Guerra
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Citazioni sulla guerra.
- C'era la guerra, e tutti ne eravamo presi, e ormai sapevo che avrebbe deciso delle nostre vite. Della mia vita; e non sapevo come. (Italo Calvino)
- Camminando, tra la folla, alle partite di calcio e in guerra, i profili si fanno vaghi; le cose reali divengono irreali e una nebbia si distende sul cervello. Tensione ed eccitamento, stanchezza, movimento, tutto si perde in un gran sogno grigio, così che, quando è finito, è difficile ricordare come fu quando si sono uccisi degli uomini o si è dato l'ordine di ucciderli. Quindi gli altri che non c'erano vi dicono com'è andata e voi rispondete vagamente:
«Già, dev'essere proprio stato così.» (John Steinbeck) - Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell'uomo. (Papa Giovanni Paolo II)
- Da che mondo è mondo perché si fanno le guerre? Per assicurarsi la pace. È raro che si faccia una guerra per arrivare alla guerra. […] Se per assicurarsi la pace occorre fare la guerra, non sarebbe meglio rinunziare alla pace? Almeno non si farebbero le guerre. No! Perché se non si fanno le guerre che servono ad evitare le guerre, vengono le guerre. (Achille Campanile)
- Dev'esserci qualcosa di sbagliato nel cervello di quelli che trovano gloriosa o eccitante la guerra. Non è nulla di glorioso, nulla di eccitante, è solo una sporca tragedia sulla quale non puoi che piangere. Piangi a quello cui negasti una sigaretta e non è tornato con la pattuglia; piangi su quello che hai rimproverato e ti s'è disintegrato davanti; piangi su lui che ha ammazzato i tuoi amici. (Oriana Fallaci)
- Devo studiare politica e guerra perché i miei figli possano avere la libertà di studiare matematica e filosofia. I miei figli dovrebbero studiare matematica e filosofia, geografia, storia naturale, costruzione navale, navigazione, commercio e agricoltura così da dare ai loro figli il diritto a poter studiare pittura, poesia, musica, architettura, scultura, e ceramica. (John Adams)
- È certo assai più difficile perdere una guerra che vincerla. A vincere una guerra tutti son buoni, non tutti son capaci di perderla. (Curzio Malaparte)
- E mentre marciavi con l'anima in spalle | vedesti un uomo in fondo alla valle | che aveva il tuo stesso identico umore | ma la divisa di un altro colore. (Fabrizio De André)
- Fare la guerra è una cosa, uccidere un uomo è un'altra cosa. (Emilio Lussu)
- I popoli non combattono le guerre per fare dello sport. (John Steinbeck)
- In guerra, la prima vittima è la verità. (Gustav Hasford)
- Io non credo nella guerra come strumento. C'è un dato inoppugnabile: la guerra è uno strumento che non funziona, semplicemente non funziona. (Gino Strada)
- L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (Costituzione della Repubblica Italiana; art.11)
- L'umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all'umanità. (John Fitzgerald Kennedy)
- La guerra è di somma importanza per lo Stato: è sul campo di battaglia che si decide la vita o la morte delle nazioni, ed è lì che se ne traccia la via della sopravvivenza o della distruzione. Dunque è indispensabile studiarla a fondo. (Sun Tzu)
- La guerra è il primo passo verso la pace. (Libero Bovio)
- La guerra – sola igiene del mondo. (Filippo Tommaso Marinetti)
- La guerra è sempre il principale desiderio di un governo potente, che vuole divenire ancor più potente. [...] È proprio durante la guerra che il potere esecutivo dispiega la sua terribile energia ed esercita una specie di dittatura, la quale atterrisce la libertà. È durante la guerra che il popolo dimentica le deliberazioni che riguardano i suoi diritti civili e politici. (Maximilien de Robespierre)
- La guerra è una sciagura così immane, il suo esito così incerto e le conseguenze, per un paese, così catastrofiche, che i sovrani non avranno mai riflettuto abbastanza prima di intraprenderla. (Federico il Grande)
- La guerra non è che commercio. (Evelyn Waugh)
- La guerra per me, significava proiettili rombanti e schegge d'acciaio; soprattutto significava fango, pidocchi, fame e freddo. (George Orwell)
- La pace eterna è un sogno, e neppure un bel sogno (Helmuth Karl Bernhard von Moltke).
- La storia di insuccessi bellici può riassumersi in due parole: troppo tardi. Troppo tardi nel comprendere il proposito micidiale di un potenziale nemico; troppo tardi nell'accorgersi del pericolo mortale; troppo tardi nel prepararsi; troppo tardi nell'unire tutte le forze possibili per la resistenza; troppo tardi nello stabilire un'intesa con i propri amici (Douglas MacArthur)
- Le leggi tacciono in tempo di guerra.
- Inter arma enim silent leges. (Marco Tullio Cicerone)
- L'idea più stravagante che possa nascere nella testa di un uomo politico è quella di credere che sia sufficiente per un popolo entrare a mano armata nel territorio di un popolo straniero per fargli adottare le sue leggi e la sua costituzione. Nessuno ama i missionari armati; il primo consiglio che danno la natura e la prudenza è quello di respingerli come nemici. (Maximilien de Robespierre)
- Morte. Distruzione. Malattie. Orrore. La guerra è tutto questo. Tutto ciò la rende una cosa da evitare. (Star Trek (serie classica))
- Nulla di più orrendo e lamentevole: di due popoli che si scagliano l'uno contro l'altro a bandiera spiegata. (Arno Schmidt)
- Non sono un pacifista. A chi mi desse uno schiaffo sulla guancia non porgerei mai l'altra, ma mi difenderei a denti stretti. La guerra è per metà fatta di paura e per metà di noie. I giovani del mio paese non sono per la guerra. Non sono nemmeno per il servizio militare. Gli orfani di guerra, poi, la considerano il peggiore dei mali. (Günter Grass)
- Quando c'è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l'inverso. (Primo Levi)
- Quando si dichiara una guerra la prima vittima è la verità. (Arthur Ponsonby)
- Quello che ai protagonisti non fu chiaro, per lo meno non a tutti, fu che procedure di esportazione manu militari di un modello politico-sociale (considerato irrinunciabile e perciò meritevole persino di un disastroso crollo d'immagine) non si possono ripetere più volte. O si determina la scelta di strade nuove, cioè un mutamento più lungo e diluito nel tempo ma pur sempre un mutamento, o, altrimenti, la replica del meccanismo «repressione/ripristino puro e semplice dell'ordine» diventa la premessa per la fine. (Luciano Canfora)
- Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra. (Marco Tullio Cicerone)
- Si pace frui volumus bellum gerendum est.
- Sparagli Piero sparagli ora | e dopo un colpo sparagli ancora | fino a che tu non lo vedrai esangue | cadere in terra a coprire il suo sangue. (Fabrizio De André)
- Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l'odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono. (George Orwell)
- Uno è vergine dell'Orrore come lo è della voluttà. Come me lo potevo immaginarmelo io 'sto orrore lasciando Place Clichy? Chi avrebbe potuto prevedere prima d'entrare davvero in guerra, tutto quel che conteneva la sporca anima eroica e fannullona degli uomini? Adesso, ero preso in questa fuga di massa, verso l'assassinio di gruppo, verso il fuoco... Veniva dal profondo ed era arrivato. (Louis-Ferdinand Céline)
Indice |
[modifica] Carl von Clausewitz
- La guerra non è altro che un duello su vasta scala.
- La guerra è un atto di forza che ha lo scopo di costringere l'avversario a sottomettersi alla nostra volontà.
- La guerra non è mai un atto isolato.
- La guerra è la prosecuzione della politica con altri mezzi.
- La guerra è l'impiego illimitato della forza bruta.
- Scopo dell'atto di guerra è disarmare l'avversario.
[modifica] James Hillman
- Il turbamento che ci prende quando sentiamo dire «la guerra è normale» deriva dalla confusione insita nell'uso di quell'aggettivo. «Normale» può essere inteso in due modi, che tendono a fondersi insieme ingenerando in noi l'impressione che ciò che è normale (medio) è anche standard e giusto, ovvero è il giusto parametro. […] Nella seconda accezione «normale» rimanda a «ideale». Vi si sente ancora la radice della parola: retto, corretto, esatto; ma adesso questi termini descrittivi, tecnici sono normalizzati in metafore. «Norma» oggi significa parametro, paradigma: un'immagine precostituita stabilisce la norma, il modello, la regola. […] Quando i due significati si fondono in riferimento alla guerra, allora la descrizione del combattimento diventa prescrizione del combattimento. Ciò che «dovrebbe» essere (ciò che è giusto che sia) diventa «ciò che fa la maggioranza». [1]
- Gli scrittori, specialmente gli scrittori di guerra, non creano ma ricreano, e la lettura è insieme ricreazione e ri-creazione di ciò che è sfuggito alla presa del presente per nascondersi nei recessi dell'anima, di ciò che è rimosso, dimenticato. Il nome di questo vuoto fatto di amnesia è «pace», la cui prima concisa definizione è «assenza di guerra». In senso estensivo, così il vocabolario definisce la pace: «libertà da, o cessazione di, guerre o ostilità; la condizione di una nazione o comunità che non è in guerra con un'altra». E ancora: «libertà da conflitti o perturbazioni, specialmente come condizione individuale; tranquillità, serenità».[1]
- E se la terra volesse la guerra? Come si spiega il fatto che Ares sia anche un antico dio dell'agricoltura? E che a Marte sia assegnato un suo appezzamento, in campagna, fuori le mura della città? A chi si sforza di comprendere la furia della guerra di secessione americana, e anche la composta, paziente sopportazione di quella guerra, che andò avanti per quattro anni, arrivando a toccare la Florida e il Nuovo Messico (oltre diecimila distinti scontri armati in cui rimasero uccisi oltre seicentomila uomini e ragazzi), le motivazioni di solito elencate non paiono all'altezza di tanta carneficina.[1]
[modifica] Sebastiano Vassalli
- Guerra di popolo è una guerra non di soldati, ma di uomini. Che combattono per se stessi, anzitutto: per motivi chiari, evidenti, per ideali in cui credono; e non perché ne hanno ricevuto l'ordine o perché son pagati per questo.
- Una guerra di popolo, non può iniziare per scopi aggressivi. Non viene decisa a tavolino, tra mestieranti di strategia e di politica. Una guerra di questo genere inizia sempre molto tardi, perché le masse contadine e operaie sono abituate da secoli a sopportare l'oppressione e non sanno esprimersi con la violenza (che è prerogativa storica dei ceti parassitari); ma, una volta iniziata, è tale che gli stessi mestieranti di strategia e politica e i potenti della terra ne hanno paura, giustamente.
- Una guerra di popolo non si ferma a comando, non ha frontiere e regole del gioco, non ha eroici protagonisti e sterminati greggi di comparse disposte a morir tacendo, come le guerre «normali», le guerre dei padroni.
[modifica] Winston Churchill
- Nessuno può garantire il successo in guerra, può solo meritarlo.
- Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra. [riferendosi agli accordi di Monaco di Baviera del 29-30 settembre 1938]
[modifica] Proverbi
- Guerra, orrore delle madri. (proverbio romano)
[modifica] Italiani
- Cent'anni di guerra, un dì di battaglia.
- Che giova all'uomo ucciso oppur ferito, che l'uccisor lo pianga o sia pentito?
- Chi è sfortunato non vada alla guerra.
- Chi evita la guerra col senno, fa meglio di chi la vince col sangue.
- Chi ha l'armi in mano, è padrone d'ogni cosa.
- Chi ha paura non vada alla guerra.
- Chi predica la guerra è il cappellano del diavolo.
- Chi va alla guerra, mangia male e dorme in terra.
- Chi vuol vincere la guerra si prepari in tempo di pace.
- Con molti alla guerra, con pochi a consiglio.
- Dove parlano i tamburi, tacciono le leggi.
- Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia.
- In chiesa per devozione, alla guerra per necessità.
- In tempo di guerra, più chiacchiere che terra.
- La guerra giusta è la guerra per difesa.
- La guerra molti atterra.
- La guerra viene da due parolette: "mio" e "tuo".
- Meglio guerra fuori che guerra dentro.
- Molti fan la guerra per un uovo, e lasciano intanto scappar la gallina.
- Nel giardino della guerra crescono i fiori della morte.
- Nella guerra il più forte ha ragione.
- Nella pace i giovani seppelliscono i vecchi, ma nella guerra i vecchi seppelliscono i giovani.
- Nemico diviso, nemico vinto.
- Non c'è viaggio senza polvere, né guerra senza lacrime.
- Non conosce la pace e non la stima, chi provato non ha la guerra prima.
- Pace e vittoria son giudici in guerra.
- Per la ragion di stato e di confini, son rovinati ricchi e poverini.
- Un bel morir tutta la vita onora.
- Uomo in terra non fa guerra.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

