Giampiero Galeazzi

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Giampiero Galeazzi (1946 – vivente), conduttore televisivo, giornalista e telecronista sportivo italiano.

Citazioni di Giampiero Galeazzi[modifica]

Sette, 22 aprile 2004
  • [Marzullo]. È amico di tutti i nuovi direttori, ma lo fa con molta classe. Lui è un signore. Li conosce tutti. È abilissimo, io non sarei capace. È sempre gentile con tutti. Io lo frequento, è uno sempre molto disponibile, non l'ho mai sentito parlare veramente male di nessuno. È una forma di mentalità.
  • Io sono sempre stato aziendalista. Ma quando ho smesso di fare Domenica In mi sentivo un po' spaesato. In redazione non avevo 'na stanza, 'na sedia, 'na scrivania. Mi avevano messo da parte. Era la vendetta del sistema.
  • La rivista ufficiale della Rai, il Radiocorriere, mi definì il "giornalista giullare".
  • Mio padre è stato campione di canottaggio. Vinse gli europei nel 1932, nel due senza. Poi continuò facendo l'allenatore alla Tevere Remo e poi alla Canottieri Roma. Per cercare di curare un braccio che mi era rimasto bloccato dopo un incidente mi fece fare canoa. E così divenni un fiumarolo. Stavo sempre in riva al Tevere. Ho imparato anche a nuotare, nel Tevere.

Fuorigioco, Galeazzi: "Ehi non sono morto! Bisteccone è più vivo che mai"

Articolo di Roberto Pelucchi pubblicato su gazzetta.it, 14 gennaio 2019

  • Ho unito due tipologie diverse di pubblico: sono stato Pippo Baudo e Sandro Ciotti messi assieme, una bomba atomica.
  • Era il 1970, un giorno dovevo andare a giocare un doppio di tennis con Renato Venturini, che lavorava alla radio. Andai a prenderlo nella sede di via del Babuino e mi presentò ai colleghi dello sport. Ero alto e massiccio, così Gilberto Evangelisti se ne uscì con la frase: "Renà, ma chi è 'sto Bisteccone?".
  • Per un altro colpo di fortuna feci la mia prima radiocronaca di canottaggio [alle olimpiadi di Monaco del 1972]. Mirko Petternella era stato trattenuto al palazzetto per la scherma e così debuttai io. Con questa frase: "Qui c'è molto vento, le bandiere sembrano di legno". Pensi che cazzata... Dallo studio Roberto Bortoluzzi disse: "Sì Galeazzi, vai avanti". Avrà pensato: se questo è l'inizio, annamo bene... Invece me la cavai".
  • Nicola mi ha insegnato il tennis, Adriano mi ha laureato, mi ha fatto capire lo spirito di questo sport. La Coppa Davis era il top, adesso l'hanno riformata e snaturata, togliendole tutto il suo fascino.
  • Io nasco e muoio telecronista. Non ero estroso come il grande Beppe Viola, però conoscevo lo sport e le sue dinamiche. Con i calciatori c'era una libertà diversa rispetto ad ora. Io ho inventato le interviste prepartita, alla discesa dai pullman, e appena finita la gara prendevo i giocatori sotto braccio e li confessavo a bordo campo, prima di tutti.
  • Pierluigi Pardo ha fatto il mio stesso percorso sul piano della simpatia, poi è romano, un gaudente. Sandro Piccinini mi piaceva, ora mi sembra troppo fabbricato. Fabio Caressa sembra che a volte veda altre partite, però non dimentico che nel 2006 in Germania fu l'unico a stingermi la mano dicendo: "Grazie Gian Piero, lei è stato quello che ha aperto una nuova strada nella telecronaca sportiva".
  • Sandro Petrucci, collega del Tg1, diceva che avevo tre anime: quella popolare degli stadi di calcio, quella aristocratica del tennis e quella romantica del canottaggio.

Citazioni su Giampiero Galeazzi[modifica]

  • Lo smog riduce tantissimo la visibilità: i monaci tibetani, invece di Buddha, sono stati sorpresi a pregare Galeazzi. (Gene Gnocchi)

Note[modifica]

  1. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 91, ISBN 88-8598-826-2
  2. Citato in Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Dalai editore, 2000, p. 2116. ISBN 8880898620
  3. Citato in Ubaldo Scanagatta, Nadal il più forte di sempre e di Borg, Ubitennis.com, 12 giugno 2012.

Film[modifica]

Doppiaggio[modifica]

Altri progetti[modifica]