Arnold J. Toynbee

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Arnold J. Toynbee

Arnold Joseph Toynbee (1889 – 1975), storico britannico.

  • Ansia e coscienza sono una potente coppia di dinamo. Insieme, possono garantire che uno lavori duro; ma non garantiscono che si lavori a qualcosa che ne valga la pena. (da Perché e come lavoro, in Saturday Review – 5 aprile 1969)
  • Il mutamento del cuore è il cuore del problema. (citato in Alessandro Pronzato, Ad ogni giorno il suo amore – Gribaudi, 2003)
  • [...] l'immediato ambiente sociale dell'abitante di Ecumenopolis non deve essere più ampio di quello del villaggio rurale [...] In altre parole, le cellule costituenti la città-mondo avvenire dovranno essere degli insediamenti sulla scala della città tradizionale locale. Nella città-mondo vi saranno centinaia di migliaia di queste entità, le quali saranno strettamente affiancate in un ininterrotto mosaico, e non disperse qua e là su di una oikumenê essenzialmente rurale. Ma, in questa nuova composizione, ogni nuova entità deve tendere ad essere una Weimar o una Ur redivive. (da La città aggressiva, traduzione di Elena Clementelli, Laterza, Bari, 1972, p. 234. Citato in Benno Albrecht, L'infrastruttura globale di Ecumenopolis, in La freccia del tempo. Ricerche e progetti di architettura delle infrastrutture, a cura di Cassandra Cozza e Ilaria Valente, Pearson Italia, Milano-Torino, 2014, p. 36. ISBN 9788861599949)
  • Le opere di artisti e letterati hanno vita più lunga delle gesta di soldati, di statisti e mercanti. I poeti e i filosofi vanno più in là degli storici. Ma i santi e i profeti valgono più di tutti gli altri messi assieme. (citato in Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra – Longanesi & C)
  • Se classifichiamo l'umanità per colore, l'unica tra le razze principali [...] che non abbia dato un singolo contributo creativo a nessuna delle nostre ventuno civiltà è la razza negra. (da A Study of History, citato in Robert Hughes, La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto (The Culture of Complaint), traduzione di Marina Antonielli, Adelphi Edizioni, Milano, 2003, p. 163)
  • [La tecnica moderna] Una scheggia distaccatasi dalla nostra cultura sul finire del XVII secolo. (Citato in La contrapposizione planetaria tra Oriente e Occidente, in Ernst Jünger e Carl Schmitt, Il nodo di Gordio, a cura di Carlo Galli, traduzione di Giuseppina Panzieri, Il Mulino, Bologna, 2004, p. 152. ISBN 88-15-09742-2)

Il racconto dell'uomo[modifica]

  • In un appello a Sparta nel periodo della seconda guerra peloponnesiaca, i Corinzi denunciarono Atene come una «città tiranna», e, durante questa guerra, si ricorda come un politico ateniese abbia dichiarato ai suoi concittadini che Atene non doveva sottrarsi nemmeno alle atrocità, se desiderava conservare l'impero. Dopo la caduta dell'impero ateniese, i suoi avversari vittoriosi rasero al suolo la lunga muraglia che univa la città ai suoi porti e che l'aveva resa inespugnabile da terra, e questo gesto fu salutato da tutto il mondo ellenico come un atto di liberazione. Ma lo storico contemporaneo –Tucidide, ufficiale della marina ateniese in esilio – fece definire Atene da un altro uomo politico, lo stesso Pericle, come «l'educatrice dell'Ellade». Ed entrambe queste definizioni dell'Atene del V secolo sono ben giustificate.
    L'Atene del V secolo era davvero «L'Ellade dell'Ellade» [...] (p. 207)
  • Quel rivoluzionario religioso antiumanista che fu Lutero si rivelò un vero seguace di Dante (e anche del Petrarca e del Boccaccio) molto di più dell'umanista ciceroniano Erasmo, quando si rivolse, in volgare, a un pubblico più vasto di quello mai raggiunto da quest'ultimo. La traduzione della Bibbia in tedesco compiuta da Lutero è un monumento di quella stessa fioritura culturale dell'Occidente moderno preannunciata dalla composizione della Divina Commedia in toscano. (p. 501)
  • Trasferendo dalle spalle del peccatore a quelle di Cristo la responsabilità della sua salvezza, il frate agostiniano Lutero assomigliava al suo avversario, il frate domenicano Tetzel, quando proponeva di scaricare lo stesso fardello sulle spalle del papa. La transazione pecuniaria di Tetzel, a differenza dell'atto di fede luterano, era venale in maniera ripugnante ma, sia Lutero che Tetzel, fornivano un succedaneo più facile all'ardua imitazione del Cristo, come praticata alla maniera di san Francesco e di Tommaso da Kempis. (p. 510)


Bibliografia[modifica]

  • Arnold J. Toynbee, Il racconto dell'uomo, traduzione dall'inglese di Davide Bigalli, Garzanti Editore, Milano, stampa 1992. ISBN 88-11-54895-0

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