoli per creare la bomba (atomica) e determinarne i possibili effetti. I computer e le bombe atomiche, entrambi un prodotto della Seconda Guerra Mondiale, sono cresciuti insieme.[1] (didascalia)
  • Di solito le leggende sono brutte notizie. Non c'è poi molta differenza fra un eroe e un pazzo. (Solid Snake)
  • Ho ucciso la mia anima giocando a fare la vittima. Invece di proteggermi, mi ha reso ancora più malvagio. (Stillman)
  • Mi chiamo Fortune. Fortunata solo in guerra e in nient'altro. (Fortune) [a Raiden]
  • "Ridi e ingrassa!"[2] (Fatman) [battuta ricorrente; sono anche le sue ultime parole]
  • Anche se una pedina riesce a diventare regina, si tratta pur sempre di un pezzo con cui giocare. (Presidente Johnson)
  • Senza libero arbitrio non c'è differenza fra sottomissione e ribellione. (Presidente Johnson)
  • Accetteresti un "no" come risposta? (Emma) [a Raiden, in varie occasioni]
  • Sono sempre io a sopravvivere... perché, Wolf? (Otacon) [dopo la morte di Emma]
  • Sono nato e cresciuto come killer, non come Snake. Lui sì che combatte per qualcosa in cui crede... (Raiden)
  • Possiamo farcela, perché non abbiamo altra scelta. (Solid Snake)
  • In un assassinio non c'è una parte giusta – mai. (Solid Snake)
  • Trova qualcosa in cui credere. E trovala da te. E quando l'hai trovata, tramandala al futuro. (Solid Snake)
  • C'è posto per un solo Snake e per un solo Big Boss! (Ocelot) [quando la personalità di Liquid prende il sopravvento su di lui]
  • Il singolo è per definizione debole. Ma non impotente, anzi – una sola persona potrebbe rovinare l'intero mondo. (Rose)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Colonnello: Questa è la realtà e non ti sveglierai.
    Raiden: Ma sembra irreale!
    Rose: Io starò con te in ogni caso, sia che sia un sogno, sia che sia realtà.
    Raiden: Grazie Rose, e io non lascerò che tu sia solo un sogno.
  • Rose: Jack, ricordi il giorno del nostro incontro? [...] Un gruppo di donne giapponesi si mezza età mi ha chiesto qual era il grattacielo su cui King Kong si era arrampicato nel film. Ho detto che probabilmente era il Chrysler Building. Poi sei arrivato tu e hai cominciato a sbraitare. Insistevi, "No, è l'Empire State Building". [...] Io insistevo di avere ragione, tu facevi lo stesso... Poi ad un tratto ci siamo accorti che le giapponesi erano scomparse. E siamo finiti al Museo del grattacielo per vedere chi dei due avesse ragione.
    Raiden: [...] Poi ce ne siamo andati, ognuno per conto proprio. E ci siamo ritrovati per pura coincidenza nel corridoio della base.
    Rose: Una coincidenza incredibile – lavorare nello stesso posto.
  • Raiden: Snake, sei una leggenda [...].
    Snake: Leggenda? Una leggenda non è che finzione. Qualcuno la racconta, altri la ricordano, tutti la tramandano.
  • Raiden: Perché mettere a repentaglio la vita per qualcosa di così rischioso?
    Snake: Anch'io la pensavo in quel modo, quattro anni fa. Mi trovavo nel mezzo dell'Alaska, in un posto sperduto, a ubriacarmi e basta.
    Otacon: Abbiamo una responsabilità per le generazioni future, per il mondo.
    Raiden: Quale responsabilità?
    Otacon: Ricordarci degli errori che abbiamo commesso come specie umana.
    Snake: Dobbiamo ricordare – e diffonderlo al mondo – che occorre lottare per il cambiamento. È questo che mi tiene vivo.
  • Emma: Volevo solo che tu mi vedessi... mi vedessi come... una donna.
    Otacon: E.E... non potrei mai fare questo...
    Emma: Non essere così onesto. Mi fai... male...
    Otacon: Scusami...
    Emma: Posso... posso chiederti un ultimo favore...?
    Otacon: Certo...
    Emma: Chiamami... chiamami... "Emma".
    Otacon: Come...?
    Emma [ultime parole]: Ti prego... chiamami Emma.
  • [Dopo la cattura di Raiden]
    Solidus: È ancora vivo?
    Ocelot: Lo era quando Olga lo ha portato qui. Ho controllato tutto, anche i dati del Genoma, ma di questo tizio non ci sono tracce. NSA, CIA, FBI... Non esiste in nessun database. È un uomo inesistente di un'organizzazione inesistente.
    Solidus: Lo sospettavo. Ma io quest'uomo lo conosco...
    Ocelot: ?
    Solidus: Sveglialo.
  • Solidus: Fra un'ora mostreremo al mondo la potenza dell'Arsenal Gear.
    Ocelot: Attacco con armi standard, presumo?
    Solidus: Sì, procederemo secondo i piani.
    Ocelot: Finora tutto a posto col "GW".
    Solidus: Mm... E le truppe?
    Ocelot: Gli uomini verranno riequipaggiati con armi Arsenal Gear, come ordinato.
    Sei proprio tale e quale a Big Boss...
    Solidus [stringe il pugno sinistro e ride]: Tu dici? forse dovrei essere riconoscente a questo ragazzo [Raiden].
  • Raiden: Dove sono?
    Ocelot: Ma a bordo dell'Arsenal Gear, naturalmente. In effetti siamo anche all'interno della memoria di Shadow Moses.
  • Raiden: Snake, ti sei mai – divertito ad uccidere qualcuno?
    Snake: Cosa vuoi dire?
    Raiden: Non sono sicuro. A volte è difficile capire la differenza tra finzione e realtà.
    Snake: Hai un senso ridotto della realtà, eh? È dovuto all'addestramento in RV.
    Raiden: No, è stato l'addestramento in campo, quando ero bambino. Ho mentito, Snake. Ho esperienza di campo da vendere. Non è la RV che mi sta dando questa sensazione.
    Snake: Raiden, noi non portiamo armi per far fuori la gente.
  • Raiden: Allora era tutto – un'illusione? Tutto quello che ho fatto finora...?
    Snake: [...] Non sei un'illusione, sei qui, in carne ed ossa. Spetta a te decidere. Se vuoi, puoi lasciare tutto ora.
    Raiden: No, questo non posso farlo. Andiamo...
  • Colonnello: Raiden! Hanno rapito Rose! [...]
    Snake: Raiden, non perdere la testa!
    Raiden: Ma Snake!
    Snake: È una trappola. Il Colonnello non esiste, quindi come può prendere Rose in ostaggio?
    Raiden: Sì – hai ragione. [...] Ma Rose – esiste? [...] Se non avessi mai incontrato neppure lei?
  • Solidus: Buona fortuna.
    Fortune: Grazie, ma di quella ne ho anche troppa.
  • Ocelot: Con la situazione giusta e la storia giusta, tutti possono diventare come Snake. Anche i pivellini possono combattere come uomini esperti. Un'opera fulminea di genio e questo addestramento fondamentale ci darà dati più che sufficienti per formulare altri programmi di questo tipo. Tu, Dead Cell, Olga – siete solo pedine che noi muoviamo per creare la simulazione perfetta. [...]
    Fortune: Allora avevate architettato tutto...?
    Ocelot: Tranne la comparsa del vero Solid Snake.
  • Solidus: Federal Hall... [ride]
    Raiden: Ma perché ridi?
    Solidus: Sai che giorno è, oggi?
    Raiden: ...il 30 aprile?
    Solidus: Esatto. George Washington assunse la carica di primo presidente degli Stati Uniti d'America esattamente 200 anni fa, oggi. Ed è successo proprio qui. Noi volevamo dichiarare un'altra indipendenza – l'avvento di una nuova nazione – qui. La fine del dominio occulto dei Patriots, la liberazione di questo paese – qui doveva cominciare tutto, qui sarebbe potuta rinascere la vera libertà.
    Raiden: Tu vuoi solo il potere – a qualunque costo.
    Solidus: Jack, non è il potere che voglio. Quello che volevo riprendermi dai Patriots erano cose come – libertà, diritti civili, opportunità. I principi fondamentali di questo paese. Tutto quello che ora stanno per cancellare con la loro censura digitale. Jack, ascoltami. Tutti gli uomini nascono con una data di scadenza. Nessuno è immortale. La vita è solo un periodo di grazia – per trasmettere il meglio dei nostri geni alla prossima generazione. Le informazioni della vita si tramandano di padre in figlio. Ecco come funziona il tutto. Ma noi non abbiamo eredi, niente da tramandare. Chiamano me e i miei fratelli "Les enfants terribles", ci hanno clonati da nostro padre ma non siamo in grado di riprodurci. Qual è il nostro lascito se non possiamo tramandare la fiaccola della vita? Un segno, una prova della nostra esistenza. Quando la fiaccola è passata di padre in figlio... Va oltre il DNA, si trasmettono anche informazioni. Voglio solo essere ricordato. Dalla gente, dalla storia. I Patriots stanno cercando di proteggere il loro potere, i loro interessi, controllando il flusso digitale delle informazioni. Ma io voglio che il mio ricordo, la mia esistenza, rimangano. Non come un introne di storia. Sarò ricordato come un esone. Quello sarà il mio lascito, l'impronta che lascerò nella storia. Ma i Patriots vogliono negarci anche questo. Trionferò sui Patriots e libererò noi tutti. E noi diventeremo – i "Sons of Liberty"!
  • Colonnello: La società digitale sta incoraggiando i difetti dell'uomo e ricompensa selettivamente lo sviluppo di comode mezze verità. Basta guardare alle strane giustapposizioni di moralità che ti circondano.
    Rose: Si spendono miliardi per nuove armi, solo per uccidere in modo umano altri esseri umani.
    Colonnello: Si rispettano più i diritti dei criminali che la privacy delle loro vittime. [...] "Sii buono con le altre persone".
    Rose: "Ma distruggi la concorrenza!"
    Colonnello: "Sei una persona speciale". "Credi in te stesso e ce la farai".
    Rose: Ma è ovvio sin dall'inizio che saranno in pochissimi a farcela.
  • Raiden: Chi sono io veramente...
    Snake: Nessuno sa veramente chi o cosa è. I ricordi che hai e il ruolo che ti hanno assegnato erano dei pesi che dovevi portare. Non importa se fossero veri o meno. Nel mondo non c'è una realtà assoluta. La maggior parte di quello che chiamano verità è una finzione, invece. Quello che pensi di stare vedendo è vero quando il cervello ti dice che è vero.
    Raiden: Ma... allora in cosa dovrei credere? Cosa lascerò di me quando non ci sarò più?
    Snake: Possiamo dire agli altri – di avere fede. In quello in cui avevamo fede noi. Quello che abbiamo trovato così importante da spingerci a combattere. Non si tratta di aver ragione o torto, ma di quanta fede eri disposto ad avere. È questo a decidere il futuro. Anche i Patriots sono una specie di finzione, a ripensarci... Senti, non stare a ragionare troppo sulle parole. Trova il significato dietro le parole e poi decidi. Puoi trovare il tuo nome. E il tuo futuro...
    Raiden: Decidere per me stesso...?
    Snake: E qualunque cosa tu scelga, sarà la tua scelta.
    Raiden: Non so se potrei...
    Snake: So che questa volta non hai avuto molta scelta. Ma tutto quello che hai provato, che hai pensato nella missione, è tuo. E quel che decidi di farne è una tua scelta...
  • Snake: A proposito, cos'è quello?
    Raiden: Medagliette di identificazione? [sulla prima medaglietta sono incisi il nome e i dati del giocatore]
    Snake: Qualcuno che conosci?
    Raiden: No, mai sentito prima, questo nome. Sceglierò il mio nome – e la mia vita. Troverò qualcosa che valga la pena di tramandare. [getta via le medagliette]

Explicit[modifica]

Otacon: Snake, mi senti? Sono io. Ho finito di studiare quel disco.
Snake: Hai trovato la lista dei Patriots?
Otacon: Certo. Conteneva i dati personali di 12 individui. C'era anche un nome. Snake, era uno dei nostri massimi sostenitori.
Snake: Ma cosa sta succedendo qui?
Otacon: Non lo so...
Snake: Comunque, dove sono?
Otacon: Be', avevamo ragione a pensare che fossero a Manhattan, ma...
Snake: Ma cosa?
Otacon: Sono già morti. Tutti e dodici.
Snake: Quando è successo?
Otacon: Be', ecco, circa cento anni fa.
Snake: Ma cosa diavolo...

Note[modifica]

  1. Sullo schermo del gioco è riportata come fonte: «La mostra dell'Età dell'informazione: Persone. Informazione e Tecnologia al Museo Nazionale di Storia Americana. Smithsonian Institution».
  2. Cfr. John Taylor: «Ridi e ingrassa».

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