Paolo Stoppa

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Paolo Stoppa (1906 – 1988), attore di teatro e di cinema, scrittore italiano.

Necessità di riforma del teatro italiano[modifica]

Incipit[modifica]

Un critico dei cosiddetti battaglieri, parlando di me recentemente, ha detto che io sono nelle grinfie di Luchino, e non vedo l'ora di liberarmene. Che non vedo l'ora di tornare a fare le parti semplici e grossolane che ero così contento di fare, sbarazzandomi di impermeabili e di altri attributi esistenzialisti.
Il mestiere dell'attore è già così difficile perché ci si mettono anche i critici. La lotta senza respiro che un attore sostiene coi propri critici continuamente non è mai stata così dura per me come in questi due anni che ho cercato di fare sul serio. O meglio, se prima mi attaccavano e me ne dicevano di tutti i colori perché facevo il brillante, ora ce l'hanno con me perché faccio Euridice. Che cosa vogliono? In realtà la forza delle consuetudini, pur così balorda, è la sola a guidare il gusto e la fantasia. Essi vedono per anni un attore fare la stessa cosa, e finiscono coll'attribuirgli un «cliché» fisso, un carattere in cui si ritrovano, immobile, da cui secondo loro non si può più uscire. È questa una delle peggiori schiavitù, questa, capitata a me, di essere popolare come mi volevano gli altri.

Citazioni[modifica]

  • Il teatro di domani non avrà né la forma né l'organizzazione né il linguaggio di quello di ieri; io ho sentito il dovere di contribuire a questa trasformazione. (p. 46)
  • Io, alla prova generale, recito come alla prima, se questo fosse possibile; voglio dire con uguale impegno. Se va male la prova generale, vuol dire che lo spettacolo andrà per miracolo. A molta gente piacciono i miracoli, ed a costoro il teatro piace appunto perché sembra la palestra delle avventure. (p. 47)

[Paolo Stoppa, Necessità di riforma del teatro italiano, da Il Dramma, diretto da Lucio Ridenti, anno 23 - n. 34 - 1 aprile 1947.]

Film[modifica]

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