Andrea Orlando

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Andrea Orlando

Andrea Orlando (1969 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Andrea Orlando[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Il caso Moro deve essere oggetto di riflessione in ogni momento perché costituisce un riferimento per la nostra democrazia e monito costante a non abbassare la guardia verso tutti i pericoli che la possono mettere in discussione.[fonte 1]
  • I fatti che si determinano a livello sovrannazionale, i soggetti che si sono costituiti a livello sovrannazionale, spesso non legittimati democraticamente, sono in grado di mettere le democrazie di fronte al fatto compiuto. Faccio un esempio: la modifica, devo dire abbastanza passata sotto silenzio, della Costituzione per quanto riguarda il tema dell'obbligo del pareggio di bilancio non fu il frutto di una discussione del paese, fu il frutto che la Banca Centrale Europea più o meno - ora la brutalizzo - disse: "O mettete questa clausola nella vostra costituzione, o altrimenti chiudiamo i rubinetti e non ci sono gli stipendi alla fine del mese". Io devo dire che è una delle scelte di cui mi vergogno di più di aver fatto.[fonte 2]
  • Dobbiamo cambiare profondamente, e lo stiamo facendo, le modalità di esercizio della pena: abbiamo una pena che è molto legata al carcere, per molto tempo si è raccontato che il carcere era la soluzione di tutti i mali: dobbiamo invece virare verso sanzioni di carattere patrimoniale perché un mafioso o un corrotto ha relativamente poco paura di farsi un mese di carcere se si riesce a mettere in tasca qualche milione di euro, ha paura se si minaccia di portargli via i soldi che ha magari anche la casa: io credo che dobbiamo virare in questa direzione.[fonte 3]
  • È giusto chiedersi se il sistema giuridico italiano sia in grado di reggere l'urto di così profonde trasformazioni dell'arena globale, pur pagando – come si è detto – inevitabilmente i limiti sempre più angusti della dimensione nazionale. L'impianto costituzionale continua ad offrire un'importante tutela dei diritti fondamentali. Contrariamente a suggestioni esterofile che spesso emergono in casa nostra, il nostro Paese viene apprezzato per l'equilibrio raggiunto tra esigenze di sicurezza e difesa delle garanzie costituzionali, laddove altri Stati hanno adottato strategie che si sono tradotte in una brusca limitazione dei diritti dei cittadini. Lo stesso si dica per l'obiettivo di mantenere e garantire la posizione di autonomia e indipendenza della magistratura, l'obbligatorietà dell'azione penale, le previsioni normative sull'appello, che offrono tuttora una protezione giuridica importante ai diritti dei cittadini. Sorto storicamente per contenere le prevaricazioni del potere esecutivo, questo robusto quadro giuridico e istituzionale rappresenta oggi un argine contro pericolose derive populiste che insidiano i livelli di civiltà giuridica toccati dal nostro Paese.[fonte 4]
  • Oggi sento di poter rivendicare i progressi significativi realizzati sul versante di alcuni fondamentali diritti e di poter rappresentare con convinzione i valori per i quali abbiamo operato. Al valore della effettiva uguaglianza nella laicità è ispirata la legge sulle unioni civili il cui percorso di attuazione si è concluso. Abbiamo ora una legge che, per il nostro Paese, rappresenta una svolta di civiltà. Al valore della tutela delle persone deboli è orientata la legge sull'assistenza di persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. La stessa legge introduce per la prima volta finalmente nel nostro ordinamento un sistema generalizzato di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti. Anche questo credo sia un importante segno di civiltà. Come lo è la legge che colpisce l'odioso fenomeno del "caporalato", approvata lo scorso anno, fenomeno che ferisce la dignità e il valore della persona che lavora. Anche in tema di accoglienza e diritto d'asilo è nostro dovere salvaguardare le garanzie fondamentali.[fonte 4]
  • Uno dei maggiori studiosi contemporanei del diritto e dello Stato, Ronald Dworkin, ha scritto: «L'uguale rispetto è la virtù sovrana della comunità politica: se manca, il governo è soltanto tirannia; ma quando la ricchezza di una nazione è distribuita in modo fortemente disuguale, come lo è attualmente la ricchezza di nazioni anche molto prospere, allora il suo uguale rispetto appare sospetto». Ecco: se vogliamo riconoscere ai nostri concittadini, nelle forme del diritto e nell'esercizio della giurisdizione, l'uguale rispetto che è loro dovuto, dobbiamo agire perché non sia fortemente diseguale la ricchezza della nazione.[fonte 4]
  • Che Salvini avesse deciso di soffiare sul fuoco delle paure della gente sull'ondata migratoria lo sappiamo da anni. Ora abbiamo scoperto che lo fanno anche Di Maio e i Cinquestelle.[fonte 5]
  • I Tar vanno cambiati senza demonizzarli, precisando meglio qual è l'ambito di competenza della politica e quello del tribunale amministrativo che spesso entra nel merito di scelte che dovrebbero essere della politica.[fonte 6]
  • Credo che riconoscere che la mafia non è ormai solo nelle regioni di insediamento tradizionale, che agisce utilizzando gli strumenti finanziari, che si introduce nell'economia, nei partiti e nella società anche in realtà diverse è un utile segnale di consapevolezza. La mafia è diventata una grande multinazionale con rapporti con le criminalità di altri Paesi. Abbiamo bisogno di strumenti anche nuovi per contrastarla.[fonte 7]
  • Con il codice antimafia abbiamo potenziato gli strumenti di aggressione ai patrimoni illeciti che continua a essere a mio avviso il principale fronte e abbiamo introdotto il reato di auto riciclaggio che consente di intervenire anche quando l'accumulazione del capitale è molto risalente nel tempo. Però, siamo sempre nell'ambito della repressione.[fonte 7]
  • [In che modo si contrasta la mafia?] Non preoccupandoci solo di come si contrasta la mafia, ma di come si costruiscono dei soggetti sociali, economici e politici, istituzionali e professionali che siano impermeabili alla mafia. Gli anticorpi non valgono solo per la mafia, ma anche per altri fenomeni come la corruzione, strumento attraverso il quale sempre di più la mafia entra nelle istituzioni. Per esempio, credo sia fondamentale una legge che regoli il funzionamento dei partiti politici e delle lobby.[fonte 7]
  • [Sulle dichiarazioni sulla razza di Attilio Fontana] Le parole[1] sono un lapsus freudiano, perché quello che ha detto lo pensano in molti e questo non può che preoccupare. Io credo che dietro a molta della propaganda xenofoba che è stata alimentata in questi anni ci sia anche un tratto razzista.[fonte 8]
  • L'avvocatura è baluardo della difesa dei diritti e della democrazia. Una voce fondamentale a tutela delle garanzie, soprattutto di chi ha meno voce per difendersi.[fonte 9]

Note[modifica]

  1. Cfr. Attilio Fontana, 14 gennaio 2018: «Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se la nostra società deve essere cancellata.»

Fonti[modifica]

  1. Citato in Mattarella: "Ricordare le vittime del terrorismo significa volere la verità", Repubblica.it, 9 maggio 2015.
  2. Dalla festa del Fatto Quotidiano, 3 settembre 2016. Video disponibile su YouTube.com.
  3. Citato in Giustizia, Orlando: aggiungere sanzioni patrimoniali al carcere, Repubblica.it, 6 settembre 2015.
  4. a b c Dalle Comunicazioni sull'amministrazione della giustizia del Ministro Andrea Orlando alle Camere, 18 gennaio 2017.
  5. Dall'intervista di Tommaso Labate, «Non pensavo che Angelino s'iscrivesse al partito populista», Corriere della Sera, 30 aprile 2017, p. 7.
  6. Citato in "Non potevano partecipare stranieri". Il Tar del Lazio boccia le nomine di Franceschini per i musei, Repubblica.it, 25 maggio 2017.
  7. a b c Dall'intervista di Giuseppe Guastella, Orlando: «Mafia in politica, ecco come fermarla», Corriere.it, 23 novembre 2017.
  8. Citato in Fontana: "Razza bianca da difendere". Poi precisa: "È stato un lapsus". Salvini: siamo sotto attacco, Corriere.it, 15 gennaio 2018.
  9. Citato in Orlando: «I processi non si fanno in piazza né sui giornali», Il Dubbio, 10 febbraio 2018.

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