Charles Dickens

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Charles Dickens

Charles Dickens (1812 – 1870), scrittore e giornalista britannico.

Indice

[modifica] Citazioni di Charles Dickens

  • Ci sono corde nel cuore umano [...] che sarebbe meglio non fare vibrare. (da Barnaby Rudge)
  • Deliziosa Verona! Con i suoi bei palazzi antichi e l'incantevole campagna vista in distanza da sentieri praticabili e da solide gallerie con balaustra. Con i suoi tranquilli ponti romani che tracciano la retta via illuminando, nell'odierna luce solare, con tonalità antiche di secoli. Con le chiese marmoree, le alte torri, la ricca architettura che si affaccia sulle antiche e quiete strade nelle quali riecheggiavano le grida dei Montecchi e dei Capuleti...
Pleasant Verona! With its beautiful old palaces, and charming country in the distance, seen from terrace walks, and stately, balustraded galleries. With its Roman gates, still spanning the fair street, and casting, on the sunlight of to-day, the shade of fifteen hundred years ago. With its marble-fitted churches, lofty towers, rich architecture, and quaint old quiet thoroughfares, where shouts of Montagues and Capulets once resounded... (da Pictures from Italy[1])
  • Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi. (da Tale of two cities)
  • Ammetto di essere una spia, è una cosa disdicevole, ma qualcuno deve pur farlo … (dialogo del personaggio John Barsad, la spia. (da Tale of two cities))
I admit that I am a spy, and that it is considered a discreditable station, though it must be filled by somebody ...
Citazione ispiratrice di quella frequentemente usata nell'ambito dello spettacolo: "È un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo." / "It's a dirty job, but somebody's gotta do it."
  • [Rispondendo a Stendhal] Pensate se voi ed io fossimo italiani e fossimo cresciuti dall'infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io esser migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no. (citato in Giordano Bruno Guerri, Gli italiani sotto la chiesa)
  • Perugia, munita di grandi mezzi di difesa dalla natura e dalla mano dell'uomo, sorge improvvisamente su di un'altura. (da Pictures from Italy, Londra 1846; citato in Perugia, Guide Electa Umbria, 1993)
  • Se non ci fossero persone cattive non ci sarebbero buoni avvocati. (da La bottega dell'antiquario)
  • Scosso da un tremito dalla testa ai piedi, l'uomo solleva [[...]] il busto, sostiene sulle braccia il corpo tremolante e si guarda intorno. Si trova in una piccola stanza, più di ogni altra squallida e soffocante. Attraverso la tenda logora, la debole luce dell'albe penetra da una misera corte. Giace vestito, di traverso, su un letto ampio e indecente, il cui telaio ha ceduto sotto il peso. Distesi, anch'essi vestiti e anch'essi di traverso, non nel senso della lunghezza, ci sono un cinese, un marinaio indiano e una donna scarna. I primi due sono in uno strato di sonno o stordimento; la terza sta tirando da una specie di pipa, per accenderla. E mentre tira, e schermandola con la mano magra ne concentra una favilla di luce rossa, nella mattina buia essa funge da lampada, e gli mostra quello che vede di lei. – Un'altra? –, dice la donna, in un lamentoso sussurro ansante. – Te ne fai un'altra? –. (da Il mistero di Edwin Drood)
  • Anche Fledgeby si sedette, ma in modo meno rumoroso, poi a poco a poco levò la mano dal naso. Tuttavia, fu colto dai forti dubbi sul soffiarselo o meno visto che quest'organo aveva assunto una posizione tanto delicata e personale, per non dire pubblica. Ma a poco a poco vinse gli scrupoli e con modestia si prese quella libertà, quasi una tacita protesta. – Lammle – disse con accento servile, compiuta l'operazione – spero che siamo di nuovo amici. – (Il nostro comune amico)
  • Usando il freddo linguaggio della gente di mondo, la signora Lammle e la signorina Podsnap hanno in poco tempo stretto una relazione assai intima. Usando invece il caldo linguaggio [[...]] signora Lammle, lei e la sua cara Georgiana sono diventate una cosa sola: cuore, mente, sentimenti e anima. (Il nostro comune amico)
  • In tale gruppo così numeroso e composto da elementi eterogenei, poteva apparire quasi assurdo cercare disciplina, ma la disciplina perfetta c'era, perché, qualunque fossero le sue caratteristiche, Crocco è stato senza dubbio un capo. (da All the year round, Vol. 15)

[modifica] Senza fonte

  • Aveva solo un occhio, e il pregiudizio popolare è in favore di due.
  • Bere gin è un grande vizio inglese, ma miseria e sporcizia sono peggiori.
  • Ci sono due stili nel dipingere ritratti: quello serio, ed il sogghigno.
  • Compatisco la sua ignoranza e lo disprezzo.
  • Con l'affetto che risplendeva da un occhio, e il calcolo dall'altro.
  • È la mia vecchia ragazza che dice cosa fare. È lei che ha il cervello. Ma io non lo riconosco mai davanti a lei. Bisogna mantenere la disciplina.
  • Gentiluomo una volta, gentiluomo per sempre.
  • Ho una grande esperienza di ragazzi, e so che sono una brutta razza (Mrs. Joe, Grandi speranze).
  • I grandi uomini difficilmente sono troppo scrupolosi nell'attendere al loro abbigliamento.
  • Il linguaggio non era abbastanza potente per descrivere il fenomeno infantile.
  • Il volano è un gioco molto bello, purché tu non sia la pallina e due avvocati le racchette, nel qual caso è troppo emozionante per essere piacevole.
  • In compagnia di molte altre vecchie signore di entrambi i sessi.
  • L'operosità è l'anima degli affari e la chiave di volta della prosperità.
  • La carità comincia a casa propria, e la giustizia dalla porta accanto.
  • La povertà e le ostriche sembrano sempre andare in compagnia.
  • Lega un albero di fico nel modo in cui dovrebbe crescere, e quando sarai vecchio potrai sederti alla sua ombra.
  • Ogni bambino che viene al mondo è più bello di quello che l'ha preceduto.
  • Ora badate: in fede mia, voi non dovete venire qui a dire che voi volete sapere, sapete?
  • Più uno ingrassa più diventa saggio. Pancia e saggezza crescono insieme.
  • Profondamente radicata nel petto umano c'è una passione per cacciare qualcosa.
  • Qualunque uomo può essere allegro e affabile quando è ben vestito. Non c'è un gran merito in questo.
  • Un'infarinatura di tutto, e di nulla un'esatta conoscenza.

[modifica] Casa desolata

  • È una triste verità il fatto che ogni grande uomo abbia le sue povere relazioni.
  • Il più grande principio della legge inglese è il guadagno. Non ci sono altri princìpi distintamente, certamente, e consistentemente mantenuti attraverso i suoi limitati interventi.
  • Ma l'ingiustizia porta l'ingiustizia, e il combattere con le tenebre e l'essere sconfitti da esse porta necessariamente l'inizio dei combattimenti.

[modifica] Dombey e Figlio

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Dombey era seduto nell'angolo della camera in penombra, sulla grande poltrona accanto al letto, e il Figlio era avvolto al calduccio in una cesta posata con cura su un basso divano proprio davanti al fuoco e molto vicino ad esso come se, simile ad un muffin per costituzione, appena fatto andasse abbrustolito.

[modifica] Citazioni

  • Dombey aveva circa quarantotto anni. Il Figlio circa quarantotto minuti. Dombey era piuttosto calvo, piuttosto rosso, e pur essendo in tutto e per tutto un bell'uomo aveva un atteggiamento piuttosto rigido e sicuro di sé per riuscire attraente. Il Figlio era motlo calvo, e molto rosso, e pur essendo (com'è naturale) innegabilmente un bel neonato,, appariva nel complesso ancora un po' sgualcito e chiazzato. Sulla fronte di Dombey, come un albero destinato al momento giusto a essere abbattuto, il Tempo e l'ansia sua sorella – gemelli spietati che a lungo percorrono le foreste umane, segnando di tacche la loro strada – avevano impresso qualche solco, mentre il viso del Figlio era attraversato da migliaia di piccole rughe che quello stesso Tempo impostore si sarebbe divertito a lisciare col piatto della sua falce fino a farle scomparire, come per prepararsi la superficie su cui avrebbe poi agito molto più in profondità.
  • Tutto procede come al solito. Le onde sono roche a forza di ripetere il loro mistero; la sabbia si ammucchia sulla riva; gli uccelli marini si librano nell'aria e volteggiano,; venti e nuvole continuano il loro volo che non lascia tracce; nel chiarore lunare i bracci bianchi rivolgono un cenno al paese invisibile e lontano.

[modifica] David Copperfield

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[modifica] Ada Marchesini

Nacqui a Blunderstone, un paesino dell'Inghilterra meridionale, in una ventosa notte di marzo; e precisamente alla mezzanotte d'un venerdì. Mio padre era morto prima ch'io nascessi, e io crebbi quindi tra le cure di mia madre e dell'affettuosa governante Peggotty.
Le prime cose che ricordo, quando tento di rievocar la mia infanzia, sono precisamente la figura della mamma, col suo bel visino giovane e la sua personcina graziosa, e quella di Peggotty, goffa e sfortunata, coi vestiti sempre troppo stretti, gli occhi così neri che sembravano oscurar tutto quello che le stava attorno, e le guance e le braccia così sode e così rosse che non capivo perché gli uccelli non le beccassero a preferenza delle mele.

[modifica] Silvio Spaventa Filippi

Si vedrà da queste pagine se sarò io o un altro l'eroe della mia vita. Per principiarla dal principio, debbo ricordare che nacqui (come mi fu detto e credo) di venerdì, a mezzanotte in punto. Fu rilevato che nell'istante che l'orologio cominciava a battere le ore io cominciai a vagire.
Dalla infermiera di mia madre e da alcune rispettabili vicine, alle quali stetti vivamente a cuore parecchi mesi prima che fosse possibile la nostra conoscenza personale, fu dichiarato, in considerazione del giorno e dell'ora della mia nascita, primo: che sarei stato sfortunato; secondo: che avrei goduto il privilegio di vedere spiriti e fantasmi; giacché questi due doni toccavano inevitabilmente, com'esse credevano, a quegli sciagurati infanti dell'uno o dell'altro sesso, che avevano la malaugurata idea di nascere verso le ore piccole di una notte di venerdì.
[Charles Dickens, David Copperfield, traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1949]

[modifica] Citazioni

  • Capitano incidenti anche nelle migliori famiglie.
  • Morendo, ella era tornata alla calma serena della sua giovinezza, cancellando tutto il resto.
    La madre ch'era sepolta nel cimitero accanto alla casa, era la madre della mia infanzia; la piccola creatura tra le sue braccia, ero io stesso, com'ero stato un tempo, unito a lei nella sua pace, per sempre. (p. 81)
  • Unico spiraglio di luce in tanta tristezza erano i miei libri; fui fedele a loro com'essi eran rimasti fedeli a me e li rilessi da cima a fondo non so quante volte. (p. 95)
  • Solo la mia moglie bambina.
  • Un reddito annuo di venti sterline e spese annue di diciannove sterline e sei pence portano alla felicità. Un reddito annuo di venti sterline e spese annue di venti sterline e sei pence portano all'infelicità. (Mr. Micawber)
  • "Era vero," disse il signor Barkis, "...come sono vere le tasse. E niente è più vero delle tasse."

[modifica] Il circolo Pickwick

[modifica] Incipit

Il primo raggio di luce che viene a rompere ed a fugare le tenebre nelle quali pareva involta l'apparizione dell'immortale Pickwick sull'orizzonte del mondo scientifico, la prima menzione officiale di quest'uomo prodigioso trovasi negli statuti inseriti fra i processi verbali del Circolo. L'editore dell'opera presente è lieto di poterli mettere sotto gli occhi dei suoi lettori, come una prova della scrupolosa attenzione, dello studio diuturno, dell'acume, che hanno sempre accompagnato le sue ricerche nella farraggine dei documenti affidati alle sue cure.

[modifica] Citazioni

  • È finita e non c'è più nulla da fare, e questa è già una consolazione, come dicono in Turchia quando tagliano la testa dell'uomo sbagliato.
  • "In queste occasioni è sempre meglio fare quello che fa la folla". "Ma supponi che ci siano due folle", suggerì Snodgrass. "Urla quello che sta urlando la folla più grossa", replicò Pickwick.
  • La lingua; beh, è un'ottima cosa, quando non è quella di una donna.
  • "Scusi se la disturbo.", come disse l'assassino gettando la vecchia nel fuoco.

[modifica] Le avventure di Oliver Twist

[modifica] Incipit

Nella prima metà del milleottocento, e più particolarmente verso l'anno milleottocentotrenta, quando cioè con tutta probabilità i vostri trisnonni erano bambini piccoletti, c'era, fra gli edifici pubblici di una cittadina dell'Inghilterra della quale è inutile fare il nome, un asilo per i poveri; in questo asilo, un giorno che non saprei precisarvi, nacque il campione di umanità del quale tratta questo racconto.

[Carlo Dickens, Oliver Twist, a cura di Deda Pini, Malipiero, 1971]

[modifica] Citazioni

  • Ma le lacrime non erano cose che si facevano strada nell'anima di Mr. Bumble: il suo cuore era impermeabile.
  • Le sorprese, come le sfortune, raramente vengono da sole.
  • Il cuscino di Oliver era stato sprimacciato da mani gentili quella sera, e amore e virtù vegliarono sul suo sonno.
  • Gli uomini che tengono in considerazione la natura e i loro simili e piangono perché tutto è scuro e cupo sono nel giusto; ma i colori foschi sono i riflessi dei loro occhi invidiosi e dei loro cuori. I veri colori sono delicati e hanno bisogno di una visione più pulita.

[modifica] Martin Chuzzlewit

  • La sigmora Gamp [che si occupa di cadaveri] si confortò con un pizzico di tabacco da fiuto e stette a guardarlo con il capo reclinato un po' da una parte, come un intenditore potrebbe contemplare qualche dubbia opera d'arte. A poco a poco s'impadronì della donna il ricordo di un ramo orribile delle sue specializzazioni; e, chinatasi, ella gli immobilizzò contro i fianchi le braccia agitate per vedere che aspetto avrebbe avuto una volta morto. Per quanto la cosa possa sembrare laida, le dita di lei fremevano dal desiderio di comporre le sue membra nell'estremo atteggiamento marmoreo. – Ah, – disse la signora Gamp, scostandosi un po' dal letto – sarebbe proprio una gran bella salma! –.
  • Sempre e sempre più forte rombava il tuono dalla voce profonda, come echeggiando nella miriade di sale di qualche enorme tempio del cielo; sempre più numerosi e accecanti divenivano i lampi; sempre più dirotta cadeva la pioggia. I cavalli [...] sembravano tuffarsi nei rivoli di fuoco vibrante che serpeggiavano sul terreno davanti a esso ed emergerne; ma i due uomini sedevano immobili nella carrozza e procedevano come se fossero stati soggetti a una forza d'attrazione invisibile.
  • Questa è la regola per i buoni affari: "Frega gli altri uomini, perché loro lo farebbero con te." (citato in Pietro Di Lorenzo, L'odore dei soldi. Piccola filosofia del denaro da Platone a Wall Street)

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Cantico di Natale

[modifica] Federigo Verdinois

Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo. Il registro mortuario portava le firme del prete, del chierico, dell'appaltatore delle pompe funebri e della persona che aveva guidato il mortoro. Scrooge vi aveva apposto la sua: e il nome di Scrooge, su qualunque fogliaccio fosse scritto, valeva tant'oro. Il vecchio Marley era proprio morto per quanto è morto, come diciamo noi, un chiodo di porta.
[Charles Dickens, Cantico di Natale, traduzione di Federigo Verdinois, Hoepli, 1888]

[modifica] Maria Luisa Fehr

Marley era morto, tanto per cominciare. Non c'era dubbio su ciò: il suo atto di morte era firmato dal pastore, dal coadiutore, dall'uomo delle pompe funebri e dal capo dei piagnoni. L'aveva firmato anche Scrooge, ed il nome di Scrooge alla Borsa degli scambi valeva per qualunque cosa a cui egli decidesse di metter mano. Il vecchio Marley era morto come un chiodo di un uscio.
[Charles Dickens, Canto di Natale, traduzione di Maria Luisa Fehr, RCS Libri, 1997]

[modifica] Il segnalatore

«Ehi, laggiu!»
Quando udì una voce che lo chiamava, si trovava accanto alla porta del suo gabbiotto, con una bandiera in mano, arrotolata attorno al corto bastone. Considerata la natura del terreno, si sarebbe potuto pensare che non avesse dubbi sulla direzione da cui proveniva la voce; ma invece di sollevare lo sguardo verso il punto in cui mi trovavo, in cima alla trincea scoscesa quasi sopra la sua testa, si voltò e guardò la Linea. C'era qualcosa di particolare nel modo in cui lo fece, anche se non avrei saputo dire cosa.

[modifica] La bottega dell'antiquario

È mio costume, vecchio qual sono, d'andare a passeggio quasi sempre di notte. L'estate, spesso, me n'esco di casa la mattina presto, e giro per i campi e i viottoli tutta la giornata, o anche me ne sto lontano per giorni o settimane di fila; ma, tranne che in campagna, di rado esco se non al buio, sebbene, e ne sia ringraziato il Cielo, io ami la luce del giorno e senta, al pari d'ogni creatura vivente, la gioia ch'essa riversa sul mondo.
Ho contratto quest'abitudine senza accorgermene, sia perché seconda la mia infermità, sia perché m'offre la più favorevole occasione di meditare sul carattere e la occupazione di quanti affollano le vie. Il barbaglio e il trambusto del pieno meriggio non s'adattano alle mie oziose fantasticherie; un'occhiata ai visi che passano, côlta al riflesso d'un fanale o d'una mostra di bottega, spesso vale per il mio proposito, più della loro intera rivelazione alla luce del giorno; e, sotto questo rispetto, la notte, a dire il vero, è più riguardosa del giorno, il quale, non di rado, senza la minima cerimonia o il minimo rimorso, distrugge un bel castello in aria nell'atto stesso che si riesce a coronarlo.

[modifica] La piccola Dorrit

Una trentina d'anni fa, Marsiglia bruciava un giorno ai raggi infocati del sole.
Nella Francia meridionale, un sole ardente in un giorno canicolare di agosto non era allora un fenomeno più strano di quanto in altri tempi sia stato o di quanto sia adesso. Ogni cosa dentro ed intorno a Marsiglia pareva che avesse sbarrato gli occhi, abbagliata ed abbagliante, al cielo infocato; fino al punto che questo fissarsi ed abbagliarsi a vicenda era ivi divenuto come una mania generale. I forestieri venivano abbagliati dalla accesa bianchezza delle case, dei muri, delle vie, dal bagliore delle strade aride e delle prossime colline il cui verde era stato arso. Tutto intorno in un moto spasmodico sbarrava gli occhi. Tutto, meno le vigne; le quali piegandosi sotto il fardello dei grappoli, occhieggiavano di tratto in tratto, quando l'aura calda e grave muoveva appena le loro languide foglie.

[modifica] Le avventure di Nicola Nickleby

Abitava una volta, in un luogo appartato del Devonshire, certo Goffredo Nickleby, un onesto uomo, che, in età piuttosto avanzata, messosi in capo di ammogliarsi, e non essendo abbastanza giovane o abbastanza ricco da aspirare alla mano di una ereditiera, aveva per pura affezione sposato una vecchia fiamma, la quale a sua volta se l'era preso per la stessa ragione. Così due persone, che non possono permettersi di giocare a carte per denaro, si seggono tranquillamente a tavolino, e giocano una partita per mero piacere.

[modifica] Racconto di due città

Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l'epoca della fede e l'epoca dell'incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell'altra parte — a farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni i quali li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo. Un re dalla grossa mandibola e una regina dall'aspetto volgare sedevano sul trono d'Inghilterra; un re dalla grossa mandibola e una regina dal leggiadro volto, sul trono di Francia.

[modifica] Citazioni su Charles Dickens

  • Il genio umoristico di Dickens è legato al suo senso morale. La sua comicità si esprime al massimo della forza quando scopre nuovi peccati. (George Orwell)
  • Non amare Dickens è un peccato mortale: chi non lo ama, non ama nemmeno il romanzo. (Pietro Citati)
  • Dickens narra con tale precisione, con tale minuziosità, da costringerci a seguire il suo sguardo ipnotizzante. Non aveva lo sguardo magico di Balzac [...], ma uno sguardo tutto terreno, uno sguardo da marinaio, da cacciatore, uno sguardo di falco per le piccole cose umane. – Ma sono le piccole cose – disse egli una volta – che formano il senso della vita. (Stefan Zweig)
  • Egli aveva uno spirito grande e pieno d'amore e la più forte simpatia per le classi povere. Provò sicuramente i migliori sentimenti e sentì la necessità di un'unione tra le classi, sperando che questa avesse luogo. E io prego perché ciò accada al più presto. (Regina Vittoria)
  • Dickens era un puro innovatore – un progressista per eccellenza – e non aveva alcun rimpianto delle epoche passate, ad eccezione forse di una sorta di sentimentalismo per le torri delle cattedrali. Era all'oscuro del terribile potere della superstizione – era essenzialmente un direttore di scena, la metteva in scena per provocare reazioni nel pubblico. Il suo Natale significava vischio e pudding – non la resurrezione dai morti, né la nascita di nuove stelle, né l'insegnamento di saggi o di pastori. (John Ruskin)
  • Vi è una fondamentale spietatezza dietro il suo stile traboccante di sentimentalismo. (Franz Kafka)
  • Dickens attaccò le istituzioni inglesi con una ferocia senza precedenti all'epoca. Eppure, riuscì a farlo senza farsi odiare, e, soprattutto, a farsi apprezzare e lodare dalle stesse persone che aveva criticato, in modo da divenire egli stesso una istituzione nazionale. (George Orwell)
  • La cosa bella di Charles Dickens è che ogni riga del suo romanzo è carica di ironia. (Roman Polanski)
  • Prendo tutti i giorni il rimedio che l'incomparabile Dickens prescriveva contro il suicidio. Consiste in un bicchiere di vino, un boccone di pane e di formaggio e una pipa di tabacco. (Vincent Van Gogh)
  • Non c'è nessun autore inglese contemporaneo le cui opere sono lette in tutte le case e che possono dare piacere alla servitù quanto ai padroni, ai bambini come agli insegnanti. (Walter Bagehot)
  • L'arte di Dickens era la più raffinata delle arti: era l'arte di godere di tutto. Dickens ha goduto di ogni personaggio dei suoi libri, e tutti hanno apprezzato i suoi personaggi. I suoi romanzi sono pieni di delinquenti e furfanti, ma i cattivi e vigliacchi sono persone talmente deliziose che il lettore si augura sempre il truffatore metta la testa attraverso una finestra laterale per fare un altro commento, o che il prepotente dica qualcosa d'altro dal fondo delle scale. Il lettore si augura davvero questo, ed egli non può sbarazzarsi della fantasia che l'autore speri proprio che lui pensi questo. (Gilbert Keith Chesterton)
  • Quando la gente dice Dickens esagera, mi sembra che non abbia occhi né orecchie. Probabilmente essi hanno solo nozioni di ciò che le cose e le persone sono. (George Santayana)
  • Di tutti i romanzieri dell'età vittoriana [Dickens] è stato probabilmente il più critico verso la stessa età vittoriana. (Edmund Wilson)
  • Nel caso di Dickens i valori sono nuovi. Gli autori moderni si ubriacano ancora del suo vino. Con lui [...] non occorre corteggiamento, non c'è esitazione. Ci arrendiamo alla voce di Dickens: tutto qui. Se fosse possibile, mi piacerebbe dedicare cinquanta minuti di ogni lezione a meditare, concentrandoci in silenziosa ammirazione, su Dickens. (Vladimir Nabokov)
  • Se mi venisse chiesto di indicare nell'arte moderna dei [...] modelli dell'arte superiore, religiosa, proveniente dall'amore di Dio e del prossimo, indicherei nella sfera della letteratura [...] le novelle, i racconti, i romanzi di Dickens: Tale of two cities, Chimes e altri [...] (Lev Tolstoj)

[modifica] Note

  1. Da Charles Dickens, Pictures from Italy, Project Guntenberg.

[modifica] Bibliografia

  • Charles Dickens, Davide Copperfield (David Copperfield), traduzione di Ada Marchesini, Edizioni SAIE, Torino 1959.
  • Charles Dickens, David Copperfield, traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1949.
  • Charles Dickens, Il circolo Pickwick, traduzione di Federigo Verdinois, F.lli Treves, 1930.
  • Charles Dickens, Il segnalatore, traduzione di Grazia Alineri, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068
  • Carlo Dickens, La bottega dell'antiquario, traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno, Milano, 1931.
  • Carlo Dickens, La piccola Dorrit, traduzione di F. Verdinois, Milano, F.lli Treves, 1879.
  • Carlo Dickens, Le avventure di Nicola Nickleby, traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno, Milano, 1937.
  • Carlo Dickens, Le due città, traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno (Tip. A. Matarelli), Milano, 1936.
  • Carlo Dickens, Oliver Twist, a cura di Deda Pini, Malipiero, 1971.

[modifica] Film

[modifica] Altri progetti

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