Giordano Bruno Guerri

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Giordano Bruno Guerri (1950 – vivente), storico, giornalista e scrittore.

Citazioni di Giordano Bruno Guerri[modifica]

  • [Liborio Romano] Benché sia uno dei personaggi più affascinanti del risorgimento, è poco conosciuto al di fuori di una cerchia di studiosi. Nella vulgata ha la fama di traditore, di tutti e di tutto. Non riesco a considerarlo tale. E neppure un trasformista, come viene definito in un libro eccellente [L'inventore del trasformismo]. [...] L'autore [...] sa come spiegare raccontando, oltre a saper usare una selva di documenti poco o affatto noti. (da Il Giornale, 20 novembre 2009)

Gli italiani sotto la Chiesa[modifica]

  • La stessa Chiesa, sempre dilaniata dal doppio ruolo politico e spirituale, con una mano si serviva dei mercanti, e con l'altra li malediceva: per secoli bollò come peccato l'usura, intesa anche come semplice prestito, e nelle chiese andavano di moda gli affreschi con mercanti arrostiti nell'inferno.
  • Dopo il sacco di Roma, l'Italia era spiritualmente e politicamente morta. Per tre secoli non avrebbe avuto alcuna volontà politica. Il Rinascimento artistico e culturale si sarebbe trasformato in Barocco. Alla Riforma religiosa si sarebbe opposta una controriforma reazionaria. Gli italiani, che avevano vissuto per decenni al grido «Franza o Spagna purché se magna!», mangeranno una materia assai sgradevole, secondo un'altra tipica espressione italiana.
  • Non si sa, e probabilmente non si saprà mai, quanti furono i processi e le vittime: i documenti relativi sono tenuti ancora segreti in Vaticano, con un disprezzo degli studi storici pari al disprezzo di allora per i diritti degli imputati. Comunque per almeno quattro secoli l'Inquisizione terrorizzò l'Europa e, dopo le grandi scoperte geografiche, il mondo.
  • La paura della morte, che è all'origine della religiosità di tanti, viene incrementata dal cristianesimo con la minaccia delle tremende pene dell'inferno. […] Quella di fingersi pentiti fu una costrizione durata secoli, che spiega bene tanta furberia, ipocrisia e finta religiosità che ancora permane nella società italiana.
  • L'esorcismo fu un vero affare economico. Molti vi si buttarono, con un'inventiva tipicamente italiana, per guadagnarsi il pane, pronti a trovare un'origine diabolica in ogni malattia.
  • La persecuzione all'editoria e la censura, che durerà fino a tutto il Settecento, ha lasciato segni profondi nell'inconscio nazionale: il libro come possibile portatore di male, oggetto con il quale non si ha confidenza, di casta e necessariamente fazioso.
  • I fascisti che il 28 ottobre 1922 entrarono in Roma non dispiacquero in Vaticano. […] Era la medievale distinzione della Chiesa sulle guerre giuste e quelle ingiuste.
  • Il fascismo ribaltava tutta la legislazione liberale e riconosceva alla Chiesa il potere di condizionare la vita dei cittadini – tutti, anche gli atei e gli anticlericali – negli eventi fondamentali dell'educazione e della vita familiare. La Chiesa si era ripreso l'appalto degli italiani.
  • Molti italiani, pur modestamente credenti, ritengono il cattolicesimo un patrimonio nazionale irrinunciabile: La Chiesa, da parte sua ha assorbito virtù e vizi degli italiani, in un condizionamento reciproco che ha fatto della religione una caratteristica subculturale, più che un'adesione di fede.
  • Gli italiani hanno generalmente deciso di fingere obbedienza e poi fare come gli pare, sviluppando un'ipocrisia collettiva che non ha uguale neanche negli altri paesi cattolici. […] Gli italiani hanno imparato a convivere con una doppia morale, necessaria per conciliare l'esistenza eterna con quella quotidiana, i peccati con i desideri, l'apparenza con la realtà, la morale con il moralismo. […] Per cui sì, gli italiani saranno "cattivi"; fino a quando, fingendo di essere cristiani, saranno cattolici senza via di scampo e senza Stato.

Pensieri scorretti[modifica]

  • Aforismi: A molti scrittori di aforismi è mancata la pazienza di pensare più a lungo.
  • Barba: Chi porta la barba non perde tempo a radersi.
  • Battesimo: Rito magico compiuto da alcuni colpevoli su un innocente.
  • Blog: Il blog è la dimostrazione moderna che l'elemento più importante di un giornale è l'editore.
  • Calma: La calma è la virtù dei calmi.
  • Capelli: I capelli sono una perdita di tempo.
  • Chiese: Tutti sono felici all'uscita da una chiesa, perché dentro hanno avuto paura.
  • Comandare: Comandare è più volgare che obbedire.
  • Compromesso: Ogni compromesso è un'automutilazione.
  • Dio: Cosa mangia Dio che ha basato la vita sulla catena alimentare?
  • Ecc.: Espressione usata da chi non ha più nulla da dire.
  • Elezioni: Non si vota mai per qualcuno, ma contro qualcun altro.
  • Fessi/Furbi: Crede di essere astuto, invece è solo furbo.
  • Libertà: Libertà è una parola che va declinata per intero: liberale, liberista, libertario, libertino.
  • Gente: Non ho bisogno di vedere la gente, ho bisogno che la gente mi veda.
  • Intelletto/Intellettuali: Gli intellettuali si sforzano di stabilire certezze, mentre il loro mestiere è seminare dubbi.
  • Internet: Oceano dove molti navigano su una zattera.
  • Luoghi comuni: Gli uomini frequentano luoghi comuni.
  • Morte: A molti morire fa solo bene.
  • Padre: Il buon padre ha figli solo dopo i cinquant'anni, per lasciare l'eredità quando ne avranno più bisogno.
  • Suicidio: E' molto diverso togliersi la vita e darsi la morte.
  • Superstizione: Ai gatti neri porta sfortuna essere attraversati da un'auto.

[Giordano Bruno Guerri, Pensieri scorretti : 1837 aforismi per togliere la ragione a chi ce l'ha, Utet, Torino 2007.]

Incipit di alcune opere[modifica]

Eretico e profeta[modifica]

Io prego per Ernesto tutte le sere e tutte le notti. Forse l'ultima parola non è stata detta.
Giovanni XXIII, 1959[1]

Il dramma di Ernesto Buonaiuti è, prima di tutto, un esempio macroscopico di ciò che hanno dovuto affrontare, in ogni epoca, gli italiani decisi a difendere la propria indipendenza di pensiero dagli schieramenti, dai partiti, dai guelfi, dai ghibellini, dai poteri dominanti.
«Fondatore in Italia degli studi di Storia del cristianesimo, secondo i metodi e le esigenze della scienza moderna»,[2] fu uno dei dodici professori universitari (su oltre milleduecento) che nel 1931 rifiutarono di giurare che avrebbero educato gli allievi per farli «devoti alla Patria e al Regime fascista».[3] Il suo antifascismo difendeva la dignità dell'uomo, non altre ideologie o partiti politici. Anticomunista e contrario a un partito che si dichiarava cristiano pure partecipando a tutte le contaminazioni della politica, nel 1944 Buonaiuti fu l'unico tra i docenti a non essere riammesso all'insegnamento perché la nascente democrazia italiana accettò una mostruosità giuridica – imposta dal Vaticano – che anche il regime fascista aveva rifiutato: la retroattività dell'articolo 5 del Concordato, secondo cui lo Stato doveva avere il placet della Santa Sede per impiegare negli uffici pubblici sacerdoti ed ex sacerdoti.

Follia? Vita di Vincent van Gogh[modifica]

Vincent van Gogh definì la sua vita come "la discesa infinita".
È una bellissima definizione, perché il grande pittore ha vissuto la sua breve esistenza, anno dopo anno, in un modo sempre più dolente e doloroso. Allo stesso modo, anno dopo anno, mentre il suo spirito era eroso quasi fosse uno dei paesaggi che dipingeva, divorati da un sole implacabile e feroce, la sua arte divenne sempre più potente, unica e meravigliosa.
Van Gogh può essere considerato il padre della pittura moderna: fece esplodere la forma e il colore, gettò il seme della pittura espressionista e addirittura dell'arte astratta.
Era pazzo? Questo è uno degli argomenti di cui ci occuperemo. Comunque vi anticipo sin d'ora che non lo credo affatto. E se proprio pazzo lo si vuol definire, per prendere fiato davanti ai suoi dipinti e al racconto della sua vita, la sua era una forma di pazzia molto speciale.

Note[modifica]

  1. Max Ascoli, Ernesto Buonaiuti. Appunti per un libro di memorie. Napoli, Arte Tipografica, 1975, p. 29.
  2. Luigi Salvatorelli, Prefazione a Ernesto Buonaiuti, Saggi di storia del cristianesimo, Vicenza, Neri Pozza, 1957, p. XV.
  3. Cfr. voce su Wikipedia.

Bibliografia[modifica]

  • Giordano Bruno Guerri, Eretico e profeta. Ernesto Buonaiuti, un prete contro la Chiesa, UTET, Torino 2007.
  • Giordano Bruno Guerri, Follia? Vita di Vincent van Gogh, Bompiani, 2009. ISBN 9788845263149
  • Giordano Bruno Guerri, Gli italiani sotto la Chiesa. Da San Pietro a Mussolini, Mondadori, Milano 1992.

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