Vai al contenuto

Domenico Modugno

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Domenico Modugno

Domenico Modugno (1928 – 1994), cantautore, compositore, chitarrista, attore e regista italiano.

Citazioni di Domenico Modugno

[modifica]
  • Dopo tre anni di crisi, in cui non riuscivo più a comporre, ho scritto Come hai fatto, che era nata però napoletana, Ma cumm' ha fatto. Soltanto che mi hanno costretto a trascriverla in italiano, ma è il dialetto la vera lingua di noi.[1]
  • In una stazione radio del Michigan o dell'Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo si ebbero duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L'exploit di Volare nacque così.[2]
  • [Parlando di Salvatore Quasimodo] Quando gli chiesero il permesso per questa operazione, lui rispose che non lo aveva mai concesso a nessuno, ma che per Modugno non ci sarebbero stati problemi. Poi ci siamo incontrati e conosciuti a casa sua: era una persona molto strana, chiusa, vulnerabile, che ispirava tenerezza.[2]
  • Il mio incontro con Pasolini fu bello. In un primo tempo voleva utilizzarmi per un'opera che doveva rappresentare alla Piccola Scala di Milano, cosa che poi non fece. Recitai invece nell'episodio Cosa sono le nuvole, e dal titolo del film nacque anche una canzone, che scrivemmo insieme. È una canzone strana: mi ricordo che Pasolini realizzò il testo estrapolando una serie di parole o piccole frasi dell'Otello di Shakespeare e poi unificando il tutto.[2]
  • Meraviglioso non fu capita immediatamente, e Renzo Arbore lo ha riconosciuto di recente in una trasmissione televisiva confessando che anche lui si adoperò nella giuria dell'epoca perché la canzone venisse scartata, in quanto non adatta al Festival di Sanremo. Lo stesso Arbore l'ha poi indicata come la sua canzone preferita attuale.[3]
  • Il posto mio, secondo disco con la RCA, è il frutto di un errore di valutazione. Non che la canzone fosse brutta, anzi, però non era adatta al mio personaggio così come veniva percepito dalla gente. Mi feci convincere da quell'impastoiavacche che è Tony Renis, e così fummo buttati fuori tutti e due alla prima serata. Forse è il caso di ricordare che un altro errore fu commesso da Renis stesso nella scelta dell'arrangiamento. Ennio Morricone ne aveva approntato uno veramente bello, ma Renis non era troppo soddisfatto e chiedeva sempre dei cambiamenti fin quando, in extremis, fu scelto quello del maestro Franco Pisano.[3]
  • La lontananza esprime secondo me un grande sentimento d'amore, e possiede in sé una grande idea. il vento che spegne tutti i fuochi piccoli e accende quelli grandi. L'idea non è mia, ma io la afferrai al volo quando la Bonaccorti mi lesse una lettera che le aveva scritto il suo ragazzo: la sviluppai e nacque la canzone.[3]
  • Alla base della decisione ci fu una litigata con Rascel, che era il direttore artistico. Lui si era ritenuto offeso per le difficoltà incontrate dalla moglie nell'interpretazione di una canzone semplicissima che io avevo scritto per lei. I pettegolezzi del direttore d'orchestra, che si era dato da fare per riferire a me e Rascel le rispettive reazioni avevano acuito il contrasto, così io ritenni di non poter incominciare un'avventura che sarebbe dovuta durare due anni.[3]
  • Chiedo scusa, ma per la fame avrei anche detto di essere giapponese![4] [rivolto ai suoi compaesani di Polignano a Mare, dopo aver dichiarato per molto tempo di essere siciliano]

Citazioni tratte da canzoni

[modifica]
  • Pi chi da ogni ricciu | ti caccia 'nu capricciu | la donna riccia nun la vogghiu, no! (da La donna riccia, 1954)
  • Ma tutt'i sogni nell'alba svaniscon perché | quando tramonta la luna li porta con sé | ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli | che sono blu come un cielo trapunto di stelle. (da Nel blu dipinto di blu[5], 1958)
  • Adieu adieu adieu adieu, addio al mondo | ai ricordi del passato | ad un sogno mai sognato | ad un attimo d'amore che mai più ritornerà. (da Vecchio frack, 1958)
  • Mille violini suonati dal vento, | tutti i colori dell'arcobaleno | vanno a fermare una pioggia d'argento, | ma piove, piove | sul nostro amor! (da Piove[6], 1959)
  • Ciao ciao bambina | un bacio ancora | e poi per sempre ti perderò | come una fiaba l'amore passa | c'era una volta | poi non c'è più. (da Piove[6], 1959)
  • Cos'è che trema sul tuo visino | è pioggia o pianto? | Dimmi cos'è | vorrei trovare | parole nuove | ma piove, piove | sul nostro amor. (da Piove[6], 1959)
  • Il nostro amore | acqua di mare | è diventata sale | le nostre labbra inaridite | non hanno più parole. (da Addio... addio...[5], 1962)
  • Selene-ene-a | come è bello stare qua | Selene-ene-a | con un salto arrivo là | Selene-ene-a | è un mistero e non si sa | il peso sulla luna | è la metà della metà | Selene-ene-a | lascia tutto e vieni qua | Selene-ene-a | come è facile ballar | Selene-ene-a | è un mistero e non si sa | il peso sulla luna | è la metà della metà | [...] | Mano per mano noi ce ne andremo | come due piume leggere | sopra vulcani spenti da sempre | in questo mondo che tace c'è tanta pace | cara, ti parlo dalla luna, vieni, ti aspetto[7]
  • Nel cielo passano le nuvole | che vanno verso il mare | sembrano fazzoletti bianchi | che salutano il nostro amore. (da Dio, come ti amo, 1966)
  • Chi può fermare il fiume che corre verso il mare? | Le rondini nel cielo che vanno verso il sole | chi può cambiar l'amore | l'amore mio per te? (da Dio, come ti amo, 1966)
  • La lontananza sai, è come il vento | spegne i fuochi piccoli, ma | accende quelli grandi... quelli grandi.[8] (da La lontananza[9], 1970)
  • La lontananza sai è come il vento | che fa dimenticare chi non s'ama. (da La lontananza[9], 1970)
  • Io ho bisogno di te | come la barca ha bisogno del mare per potere andare | la primavera ha bisogno del sole per poter fiorire | la farfalla di un fiore | un bimbo di una mano che l'accompagna | un cane di un padrone | e del vento l'aquilone per poter volare | ed io di te | sempre vicino a me | in ogni istante della mia vita! (da Come hai fatto, 1970)
  • Io sono la corda più tirata di un violino | e cerco la tua bocca come il pane | e non mi sazio mai | il cielo è un'immensa cattedrale | e l'amore fa di noi quello che vuole. (da Sortilegio di luna, 1973)
  • Guarda l'amore mio | com'è carina in questa fotografia | l'ho accarezzata troppo con le mie dita | per questo adesso si è un po' sgualcita | ma di presenza è più bella ancor. (da Cavallo bianco, 1973)
  • Ecco la mia vita, ecco la mia età | è da mille anni, che non vivo qua... (da Questa è la mia vita[10], 1973)
  • Nel mare della vita i fortunati vanno in crociera | gli altri nuotano | qualcuno annega. (da Delfini (Sai che c'è)[11], 1993)

Citazioni su Domenico Modugno

[modifica]
  • Al tempo non c'erano i press agent, così Domenico Modugno pensava che fosse giusto costruirsi un background alterativo per fare colpo in America. Diceva che era il figlio di un capo-zingaro, mostrava una camicia rossa che diceva essere di suo nonno quando invece era di un nostro amico del Centro Sperimentale, e gli americani ci credevano. Era press agent di sé stesso, diceva: "In America non sono nessuno, ma così divento interessante". Ha detto tante balle, ma non hanno mai fatto male a nessuno. (Franca Gandolfi)
  • Cantavo imitando Modugno e d'altronde come si poteva non subire la sua influenza? (Fabrizio De André)
  • Domenico Modugno è come la Gioconda o come la Torre di Pisa: un monumento che ormai appartiene all'umanità intera, un brivido di bellezza senza più nazionalità. (Lino Patruno)
  • È il più grande di tutti. Nessuno ha scritto tante belle canzoni che rimarranno per decenni, nessuno è completo come lui quale cantautore, showman, attore. (Claudio Villa)
  • Fin da bambino cantavo tutte le canzoni di Modugno e di Claudio Villa. Mio padre aveva comprato una radio e tutte le canzoni che trasmettevano io ci cantavo sopra. Una specie di karaoke. Quando finivo la gente di fuori applaudiva. (Albano Carrisi)
  • Io avevo [...] otto anni, e per volere di Modugno cantavamo sempre dal vivo questa canzone [Piange il telefono] perché a lui faceva piacere. Mi ricordo di una volta a Sanremo, dove lui mi raccomandava che nell'ipotesi avessi sbagliato, non avrei dovuto mettermi a piangere in quanto lui, essendo vicino a me, mi avrebbe aiutato a riprendere la canzone. Quando siamo andati in diretta per cantare, a sbagliare fu lui. Confuse un pezzo con un altro, ed io invece incurante di questo errore riuscii a cantare bene la canzone. Finita la nostra esibizione, ricordo che Mimmo mi disse scherzando: "Sei un mostro, sei riuscita a non sbagliare tu, ma ho sbagliato io". Solamente adesso, mi rendo conto dell'occasione che ho avuto da bambina, ma che all'epoca, vista la mia piccolissima età, non ho saputo sfruttare appieno. (Francesca Guadagno)
  • L'anticristo della canzone. Una bomba. L'innovatore. L'uomo a cui la musica italiana deve di più. Mimmo è stato la Personalità Importante della nostra canzone, fece capire agli italiani degli anni '50 che ci poteva essere un'altra musica oltre a quella classica. ...Lui cominciò. Da Mimmo venne tutto il resto. Fu l'uomo della rivoluzione, con lui saltarono gli schemi e gli altri non poterono far altro che adeguarsi. ...Mimmo rappresentava il sentimento più alto dell'uomo del Sud. ...Oddio ci sono state alcune personalità interessanti, ma nessuno come Mimmo. Mai più! E non vedo in giro eredi. (Renzo Arbore)
  • Mimmo è stato per me come un secondo papà, ho un ricordo molto bello di quel periodo. Volle a tutti i costi insegnarmi le sue canzoni che non conoscevo, e ricordo che quando cantavamo in diretta era terrorizzato che io sbagliassi. (Francesca Guadagno)
  • Modugno è famoso a Tokyo come a New York; nel Pakistan una nostra delegazione fu accolta da un orchestrina che con Volare intendeva richiamare ai graditi ospiti la cara patria lontana. Egli ha fatto, per la diffusione della nostra lingua, un'opera degna della Dante Alighieri: Ciao, ciao bambina è un'espressione largamente usata ovunque: e potete immaginare come, questo efficace esperanto, possa facilitare i rapporti tra i popoli. ....Signori, dobbiamo non poco a Modugno. Tutto ciò che egli fa è poi tanto italiano: italiano è il suo aspetto, italiana la sua ispirazione. Chioma e sospiri sono italiani, gesti e sgomenti sono italiani: esasperati, scatenati, eccessivi, dilaganti. Modugno non appare sul teleschermo, lo occupa; non canta i suoi motivi, li impone; non vi invita ad ascoltarlo, ve lo ordina. Ve lo ordina con i capelli, gli occhi, i baffi, le mani: è fortissimo e prepotente. (Enzo Biagi)
  • Si arrabbiò moltissimo quando io vinsi con Non ho l'età nel '64. Lui andava per vincere, non per partecipare. Quando scrisse Dio, come ti amo pensò di far coppia con me ("così la neutralizzo"). La cosa funzionò, nonostante il sabotaggio dei discografici. (Gigliola Cinquetti)
  • Venivamo da posti diversi. Io da Pisa, con un'educazione militare, e lui dal popolo. Volevamo diventare attori, sentivamo il bisogno di esprimerci. Ricordo, però, che il secondo anno non lo frequentai perché lui era geloso, anche se l'esame lo facemmo con lo stesso regista, Luigi Zampa. Ci muoveva la passione, non il denaro. Lo dico sempre ai miei nipoti: non pensate ai soldi, fate quello che vi piace fare. Mio marito non ci è riuscito: voleva fare l'attore e, invece, si è trovato a fare il cantautore. Quando ha vinto Sanremo e i giornalisti facevano il tifo per lui, disse: "È finita la mia vita. L'attore non me lo farà fare più nessuno. Tutti mi chiederanno di cantare". (Franca Gandolfi)

Collaborazioni

[modifica]

Postume

[modifica]

Note

[modifica]
  1. Da un'intervista di Maura Nuccetelli e Tommaso Di Francesco, 23 ottobre 1979; trasmessa nel programma televisivo La grande evasione – Storia del festival di Sanremo di Gianni Borgna, 1980.
  2. a b c Da un'intervista di Vincenzo Mollica; pubblicata in Domenico Modugno, 1981.
  3. a b c d Da un'intervista di Francesco Trisciani; pubblicata in Raro!, n. 20, 1989.
  4. Citato in Carlo Antini, L'uomo che fece cantare il mondo , Il Tempo.it, 21 agosto 2013.
  5. a b Testo di Franco Migliacci e Domenico Modugno.
  6. a b c Testo di Domenico Modugno e Dino Verde.
  7. Da Selene, dall'album Domenico Modugno, etichetta: Fonit (LP 20022), 1962. Citato in Testo Selene – Domenico Modugno, rockol.it
  8. Cfr. Roger de Bussy-Rabutin: «La lontananza fa all'amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande».
  9. a b Testo di Enrica Bonaccorti.
  10. Testo di Luciano Beretta e Domenico Modugno.
  11. Testo di Luigi Lopez e Franco Migliacci.

Filmografia

[modifica]

Voci correlate

[modifica]

Altri progetti

[modifica]