Gatta

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Una gatta

Citazioni sulla gatta.

Citazioni[modifica]

  • C'era una volta una gatta | che aveva una macchia nera sul muso | e una vecchia soffitta vicino al mare | con una finestra a un passo dal cielo blu. || Se la chitarra suonavo, | la gatta faceva le fusa ed una | stellina scendeva vicina, vicina | poi mi sorrideva e se ne tornava su. (Gino Paoli)
  • Era una gattina giovine giovine, di due mesi, un fagottino bigio con un sorriso rosa sotto il nasino. Abituata a camminare sulle navi, in terra non ci sapeva stare: pericolava di qua e di là sulle gambette ad arco. «Pare una gattina chioggiotta» diceva Zanze, e quella sera l'infioccò e la portò a casa sua in campagna. I due gattoni bianchi appena la videro saltarono dai mobili ad annusarla, a rovesciarla da tutte le parti. Poi la miciona prese a leccarla, a lavarla tutta quasi fosse una sua creatura. Le lettere che in quei giorni mi scriveva Zanze erano piene di baffi, tutte scarabocchiate perché la Marettina vedeva muover la penna e si ingegnava di scrivere. (Fabio Tombari)
  • Ho visto, l'altro ieri, sui bastioni della città, una bella gatta tigrata che degli esseri ignobili avevano abbandonato nell'acqua e nel freddo con i suoi tre cuccioletti. Ho preso le quattro bestiole e le ho portate a casa, al sicuro. Non potrò mai descrivere fino in fondo la riconoscenza dimostratami dalla gatta! Dinanzi ad uno sguardo simile a quello che mi ha rivolto, si potrebbe perfino arrossire, oppure si potrebbe esclamare: "È troppo, non lo merito!". (Colette)
  • Quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei? (Michel de Montaigne)
  • Questa vecchia gatta dal pelo grigio | Coperta di tigna ha i denti gialli | Ma la sua zampa possiede ancora unghie aguzze | È una gatta di razza. (Elisabetta di Baviera)
  • Una volta fui meravigliato di vedere una gatta passare lungo la riva sassosa dello stagno, poiché è piuttosto raro che esse si spingano tanto lontano da casa. La sorpresa fu reciproca. Tuttavia, anche la gatta più domestica, che abbia trascorso i suoi giorni sdraiata su un tappeto, appare completamente a suo agio nei boschi, e con quel suo avanzare furtivo e sornione, dimostra di essere più nativa di quel luogo che noi, i suoi comuni abitatori. (Henry David Thoreau)
  • Uno ha perso la vita cercando il femminile allo stato puro e salta fuori che questo non si trova nelle donne, ma, improvvisamente, in una gatta. (Francisco Umbral)

Piero Martinetti[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Brevi epitaffi per i miei gatti.
  • È morta, dopo 15 giorni di malattia, la povera gattina grigia. Era il povero essere caro che mi seguiva per la vigna, che mi faceva compagnia, qui sulla poltrona, nello studio, per lunghe ore. Nei suoi occhi io riposavo i miei, nel suo essere caro io sentivo un conforto, come in nessun essere umano. Ed ora anche tu mi sei tolto e riposerai sotto la magnolia, non lungi dal luogo dove io verrò a riposare fra non molto. Che io ti ritrovi nel seno di Dio! Io non dimenticherò mai la tua figura e sentirò sempre che mi manchi. Che Dio benedica l'essere tuo che si è levato verso di me pieno d'affetto! Che tu sia sempre unita, nel ricordo e nella vita in Dio, con me, anima cara!
  • È morta la povera gattina nera, la compagna delle triste sere e della povera mia vita. Perché l'ho pianta amaramente tutta la sera? Perché la vista di questo piccolo e caro essere immobile per sempre mi commuove e mi addolora nel più profondo dell'animo? Nella sua morte io ho pianto la gran morte di tutte le cose, dell'amore, della speranza, degli affetti più cari.
  • È morta la povera micina bionda e nera alla quale mi ero tanto affezionato. Ricorderai sempre il suo musino innocente, i suoi occhi semplici e buoni che mi guardavano con meraviglia ingenua quando io la guardavo con tenerezza. Essi mi hanno lasciato un ricordo, un desiderio e un rimpianto di purezza e di bontà. Anch'essa vivrà in Dio! E non ho trovato al dolore cocente altro conforto che il pensiero che fra non molti anni giacerò anch'io in pace dove essa è ora, sotto l'erba verde. È sepolta a nord della magnolia. Addio cara, cara anima!

Modi di dire[modifica]

Italiani[modifica]

  • Fare la gatta morta.
  • Gatta da pelare.
  • Qui gatta ci cova.

Tarantini[modifica]

  • Ce vvé fačennə, Marcieddə, cu 'a jattə 'mbrazzə?[1]
  • Jessə niəndə p'a jattə?[2]
  • Mettərə 'u cambaniəddə 'ngannə a' jattə.[3]

Proverbi[modifica]

  • Anche se va in convento, una gatta resta una gatta. (Romeno)
  • Lasciate che la gatta scappi, il maschio la rincorrerà. (Tedesco)

Italiani[modifica]

  • Cane e gatta tre ne porta e tre ne allatta.
  • Gatta inguantata non prese mai topo.
  • La gatta grassa fa onore alla casa.
  • La gatta, mette il piede davanti alla vacca.
  • La gatta non s'accosta alla pentola che bolle.
  • La gatta vorrebbe mangiar pesci, ma non pescare.
  • Non vi fu mai gatta che non corresse ai topi.
  • Ogni gatta ha il suo febbraio.
  • Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

Tarantini[modifica]

  • 'A jattə quannə sə vetə alləsciatə ozə 'a cotə.[4]
  • "E va bbenə", dissə donna Lenə, quannə vədiə 'a figghiə, 'a servə e 'a jatta prenə.[5]
  • 'Nu uecchiə a' jattə e 'nu uecchiə a' frəzzolə.[6]

Toscani[modifica]

  • Chi sparagna, vien la gatta e glielo magna.
  • Di casa la gatta, il topo non esce a corpo pieno.
  • Dio ti guardi da quela gatta che davanti ti lecca e di dietro di graffia.
  • Gatta frisa[7], non fece mai bella coda.
  • La gatta frettolosa fece i gattini ciechi.

Note[modifica]

  1. «Che vai facendo, Marcella, con la gatta in braccio?» Per riprendere qualcuno che invece di fare cose utili si trastulla con un bambino in braccio.
  2. «Rimane nulla per la gatta?» A voler dire "c'è qualcosa anche per me?"
  3. «Mettere il campanello al collo della gatta», ovvero pubblicare i fatti propri pur non volendolo.
  4. «La gatta quando si vede accarezzata alza la coda».
  5. «"E va bene", disse donna Maddalena quando vide la figlia, la serva e la gatta incinte».
  6. «Un occhio alla gatta ed un occhio alla padella per friggere».
  7. «Frisa» sta per ghiotta, leccarda.

Voci correlate[modifica]

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