Emily Dickinson
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Emily Dickinson (1830 − 1886), poetessa statunitense.
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[modifica] Citazioni di Emily Dickinson
- Se leggo un libro che mi gela tutta, così che nessun fuoco possa scaldarmi, so che è poesia. Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia. È l'unico modo che ho di conoscerla. Ce ne sono altri? (citato nella Introduzione a Poesie, 1992)
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- Dopo un grande dolore, arriva un sentimento formale.
- Fragile patrimonio sono i sogni, ci fanno ricchi per un'ora, poi, poveri, ci scaraventano fuori dalla purpurea porta, sul duro recinto, dimora di prima.
- ...essere un fiore è profonda responsabilità.
- Lasciarsi è tutto quello che sappiamo del paradiso | E tutto quello che ci serve dell'inferno.
- Meglio accendere una candela che brancolare nell'oscurità.
- Prima di amare, io non ho mai vissuto pienamente.
- Sono tutto e il contrario di tutto.
- Tra la forma della Vita e la Vita la differenza è la stessa di un Liquore fra le Labbra e un liquore nella Bottiglia l'ultimo – eccellente da conservare – ma per l'estatico bisogno lo stappato è superiore – lo so perché ho provato. (1866)
- Non conosciamo mai la nostra altezza finché non ci chiamano ad alzarci. E se siamo fedeli alla missione tocca il cielo la nostra statura. L'eroismo che allora recitiamo sarebbe di ogni giorno, se noi stessi la schiena non curvassimo, per la paura di essere dei re.
[modifica] Lettere
- Cara Abiah
Mi sono seduta adesso per scriverti una lunga, lunga lettera. I miei apparati di scrittura sono disposti davanti a me, e tutto è pronto. Non ho fiori davanti a me come ne avevi tu per ispirarti. Ma sai che posso immaginarmi ispirata da loro e che forse lo sarò davvero. Non puoi immaginare quanto mi ha fatto piacere ricevere la tua lettera. Era così densa – e tutto era interessante per me perché proveniva da te. Presumo che tu non abbia dubitato della mia gratitudine per averla ricevuta, a causa del lungo ritardo nel rispondere perché sai che non ho tempo per fare niente. (ad Abiah Root, 3 agosto 1845; citato in Le lettere 1-10, traduzione e note di Giuseppe Ierolli, emilydickinson.it) - Con il rammarico che la Gioia sia passata, per farla dapprima felice, diffidente del suo Doppio in un Mondo che va di fretta. (a T. W. Higginson, settembre 1877; citato in Le lettere 511-540, traduzione e note di Giuseppe Ierolli, emilydickinson.it)
- Morire prima di aver paura di morire può essere un dono.
- To die before one fears to die may be a boon. (frammento tratto da una lettera a Susan Gilbert Dickinson, pubblicato in The Life and Letters of Emily Dickinson di Martha Dickinson Bianchi, Houghton Mifflin, Boston, 1924 – traduzione di G. Ierolli)
[modifica] Poesie
- Portami il tramonto in una tazza | conta le anfore del mattino | le gocce di rugiada. | Dimmi fin dove arriva il mattino – | quando dorme colui che tesse | d'azzurro gli spazi. || Scrivimi quante sono le note | nell'estasi del nuovo pettirosso | tra i rami stupefatti – quanti passetti | fa la tartaruga – | Quante coppe di rugiada beve | l'ape viziosa. (Bring me the sunset in a cup, vv. 1-12; 1992)
- Io sono nessuno. Tu chi sei? | Nessuno pure tu? | Allora siamo in due, ma non dirlo – | potrebbero cacciarci, lo sai! || Che fastidio essere qualcuno! | Che volgarità – come una rana – | che dice il suo nome – tutto giugno | a un pantano che sta ad ammirarla! (I'm nobody! Who are you?, vv. 1-8; 1992)
- E non avevo fame. Allora capii | che la fame è un istinto | di chi guarda le vetrine dal di fuori. | L'entrare le disperde. (I had been hungry, all the Years, vv. 17-20; 1992)
- Molta follia è suprema saggezza | per un occhio che capisce – | Molta saggezza, la più pura follia. (Much Madness is divinest Sense, vv. 1-3; 1992)
- Ho udito una mosca ronzare, mentre morivo – | la quiete nella stanza era | uguale al silenzio nell'aria – | tra folate di bufera. (I heard a Fly buzz – when I died, vv. 1-4; 1992)
- Sarei forse più sola | senza la mia solitudine. (I might be lonelier, vv. 1-2; 1992)
- Così, uniti e divisi – | tu là – io qui – dovremmo rimanere | con la porta socchiusa – come due oceani. Soli con la preghiera, | alimento insipido – disperazione. (I cannot live with You, vv. 40-44; 1992)
- Ho vissuto di paure. | Per coloro che conoscono l'invito | offerto dal pericolo – ogni altro stimolo | è indifferente – senza vita. (I lived on Dread, vv. 1-4; 1992)
- Il sempre è fatto di attimi; | non è un tempo diverso | se non per l'infinito – | e per la latitudine di casa. (Forever – is composed of Nows, vv. 1-4)
- Il vederla è un quadro – | sentirla una canzone – | conoscerla un eccesso | innocente come giugno – | non conoscerla – una pena – | averla per amica | un calore tanto vicino – come se il sole | ti splendesse in mano. (To see her is a Picture, vv. 1-8; 1992)
- La strega fu impiccata, nella storia, | ma la storia e io | troviamo le arti magiche | di cui abbiamo bisogno, giorno dopo giorno. (Witchcraft was hung, in History, vv. 1-4; 1992)
- Per fare un prato bastano | un trifoglio, un'ape, | un trifoglio, un'ape | e un sogno. | Può bastare il sogno | se le api sono poche. (To make a prairie it takes a clower and one bee, vv. 1-6; 1992)
- A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell'aurora. (da Tutte le poesie, Mondadori, n. 1577)
- Non scoprire la debolezza è l'artificio della forza. (da Poesie)
- E se dicessi "Non aspetterò?". Se rompessi il cancello della carne – e riuscissi a fuggire – fino da te! (da Tutte le poesie, Mondadori, n. 277)
- Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano. (da Tutte le poesie, Mondadori, n. 919)
- Una parola è morta quando vien detta, dicono alcuni. Io dico che comincia a vivere soltanto allora. (da Dietro la porta, n. 1212)
- Veleno è forse l'immortalità, se gli uomini ne senton così il peso? (da Dietro la porta n. 1728)
- Ho celato me stessa nel mio fiore. Quando dentro il tuo vaso appassirà, inattesa tu, forse, sentirai quasi una solitudine, per me. (da Dietro la porta, n. 903)
- Il successo è più dolce nel pensiero di chi non lo raggiunge mai.
- Success is counted sweetest by those who ne'er succeed. (da Success is counted sweetest)
- Una gioia perfetta, paralizzante | e quieta come la disperazione. (da Poesie, BUR, traduzione di Margherita Guidacci)
- Il Paradiso dipende da noi. Chiunque voglia vive nell'Eden, nonostante Adamo e la cacciata. (da Poesie, BUR, traduzione di Margherita Guidacci)
- L'incertezza è l'unione del Nulla con l'Immortalità. (da Poesie, BUR, traduzione di Margherita Guidacci)
- L'anima per se stessa | È un'amica imperiale – | O la più angosciante Spia – | Che un Nemico – possa inviare – (n. 683 da Tutte le poesie, ilmiolibro)
- Che l'amore sia tutto quel che c'è, è tutto ciò che sappiamo dell'amore. (n. 1765 da Tutte le poesie, ilmiolibro)
- Il Cervello | è più ampio del Cielo. (n. 632 da Tutte le poesie, Mondadori)
- Dopo un grande dolore viene un senso solenne, | i nervi stan composti, come tombe. | Il Cuore irrigidito chiede se proprio lui | soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa? || I piedi vanno attorno come automi | per un'arida via | di terra o d'aria o di qualsiasi cosa, | indifferenti ormai; | una pace di quarzo come un sasso. || Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive | la ricorda come gli assiderati rammentano la neve; | prima il freddo, poi lo stupore, infine | l'inerzia. (n. 342 da Tutte le poesie, Mondadori)
[modifica] Citazioni su Emily Dickinson
- Conosco una sola visione della poesia che sia pienamente soddisfacente: quella di Emily Dickinson quando dice che in presenza di una vera poesia è colta da un tale freddo da avere la sensazione che nessun fuoco potrà scaldarla. (Emil Cioran)
[modifica] Bibliografia
- Emily Dickinson, Poesie, a cura di Gabriella Sobrino, Newton, 1992.
- Emily Dickinson, Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1997.
- Emily Dickinson, Tutte le poesie, traduzione e cura di Giuseppe Ierolli, ilmiolibro, 2008.
[modifica] Altri progetti
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