Emigrazione

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In cerca di fortuna (N. Chevalier, 1887)

Citazioni sull'emigrazione e gli emigrati.

  • Emigrante (s.m.). Un ingenuo convinto che un paese possa essere migliore di un altro. (Ambrose Bierce)
  • I Paesi ricchi devono capire che chi emigra non lo fa per diletto ma perché è costretto, non ha scelta. Chi va a guadagnarsi da vivere in un Paese lontano non ruba l'impiego ad un locale, ma svolge lavori che nessuno vuol fare e spesso è sottopagato. (Óscar Rodríguez Maradiaga)
  • L'emigrato in paese straniero | col cuore infranto consuma la vita; | a vederne la febbre del cuore | si frangerebbero le rocce stesse. || Quando volete maledire alcuno, | ditegli: Sii emigrato! | La montagna ti serva di capezzale, | tu dorma su l'arena; | e nel ricordo del tuo paese | tutta la tua persona un dolor senta. || Il mio core somiglia ad anfora infranta; | col versarvi de l'acqua mai non s'empie; | trova la sua compagna e lieto canta | ogni uccello; ed io mi resto solo; | resta ogni pietra ferma al proprio suolo, | io sol rotolo sempre. (canto popolare armeno)

Rino Gaetano[modifica]

  • Ho fatto vari pezzi che parlano dell'emigrazione, ma ho sempre inserito questa piaga nel più vasto e alienante concetto dell'emarginazione e soprattutto non ho dipintro l'emigrante nella solita e trita iconografia (occhi lucidi, valigia di cartone e mamma in nero) cercando di cogliere maggiormente il travaglio dei suoi stati d'animo e dei suoi affetti.
  • La gente che abbandona spesso il suo paesello | lasciando la sua falce in cambio di un martello, | ricorda nei suoi occhi, nel suo cuore errante | il misero guadagno di un bracciante.
  • Seppure complessato il cuore gli piangeva | quando la sua gente andarsene vedeva, | perché la gente scappa ancora non capiva | dall'alto della sua locomotiva.

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