Emily Dickinson
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Emily Dickinson (1830 − 1886), poetessa statunitense.
- A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell'aurora. (da Tutte le poesie, n. 1577)
- Non scoprire la debolezza è l'artificio della forza. (da Poesie)
- E se dicessi "Non aspetterò?". Se rompessi il cancello della carne – e riuscissi a fuggire – fino da te! (da Tutte le poesie, n. 277)
- Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano. (da Tutte le poesie, n. 919)
- Una parola è morta quando vien detta, dicono alcuni. Io dico che comincia a vivere soltanto allora. (da Dietro la porta, n. 1212)
- Veleno è forse l'immortalità, se gli uomini ne senton così il peso? (da Dietro la porta n. 1728)
- Ho celato me stessa nel mio fiore. Quando dentro il tuo vaso appassirà, inattesa tu, forse, sentirai quasi una solitudine, per me. (da Dietro la porta, n. 903)
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- Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore.
- Dopo un grande dolore, arriva un sentimento formale.
- Fragile patrimonio sono i sogni, ci fanno ricchi per un'ora, poi, poveri, ci scaraventano fuori dalla purpurea porta, sul duro recinto, dimora di prima.
- ...essere un fiore è profonda responsabilità.
- Il Cervello | è più ampio del Cielo.
- Il successo è più dolce nel pensiero di chi non lo raggiunge mai.
- L'anima è la più angosciante spia che un nemico possa mandare.
- Lasciarsi è tutto quello che sappiamo del paradiso | E tutto quello che ci serve dell'inferno.
- Meglio accendere una candela che brancolare nell'oscurità.
- Prima di amare, io non ho mai vissuto pienamente.
- Sono tutto e il contrario di tutto.
- Tra la forma della Vita e la Vita la differenza è la stessa di un Liquore fra le Labbra e un liquore nella Bottiglia l'ultimo – eccellente da conservare – ma per l'estatico bisogno lo stappato è superiore – lo so perché ho provato. (1866)
- Non conosciamo mai la nostra altezza finché non ci chiamano ad alzarci. E se siamo fedeli alla missione toca il cielo la nostra statura. L'eroismo che allora recitiamo sarebbe di ogni giorno, se noi stessi la schiena non curvassimo, per la paura di essere dei re.
- Dopo un grande dolore viene un senso solenne, | i nervi stan composti, come tombe. | Il Cuore irrigidito chiede se proprio lui | soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa? || I piedi vanno attorno come automi | per un'arida via | di terra o d'aria o di qualsiasi cosa, | indifferenti ormai; | una pace di quarzo come un sasso. || Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive | la ricorda come gli assiderati rammentano la neve; | prima il freddo, poi lo stupore, infine | l'inerzia.
[modifica] Bibliografia
- Emily Dickinson, Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1997.
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