Renzo Piano

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Renzo Piano

Renzo Piano (1937 – vivente), architetto italiano.

Citazioni di Renzo Piano[modifica]

  • Continuare a negare a dei bimbi, che sono italiani come i nostri figli, i diritti – lo ius appunto di ogni altro italiano, è tradire la nostra italianità, una crudeltà indegna dell'Italia.[1] 
  • Libero? Guardi che per un architetto la libertà non è un grande regalo. Io ringrazio il cielo quando mi danno indicazioni precise: sono come i quadretti sul grande foglio bianco che è il progetto.[2]
  • Non credo nel contrasto tra civiltà urbana e civiltà rurale. Il contrario di città non è campagna; è deserto. Deserto come luogo fisico e come solitudine esistenziale. La campagna europea non è l'Amazzonia; è antropizzata, è un luogo dell'uomo. L'Europa è tutta una grande città, e il treno è la sua metropolitana. Da Parigi si va in treno a Londra, Bruxelles, Amsterdam. L'Europa è il mio Paese, è la mia città.[3]
  • Quello dell'architetto è un mestiere antico come cacciare, pescare, coltivare ed esplorare. Dopo la ricerca del cibo viene la ricerca della dimora. Ad un certo punto, l'uomo, insoddisfatto dei rifugi offerti dalla natura, è diventato architetto.[4]

Dal programma televisivo Vieni via con me

Rai Tre, 22 novembre 2010

  • Bisogna sempre ricordare che fare architettura significa costruire edifici per la gente, università, musei, scuole, sale per concerti: sono tutti luoghi che diventano avamposti contro l'imbarbarimento. Sono luoghi per stare assieme, sono luoghi di cultura, di arte e l'arte ha sempre acceso una piccola luce negli occhi di chi la frequenta.
  • Talvolta l'architettura cerca il silenzio e il vuoto in cui la nostra coscienza si possa ritrovare. Il silenzio è un po' come il buio: bisogna avere il coraggio di guardarlo. E poi pian piano si comincia a vedere il profilo delle cose. Quindi l'architettura è anche l'arte di creare i luoghi per il silenzio, per la meditazione.
  • La politica teme il talento perché il talento ti regala la libertà e la forza di ribellarti.
  • Noi italiani siamo come dei nani sulle spalle di un gigante, tutti. E il gigante è la cultura, una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria, invisibile capacità di cogliere la complessità delle cose. Articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza assieme, e questo è un capitale enorme. E per questa italianità c'è sempre posto a tavola per tutto il resto del mondo.

Da Renzo Piano a Eurocities: «Genova è la città più bella del mondo»

Intervista di Chiara Pieri, Mentelocale.it, 3 novembre 2011.

  • A Genova non manca niente per essere europea. Nel '600, il siglo de oro, è stata una capitale mondiale e non ha mai perso quelle caratteristiche che l'hanno resa unica. [...] Spero che chi non c'è mai stato capisca la sua bellezza, troppo spesso nascosta e silenziosa.
  • Genova, è una delle città più belle del mondo. Prima del '92 il porto era separato dalla città, ma da allora Genova ha potuto ritrovare il suo contatto con il mare e ristabilire un rapporto con l'acqua. Paul Valéry la definì una 'cava d'ardesia', ma la sua componente acquatica è importantissima, è la sua identità.
  • Il mestiere dell'architetto è un mestiere d'avventura. L'architettura non è solo costruire, ma è un'arte sociale e umanistica. Quando si lavora e si progetta in una città è necessario diventare a tutti gli effetti membri di quel posto, per capirne l'anima e farla propria. Di volta in volta sono diventato parigino, berlinese, newyorkese, londinese, anche se resto sempre un genovese.

Dal programma televisivo Otto e mezzo

La7, 25 gennaio 2014

  • L'intelligenza deve essere leggera.
  • La bellezza cambia il mondo e lo cambia una persona alla volta.

Da Renzo Piano: «Il mio primo ricordo felice? Costruivo castelli di sabbia. Per gli amici sono geometra»

Intervista di Elvira Serra, Corriere.it, 19 maggio 2018.


  • Un architetto che non si trova a casa là dove costruisce è un ipocrita. Non puoi costruire a New York senza diventare newyorker, a Berlino senza diventare berlinese, a Beirut senza diventare libanese.
  • Il Beaubourg era figlio della rivolta studentesca. Quella che avevo vissuto a Milano prima del ‘68, quando di giorno lavoravo nello studio di Franco Albini, un genio, e di notte occupavo l’università, con Camilla Cederna che ci portava i cioccolatini. E quella vissuta dopo il ‘68, quando stavo a Londra, le gonne erano sempre più corte e i capelli più lunghi. A New York vedo abbastanza spesso Philip Roth e ho scoperto che eravamo amici a Londra in quegli anni.
  • Quando vai sul luogo capisci tante cose, parli con la gente, costruisci un ologramma mentale dentro il quale lavorare. Devi lasciar uscire dal terreno qualcosa, ti passano davanti dei fantasmi. Misuri cose non misurabili, i desideri, le aspirazioni.

Da Renzo Piano: «Non esiste la fatalità. La mia Genova bastonata deve reagire subito con un nuovo ponte e cantieri»

Intervista di Fulvio Irace, Il Sole 24 Ore, 22 agosto 2018.

  • Genova è detta la Superba, ma l'appellativo non si riferisce all'idea di una vanagloriosa superiorità: è superba perché "superiore", perché sale verso l’alto ed ha sempre avuto una capacità di reazione straordinaria.
  • Morandi è stato, con Nervi, uno dei vanti dell'ingegneria italiana nel mondo e il suo Ponte era diventato un'icona dello spirito di innovazione del nostro Paese. Quando venne eretto il Ponte, da giovane architetto che negli anni Sessanta cominciava la professione, l'ho ammirato per la sua audacia [...] certamente l'opera esprimeva la volontà di spingere l'Italia nella direzione di un grande ottimismo, senza il quale non ci sarebbe stato il miracolo della ripresa. Quella bellezza però era fragile, appunto: bisognosa di un'attenzione di una cura di cui nel tempo abbiamo perso la consuetudine.
  • [...] un ponte come questo, crollando, trascina con sé il morale della città. Il Ponte sul Polcevera non era un ponte qualsiasi: univa le due anime di Genova: la città storica di Levante con l'anima operaia e industriale di Ponente, dove tra l'altro io stesso sono nato e vissuto. E infine il crollo del ponte Morandi si porta appresso la credibilità e l'identità stessa dell'Italia.

Da Renzo Piano: “Il progetto del nuovo ponte è il mio regalo a Genova, ora lavorerò gratis”

Intervista di Massimo Minella, Rep.repubblica.it, 18 dicembre 2018.


  • Io metto i ponti dappertutto, autostradali, urbani, pedonali. Io nei miei progetti parto dalle piazze e dai ponti. Il ponte è l'elemento che unisce. Guardi il nuovo Morandi, lega le due sponde di Genova.
  • I cantieri sono sempre un momento di solidarietà e far parte di un progetto come questo la farà aumentare. Il lavoro crescerà con l'orgoglio di far parte di questo progetto e non ci sarà nulla di più bello. Chi ha saputo rendere benissimo questo è Maurizio Maggiani, nel suo "Il romanzo della Nazione", quando si sofferma sulla costruzione della corazzata "Dandolo" all'arsenale della Spezia. Ecco, lo stesso può valere per questo ponte che tornerà a unire due città.
  • Come ogni genovese di fronte a questa terribile storia [crollo per ponte Morandi], soffrendo ma poi elaborando il lutto. Solo la nostra lingua italiana riesce a rendere così bene il concetto. Si parte da una sofferenza che poi lentamente diventa sostanza. E senza retorica si ricostruisce. Una cosa molto genovese.

La responsabilità dell'architetto[modifica]

  • Pablo Neruda ha detto che il poeta quello che ha da dire, lo dice in poesia, perché non ha un altro modo di spiegarlo. Io, che faccio l'architetto, la morale non la predico: la disegno e la costruisco.
  • La città è una stupenda emozione dell'uomo. La città è un'invenzione, anzi: è l'invenzione dell'uomo!
  • Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città è il riflesso di tante storie.

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Francesco Merlo, Renzo Piano: "Ius soli, il no è crudele, quei bimbi sono italiani. Lo dicono i loro amici", Repubblica.it, 9 ottobre 2017.
  2. Da Luoghi dell'infinito, inserto di Avvenire, settembre, pp. 24-25.
  3. Dall'intervista di Aldo Cazzullo, Renzo Piano: «Macron coraggioso, l'Europa sa rinnovarsi», Corriere.it, 7 maggio 2017.
  4. Da Il Carabiniere, gennaio 2008, p. 91.

Bibliografia[modifica]

  • Renzo Piano, La responsabilità dell'architetto. Conversazione con R. Cassigoli, Passigli, Firenze, 2000, pp. 75-82.

Altri progetti[modifica]