Henry James

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Henry James
Henry James

Henry James (1843 – 1916), scrittore statunitense.

  • È l'arte che fa la vita, fa l'interesse, fa l'importanza [...] e non conosco alcun sostituto alla forza e alla bellezza del suo processo. (da Lettera a H. G. Wells)
  • Forse farò un favore al lettore dicendogli come dovrà trascorrere una settimana a Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno. (da Transatlantic Sketches, 1875; citato in Perugia, Guide Electa Umbria, 1993)
  • In arte l'economia è sempre bellezza. (da Le prefazioni)
  • L'uomo sano e saggio non si allontana mai dalla ragione e non si concede nessuno svago se non quello del proprio lavoro. (da La lezione dei maestri)

Indice

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  • Cerca di essere una di quelle persone sulle quali tutti scommettono.
  • Ci vuole un bel po' di storia per spiegare un po' di tradizione.
  • Ci vuole un sacco di storia per produrre un po' di letteratura.
  • Gatti e scimmie, scimmie e gatti: ecco tutta la vita umana.
  • Gli studiosi di storia, essenzialmente, ricercano più documenti di quelli che usano realmente; i drammaturghi vogliono solo più libertà di quella che realmente si prendono.
  • I soldi sono una cosa orribile da seguire, ma affascinante da incontrare.
  • L'intero impulso della mia educazione si rivolge a persuadermi che il mondo nella nostra presente coscienza è solo uno dei possibili mondi della coscienza che esiste.
  • L'unica cosa che possiamo chiedere a priori a un romanzo, senza esporci a un'accusa di arbitrarietà, è di essere interessante.
  • L'unica ragione che abbia un romanzo di esistere è che cerca di rappresentare la vita.
  • Noi lavoriamo nell'oscurità: facciamo quel che possiamo, diamo quello che abbiamo. Il dubbio è passione, e le nostre passioni sono il nostro compito; il resto è la pazzia dell'arte.
  • Ricorda ai ragazzi che mi devono seguire, di essere pieni di fede, di prendermi sul serio.
  • Si è orgogliosi quando si ha qualcosa da perdere, e umili quando c'è qualcosa da guadagnare.

[modifica] Ritratto di signora

[modifica] Incipit

Sotto certi aspetti ci sono nella vita poche ore più piacevoli di quelle dedicate alla cerimonia del tè del pomeriggio. Vi sono circostanze in cui, sia che si prenda il tè o no – c'è della gente che non ne vuol sapere – quel momento è in sé delizioso. Le condizioni alle quali io penso, incominciando a scrivere questa semplice storia, offrivano un assetto mirabile per l'innocente passatempo. Gli oggetti necessari alla piccola cerimonia erano stati disposti sulla prateria di una vecchia casa di campagna inglese, nel cuore di uno splendido pomeriggio estivo. Una parte del quale era già trascorsa, ma ancor molta ne rimaneva, ch'era della più bella e fine qualità.

[modifica] Citazioni

  • È sciocco dubitar di sé stessi come sarebbe dubitare del proprio miglior amico: anzi si deve cercare di essere il proprio migliore amico e di vivere così in eletta compagnia. (p. 48)
  • Uno non rinuncia al suo paese come non rinuncia alla sua nonna: sono ambedue istituzione antecedenti alla sua scelta: elementi del complesso della sua vita che non possono esser completamente eliminati. (p. 86)
  • Chiamo ricca la gente ch'è in grado di realizzare gl'impulsi della propria immaginazione. (p. 177)
  • Quando un'amicizia cessa di crescere, comincia immediatamente a declinare, non essendoci alcun punto di equilibrio tra il piacer di più e il piacer meno. (p. 315)
  • […] essendo infatti uno degli svantaggi dell'esprimere avversione, che voi non potete godere nello stesso tempo il credito dell'esprimer simpatia. (p. 484)

[modifica] Le ali della colomba

[modifica] Incipit

Aspettava, Kate Croy, che suo padre rincasasse, ma egli la faceva attendere in modo incomprensibile, e c'erano momenti in cui la ragazza presentava a se stessa, nello specchio sul caminetto, un viso addirittura impallidito dall'irritazione che l'aveva portata al punto di andarsene senza vederlo. A quel punto pero' era rimasta; cambiando posto, muovendosi dal logoro divano alla poltrona ricoperta di una stoffa lucida che dava l'impressione-l'aveva provata-dello scivoloso e insieme dell'appicicaticcio. Aveva guardato le stampe giallastre sulle pareti e l'unica rivista dell'anno prima che insieme con un lumetto di vetro colorato e uno sgualcito centrino bianco lavorato coi ferri cooperava a ravvivare l'effetto del tappeto violaceo sulla tavola principale; soprattutto, di tanto in tanto, aveva'fatto una breve sosta sul balconcino a cui si accedeva dalle due porte-finestre.

[modifica] L'americano

[modifica] Incipit

In una splendida giornata di maggio dell'anno 1868 un signore se ne stava disteso a proprio agio sul grande divano circolare che a quel tempo occupava il centro del Salon Carré, al Museo del Louvre. Quest'ampio sofà è stato in seguito rimosso, con estremo rincrescimento di tutti coloro che, pur amando le bele arti, desideravano riposare ogni tanto le loro ginocchia; ma il signore in questione aveva preso tranquillamente possesso del suo cantuccio più morbido, e, con la testa appoggiata allo schienale e le gambe distese in avanti, stava ammirando la bellissima «Immacolata Concezione» del Murillo, visibilmente compiaciuto della posizione in cui si trovava.

[modifica] Citazioni

  • Newman guardò per qualche istante la signora Tristram, lisciandosi i baffi.
    «È una vera bellezza?» domandò.
    «No»
    «Oh, allora è inutile...»
    «Non è una bellezza, ma una donna bellissima: due cose assai diverse. Una bellezza non ha difetti sul volto; il volto di una donna bellissima può avere dei difetti che non fanno che rendere più profondo il suo fascino». (p. 49)

[modifica] Bibliografia

  • Henry James, L'americano (The American), a cura di Pietro Pignata, TEA, Torino 1988.
  • Henry James, Ritratto di signora, traduzione di Carlo e Silvia Linati, Einaudi, 1976.

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