Neil Gaiman

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Neil Gaiman

Indice

Neil Richard Gaiman (1960 – vivente), fumettista e scrittore britannico.

[modifica] Citazioni di Neil Gaiman

  • Non penso che lo stato d'animo abbia molto a che fare con ciò che si scrive. Ero solito porre fine al mondo molto spesso nei miei primi lavori, questo perché non riuscivo a pensare a nessun altro modo per terminare una storia. L'atmosfera di una storia è esattamente l'atmosfera che la storia richiede. (dal sito nextplanetover.com, traduzione di Andrea Ligas per ultrazine.org, 2004)
  • Più di ogni altra forma di letteratura, la fantascienza è un work in progress e ci arriva con una data di scadenza. Certa vecchia fantascienza può diventare illeggibile. La fama di alcuni autori non resiste all'erosione del tempo. Ma se la data di scadenza è trascorsa, e desta ancora una reazione emotiva dentro di noi, be', quella è arte e forse è anche verità. (da La ferita che non guarisce mai, introduzione a Robert Silverberg, L'uomo nel labirinto)
  • Quando da piccolo leggevo libri scritti da adulti, rimanevo sempre stupito, un poco perplesso e dicevo: "Com'è possibile che abbiano dimenticato la loro infanzia? Stanno scrivendo cose senza senso!". Non mi riconoscevo assolutamente nei loro libri. Per questo quando ero piccolo mi ripromettevo che non avrei dimenticato, che se fossi riuscito a diventare uno scrittore io sì che sarei riuscito a scrivere e a parlare dell'infanzia. (da un'intervista a cura di Fabio Bonetti rilasciata al Festival della Fantascienza di Trieste nel 2001)
  • Un giorno, quando facevo il giornalista, il caporedattore venne da me e mi chiese di scrivere qualcosa su: "...sai, quei giochi che fanno diventare matti...". Alla fine capii che si riferiva ai giochi di ruolo e mi licenziai immediatamente! (da un'intervista di Francesco Ruffino pubblicata sulla rivista Rill nel marzo 1997)
  • È sorprendente come ciò che siamo possa dipendere dal letto in cui ci risvegliamo al mattino, ed è sorprendente quanto tutto ciò possa rivelarsi fragile. (da Coraline, p. 79)
  • Ci sono luoghi mitici. Esistono, ciascuno a suo modo. Alcuni sono al di sopra del mondo come coperture, altri esistono al di sotto, come il fondo di un quadro. (da I ragazzi di Anansi, p. 85)
  • L'amore infatti non appartiene alle terre del sogno. L'amore appartiene a Desiderio, e Desiderio è sempre crudele. (da Casa di Bambole)
  • Lo scrittore Larry Niven, consiglia di conservare i propri errori di battitura per battezzarci personaggi esotici o razze aliene. E così Coraline, nata da uno scivolamento di dita sulla tastiera, non è mai tornata Caroline. (dall'intervista di M. Giovannini, Ciak, giugno 2009)
  • Scrivo fumetti perché il loro è un medium sperimentale, che mi permette di sconvolgere qualsiasi regola. Me l'ha insegnato quel genio di Alan Moore. (dall'intervista di M. Giovannini, Ciak, giugno 2009)

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] American Gods

Era in prigione da tre anni, Shadow. E siccome era abbastanza grande e grosso e aveva sufficentemente l'aria di uno da cui è meglio stare alla larga, il suo problema era più che altro come ammazzare il tempo. Perciò faceva ginnastica per tenersi in forma, imparava i giochi di prestigio con le monete e pensava un sacco a sua moglie e a quanto la amava.

[modifica] Coraline

Coraline scoprì quella porta poco dopo aver traslocato con la famiglia.
La casa era molto vecchia, con una soffitta, una cantina e un giardino pieno di erbacce e di grossi e vecchi alberi.
Date le sue notevoli dimensioni, però, non era occupata esclusivamente dalla famiglia di Coraline. I suoi ne possedevano solo una parte.
Nel resto dell'edificio abitavano altre persone.

[modifica] I ragazzi di Anansi

Comincia, come quasi tutto, con una canzone.
Al principio era il verbo, erano parole accompagnate da una melodia. È così che venne fatto il mondo, che il vuoto fu diviso, che le terre e le stelle e i sogni e gli dèi minori e gli animali... che ogni cosa venne al mondo.
Con il canto.
I grandi rettili furono cantati dopo che il cantore aveva finito con i pianeti, le colline, gli alberi, gli oceani e gli animali più piccoli. Furono cantate le scogliere che legano l'esistenza, i terreni di caccia, e l'oscurità.
Le canzoni rimangono. Durano. La canzone giusta può trasformare un imperatore nello zimbello del paese, può far cadere dinastie. Una canzone dura ben oltre il momento in cui i fatti e le persone di cui parla sono diventati polvere e sogno. È questo il potere delle canzoni.

[modifica] Stardust

[modifica] Incipit

C'era una volta un giovane che desiderava ardentemente soddisfare le proprie brame.
E fin qui, per quanto riguarda l'inizio del racconto, non v'è nulla di nuovo (poiché ogni storia, passata o futura, che narri di un giovane potrebbe cominciare alla stessa maniera). Ma strano era il giovane e strani i fatti che lo videro protagonista, tanto che egli stesso non seppe mai come andarono veramente le cose.
La storia ebbe inizio, come molte altre storie dei tempi andati, a Wall.
Ancora oggi, a seicento anni dalla sua nascita, la cittadina di Wall si erge immutata sulla cima di un'alta sporgenza granitica al centro di una piccola foresta. Le case del villaggio sono vecchie e quadrate, fatte di pietra grigia, con neri tetti d'ardesia e comignoli svettanti. Sfruttando ogni minimo spazio della roccia, le case si sorreggono a vicenda, costruite l'una a ridosso dell'altra, con qualche cespuglio o alberello che spunta qua e là dal fianco di un edificio.

[modifica] Citazioni

  • — Scusa — gli disse una vocina inquietante nell'orecchio — ti dispiacerebbe sognare facendo meno rumore? I tuoi sogni si infiltrano nei miei, e se c'è una cosa che non ho mai mandato giù sono proprio le date. Guglielmo il conquistatore, millesessantasei, ma di più non so, ed è una nozione che baratterei volentieri con un topo ballerino. (pag. 77)
  • Quanto manca per Babilonia?
    Venti leghe, signor mio.
    Vi giungerò a lume di candela?
    Andata e ritorno, signor mio.
    Se l'andatura è svelta e leggera
    Vi giungerai a lume di candela. (p. 82)

[modifica] Nessun dove

[modifica] Incipit

Richard Meyhew non si stava divertendo molto quella notte, l'ultima prima di andare a Londra.

[modifica] Citazioni

  • «So che questa è una domanda indiscreta, ma lei, per caso, è clinicamente pazzo?»
    «Possibile, ma assai improbabile. Perché?»
    «Bè» ribatté Richard «Uno di noi deve esserlo per forza!»
  • Questo è il momento di avere paura dell'oscurità. (Hunter)
  • Il suo sorriso avrebbe fermato una rivoluzione. (riferito ad Hunter)
  • «Ma non sembrano tutti uguali questi tunnel?» chiese Richard «Come si fa a capire qual è l'uno e qual è l'altro?»
    «Non si capisce» disse il Marchese. «Infatti ci siamo irrimediabilmente persi. Non ci troveranno mai più. Tra un paio di giorni ci uccideremo a vicenda per procurarci il cibo.»
    «Sul serio?»
    «No.»
  • Non ho paura di cadere. Quello di cui ho paura è il momento in cui smetti di cadere e cominci ad essere morto. (Richard)
  • Quando gli angeli vanno a male, Richard, marciscono più di chiunque altro. (il Marchese de Carabas)

[modifica] Bibliografia

  • Neil Gaiman, American Gods, traduzione di Katia Bagnoli, Mondadori, Milano 2002. ISBN 8804520833
  • Neil Gaiman, Coraline, traduzione di Maurizio Bertocci, Mondadori, Milano 2004. ISBN 8804530235
  • Neil Gaiman, La ferita che non guarisce mai, introduzione a Robert Silverberg, L'uomo nel labirinto, traduzione di Riccardo Valla, Fazi Editore, Roma 2008. ISBN 9788881128747
  • Neil Gaiman, I ragazzi di Anansi, traduzione di Katia Bagnoli, Mondadori, Milano 2006. ISBN 880455701X
  • Neil Gaiman, Stardust, traduzione di Maurizio Bertocci, Mondadori, Milano 2004. ISBN 8804547103
  • Neil Gaiman, Nessun dove, Fanucci editore, Aprile 2006. ISBN 8834711769

[modifica] Voci correlate

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