Gregorio Nazianzeno

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Gregorio di Nazianzo

San Gregorio Nazianzeno o Gregorio di Nazianzo (329 – 390 ca.), noto anche come Gregorio il Teologo, vescovo di Costantinopoli e teologo.

  • Non appena concepisco l'Uno, sono illuminato dallo splendore dei Tre; non appena distinguo i Tre ritorno di nuovo all'Uno. Quando penso a uno dei Tre, penso a lui come a un tutto, e i miei occhi si riempiono, e gran parte di ciò che sto pensando mi sfugge. (da Orazione, 40, 41)[1]
  • Se non fossi tuo, o mio Cristo, mi sarebbe stata fatta un'ingiustizia. (da A Cristo, in Poesie, traduzione di Carmelo Crimi e Ivano Costa, Città Nuova, 1999, vol. II, 1, 74)

Detti[modifica]

  • Il Signore chiede tre cose ad ogni uomo che ha il battesimo: all'anima la retta fede, alla lingua la verità, al corpo la continenza.
  • Se qualcuno non crede che la santa Maria è Madre di Dio, si priva della divinità.
  • Tutta la vita dell'uomo è come un sol giorno per chi è travagliato dal desiderio ardente.

[AAVV, Vita e detti dei padri del deserto, a cura di Luciana Mortari, Roma, Città Nuova, 2005]

Discorsi[modifica]

  • Abbiamo diviso Cristo, noi che tanto amavamo Dio e Cristo! Abbiamo mentito gli uni agli altri a motivo della Verità, abbiamo nutrito sentimenti di odio a causa dell'Amore, ci siamo divisi l'uno dall'altro!
  • Contempla quelle bellezze e lascia che il mormoratore, del tutto ignaro del piano divino, muoia fuori con la sua bestemmia.
  • Convinciamoci che le tribolazioni sono strumento di salvezza.
  • Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell'uomo.
  • E poi non dimentichiamoci di raccomandare al Signore le anime nostre e anche quelle di coloro che ci hanno preceduto nel comune viaggio verso la casa paterna.
  • Egli [Gesù] fu annoverato tra i malfattori per te e per il tuo peccato, e tu diventa giusto per lui.
  • Lasciatemi riposare dalle mie lunghe fatiche, abbiate rispetto dei miei capelli bianchi ... Sono stanco di sentirmi rimproverare la mia condiscendenza, sono stanco di lottare contro i pettegolezzi e contro l'invidia, contro i nemici e contro i nostri. Gli uni mi colpiscono al petto, e fanno un danno minore, perché è facile guardarsi da un nemico che sta di fronte. Gli altri mi spiano alle spalle e arrecano una sofferenza maggiore, perché il colpo inatteso procura una ferita più grave ... Come potrò sopportare questa guerra santa? Bisogna parlare di guerra santa così come si parla di guerra barbara. Come potrei riunire e conciliare questa gente? Levano gli uni contro gli altri le loro sedi e la loro autorità pastorale e il popolo è diviso in due partiti opposti ... Ma non è tutto: anche i continenti li hanno raggiunti nel loro dissenso, e così Oriente e Occidente si sono separati in campi avversi.
  • L'insegnamento effettivamente è come un cibo, il cui possessore è colui che lo distribuisce.
  • Facciamo nostra capitale adottiva non la Gerusalemme terrena, ma la metropoli celeste, non quella che viene calpestata dagli eserciti, ma quella acclamata dagli angeli.
  • Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale.

[Gregorio Nazianzeno, I cinque discorsi teologici, Città Nuova, Roma, 1999]

Note[modifica]

  1. Citato in Karen Armstrong, Storia di Dio: 4000 anni di religioni monoteiste, traduzione di Aldo Mosca, Marsilio Editori, 1995, p. 126.

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