Philip K. Dick

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Philip K. Dick

Philip Kindred Dick (1928 – 1982), scrittore statunitense.

Indice

[modifica] Citazioni di Philip K. Dick

  • Io sono vivo, voi siete morti. (da Ubik)
  • Mi dispiace dirlo ma non conosco nulla sugli scrittori di fantascienza. Noi non possiamo parlare della scienza perché le nostre conoscenze sono limitate e non ufficiali, e solitamente la finzione è vista in modo terribile.
  • Lo strumento fondamentale per controllare la realtà è il controllo delle parole. Se tu puoi controllare il significato delle parole tu puoi controllare le persone che devono usare le parole.
  • La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce.
Reality is that which, when you stop believing in it, doesn't go away. (da How to Build a Universe That Doesn't Fall Apart Two Days Later, 1978)
  • Dei Sette Vizi Capitali, l'Orgoglio è il peggiore. Rabbia, Avarizia, Invidia, Lussuria, Accidia, Gola – riguardano il rapporto degli uomini tra di loro e con il resto del mondo. L'Orgoglio, invece, è assoluto. È la rappresentazione della relazione soggettiva che una persona intrattiene con se stessa. Quindi, tra tutti, è il più mortale. L'Orgoglio non ha bisogno di un oggetto di cui essere orgogliosi. È narcisismo portato all'estremo. (da Deus Irae)
  • La verità diverte sempre gli ignoranti. (da Noi marziani)
  • Quando si giace nella bara, il fatto che rende la cosa tanto brutta è che la tua mente è viva, ma il corpo no, e tu percepisci questo dualismo. (da In senso inverso)

[modifica] Cacciatore di androidi

[modifica] Incipit

Una minuscola e allegra vibrazione elettrica, trasmessa dalla soneria automatica e proveniente dall'organo degli umori, accanto al letto, svegliò Rick Deckard. Sorpreso (trovarsi sveglio senza preavviso lo sorprendeva sempre) si alzò dal letto, restò immobile un attimo nel suo variopinto pigiama e si stiracchiò.

[modifica] Citazioni

  • Kipple, sono tutti gli oggetti inutili, come una bustina di fiammiferi dopo aver usato l'ultimo fiammifero, o una fascetta gommata, o il giornale omeopatico del giorno prima. Quando non c'è nessuno in giro, il kipple si riproduce. Per esempio, se vai a letto lasciando in giro del kipple, la mattina dopo, quando ti svegli, ce n'è il doppio. E diventa sempre di più. (J.R. Isidore, p. 63)
  • Continuando a guidare tirò fuori i fogli spiegazzati e trovò la sua cosidetta età [riferendosi ad un androide]. Ventotto anni, lesse. A giudicare dalle apparenze, le quali, per gli androidi, erano l'unico criterio di valutazione possibile. (p. 92)
  • Anche senza l'aiuto dell'organo Penfield, era raggiante di ottimismo. E di una rabbiosa, lieta anticipazione. (p. 92)
  • - Non è vero. Anche gli animali... perfino le anguille, i topi, i serpenti, i ragni... sono sacri.
    - E allora, può essere, non ti pare? - gli disse Pris, continuando a fissarlo. - Come dici tu, anche gli animali sono protetti dalla legge. Tutto ciò che vive è protetto. Qualsiasi forma che si contorce, si attorciglia, si rintana, vola o brulica o depone uova... (dialogo tra J.R. Isidore e Pris, p. 153)
  • Dovunque tu vada, ti sarà richiesto di fare cose che ritieni sbagliate. E' una condizione costante della vita quella di essere costretti a violare la propria identità. Una volta o l'altra, ogni creatura vivente si trova costretta ad agire così. E' l'ultima ombra, la disfatta della creazione. Questa è una maledizione che alimenta tutta la vita. Dappertutto nell'universo. (Mercer, p. 170)
  • Cosa si prova ad avere un bambino? Cosa si prova a nascere? Noi non nasciamo, noi non cresciamo. Invece di morire per una malattia, o di vecchiaia, noi ci esauriamo, come le formiche. Ecco, come le formiche. Ecco cosa siamo. (Rachel, p. 184)
  • Sembrava adesso più calma, ma si percepiva ancora una disperata tensione dentro di lei. Eppure, quel suo fuoco interiore, così oscuro e profondo, si era dileguato, la sua forza vitale era svanita, come aveva già visto in tanti altri androidi. La classica rassegnazione, una accettazione puramente meccanica e razionale di ciò che un organismo autentico, con due miliardi di anni di evoluzione e d'istinto di conservazione, non avrebbe mai potuto sopportare. (p. 190) [1]
  • Per qualche motivo, questa notizia non lo sorprese; soltanto lo fece sentir peggio. Come se si fosse aggiunto dell'altro peso all'oppressione che lo schiacciava ormai da ogni parte. (p. 214)
  • Sì, pensò, tutto deriva dal fatto che non ti ho ucciso, e che sono venuto a letto con te. Ad ogni modo, in questo non ti sei sbagliata: sono cambiato. Ma non nel modo che credevi tu.
    In modo molto peggiore, decise.
    Eppure non me ne importa molto. Non più. (p. 222)
  • Ma a un androide non si può far niente, perché se ne strafregano.
  • Si sentiva oppressa da un peso che la tagliava fuori dal futuro e le precludeva qualsiasi opportunità che avrebbe potuto in precedenza contenere.

[modifica] Un oscuro scrutare

[modifica] Incipit

Una volta un tizio stette tutto il giorno a frugarsi in testa cercando pidocchi. Il dottore gli aveva detto che non ne aveva. Dopo una doccia di otto ore, in piedi un'ora dopo l'altra sotto l'acqua bollente a sopportare le stesse pene dei pidocchi, uscì e s'asciugò, con gli insetti ancora nei capelli; anzi ne aveva ormai su tutto il corpo. Un mese più tardi gli erano arrivati fin dentro i polmoni.

[modifica] Citazioni

  • In questa vita ci mostrano soltanto i trailer.
  • Io sono un occhio.
  • Quando si vive dentro, al sicuro, e si guarda fuori, e il muro è percorso da corrente elettrica e le guardie sono armate, perché mai si dovrebbe pensare alle sofferenze altrui?
  • L'inverno dello spirito. Mors ontologica. Quando l'anima è morta.
  • "Che bei fiorellini azzurri".
    "Stai guardando il fiore del futuro" disse Donald, il Direttore Esecutivo della comunità Nuovo Sentiero. "Ma non è per te."
    "Perché non è per me?" domandò Bruce.
    "Perché ne hai già avuto, e in gran quantità" rispose il Direttore Esecutivo.
  • I vivi, pensò, non dovrebbero mai essere usati affinché i morti conseguano i loro propositi. Ma i morti... e guardò Bruce, quella forma svuotata che gli stava accanto... dovevano, se possibile, servire allo scopo dei vivi.
    Questa, meditò, è la legge della vita.
    E i morti, se potessero sentire, forse nel fare questo si sentirebbero meglio.
    Quei morti, pensò Mike, che possono ancora vedere, anche se non possono capire: quei morti sono le nostre telecamere.
  • L'abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma mancanza di giudizio.
  • Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po' di persone, allora diviene un errore sociale, uno stile di vita. E in questo particolare stile di vita il motto è: "Sii felice oggi perché domani morirai"; ma s'incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo.
  • Io stesso non sono un personaggio di questo romanzo: io sono il romanzo.
  • «E se fosse-non sesso-ma amore?»
    «Amore è solo un altro nome del sesso.»



[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Deus Irae

Ecco! La mucca pezzata di nero che tirava il carretto biciclo. Al centro del carretto. E dalla soglia della sagrestia Padre Handy, scrutando contro la luce del mattino dal Wyoming fino al nord, come se il sole sorgesse in quella direzione, vide il dipendente della chiesa, il tronco smembrato con la testa bitorzoluta che dondolava come in un viaggio immaginifico, assecondando la lenta danza della mucca Holstein che si avvicinava arrancando.

[modifica] Divina invasione

Arrivò il momento di affidare Manny a una scuola. Il governo aveva una scuola speciale. La legge decretava che Manny non poteva frequentare una scuola normale a causa delle sue condizioni, ed Elias Tate non poteva farci niente. Non poteva aggirare i regolamenti del governo perché quella era la Terra e la zona maligna avvolgeva tutto. Elias la sentiva, e probabilmente la sentiva anche il bambino.

[modifica] E Jones creò il mondo

La temperatura del Rifugio oscillava tra i 38 e i 40 gradi. L'aria era costantemente invasa dal vapore che si spostava e ondeggiava pigramente. Geyser spruzzavano acqua bollente e il 'terreno' era uno strato mobile di melma calda, un composto di acqua, minerali dissolti e polpa fungoide. Resti di licheni e protozoi coloravano e ispessivano l'intruglio umido che gocciolava ovunque, sulle pietre bagnate e sugli arbusti spugnosi, sulle diverse installazioni funzionali. C'era un fondale accuratamente dipinto, una lunga piattaforma emersa da un oceano pesante.

[modifica] In senso inverso

Era notte inoltrata quando l'agente Joseph Tinbane, mentre faceva un giro di perlustrazione nei pressi di un cimitero molto piccolo e fuori mano a bordo della sua aeromobile, udì suoni lamentosi e familiari. Una voce. Si diresse subito sul posto con l'aeromobile, sorvolando i ferri acuminati del malridotto cancello del cimitero, discese dalla parte opposta, e si mise in ascolto.
La voce, soffocata e debole, diceva: "Mi chiamo Tilly M. Benton, e voglio uscire. Qualcuno mi sente?"
L'agente Timbane puntò la sua torcia. La voce veniva dall'erba. Come aveva immaginato, la signora Benton era sottoterra.

[modifica] I giocatori di Titano

Era stata una brutta serata e quando cercò di tornare a casa ebbe un diverbio terribile con la sua auto. «Signora Garden, lei non è in condizione di guidare. Prego, inserisca l'auto-autopilota e si distenda sul sedile posteriore.» Pete Garden restò seduto al posto di guida e disse con tutta la chiarezza di cui era capace: «Senti, posso guidare. Un bicchierino, anzi due o tre, mi rendono più vigile. Perciò piantala con queste fesserie.» Premette il bottone dello starter, ma non accadde nulla. «E parti, per la miseria!»

[modifica] Ubik

Alle tre e trenta del mattino del 5 giugno 1992, il miglior telepata del Sistema Solare scomparve dalla mappa situata negli uffici della Runciter Associates a New York City. Ciò fece squillare i videofoni. L'organizzazione Runciter aveva perso le tracce di troppi psi di Hollis nel corso degli ultimi due mesi; questa ulteriore sparizione non ci voleva.

[modifica] Le tre stimmate di Palmer Eldritch

Barney Mayerson si svegliò con un mal di testa fuori dal comune, per scoprire che si trovava in una camera da letto nient'affatto familiare in un appcon nient'affatto familiare. Al suo fianco, con le coperte che le arrivavano fino alle spalle nude e liscie, continuava a dormire una ragazza nient'affatto familiare, che respirave lievemente con la bocca, i capelli una matassa di bianco cotonato.

[modifica] La penultima verità

Una nebbia può penetrare dall'esterno e impossessarsi di te; può invaderti. Alla lunga e alta finestra della sua biblioteca (una regale struttura costruita con i frammenti di cemento che un tempo, in un'altra epoca, formavano una rampa d'accesso della Bayshore Freeway), Joseph Adams rifletteva mentre guardava la nebbia, quella del Pacifico. E siccome era sera e sul mondo stava scendendo il buio, quella nebbia lo spaventava quanto l'altra, quella nebbia interiore che non invadeva ma si estendeva e si rimescolava riempiendo ogni parte vuota del suo corpo. Quasi sempre, a quest'ultima nebbia si dava il nome di solitudine.

[modifica] Tempo fuori luogo

Dalla cella frigorifera, nel retro del supermercato, Victor Nielsen spinse un carrello di patate novelle fino al settore verdura del reparto di frutta e verdura. Cominciò a riempire lo scomparto semivuoto, esaminando un tubero ogni dieci alla ricerca di sbucciature e tracce di marcio.

[modifica] Il disco di fiamma

Si erano avuti segni premonitori. Ai primi di maggio del 2203 i giornali automatici furono messi in movimento da un volo di cornacchie bianche sulla Svezia. Una serie di incendi inspiegabili demolì metà dell'Oiseau-Lyre Hill, un centro industriale cardine del sistema. Piccole pietre rotonde caddero vicino alle installazioni del campo di lavoro su Marte. A Batavia, Direttorato delle Federazione dei nove pianeti nacque un vitello con due teste: segno sicuro che si stava preparando qualcosa di incredibile importanza.

[modifica] Nostri amici da Frolix 8

Bobby disse:«Non voglio fare l'esame.»
E invece devi farlo, pensò suo padre. Se deve esserci speranza che la nostra famiglia prosegua davvero nel futuro. In periodi che si stendono molto dopo la mia morte... la mia e quella di Kleo.
«Proverò a spiegartelo in un altro modo» disse ad alta voce, mentre avanzavano lungo l'affollato marciapiede mobile verso l'Ufficio federale per gli standard del personale.

[modifica] Occhio nel cielo

Il deflettore di raggi protonici del bevatrone di Belmont tradì i suoi inventori alle quattro del pomeriggio del 2 ottobre 1959. Ciò che avvenne dopo, avvenne istantaneamente. Non più adeguatamente deflesso, e quindi non più sotto controllo, il fascio da sei miliardi di volt si irradiò verso il soffitto della sala, riducendo in cenere al suo passaggio una piattaforma di osservazione che sovrastava il magnete a forma di ciambella.

[modifica] Labirinto di morte

Il lavoro come sempre lo annoiava. Così si era recato, la settimana precedente, al trasmettitore della nave e ne aveva allacciato i condotti agli elettrodi permanenti che uscivano dalla sua ghiandola pineale. I condotti avevano trasferito la preghiera al trasmettitore, e da lì la preghiera era passata al più vicino centro d'ascolto; la preghiera, in quei giorni, aveva fatto il giro della galassia, per finire (almeno lo sperava) su uno dei mondi divini.

[modifica] Guaritore galattico

Suo padre era stato un restauratore di vasi prima di lui. Così anche Joe riparava vasi; praticamente qualsiasi tipo di oggetto in ceramica proveniente dai Vecchi Tempi, prima della guerra, quando non tutto era fatto di plastica. Un vaso in ceramica era una cosa meravigliosa, e tutti quelli che lui restaurava si trasformavano in qualcosa che Joe avrebbe amato, che non avrebbe dimenticato mai più; la forma di quell'oggetto, la sua composizione e il suo smalto restavano impressi in lui nel corso degli anni.
Tuttavia quasi nessuno aveva bisogno del suo lavoro, delle sue prestazioni. Rimanevano troppo pochi oggetti in ceramica, e chi li possedeva prendeva mille precauzione affinché non si rompessero.

[modifica] Cronache del dopobomba

Di buon'ora, nella luce dorata del mattino, Stuart McConchie spazzava il marciapiede davanti alla Modern Tv Vendita e Riparazioni; sentiva il viavai delle auto lungo Shattuck Avanue, i tacchi alti delle segretarie che si affrettavano verso gli uffici, tutto il fermento e gli odori pungenti di una nuova settimana, un'altra settimana in cui un buon commesso poteva mandare in porto un mucchio di cose.

[modifica] L'Uomo dai denti tutti uguali

L'addetto alle riparazioni della West Marin Water Company tirò calci a sassi e foglie e trovò il tubo e la falla. Un camion della contea, nel fare marcia indietro, era finito sul tubo e lo aveva rotto col proprio peso. Il camion era lì per cimare le piante lungo la strada; una squadra aveva trascorso l'ultima settimana a tagliare i rami dei cipressi. Furono loro a chiamare l'azienda dell'acqua, telefonando dalla caserma dei vigili del fuoco a Carquinez, dove l'azienda aveva gli uffici.

[modifica] La svastica sul sole

Da una settimana il signor R. Childan teneva d'occhio ansiosamente la posta. Ma il prezioso pacchetto inviato dagli Stati delle Montagne Rocciose non era ancora arrivato. Il venerdí mattina, quando aprí il negozio e vide sul pavimento solo lettere pensò: il mio cliente si infurierà.

[modifica] Radio libera Albemuth

Il mio amico Nicholas Brady, che era certo di aver contribuito a salvare il mondo, era nato a Chicago nel 1928 ma poi si era trasferito in California. Aveva trascorso la maggior parte della sua vita nell'area della baia, a Berkeley. Ricordava i pali metallici a forma di testa di cavallo che servivano per agganciare le redini di fronte ai vecchi edifici nella parte collinare della città, e i treni rossi a trazione elettrica che si collegavano ai traghetti; ma più di ogni altra cosa, ricordava la nebbia. In seguito però, verso gli anni '40, la nebbia smise di avvolgere la città ogni notte.

[modifica] Citazioni su Philip K. Dick

[modifica] Note

  1. Ci si riferisce all'atteggiamento passivo con il quale gli "androidi" prendevano coscienza della propria morte imminente ad opera dei "cacciatori di taglie"

[modifica] Bibliografia

  • Philip K. Dick, Noi marziani, traduzione di Carlo Pagetti, Fanucci editore, 2006.
  • Philip K. Dick, Roger Zelazny, Deus Irae, Fanucci, traduzione di Simona Fefè.
  • Philip K. Dick, Divina invasione, Mondadori, traduzione di Vittorio Curtoni.
  • Philip K. Dick, E Jones creò il mondo, Fanucci, traduzione di Simona Fefè.
  • Philip K. Dick, In senso inverso, Fanucci, traduzione di Paolo Prezzavento.
  • Philip K. Dick, I giocatori di Titano, Fanucci, traduzione di Anna Martini.
  • Philip K. Dick, Cacciatore di androidi (1968), traduzione di M.T Guasta, Editrice Nord, 1986. ISBN 8842908088.
  • Philip K. Dick, Un oscuro scrutare (1977), traduzione di G.Frasca, Fanucci Editore, 1998. ISBN 8834706277.
  • Philip K. Dick, Ubik (1969), traduzione di P. Prezzavento, Fanucci Editore, 2001. ISBN 8834709306.
  • Philip K. Dick, Le tre stimmate di Palmer Eldritch (1964), traduzione di U. Rossi, Fanucci Editore, 2003. ISBN 8834709152.
  • Philip K. Dick, La penultima verità (1964), traduzione di Vittorio Curtoni, Mondadori, 1999. ISBN 8804472057.
  • Philip K. Dick, Tempo fuori luogo (1959), traduzione di Gianni Pannofino, Sellerio, 1996. ISBN 8838915156.
  • Philip K. Dick, Il disco di fiamma (1960), traduzione di Laura Grimaldi, Mondadori, 1986. ISBN 8804432527.
  • Philip K. Dick, Nostri amici da Frolix 8 (1970), traduzione di Gianni Montanari, Fanucci, 1999. ISBN 8834707044.
  • Philip K. Dick, Occhio nel cielo (1957), traduzione di Maurizio Nati, Fanucci, 1998. ISBN 8834706129
  • Philip K. Dick, Labirinto di morte (1970), traduzione di Vittorio Curtoni, Fanucci, 1994. ISBN 8834706501.
  • Philip K. Dick, Guaritore galattico (1969), traduzione di Pietro Anselmi, RCS Bompiani, 1998. ISBN 884523794.
  • Philip K. Dick, Cronache del dopobomba (1965), traduzione di Ginetta Pignolo, Einaudi, 1997. ISBN 8806145584.
  • Philip K. Dick, L'Uomo dai denti tutti uguali, traduzione di Vittorio Curtoni, Fanucci, 1999. ISBN 8834706757.
  • Philip K. Dick, La svastica sul sole (1962), traduzione di Maurizio Nati, Fanucci, 1997. ISBN 883471007X
  • Philip K. Dick, Radio libera Albemuth (1985), traduzione di Carlo Pagetti, Fanucci, 1996. ISBN 9788834710371

[modifica] Voci correlate

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