Bonaventura da Bagnoregio

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San Bonaventura

San Bonaventura da Bagnoregio, nato Giovanni Fidanza (1217/1221 circa – 1274), religioso e teologo italiano.

  • È insito nell'anima l'odio della falsità; ma ogni odio nasce dall'amore, perciò è molto più radicato nell'anima l'amore della verità e specialmente di quella verità per la quale l'anima è stata fatta. (dal De Mysterio Trinitatis, q.1, a.1, in Itinerario della mente in Dio. Riconduzione delle arti alla teologia, tradotto daS. Martignoni, O. Todisco, L. Mauro, Città Nuova, 2000)
  • La materia è il principio di ogni limitazione. (citato in Focus n. 90, pag. 162)
  • O anima, adunque che pensi tu che sia la divina consolazione? Certo, o anima, quella dolcezza è tanto grande e tanto suave consolazione che solo nel cuore apparisce che sia la divina consolazione, certo, o anema, questa dolcezza è tanto grande e tanto suave delettazione che, solo nel cuore sentendo, pensi quel che sia la divina consolazione. (da Soliloquio, Della consolazione divina)[1]
  • Quando egli [San Francesco d'Assisi] considerava la fonte primordiale di tutte le cose, si sentiva colmo di ancora più abbondante pietà, e chiamava le creature, anche le più piccole, con il nome di fratello o sorella, perché sapeva che venivano dalla stessa fonte da cui anche lui veniva. (da Vita di San Francesco d'Assisi; citato in Steven Rosen, Il vegetarismo e le religioni del mondo, traduzione di Giulia Amici, Jackson Libri 1995, p. 36)
  • L'uomo, poiché è forte e presiede alla donna, rappresenta la parte più elevata della ragione, invece la donna quella inferiore. E ciò a motivo della virilità da un lato, e della debolezza e fragilità dall'altro. (da Comm. in sec. librum Sententiarum Pietri Lombardi, dist. XVI, art. 2, q. 2 e dist. XIX, a. 1, q. 1)

Vita di San Francesco d'Assisi[modifica]

Incipit[modifica]

La grazia di Dio nostro Salvatore si è manifestata in questi ultimi tempi (Tit. 2,11), per mezzo del servo suo Francesco, a tutti i veri ed umili amici della santa povertà. Questi, venerando in lui l'infinita misericordia di Dio, vengono ammaestrati dal suo esempio a rinunciare decisamente all'empietà e alle vane cupidigie del mondo, a conformare la propria vita a quella di Cristo, ed a tendere con costante impegno al conseguimento della sperata beatitudine.

Citazioni[modifica]

  • Pur vivendo nel mondo, egli imitò talmente la purezza degli Angeli, da essere proposto ad esempio ai perfetti imitatori di Cristo. (p. 7)
  • Venuta quindi a conoscenza di molti la notizia della semplicità della dottrina e dell'autentica vita di questo servo di Dio, alcuni uomini, attratti dal suo esempio, cominciarono a sentirsi incoraggiati ad abbracciare la vita di penitenza e, abbandonando tutto, unirsi a lui sia nel modo di vestire che di vivere.
    Primo fra questi fu Bernardo, uomo veramente venerando. (p. 38)
  • Avendo chiesto i frati che insegnasse loro a pregare, egli rispose: «Quando pregate, dite il Pater noster, oppure: Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le tue chiese che sono in tutto il mondo e ti benediciamo, perché per mezzo della tua santa croce hai redento il mondo». (p. 51)
  • Poiché all'uomo, avvolto ancora nelle infermità della carne, non è possibile seguire perfettamente il divino Agnello immacolato e crocifisso senza mescolarvi delle colpe, Francesco confermava con l'evidenza del suo esempio che, coloro i quali vogliono tendere alla perfezione, debbono purificarsi quotidianamente nelle acque delle lacrime. (p. 73)

Bibliografia[modifica]

  • San Bonaventura da Bagnoregio, Vita di San Francesco d'Assisi, traduzione di p. Pietro Ettorre, Edizioni Porziuncola, Assisi, 1974.

Note[modifica]

  1. citato in La Letteratura Religiosa, p. 59, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1965

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