Tom Hanks

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Tom Hanks nel febbraio 2004

Philadelphia

  • Miglior attore (1994)

Forrest Gump

  • Miglior attore (1995)

Thomas Jeffrey Hanks (1956 – vivente), attore statunitense.

Citazioni di Tom Hanks[modifica]

  • Avevo sei anni quando John Glenn andò nello spazio, ne avevo tredici quando Armstrong e Aldrin sbarcarono sulla Luna. Ricordo che mio padre mi bisbigliò, assistendo al lancio della capsula Mercury nel 1962: "Quest'uomo porterà l'America nello spazio, la nostra nuova frontiera". Non ho mai dimenticato la frase e la ripeto oggi a John, l'uomo del cielo e senza età, che tutti invidiamo. Fu mia madre, invece, a dirmi il 20 luglio 1969: "Questa notte, la luna non tramonterà". Nel living room della mamma, dove c'era una piccola tavola rotonda con caffè e dolcetti per tutti, quei giorni feci nella mia testa migliaia di allunaggi. Da allora, mi reputo un uomo delle stelle, che ama l'avventura dello spazio![1]
  • Ho interpretato una ventina di film: cinque di essi sono dei buoni film.[2]
  • Mia moglie dice che c'è sempre uno "shuttle" ad aspettarmi dietro la porta, ma che se decidessi di salirci, lei mi chiuderebbe in casa raccontandomi la storia di un uomo che doveva scoprire il senso della sua più vera orbita. Senza smettere di ascoltare la voce delle stelle.[1]
  • Quando ero bambino credevo che mai saremmo andati sulla Luna. Smisi di pensarlo con la missione Apollo 8 nel 1968. Ciò che mi affascina in John Glenn e in tanti astronauti che ho conosciuto, è che per tutti l'impossibile e il possibile vanno a braccetto.[1]
  • Sono sempre dalla parte di chi va nello spazio, capisco come non si possa dimenticare il sogno – realtà di essere in orbita. Sono con Glenn perché il desiderio di comprendere lo spazio non ha età per chi ha sfidato e fatto proprio il tempo, liberandolo da ogni sovrastruttura. Sono idealmente al fianco degli uomini (uomini, attenzione, non robot), che vivono per anni a Houston, seguendo programmi rigidissimi. Nei miei libri di scuola, avevo le figurine degli astronauti e di Glenn. Veri modelli, perché possono spingere tanti giovani a studiare astrofisica, a desiderare di diventare scienziati.[1]
  • Vi assicuro che questa storia è vera, visto che me l'ha raccontata lui in persona... Michael è cresciuto in una parte di Chicago che noi marmittoni tendiamo a non frequentare. C'erano delle gang nel quartiere in cui Michael è cresciuto, e una di queste gang aveva come segno distintivo una macchia di tintura rossa che i membri si tingevano sui capelli afro. Big Mike diceva, me lo ha riferito, che quei tizi gli piacevano, "questi qui sono forti!", diceva. Così decise di unirsi a questa gang.
    Io gli faccio: «E come hai fatto a entrare in questa gang?» Lui mi risponde: «Vai da loro e gli fai: "ehi vorrei entrare nella vostra gang"... e poi ti massacrano di botte per venti minuti; e così entri nella gang.»
    Così dopo essere stato massacrato e preso a calci nel culo per venti minuti Mike entrò nella gang, e gli diedero questo segno distintivo, questa macchia di tintura rossa sui capelli, e se ne tornò a casa.
    Ha detto: «Mia mamma era in cucina e stava cucinando qualcosa al fornello e mi sono seduto, mi sono seduto sulla sedia, ho piegato un po' la testa, così in modo che potesse vedere la mia nuova piccola macchia rossa.» Ora, io l'ho appena vista sua mamma, è alta più o meno come questo podio, scommetto che fosse alta quanto i fornelli. Successe questo: «Cos'hai lì sulla testa, Mike?» «Oh, questo? Il mio segno distintivo, ma'. Sono nella gang!» «Ah, sei nella gang ora?» «Sì ma', sono nella g...»
    Lei gli sbatté la padella sul cranio, immagino che le costolette di maiale volarono per tutta la stanza... Lui era dall'altra parte della cucina che piangeva e sua madre mentre cercava di risistemare le costolette nella padella gli ordinò: «Ora vai immediatamente da tua sorella a farti dare delle forbici e ti tagli quel coso dai capelli!»
    Così Michael va, prende le forbici, si mette davanti allo specchio e frignando se lo taglia, e a quel punto sulla sua splendida chioma afro ad un certo punto compariva un cratere, proprio dove stava questa macchia... A quel punto va da sua madre per dirle frignando: «Ecco mamma, l'ho tagliato». E lei gli fa: «Ora te ne vai dai tuoi amici a dirgli che tu non ci stai in quella gang!»
    Io gli ho domandato: «E a quel punto che hai fatto?» Lui mi ha risposto: «Sono andato nell'angolo dove stava la gang, li ho trovati e gli ho detto... "mia mamma dice che non posso stare nella gang!"»
    «E loro allora cosa fecero?» «Mi massacrarono di botte un'altra volta!»
I pray this story is true, that he himself told me. Michael grew up in a part of Chicago that we three stooges are not really familiar with. There's gangs in the neighborhood when he was growing up. And one of the gangs illuminated themselves their trademark was they had a little patch of red dyed into their afro, their hair.
Big Mike said, he told me, "I kind of like these guys, these guys were cool." Big Mike decided to join this gang. And I said "How do you decide to join a gang?" He said "You walk up to them and say I'd like to be in your gang." And then they beat the crap out of you for 20 minutes. And that's how you get in the gang. So after being beat and having the crap kicked out of him for 20 minutes, Michael was a member of this gang and they took some red dye or whatever it is and gave him a little patch in his head and he goes home.
He said: "And my mama was in the kitchen, and she was cooking something at the stove and I sat down – I sat down in the chair, I kind of like cocked my head, so that she could see my new little red patch." Now I just saw his mama and she is about as tall as this podium, I'm guessing she is as tall as the stove itself was. So this is how it went: "what's that in your head, Mike?" "Oh! Yes, that's my trademark ma, I am in a gang." "Oh, really, you're in a gang now." That's when I'm going to go aha.
She came down with this frying pan across his head and I'm guessing porkchop went flying all over the place. And he is on the other side of the kitchen now, crying, "oh oh mama" And mother says – as she is porking the pork, sticking the fork in the porkchop, putting it back in the pan. She said "you go get – you borrow some scissors from your sister, you cut that thing out of your hair." She goes back. "Oh! I love those."
So Michael went, got the... went to the mirror, "Oh, mummy," cut it off. So now he has beautiful afro, naturally got this big dent in it, right where the big crater in it, where it used to be this red thing. And he goes back "Okay, mama, I cut it out my hair." "Now you go tell your friends, you ain't in that gang."
I said, "So what did you do?" I went to the corner where the gang was, and I found them and I said, "My mama says I can't be in your gang." I said "What do they do?" He said:
"They beat the crap out of me the second time."
[3]
  • Viviamo in una società dove nessuna legge proibisce di guadagnare denaro diffondendo ignoranza o, in qualche caso, stupidità.
We live in a society where there is no law in making money in the promulgation of ignorance or, in some cases, stupidity.[4]

Note[modifica]

  1. a b c d Citato in Tom Hanks: vorrei esserci anch'io, Corriere della Sera, 30 ottobre 1998.
  2. Citato in Il meglio di Tom Hanks, Tv.mediaset.it, 6 gennaio 2010.
  3. (EN) Dall'elegia funebre per Michael Clarke Duncan; citato in Tom Hanks shares a funny story at Michael Clarke Duncan's memorial service, EurologySpeech.net.
  4. (EN) Citato in NASA Unsure How to Counter Claims of Faked Moon Landings.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]