Montesquieu

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Montesquieu

Charles-Louis de Secondat barone de La Brède et de Montesquieu (1689 – 1755), filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese.

Citazioni di Montesquieu[modifica]

  • Di solito coloro che hanno un grande spirito l'hanno ingenuo. (da Cahiers)
  • È stato detto molto bene che se i triangoli facessero un Dio, gli darebbero tre lati. (da Lettere persiane, 1721)
  • È vero che talvolta occorre cambiare qualche legge. Ma il caso è raro; e quando avviene, bisogna ritoccarle con mano tremante: con tanta solennità e con tante precauzioni che il popolo debba concluderne che le leggi sono veramente sante; e soprattutto con tanta chiarezza che nessuno possa dire di non averle capite.[1]
  • Giustizia ritardata è giustizia negata.[2]
  • Il papa è il capo dei cristiani [...] Egli si dice successore di uno dei primi cristiani, chiamato san Pietro, e la sua è certo una ricca successione, perché ha immensi tesori e un vasto territorio sotto il suo dominio. (da Lettere persiane, 1721)
  • Napoli ha una bellissima posizione. Le strade sono larghe e ben pavimentate con grossi e larghi massi di pietra squadrata. Le case, tutte grandi e pressappoco della stessa altezza. Molte piazze grandi e belle; e cinque castelli o fortezze, che non si finisce di ammirare. [...]
    Da quando hanno pensato di costruire le fortezze dentro le città, non si ha più bisogno di avere popoli fedelissimi: li hanno resi obbedienti. Perciò prima scoppiava una rivoluzione al giorno, come in Italia. È quasi impossibile che i Napoletani si ribellino, con le cinque cittadelle che hanno. (da Viaggio in Italia, a cura di G. Macchia e M. Colesanti, Laterza, 1990, pp. 212-213)
  • Non ci si può convincere che Dio, il quale è un essere molto saggio, abbia posto un'anima, e soprattutto un'anima buona, in un corpo tanto nero. (citato in Gianni Scipione Rossi, Razzismo. Il buio della ragione nel secolo dei lumi [1])
  • Non è la fortuna che domina il mondo. Possiamo chiederlo ai Romani che conobbero una serie continua di successi, quando si governarono secondo un certo piano, e un seguito ininterrotto di rovesci, quando si regolarono secondo un altro. Esistono cause generali, sia morali sia fisiche, che agiscono in tutte le monarchie, le innalzano, le conservano o le fanno rovinare. Tutti gli accidenti dipendono da cause e se il caso di una battaglia, cioè una causa particolare, ha fatto rovinare uno Stato, esisteva una causa generale per la quale questo Stato doveva perire per una sola battaglia. In una parola, l'andamento generale trascina con sé tutti gli accidenti particolari. (da Considérations sur les causes de la graneur de la décadence des Romains, Considerazioni sulle cause della grandezza e decadenza dei Romani)[3]
  • Se sapessi una cosa utile alla mia nazione ma che fosse dannosa per un'altra, non la proporrei al mio principe, poiché sono un uomo prima di essere un francese o, meglio, perché io sono necessariamente un uomo, mentre sono francese solo per combinazione.[4]

Attribuite[modifica]

Ce qui manque aux orateurs en profondeur, ils vous le donnent en longueur.
It is rare to find learned men who are clean, do not stink and have a sense of humour.

Lo spirito delle leggi[modifica]

  • È proprio della natura di una repubblica avere un piccolo territorio; altrimenti essa non può sussistere.[3]
  • Fare l'elemosina a un uomo nudo, per strada, non esaurisce gli obblighi dello Stato, che deve assicurare a tutti i cittadini la sopravvivenza, il nutrimento, un vestire dignitoso, e un modo di vivere che non contrasti con la sua salute. (libro XXIII, cap. XXIX)
  • Il clima, la religione, le leggi, le massime di governo, gli esempi delle gesta passate, i costumi, i modi di fare; da questi ne risulta uno spirito generale. Nella misura in cui, in ogni nazione, una di queste cause agisce con maggior forza, le altre le cedano in misura proporzionale. La natura ed il clima dominano incontrastate sui selvaggi; le leggi tiranneggiano il Giappone; i costumi, nel passato, davano il tono a Sparta, le massime del governo e i costumi degli avi lo davano in Roma. (libro XIX, cap. 4)
  • Il suffragio per via della sorte è proprio per natura della democrazia; quello per via della scelta, dell'aristocrazia.
Le suffrage par le sort est de la nature de la démocratie. Le suffrage par le choix est de celle de l'aristocratie. (libro II, cap. II)
  • L'amore della democrazia è quello dell'uguaglianza.
L'amour de la démocratie est celui de l'égalité.
  • La libertà è il diritto di fare ciò che le leggi permettono.
La liberté est le droit de faire ce que les lois permettent.
  • La natura dell'onore è di chiedere privilegi e distinzioni.[3]
  • La ragione vuole che il potere del padrone non si estenda al di là delle cose che rientrano nel suo servizio; bisogna che la schiavitù sia per l'utilità e non per la voluttà del padrone. Le leggi della pudicizia rientrano nel diritto naturale e devono essere sentite da tutte le nazioni del mondo. (1748, XV, 12; citato in Losurdo 2005, p. 48)
  • Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie.
  • Le leggi non devono accordarsi al principio di ciascun governo, meno di quei che si accordino con la sua natura.[3]
  • Mi considererei il più fortunato dei mortali se riuscissi a guarire gli uomini dai loro pregiudizi. Pregiudizio io chiamo non già il fatto di ignorare certe cose, ma di ignorare se stessi.[3]
  • Non ci si deve stupire che la viltà dei popoli dei climi caldi li abbia resi quasi sempre schiavi e che il coraggio dei popoli dei climi freddi li abbia mantenuti liberi. È un effetto che deriva dalla sua causa naturale. (1748, XVII, 1-2; citato in Losurdo 2005, p. 47)
  • Se io dovessi sostenere il diritto che noi abbiamo avuto di rendere i negri schiavi, ecco cosa direi: i popoli d'Europa avendo sterminato quelli dell'America hanno dovuto mettere in schiavitù quelli dell'Africa al fine di servirsene per coltivare le loro terre. (1748, XV, 5; citato in Losurdo 2005, p. 48)
  • Un grande impero suppone un'autorità dispotica in chi lo governa.[3]

Pensieri[modifica]

  • Bisognerebbe convincere gli uomini della felicità ch'essi ignorano, anche quando ne godono.
  • Ci sono molte persone che considerano necessario soltanto il superfluo.
  • Difficoltà di tradurre. Occorre innanzitutto conoscere bene il latino; poi bisogna dimenticarlo.
  • È assai sorprendente che le ricchezze degli ecclesiastici abbiano tratto origine dal principio di povertà.
  • È indubbio che l'amore abbia un carattere diverso dall'amicizia: quest'ultima non ha mai mandato nessuno in manicomio.
  • Ho sempre visto che, per riuscire al meglio nel mondo, bisognava avere un'aria stupida, ma esser saggi.
  • L'amicizia è un contratto con il quale c'impegniamo a rendere piccoli favori a qualcuno perché ce li contraccambi con favori grandi.
  • L'amore vuol ricevere quanto dà: è il più personale di tutti gli interessi: si fanno confronti e conti; la vanità è diffidente e mai abbastanza sicura.
  • La guerra di Spartaco fu la più legittima che mai sia stata intrapresa.
  • Lo studio è stato per me il rimedio sovrano contro i dispiaceri della vita, giacché non ho mai avuto un dolore tale che non mi sia passato con un'ora di lettura.
  • Lodiamo le persone in proporzione alla stima ch'esse hanno per noi.
  • Omero è stato teologo soltanto per essere poeta.
  • Non stupisce che si provi tanta antipatia per le persone che hanno troppa considerazione di sé: non c'è gran differenza fra lo stimar molto se stessi e il disprezzare molto gli altri.
  • Per scriver bene, occorre tralasciare le idee intermedie, al fine di non apparire noiosi, ma senza esagerare, onde non incorrere nel rischio di non essere intesi.
  • Si vorrebbe non morire. Ogni essere umano è propriamente un susseguirsi d'idee che non si vorrebbe interrompere.
  • Tutte le persone timorose minacciano con facilità: sentono che le minacce avrebbero un grande effetto su di loro.
  • Un uomo non è infelice perché ha dell'ambizione, ma perché ne è divorato.
  • Una prova dell'incostanza degli uomini è stata la necessità d'istituire il matrimonio.

Saggio sulle cause che possono influire sullo spirito e sul carattere[modifica]

  • L'ignoranza è la madre delle tradizioni.
  • Meno si ha da riflettere, più si parla.
  • Un uomo che insegna può facilmente diventare ostinato, perché fa il mestiere di uno che non ha mai torto.

Citazioni su Montesquieu[modifica]

  • In questo secolo la face della filosofia incominciò a rischiarare le tenebre del foro. Il primo si fu l'autore dello Spirito delle leggi, cioè il celebre Presidente di Montesquieu a gittare lo sguardo filosofico sulla giurisprudenza criminale. (Francesco Mario Pagano)
  • Mentre di Voltaire e di Diderot sopravvive, presso i comuni lettori, una specie di antologia dei loro lavori più personalmente incisivi, di Montesquieu l'opera intera galleggia ancora sui marosi dei tempi. (Giuseppe Tomasi di Lampedusa)

Note[modifica]

  1. Citato in Indro Montanelli, Contro corrente, Editoriale Nuova, Milano, 1978, p. 40.
  2. Citato in Il Cardinale e il Magistrato, Corriere della sera, 24 agosto 1998.
  3. a b c d e f Citato in Raymond Aron, Le tappe del pensiero sociologico, CDE, Milano 1984.
  4. Citato in Albino Luciani, Illustrissimi, Edizioni APE Mursia, 1979, p. 36.

Bibliografia[modifica]

  • Montesquieu, Lo spirito delle leggi (1748), a cura di S. Cotta, Utet, Torrino 1973.
  • Montesquieu, Pensieri, a cura di Domenico Felice e ‎Davide Monda, BUR, 2013.
  • Charles-Louis Montesquieu, Oeuvres complètes, a cura di Roger Caillois, 2 voll., Gallimard, Paris, 1949-51.
  • Charles-Louis Montesquieu, De l'esprit des lois, 1748.
  • Domenico Losurdo, Controstoria del liberalismo, Laterza, 2005.

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