Pier Damiani

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Busto di Pier Damiani
Opera omnia, 1743

Pier Damiani o Pier di Damiano o Pietro Damiani (1007 – 1072), teologo, vescovo e cardinale italiano della Chiesa cattolica, che lo venera come santo e di cui è Dottore dal 1828.

  • Un chierico o un monaco che molesta gli adolescenti o i giovani, o chi è stato sorpreso a baciare o in un altro turpe atteggiamento, venga sferzato pubblicamente e perda la sua tonsura. Dopo essere stato rasato, venga ricoperto di sputi e stretto con catene di ferro, venga lasciato marcire nell'angustia del carcere per sei mesi. Al vespro, per tre giorni la settimana mangi pane d'orzo. Dopo, per altri sei mesi, sotto la custodia di un padre spirituale, vivendo segregato in un piccolo cortile, venga occupato con lavori manuali e con la preghiera. Sia sottoposto a digiuni, e cammini sempre sotto la custodia di due fratelli spirituali, senza alcuna frase perversa, o venga unito in concilio con i più giovani. Questo sodomita valuti a fondo se abbia amministrato bene i suoi uffici ecclesiastici, poiché la sacra autorità giudica questi oltraggi tanto ignominiosi e tanto turpi. Né si lasci tentare affinché non abbia a corrompere nessuno di dietro, né ad unirsi con nessuno fra le cosce, perché [...] sarà sottoposto, e giustamente, a tutti quei turbamenti provocati dal comportamento vergognoso. (da Liber Gomorrhianus, 1049, cap. XVI, traduzione dal latino di Irene Zavattero)

Citazioni su Pier Damiani[modifica]

  • In quel loco fu' io Pietro Damiano, | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. || Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa. (Dante Alighieri, Divina Commedia)
  • Nel De divina onnipotentia, uno dei suoi scritti più significativi, composto intorno al 1067, Pietro Damiani riproduce e riprende una discussione avuta con l'abate Desiderio di Montecassino, se Dio possa ridare la verginità a una donna che l'abbia perduta. La violenta proclamazione dell'onnipotenza di Dio, al di là di ogni impossibilità logica, alimenta una sottintesa polemica contro gli insegnamenti della scuola di Chartres, e in particolare contro Ivo, scolaro di Fulberto, che forse Pietro aveva udito in Italia.
    Tutto dipende dalla volontà divina, cui non è pensabile umanamente un limite; solo una cosa Dio non fa: il male; ma perché il male non è; perché ciò che è male, è ciò che non ha alcuna consistenza. (Eugenio Garin)

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