Emily Dickinson
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Emily Dickinson (1830 − 1886), poetessa statunitense.
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Citazioni di Emily Dickinson [modifica]
- Se leggo un libro che mi gela tutta, così che nessun fuoco possa scaldarmi, so che è poesia. Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia. È l'unico modo che ho di conoscerla. Ce ne sono altri? (citato nella Introduzione a Poesie, 1992)
Lettere [modifica]
- Cara Abiah
Mi sono seduta adesso per scriverti una lunga, lunga lettera. I miei apparati di scrittura sono disposti davanti a me, e tutto è pronto. Non ho fiori davanti a me come ne avevi tu per ispirarti. Ma sai che posso immaginarmi ispirata da loro e che forse lo sarò davvero. Non puoi immaginare quanto mi ha fatto piacere ricevere la tua lettera. Era così densa – e tutto era interessante per me perché proveniva da te. Presumo che tu non abbia dubitato della mia gratitudine per averla ricevuta, a causa del lungo ritardo nel rispondere perché sai che non ho tempo per fare niente. (ad Abiah Root, 3 agosto 1845; citato in Le lettere 1-10, traduzione e note di Giuseppe Ierolli, emilydickinson.it) - Con il rammarico che la Gioia sia passata, per farla dapprima felice, diffidente del suo Doppio in un Mondo che va di fretta. (a T. W. Higginson, settembre 1877; citato in Le lettere 511-540, traduzione e note di Giuseppe Ierolli, emilydickinson.it)
- Morire prima di aver paura di morire può essere un dono.
- To die before one fears to die may be a boon. (frammento tratto da una lettera a Susan Gilbert Dickinson, pubblicato in The Life and Letters of Emily Dickinson di Martha Dickinson Bianchi, Houghton Mifflin, Boston, 1924 – traduzione di G. Ierolli)
Poesie [modifica]
- Portami il tramonto in una tazza | conta le anfore del mattino | le gocce di rugiada. | Dimmi fin dove arriva il mattino – | quando dorme colui che tesse | d'azzurro gli spazi. || Scrivimi quante sono le note | nell'estasi del nuovo pettirosso | tra i rami stupefatti – quanti passetti | fa la tartaruga – | Quante coppe di rugiada beve | l'ape viziosa. (Bring me the sunset in a cup, vv. 1-12; 1992)
- Io sono nessuno. Tu chi sei? | Nessuno pure tu? | Allora siamo in due, ma non dirlo – | potrebbero cacciarci, lo sai! || Che fastidio essere qualcuno! | Che volgarità – come una rana – | che dice il suo nome – tutto giugno | a un pantano che sta ad ammirarla! (I'm nobody! Who are you?, vv. 1-8; 1992)
- E non avevo fame. Allora capii | che la fame è un istinto | di chi guarda le vetrine dal di fuori. | L'entrare le disperde. (I had been hungry, all the Years, vv. 17-20; 1992)
- Molta follia è suprema saggezza | per un occhio che capisce – | Molta saggezza, la più pura follia. (Much Madness is divinest Sense, vv. 1-3; 1992)
- Ho udito una mosca ronzare, mentre morivo – | la quiete nella stanza era | uguale al silenzio nell'aria – | tra folate di bufera. (I heard a Fly buzz – when I died, vv. 1-4; 1992)
- Sarei forse più sola | senza la mia solitudine. (I might be lonelier, vv. 1-2; 1992)
- Così, uniti e divisi – | tu là – io qui – dovremmo rimanere | con la porta socchiusa – come due oceani. Soli con la preghiera, | alimento insipido – disperazione. (I cannot live with You, vv. 40-44; 1992)
- Ho vissuto di paure. | Per coloro che conoscono l'invito | offerto dal pericolo – ogni altro stimolo | è indifferente – senza vita. (I lived on Dread, vv. 1-4; 1992)
- Il sempre è fatto di attimi; | non è un tempo diverso | se non per l'infinito – | e per la latitudine di casa. (Forever – is composed of Nows, vv. 1-4)
- Il vederla è un quadro – | sentirla una canzone – | conoscerla un eccesso | innocente come giugno – | non conoscerla – una pena – | averla per amica | un calore tanto vicino – come se il sole | ti splendesse in mano. (To see her is a Picture, vv. 1-8; 1992)
- La strega fu impiccata, nella storia, | ma la storia e io | troviamo le arti magiche | di cui abbiamo bisogno, giorno dopo giorno. (Witchcraft was hung, in History, vv. 1-4; 1992)
- Per fare un prato bastano | un trifoglio, un'ape, | un trifoglio, un'ape | e un sogno. | Può bastare il sogno | se le api sono poche. (To make a prairie it takes a clower and one bee, vv. 1-6; 1992)
- A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell'aurora. (da Tutte le poesie, Mondadori, n. 1577)
- Non scoprire la debolezza è l'artificio della forza. (da Poesie)
- E se dicessi "Non aspetterò?". Se rompessi il cancello della carne – e riuscissi a fuggire – fino da te! (da Tutte le poesie, Mondadori, n. 277)
- Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano. (da Tutte le poesie, Mondadori, n. 919)
- Una parola è morta quando vien detta, dicono alcuni. Io dico che comincia a vivere soltanto allora. (da Dietro la porta, n. 1212)
- Veleno è forse l'immortalità, se gli uomini ne senton così il peso? (da Dietro la porta n. 1728)
- Ho celato me stessa nel mio fiore. Quando dentro il tuo vaso appassirà, inattesa tu, forse, sentirai quasi una solitudine, per me. (da Dietro la porta, n. 903)
- Il successo è più dolce nel pensiero di chi non lo raggiunge mai.
- Success is counted sweetest by those who ne'er succeed. (da Success is counted sweetest)
- Una gioia perfetta, paralizzante | e quieta come la disperazione. (da Poesie, BUR, traduzione di Margherita Guidacci)
- Il Paradiso dipende da noi. Chiunque voglia vive nell'Eden, nonostante Adamo e la cacciata. (da Poesie, BUR, traduzione di Margherita Guidacci)
- L'incertezza è l'unione del Nulla con l'Immortalità. (da Poesie, BUR, traduzione di Margherita Guidacci)
- L'anima per se stessa | È un'amica imperiale – | O la più angosciante Spia – | Che un Nemico – possa inviare – (n. 683 da Tutte le poesie, ilmiolibro)
- Che l'amore sia tutto quel che c'è, è tutto ciò che sappiamo dell'amore. (n. 1765 da Tutte le poesie, ilmiolibro)
- Il Cervello | è più ampio del Cielo. (n. 632 da Tutte le poesie, Mondadori)
- Dopo un grande dolore viene un senso solenne, | i nervi stan composti, come tombe. | Il Cuore irrigidito chiede se proprio lui | soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa? || I piedi vanno attorno come automi | per un'arida via | di terra o d'aria o di qualsiasi cosa, | indifferenti ormai; | una pace di quarzo come un sasso. || Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive | la ricorda come gli assiderati rammentano la neve; | prima il freddo, poi lo stupore, infine | l'inerzia. (n. 342 da Tutte le poesie, Mondadori)
Citazioni su Emily Dickinson [modifica]
- Che stronza Emily Dickinson, quando cinguettava della 'dolce Morte'. L'idea che la morte sia dolce è abominevole. La Dickinson non ha mai visto un groviglio di sei o sette automobili sulla Easthore Freeway. (Philip K. Dick)
- Conosco una sola visione della poesia che sia pienamente soddisfacente: quella di Emily Dickinson quando dice che in presenza di una vera poesia è colta da un tale freddo da avere la sensazione che nessun fuoco potrà scaldarla. (Emil Cioran)
Bibliografia [modifica]
- Emily Dickinson, Poesie, a cura di Gabriella Sobrino, Newton, 1992.
- Emily Dickinson, Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1997.
- Emily Dickinson, Tutte le poesie, traduzione e cura di Giuseppe Ierolli, ilmiolibro, 2008.
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