Sventura

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Citazioni sulla sventura.

Citazioni[modifica]

  • Delle sventure pubbliche ci accorgiamo solo quando coinvolgono gli interessi privati: nulla in esse ci tocca più profondamente che la perdita del nostro denaro. (Tito Livio, attribuita ad Annibale)
  • Infelice a far mia degl'infelici | La sventura imparai. (Vincenzo Monti)
  • La sventura è la nostra più grande maestra e la nostra migliore amica. È lei che c'insegna il senso della vita. (Anatole France)
  • Ma venga pure la cattiva sorte | le aggiungeremo la nostra forza | le insegneremo l'arte... (John Donne)
  • Non è possibile che non sia cattivo l'uomo | che un'irrimediabile sventura ha abbattuto. (Simonide)
  • Tu conoscerai che gli uomini, quando sono sventurati, subiscono le sventure che si sono scelte. (Pitagora)

Simone Weil[modifica]

  • C'è un'alleanza naturale fra la verità e la sventura, perché l'una e l'altra sono supplicanti muti, eternamente condannati a restare senza voce davanti a noi.
  • È tanto difficile dirigere volontariamente il pensiero verso la sventura quanto persuadere un cane, non preliminarmente addestrato, a camminare in un incendio e a lasciarsi carbonizzare. Per pensare la sventura è necessario portarla nella carne, profondamente conficcata, come un chiodo, e portarla a lungo, affinché il pensiero abbia il tempo di temprarsi abbastanza per guardarla.
  • Felici coloro per i quali la sventura entrata nella loro carne è la sventura del mondo stesso nella loro epoca.
  • Gli effetti esteriori della vera sventura sono quasi sempre cattivi e quando li si vuol dissimulare, si mente. Ma è proprio nella sventura che risplende la misericordia di Dio; nel profondo, nel centro della sua inconsolabile amarezza. Se perseverando nell'amore si cade fino al punto in cui l'anima non può più trattenere il grido: «Mio Dio, per­ché mi hai abbandonato?», se si rimane in quel punto senza cessare di amare, si finisce col toccare qualcosa che non è più la sventura, che non è la gioia, ma è l'essenza centrale, essenziale, pura, non sensibile, comune alla gioia e alla sofferenza, cioè l'amore stesso di Dio.

Proverbi italiani[modifica]

  • A chi Dio vuol bene, manda delle pene.
  • Calamità scopre amistà.
  • Chi cerca l'altrui sventura, trova la propria.
  • Chi da Dio è amato, da lui è visitato.
  • Chi impara dalle sventure altrui, ne avanza le spese.
  • Chi non spreme l'erbe, non ha balsamo.
  • Dove vai sventura? Dove già ne sono altre.
  • I temporali più grossi si sfogano più presto.
  • La sventura è un pane unto per gli invidiosi.
  • La sventura ha per figlia la temperanza.
  • La sventura insegna ad aprire gli occhi.
  • La sventura non scaccia il vero amico.
  • La sventura presente c'insegna a sopportare la sventura a venire.
  • Le sventure sono la scuola della saviezza.
  • Molte croci manda Dio a chi vuol andare in paradiso.
  • Molte volte i nocumenti, son per gli uomini documenti.
  • Nell'ora delle angosce, l'amico si conosce.
  • Nessuna sventura è si grande da non avere qualche ventura in seno.
  • Quando il cielo è coperto da nere nuvole, l'uomo è solo.
  • Quando la sventura ci sembra lontana, l'abbiamo alle calcagna.
  • Tre sono le grandi sventure: perdere il padre nell'adolescenza, la madre nella virilità, e non aver figli nella vecchiaia.

Bibliografia[modifica]

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

Voci correlate[modifica]