La casa che grondava sangue

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La casa che grondava sangue

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Locandina italiana

Titolo originale

The House That Dripped Blood

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 1971
Genere Horror
Regia Peter Duffell
Sceneggiatura Robert Bloch e Russ Jones
Produttore Max Rosenberg e Milton Subotsky
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La casa che grondava sangue, film del 1971 diretto da Peter Duffell.

Frasi[modifica]

  • I personaggi sono una estensione della personalità dell'autore. Rispecchiano molto spesso un lato che egli cerca di celare a se stesso. (Dott. Andrews)
  • Spesso mi chiedo che faremmo senza il fuoco. Tu hai mai pensato a quanto ci aiuta? Ci tiene caldi, ci cuoce il cibo, ci fa persino luce. A parte il fatto che è anche bello. A me piace vedere le fiamme che guizzano. È sorprendente a volte osservare come cambiano i colori. (Ann Norton)

Explicit[modifica]

Forse ora capite il segreto di questa casa. Esatto! Riflette la personalità di chiunque lo abiti, e lo tratta in conseguenza. Spero che presto trovi un inquilino appropriato. Forse piacerebbe a te. Non c'è niente da temere... se sei il tipo di persona giusto. Pensaci su. (A.J. Stoker)

Perhaps you understand the secret of this house now. Precisely! It reflects the personality of whoever lives in it and treats him accordingly. I hope it finds a proper tennant soon. Perhaps you would like it. There's nothing to be afraid of... if you're the right sort of person. Think it over.

Citazioni su La casa che grondava sangue[modifica]

  • Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (Il Mereghetti)
  • Nel complesso, il film si fa apprezzare per la professionalità della realizzazione e la compattezza narrativa dei suoi episodi migliori, ma manca quasi del tutto di una sufficiente carica inventiva nella regia (di Peter Duffell, regista prevalentemente televisivo, elegante ma senza guizzi) e di originalità nella scrittura (Robert Bloch, altre volte più ispirato) che possano dare sostanza a una serie di frammenti abbastanza prevedibili. (Rudy Salvagnini)

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