Raffaele La Capria

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Raffaele La Capria (1922 – vivente), scrittore e sceneggiatore italiano.

[modifica] Conversazione di Raffaele La Capria con Alessandro Piperno

  • Raffaele La Capria: Non posso sopportare quelli che si danno da fare per salvare il mondo o per le grandi cause. Diffido delle grandi e buone cause, non le nego, ma sto attentissimo perché le buone cause sono, a volte, tranelli terribili.
  • Raffaele La Capria: Hai letto Capri e non più Capri? È uno dei libri che più rivelano il mio sentimento rispetto alla natura. Quelli che hanno la mia età hanno vissuto in un'epoca in cui l'acqua del mare era chiara sempre.
  • Alessandro Piperno: In fondo quando avete scritto Mani sulla città [film di Francesco Rosi] era questo il sentimento che ti animava.
    Raffaele La Capria: Franco Rosi e io credevamo, allora, che servisse a qualcosa. Poi non ci abbiamo creduto più. Franco Rosi ha fatto un bel film. Il film è venuto bene. Lì, per esempio, la società è affrontata in maniera diretta.
    Alessandro Piperno: E di quel film cosa pensi oggi?
    Raffaele La Capria: È un film basato su un principio di onestà che va oltre l'ideologia. Napoli è stata uccisa dalla speculazione edilizia. Si combatteva contro questa speculazione... Cambiare la struttura urbanistica di una città significa cambiarne la morale. E Napoli è cambiata moltissimo dopo la speculazione edilizia: è stato allora che sono arrivate le periferie inabitabili, è stato allora che è nata la «corona di spine», così viene chiamata a Napoli la periferia, «corona di spine». Ed è allora che, come scrivevo in L'occhio di Napoli, se ti capita di sbagliare strada, vai a finire in periferia e puoi arrivare all'inferno.

[Raffaele La Capria, Conversazione di Raffaele La Capria con Alessandro Piperno, Corriere della Sera, 28 novembre 2008, pag. 55]

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