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Calciomercato

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Neymar, il calciatore più costoso di sempre dopo il suo passaggio dal Barcellona al Paris Saint-Germain per 222 milioni di euro nel 2017

Citazioni sul calciomercato.

Citazioni

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  • A me interessa che i giocatori facciano il loro dovere sino alla fine del loro contratto, poi possono andare dove vogliono. Sono voci che servono solo a disturbare il nostro lavoro. Questo è uno dei motivi per i quali affermo che in Italia il mercato non può rimanere aperto tutto l'anno: sarebbe un massacro. Certi calciatori vengono già contattati dopo la prima partita di campionato. [«Secondo lei cala il loro rendimento?»] Non penso. Quando un giocatore entra in campo è se stesso, pensa al gioco. Non darebbe mai una prestazione negativa perché in quel momento è giudicato da migliaia di persone. (Giovanni Trapattoni)
  • Al 20 per 100 quello che si legge di calciomercato è vero, al 70 per 100 verosimile, al 10 per 100 inventato. (Franco Rossi)
  • Ho cominciato a fare mercato nell'autunno del '75 e da allora ho capito una cosa semplice: i prezzi dei calciatori sono altissimi all'inizio e scendono quando sta suonando la sirena del mercato. Ho sempre ritenuto che fosse, aziendalmente utile – come ho appreso dal mio maestro, il presidente Berlusconi –, vendere all'inizio e comprare negli ultimi giorni perché chi ti chiede 100 milioni al 1º di luglio scende a 20, 30 o 40 il 31 di agosto. (Adriano Galliani)
  • Ho molte perplessità sul "mercato aperto", ma – fatti salvi il buon senso e qualche paletto ben preciso – non mi scandalizza più di tanto. Mi scandalizza, questo sì, che possa venir interpretato come un esame di riparazione perenne delle incapacità di chi pensa che con gli acquisti di dicembre o di gennaio si possa rimediare le cappelle di settembre. (Marino Bartoletti)
  • Le trattative vanno chiuse quando durano 7 mesi, perché altrimenti sembrano chiacchiere anche le mie, malgrado conferme totali. E a me dispiace molto... (Alfredo Pedullà)
  • Quando fai il mercato devi pensare a quanto valgono i giocatori che hai: se vale 90, devi comprarne uno che valga 93. Se ne compri dieci che valgono 70, non fai un passo avanti. (Fabio Capello)
  • Se arrivano campioni, ben vengano. Se bisogna importare «bufale», evitiamo. Il mercato degli stranieri, spesso, è servito per oscure manovre finanziarie. Sarò più chiaro: è servito a rimpolpare le tasche di molti mediatori e di qualche «patron». (Domenico Morace)
  • Si è fatto tutto più caotico: un tempo c'era maggiore pudore nel proporre un giocatore scarso, adesso circolano videocassette e quant'altro in proporzioni illimitate. (Giovanni Branchini)
  • Sono anni che mi disinteresso del calciomercato, dove gli interessi di bottega di procuratori, dirigenti, giornalisti fanno sì che gli scambi più frequenti e misteriosi siano quelli delle balle da raccontare. Artatamente, con obiettivi precisi. E i giornalisti, alcuni di loro per lo meno, stanno volentieri al gioco: "Ti dico questo se mi scrivi quest'altro" è un dazio da pagare nel passaggio da dogane di verità nascoste, o presunte, o virtuali. E di balle, un'infinità di balle che le fake social sembrano una goccia nel mare. (Luca Serafini)
  • Tizio passa da questa squadra a un'altra. E questo basti, è la notizia. Già, ma la storia? Dov'è la storia? La storia si consuma in rapidi retroscena che non sempre appartengono alla verità assoluta, ma solo a quella del momento: una sorta di verità di comodo. La storia vera sta nel mezzo, nelle pieghe, nascosta in quello che spesso non si sa, non si vede, non si dice, oppure, molto semplicemente, non si vuole dire. Magari quella stessa storia verrà raccontata un giorno, quando tutto si è concluso nel bene o nel male, ma non è detto che avremo perso un'occasione. [...] È questa la parte seduttiva del calciomercato: la maniera in cui ti somministra punture di verità che da sole bastano a riempire una serata, un racconto, una storia. È l'attimo di fuga in cui il traguardo si accorcia all'improvviso, è la goccia che diventa fiume, è la preghiera di un bambino che si tramuta in un sogno a occhi aperti. (Alessandro Bonan)
  • [«Le differenze tra ieri e oggi?»] Ieri c'era più serietà perché c'erano meno attori. I procuratori non esistevano, i familiari dei giocatori non si intromettevano. Molte trattative si chiudevano a cena, un bicchiere di vino in più aiutava a vincere le resistenze. Ieri si faceva ampio uso di cambiali, la gente firmava e firmava...
  • Sono scomparse o quasi le bandiere perché ora i giocatori sono favorevoli ai trasferimenti: più cambiano squadra più guadagnano.
  • [«Trucchi di ieri?»] Un grande classico, prima dei telefonini, era questo. Tu stavi all'Hilton e dovevi vendere, poniamo, un centravanti. Nella hall vedevi il tuo collega Caio che stava trattando la cessione del suo centravanti con il collega Tizio. A quel punto andavi alla reception e chiedevi che via altoparlante lanciassero questo messaggio: «Il signor Caio è desiderato con urgenza al telefono». Caio si staccava e tu agganciavi Tizio per proporgli il tuo, di centravanti. Ammetto di aver fatto questa cosa.

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