Massimo Polidoro

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Massimo Polidoro (2014)

Massimo Polidoro (1969 – vivente), giornalista, scrittore e divulgatore scientifico italiano, segretario nazionale e cofondatore del CICAP.

Citazioni di Massimo Polidoro[modifica]

  • [Sul Mostro di Loch Ness] Accantoniamo per un momento tutte le considerazioni relative al fatto che un essere di grandi dimensioni probabilmente non sopravviverebbe nelle acque gelide del lago. Supponiamo dunque che un dinosauro di questo tipo sia rimasto intrappolato a Loch Ness quando, dopo l'ultima glaciazione, il livello delle terre cominciò a salire, separando le acque del lago dal mare. Potrebbe essere uno scenario realistico? D'altra parte, non moltissimi anni fa furono rinvenuti al largo delle coste del Madagascar dei celacanti, cioè dei pesci che si supponeva fossero estinti proprio da 70 milioni di anni. È evidente che un plesiosauro, per poter essere giunto fino a noi vivo e vegeto, non potrebbe aver compiuto il suo viaggio da solo. Devono come minimo essercene stati due all'inizio, poi i figli di questi devono poi essersi riprodotti fino ad arrivare all'attuale mostro o mostri, se ce ne sono di più, a Loch Ness. Però, sorge un altro problema: se questa teoria fosse vera, il fondo del lago dovrebbe essere ricoperto da centinaia di scheletri di dinosauri, mentre tutti gli esami condotti hanno mostrato che il fondo del lago è piatto e che non ci sono caverne in cui i plesiosauri avrebbero potuto nascondersi o creare un cimitero.[1]
  • Il breve tempo trascorso tra l'osservazione di un celacanto e la successiva cattura di più esemplari è in forte contrasto con la lunga saga del mostro di Loch Ness, in cui un'ipotetica specie di animale gigante ha eluso anche una cattura di tipo fotografico in un'area relativamente piccola d'acqua.[1]
  • [Sulle pietre di Ica] Se almeno queste fossero autentiche, costituirebbero una prova straordinaria che ci porterebbe a riscrivere interamente la storia dell'umanità e, magari, fornirebbe carburante per le teorie degli antichi astronauti. Iniziamo allora dalla prima possibilità: una civiltà umana esistita anche durante l'epoca dei dinosauri. Questa è la teoria più cara a Cabrera, convinto che le incisioni siano state realizzate tra 65-230 milioni di anni fa da una civiltà umana super evoluta che poi però sarebbe tornata alla barbarie, lasciando le pietre incise quale unica testimonianza del suo straordinario sapere. Ovviamente, questo non spiega come mai una civiltà tanto evoluta da costruire telescopi e da praticare la microchirurgia abbia lasciato come unica traccia del suo passaggio solo dei rozzi disegni sulla pietra. Non spiega nemmeno perché, con tanta tecnologia a disposizione, questa antica civiltà evoluta dava la caccia ai dinosauri con lance e bastoni. E, soprattutto, non spiega perché non esistano al mondo altre prove che una simile civiltà sia mai esistita, i resti di qualche telescopio preistorico per esempio. Sarebbero una scoperta fenomenale, ma, a dirla tutta, basterebbe qualche ossicino di questi antichissimi antenati degli uomini. Invece non è mai stato trovato nulla.[2]
  • [Sull'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021] Ragazzi, guardate, se tutta quella gente lì era tutta pagata e tutta d'accordo, allora diciamo che anche Trump era un attore che ha interpretato la parte di quello che fomentava la rivolta di quella gente. Giusto?! Ecco, cerchiamo di ragionare, cerchiamo di stare con i piedi per terra. Quello che è accaduto è esattamente la conseguenza matematica di quello che Trump ha seminato costantemente. Quindi non c'è stato nessun complotto, c'è stata l'idiozia di un uomo che non solo è riuscito a perdere la Casa Bianca con tutta questa costante diffusione di menzogne, di bugie, di odio, ma è riuscito anche a perdere il controllo del Senato.[3]
  • Sarà esistito per davvero? Nei decenni a venire, il mito di mokele mbembe avrebbe comunque continuato a riaffriorare, nonostante la totale assenza di prove della presenza di una simile creatura. Oggi è ancora più difficile credere che esista una popolazione sconosciuta di sauropodi (perché non può essercene solo uno sopravvissuto per milioni di anni), oltre per l'assoluta mancanza di scheletri di tali animali, anche per via delle numerose spedizioni zoologiche nel Congo e delle frequenti perlustrazioni aerei e satellitari capaci di documentare la presenza di animali anche in zone molto piccole. Il mito, come dicevamo, nasceva in coincidenza con la riscoperta dei fossili di dinosauro e le leggende su mokele mbembe ricalcavano credenze allora ritenute vere, ma che ora sappiamo essere false, come il fatto che i sauropodi, per esempio, non erano animali che vivevano nelle paludi e non passavano il tempo immersi nei laghi o nei fiumi.[4]

Da Polidoro (CICAP): "I No Mask – complottisti senza strategia manipolati dall’estrema destra"

Intervista di Niva Mirakyan, Sputniknews.it, 25 ottobre 2020

  • Ci sono da un lato delle persone poco informate, persone che magari sono giustamente spaventate e confuse perché non hanno gli strumenti critici per capire la situazione che stiamo attraversando. Infatti non è facile per nessuno capire le dimensioni e la portata della pandemia. La stessa scienza ha bisogno di tempo per mettere a fuoco il problema e cercare di trovare una via d’uscita. Quindi, è normale che ci sia incertezza e anche confusione. Poi ci sono persone che vivono molto male questa incertezza e si lasciano suggestionare da quello che trovano sul web, dove si parla di improbabili complotti, di idee e di teorie che non hanno nessuna credibilità. Si lasciano manipolare da esponenti politici, spesso di estrema destra, che cercano invece di canalare questa frustrazione e rabbia nel tentativo di raccogliere consensi.
  • Spesso a questo tipo di manifestazioni partecipano in effetti anche quelli che sono contro il 5G, quelli che sono contro i vaccini (no vax) e anche quei personaggi che vedono complotti e cospirazioni ovunque. Sono persone che non si fidano di nessuno, tranne di quello che trovano sul web, dove è pieno di informazioni valide ma anche di colossali fesserie. Spesso essere diffidenti è un bene, ma quando non si è in grado di distinguere tra fonti credibili e fonti che non lo sono, si finisce per abboccare a qualunque falsità solo perché conferma i nostri pregiudizi.
  • Nei mesi di lockdown le bufale erano veramente quotidiane, tutti giorni ne usciva una. È stato molto faticoso verificare e ribattere a tutte le scemenze che venivano fuori, anche perché a volte a diffonderle erano persone che avrebbero dovuto comportarsi in maniera più seria, come è stato il caso di qualche medico. Una volta è stato addirittura un Premio Nobel, Luc Montagnier, a fare affermazioni del tutto sconclusionate senza portare nessuna prova di ciò che affermava. Segno che nemmeno un premio Nobel mette al sicuro dalla superficialità.

Da Giancarlo Montoni intervista Massimo Polidoro

Intervista di Giancarlo Montoni, Metamagazine.it, 31 dicembre 2020

  • [Piero Angela] mi fece un discorso che rappresenta, secondo me, un esempio della sua grande passione per la conoscenza e la predisposizione ad aiutare gli altri. Mi raccontò di come, nonostante il suo lavoro gli concedesse guadagni importanti e nonostante il suo consulente finanziario gli consigliasse altri tipi di investimenti, lui preferisse supportare le persone nelle quali vedeva un alto potenziale.
  • Molte persone si convincono di avere facoltà straordinarie, ma se ne convincono perché fraintendono qualcosa che non si sanno spiegare, perché non sanno fare un esperimento e in questo non c’è nulla di condannabile, poiché non è il loro mestiere.
  • Non si tratta di mettere nessuno in imbarazzo o di dare a nessuno dello sciocco o dell’incompetente, ma semplicemente di capire che tutti possiamo sbagliarci e cadere in errore, anche premi Nobel.
  • Chi ha già intrapreso un percorso e crede in certe cose difficilmente cambia idea, anche di fronte a evidenze che gli dimostrano che ciò in cui crede è sbagliato. I ragazzi, invece, hanno ancora tutto da imparare. Possono iniziare da subito a farsi le domande giuste, a capire che bisogna chiedere evidenze a chi fa delle affermazioni, senza farsi intimidire dai titoli accademici o dalla celebrità di qualcuno. Una volta appreso questo metodo, cresceranno con uno spirito più critico e si faranno prendere in giro sicuramente di meno.
  • Quando si va dietro al loro tipo di ragionamento: “Io ho ragione, dimostrami che ho torto”, ma nella scienza non funziona così. Chi fa l’affermazione deve portare le prove di ciò che afferma, se vuole essere creduto, sennò si arrangia.
  • Randi è stato fondamentale nel far capire che tutti possono essere ingannati e lo ha fatto portando la sua arte, l’illusionismo, nel mondo scientifico, dimostrando, da un lato come sia facile anche per uno scienziato farsi prendere per il naso se non conosce i meccanismi dell’inganno, dall’altro mettere in guardia, proprio smascherando quelli che erano trucchi ritenuti fenomeni paranormali. Ha fatto si che tutti capissero che il prestigiatore poteva essere al servizio della scienza per aiutarla e per aiutare i ricercatori a distinguere ciò che può essere credibile da ciò che non lo è per i motivi più diversi.

Da Un ricordo di James Randi: intervista a Massimo Polidoro

Query n. 44, inverno 2020

Polidoro e James Randi nel 2017
  • [Su James Randi] Lui non sopportava le ingiustizie, non sopportava i prepotenti e chi si approfittava dei più deboli. Aveva una grande compassione per chi credeva, a causa della disperazione, nelle affermazioni dei ciarlatani, come chi si convinceva che i guaritori filippini o quelli carismatici potessero davvero curare le malattie... Perché si rendeva conto che si trattava di persone disperate, che erano state illuse. Dunque, era furibondo nei confronti dei personaggi che alimentavano false credenze. Ed era questo un po’ il motore che lo faceva insistere, andare avanti e impegnarsi tantissimo per ridurre – se non togliere di mezzo – le attività di questi ciarlatani.
  • Con il complottismo non è in gioco qualcuno che dice di avere delle facoltà paranormali; ci si trova davanti a persone che dicono: «le cose stanno così, le prove ci sono, ma non sono facili da trovare»... È sufficiente quello, a volte, a convincere il pubblico, no?
  • Trasformandole in uno spettacolo, Randi rendeva evidente che certi personaggi erano dei ciarlatani e che facevano affermazioni assurde. E queste sembravano vere solo perché la gente non conosceva i trucchi: ma quando si trovavano davanti degli esperti, finivano smentiti.

Da Anunnaki, Biglino e il culto degli antichi astronauti

YouTube, 5 febbraio 2021

  • In Italia riscuotano ancora molto successo le teorie di Mauro Biglino. Si tratta di un ex consulente finanziario che, in seguito a una serie di guai legali legati alla truffa della "crack Bersano", si è messo a studiare in proprio e si è "reinventato" traduttore dell'ebraico biblico per alcuni testi delle Edizioni San Paolo. Egli rilegge e interpreta la Bibbia come se fosse il resoconto d'incontri tra gli uomini e gli extraterrestri. O meglio, questo lui non lo dice apertamente, ma è quello che lascia intendere ai suoi tantissimi seguaci che leggono i suoi libri e partecipano alle sue conferenze, che sono poi riprese, registrate e ritrasmesse su YouTube, dove raggiungono un pubblico molto ampio.
  • Il problema di questo tipo di teorie è che tentano di rileggere testi come la Bibbia o l'Epopea di Gilgameš come se si trattasse di libri di storia. Il fatto è che non lo sono. Parliamo di testi che sono stati composti da più autori sconosciuti che raccolgono storie e leggende tramandate a voce fino a quel punto, magari inizialmente ispirate anche da qualche accadimento reale ma poi completamente stravolte nel passaparole e dunque senza alcuna pretesa di storicità. [...] Il rischio di voler leggere i testi antichi, o a volte anche certe raffigurazioni antiche, alla lettera e, dunque, senza avere alcuna competenza o conoscenza sulle tradizioni, le abitudini e le credenze dei popoli che li hanno realizzati, è semplicemente quello di rendersi ridicoli.
  • L'unica cosa che renderebbe le storie sugli antichi astronauti interessanti, trasformandole immediatamente in materia di vastissimo studio scientifico, sarebbe trovare anche una sola prova che dimostri il passaggio di antiche civiltà sul nostro pianeta, qualcosa come il monolite di 2001: Odissea nello spazio, un oggetto che nel film di Kubrick compare nella preistoria e che poi viene ritrovato anche sulla luna, dimostrando così la sua natura inequivocabilmente extraterrestre.

Da Se la vergogna è troppo grande...

Sull'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021, Mailchi.mp, 7 marzo 2021

  • Gli arresti di circa 300 persone che sono seguiti alle identificazioni, rese possibili anche dal fatto che gli stessi insorti si riprendevano con il cellulare per poi vantarsi online della loro impresa – qualcosa che la dice lunga sull'intelligenza di queste persone -, hanno portato a identificare componenti di organizzazioni di estrema destra come gli Oath Keepers, i Proud Boys e tanti altri sostenitori di Donald Trump. Difficile davvero definirli "infiltrati di sinistra".
  • Secondo un sondaggio della Suffolk University, commissionato da USA Today, il 58% degli elettori di Trump si dice convinto che la rivolta sia stata un attacco ispirato dagli antifa. Solo il 28% dice che è stata una manifestazione di sostenitori di Trump. Inoltre, il 90% di tali elettori esonera Trump da qualunque responsabilità: certo, ha detto che era arrivato il momento di marciare sul Campidoglio per far capire con la forza ai legislatori chi aveva realmente vinto le elezioni, certo ha detto che sarebbe stato alla loro testa in quella marcia, ma poi se l’è filata alla Casa Bianca per godersi lo spettacolo in TV. Quindi, è il ragionamento di questi elettori, se lui non era fisicamente alla testa del movimento non può essere ritenuto responsabile.
  • Ormai è evidente che il Partito Repubblicano americano può fare ben poco per non perdere la stragrande maggioranza degli elettori, persone che sarebbero disposte a seguire Trump qualunque cosa chieda loro di fare. Sarà interessante vedere che cosa succederà nei prossimi mesi e anni, se Trump si candiderà di nuovo, come sembra intenzionato a fare, se nascerà un altro partito conservatore che prenda le distanze dall’estremismo e dal suprematismo bianco...

Il mondo sotto sopra[modifica]

Incipit[modifica]

Il Covid? Non esiste. I vaccini? Provocano l'autismo. Le scie degli aerei? Veleno per alterare il clima. Gli attacchi dell'11 settembre? Una messinscena degli americani. La Luna? Non ci siamo mai andati. La Terra? È piatta.
Ciò che fino a ieri era considerato da tutti vero e accertato all'improvviso viene messo in discussione, mentre in molti ambiti della vita i fatti perdono sempre più valore a favore di credenze irrazionali, pregiudizi e teorie della cospirazione.
Stiamo precipitando in un mondo dove ogni cosa è sottosopra e la verità è solo un punto di vista in mezzo a tanti?
Siamo entrati in una fase in cui le fandonie, oggi ribattezzate "fake news", sono all'ordine del giorno. False notizie diffuse per speculare sui bisogni e i timori più deboli, per attaccare i propri avversari politici, per alimentare i propri pregiudizi o per screditare chi è portatore di verità scomode rendono sempre più difficile riuscire a distinguere il vero dal falso.
Bugie, truffe e propaganda non sono certo una novità, ma oggi, grazie al web, le notizie false tendono a diffondersi in maniera globale come mai era successo prima, superando i tradizionali confini locali e raggiungendo strati sempre più ampi di popolazione.

Citazioni[modifica]

  • Sempre più persone si avvicinano a teorie che fino a poco tempo fa sembravano confinate a minoranze stravaganti: da quelli che credono che la terra sia piatta e chi pensa che il cancro sia il frutto di "pensieri sbagliati", da chi sostiene che l'uomo sarebbe il prodotto di esperimenti genetici di civiltà extraterrestri a quelli convinti di potersi nutrire di sola luce, da chi immagina che il pianeta sia governato da una razza di lucertole extraterrestri "mutaforma" a chi invece crede che tutti i mali sulla Terra siano opera del miliardario ebreo George Soros o del fondatore di Microsoft Bill Gates, da chi è sicuro che gli extraterrestri arriveranno a salvarci a quelli convinti che il mondo in cui viviamo sia solo una finzione come nel film Matrix, fino ad arrivare alla più pericolosa teoria del complotto moderna, quella di QAnon, in cui si crede che una "cricca" di potenti e star di Hollywood, dedita al satanismo e alla tratta dei minori, governi il mondo in segreto e, sempre in segreto, sia combattuta da Donald Trump: una follia che farebbe sorridere, se non fosse che i suoi seguaci si sono già distinti per avere imbracciato le armi e avere cercato di "farsi giustizia" da soli. (p. 11)
  • [Sullo scandalo Watergate] È una storia importante, non solo perché ci dimostra che cospirazioni ordite ai massimi livelli esistono per davvero, ma ci conferma che possono anche essere smascherate, perché nella vita reale le cose non vanno mai perfettamente come le si pianifica, a differenza di quello che credono i teorici della cospirazione. (p. 28)
  • La differenza principale rispetto al passato, dunque, è che oggi, grazie al web e, in particolare, ai social media come Facebook, Twitter o a forum come Reddit, 4chan, o 8chan (oggi diventato 8kun) le notizie false tendono a diffondersi in maniera globale come mai era successo prima, superando i tradizionali confini locali e raggiungendo strati sempre più ampi di popolazione. Questa diffusione è particolarmente rapida, il che rende più complesso poterla fermare attraverso una smentita, che arriva comunque in ritardo e non riesce quindi a contrastare con piena efficacia la notizia falsa. (p. 31)
  • [Sulla teoria della cospirazione del Pizzagate] Una bufala sconclusionata, dunque, creata ad arte sul web e disseminata da commentatori irresponsabili, finiva per convincere una persona suggestionabile a imbracciare un fucile e a "investigare" da solo la faccenda che, solo per un caso fortuito, non si è conclusa con la morte di qualche malcapitato o dello stesso autoproclamatosi giustiziere. (p. 37)
  • Il caso del "Pizzagate" è un episodio importante. Non solo perché ci mostra come una fandonia possa avere conseguenze pesanti sul mondo reale, ma anche perché ci conferma una volta di più che ciò che conta per molti non sono i fatti ma i sentimenti che certe notizie suscitano e i pregiudizi su cui riescono a fare leva. (p. 37)
  • Il "Pizzagate", insomma, era un modo come un altro per fare insinuazioni maligne sui Democratici, associarli con atti di estrema depravazione per renderli particolarmente sgradevoli. Che ci sarà mai di male?
    È un modo certamente efficace per raccogliere facile consenso (chi non è contrario alla prostituzione minorile?) ma indubbiamente scorretto, diffamatorio e apertamente cinico. Non molto diverso dalle pratiche operate da Stalin e da Hitler nel dipingere gli ebrei come manipolatori, sabotatori e cospiratori che puntavano a impadronirsi del mondo.
    Non importa, ciò che conta è che queste storie sembrino verosimili, che riescano insomma a "risuonare" in quella parte del pubblico che è più propensa a crederci. (p. 39)
  • Nel best seller The Art of the Deal, scritto nel 1987 da Tony Schwartz, ma firmato dal futuro presidente americano Donald Trump, una delle idee in esso contenute è che è l'impatto di una storia ciò che conta, non la sua veridicità. Dal suo avvocato e amico Roy Cohn, Trump aveva imparato che imporre un "brand", un marchio, importava di più che rincorrere l'obiettività di un resoconto. In questo gioco, i fatti diventano un lusso se non qualcosa di assolutamente irrilevante. È quella che nel libro Trump (o meglio Schwartz che lo ha scritto, ma Trump deve per lo meno averlo letto e approvato) chiama "iperbole verosimile". (p. 40)
  • Il semplice fatto che le accuse del "rituale notturno satanico" siano del tutto fantasiose non significa che le conseguenze delle azioni di chi le crede vere non siano reali. Cristiani ed ebrei furono perseguitati e uccisi per davvero, così come lo furono tutti quelli che erano considerati eretici, i Cavalieri templari e tutti coloro, donne e uomini, che si credevano dediti alla stregoneria. Tutti morti assassinati a causa di una frottola che non sembra volersi estinguersi mai.
    La formula del rituale notturno è infatti perfetta per disumanizzare chi ci spaventa o chi consideriamo un nemico e per giustificare l'uso della violenza impiegata per "difenderci". (p. 50)
  • Non c'è alcuna evidenza scientifica che la tecnica della "regressione ipnotica" abbia qualche autentica efficacia o che permetta realmente di recuperare ricordi perduti. Anzi, il sospetto che si fa sempre più forte è che siano proprio gli stessi terapeuti, con le loro domande mirate, a indirizzare le parole dei pazienti, convincendoli di avere subito abusi che, nella realtà, non si sarebbero mai verificati. (p. 53)
  • La memoria è un meccanismo molto delicato e suscettibile di parecchie distorsioni involontarie, che oltre ai falsi ricordi comprendono effetti dovuti alla suggestione, all'ansia da prestazione, alla pressione sociale e alla confabulazione, ovvero la fusione tra ricordi diversi o l'unione di veri ricordi e fantasie. Ecco perché chiunque dica "Me lo ricordo benissimo!" forse sta sopravvalutando le capacità del suo e del nostro cervello. (p. 62)
  • Ma perché possiamo prendere per vere le cose che ci vengono dette, sia che ciò avvenga di persona, su internet o attraverso media più tradizionali, senza farci troppe domande? Perché, per dirla in parole povere, il nostro cervello è "pigro". O, se vogliamo metterla diversamente, il cervello è una macchina complessa che deve gestire una quantità impressionante di informazioni: di conseguenza, appena può utilizzare schemi che ha già elaborato e che conosce bene lo fa immediatamente.
    Soppesare le plausibilità e la fonte di una nuova informazione, infatti, richiede uno sforzo cognitivo maggiore rispetto al fatto di accettare semplicemente che il messaggio che riceviamo sia vero. (p. 74)
  • I fatti alternativi non esistono, o una cosa è vera o non lo è. E in questo caso non c'era alcuna possibile discussione sul fatto che la folla per Obama era tre volte quella raccolta per Trump. Punto e basta. (p. 78)
  • Già a partire dalla sua campagna elettorale, si doveva capire che l'unica strategia che [Donald Trump] avrebbe seguito come punto di riferimento costante era quella già anticipata nel libro The Art of the Deal, vale a dire l'idea che ciò che conta non sono i fatti ma la storia che si presenta. (p. 78)
  • La dissonanza cognitiva è quella che l'individuo sperimenta di fronte alla consapevolezza di detenere un'idea che contrasta con i fatti e che spinge verso il cambiamento dell'elemento più debole. Ciò è vero particolarmente nei casi in cui è a rischio la propria autostima: quanti sono pronti ad ammettere che credendo a una profezia, o alle troppo lusinghiere promesse elettorali, si sono dimostrati degli ingenui o, peggio, degli stupidi? Pochi, se non nessuno.
    Riducendo la dissonanza, le persone difendono le proprie scelte e conservano un'immagine positiva di se stesse. Nel caso degli attacchi rivolti a cristiani, ebrei, Templari, streghe o rivali nemici, tutti accusati di celebrare i satanici "rituali notturni", non potendo accettare l'idea di vedere se stessi come spietati assassini, né potendo negare gli effetti della violenza esercitata, gli aggressori risolvono il disagio interiore scaricando la colpa sulle vittime: "Erano così abominevoli che non meritavano altro". (p. 85)
  • Più una persona è decisa a non modificare il proprio comportamento e più farà resistenza di fronte alle informazioni che minacciano tali scelte. Nel caso dei fumatori, per esempio, si è visto che quelli che più difficilmente ammettono i pericoli del fumo sono coloro che hanno tentato di smettere in passato ma non ci sono riusciti. Il fallimento li ha resi ancora più decisi a continuare. (pp. 85-86)
  • Una profezia sbagliata raramente mette in crisi un sistema di credenze. Mentre noi ci focalizziamo sull'accuratezza di un'affermazione isolata come fosse un test per valutare la credibilità di un gruppo, chi fa parte di quel gruppo e ne accetta la teologia potrebbe non essere turbato affatto da ciò che a lei o lui sembra solo un trascurabile inciampo. Qualcuno abbandonerà il gruppo, solitamente i membri più recenti o quelli meno convinti, ma la maggioranza vivrà una dissonanza cognitiva molto limitata e, dunque, farà solo minimi cambiamenti alle proprie credenze. Continuerà come se niente fosse e, anzi, il superamento di quello che a noi appare come un fallimento lo farà sentire spiritualmente più ricco. (p. 87)
  • [Sulle profezie sul 21 dicembre 2012] Chi l'aveva sostenuta, scrivendo libri e dedicandovi programmi televisivi, giustificò in seguito la mancata fine del mondo con l'idea che, in realtà, era veramente finito un mondo "vecchio" e ne era iniziato uno nuovo dal punto di vista "spirituale", anche se noi non possiamo vederne gli effetti e probabilmente non riusciremo a vederlo ancora per decenni...
    Tutte queste persone, insomma, sono disposte a dire qualunque cosa possibile tranne ammettere di aver creduto a una bufala. Per quanto possa dispiacerci ammetterlo, infatti, l'uomo non è affatto un essere razionale. (p. 88)
  • Anticamente, i nostri antenati che vivevano nella savana ed erano alle prese con leoni, pantere e altre gravi minacce alla propria sopravvivenza, non potevano permettersi di riflettere troppo. Era necessario decidere in fretta se la sagoma scura che si vedeva tra le foglie poteva essere un predatore o solo un gioco di luci e ombre: non farlo poteva significare l'estinzione. Dunque, meglio scappare sempre nella convinzione che si tratti di un leone, anche se 99 volte su 100 non c'è nulla, anziché fermarsi a verificare l'unica volta in cui il leone c'è per davvero. (pp. 91-92)
  • Il cervello emotivo è difatti più veloce e automatico e si avvale di circuiti neuronali più collaudati dal basso verso l'alto, mentre le connessioni delle informazioni che viaggiano in direzione opposta, dalla corteccia verso il sistema limbico, sono in qualche modo più deboli.
    E questo succede perché mentre l'ambiente intorno a noi si è sviluppato in maniera rapidissima, passando nel giro di diecimila anni dalle caverne ai viaggi nello spazio, il cervello dell'uomo ne ha richiesti oltre 200.000 di anni per passare da quello del primo Homo sapiens all'attuale. Semplificando, è ovvio che l'ingegnere spaziale, l'operatore di borsa o il neurochirurgo siano infinitamente più intelligenti del Neanderthal, ma in fondo in fondo la parte istintuale tra i due non è poi tanto diversa. (p. 94)
  • Una volta si diceva "L'ho visto sul giornale!" e poi "L'ha detto la televisione!", per rimarcare che un'affermazione doveva necessariamente essere vera, perché si credeva che nessuno avrebbe scritto o detto il falso sui giornali o in televisione. Col passare del tempo, e con la perdita di credibilità dei mezzi di comunicazione tradizionale, questo modo di dire si è trasformato in "L'ho visto sul web!". In questo caso, l'idea è che sostituendo la fruizione passiva di una notizia, come avviene con la tv e i giornali, dove sono i direttori delle testate e gli editori a scegliere e a decidere che cosa comunicare e in che modo farlo, con la ricerca di informazioni attiva e in prima persona, condotta dal singolo utente, si possa essere al riparo da eventuali distorsioni.
    Fateci caso, dieci volte su dieci se qualcuno afferma: «Io sono un pensatore indipendente» o «Non mi fido dei media, faccio da solo le mie ricerche» è molto probabile che creda a bufale e a teorie del complotto. (p. 102)
  • Nel tentativo di accontentare i propri utenti, e convincerli a rimanere il più a lungo possibile nelle proprie "stanze", i social media mettono in atto meccanismi invisibili di selezione dei contenuti, che mostrano solo ciò che corrisponde ai gusti sei singoli utenti e nasconde tutto il resto.
    In altre parole, se il web è una finestra sul mondo, è come se sui social quella finestra non si aprisse sull'esterno, bensì sulla nostra cameretta, mostrandoci solo ciò che ci è familiare. Qual è la conseguenza? Che, a furia di vedere solo cose che ci piacciono e che condividiamo, finiamo per convincerci che il mondo sia fatto a nostra immagine e somiglianza. E, ovviamente, chiunque dica cose che non si inquadrano con questa visione per noi familiare e rassicurante non può che sembrarci una voce fuori dal coro, forse qualcuno poco informato o, peggio, un provocatore, magari pagato dai "poteri forti" per nasconderci la verità. (pp. 106-107)
  • Se gli esperti non contano più nulla, poi, ognuno può improvvisarsi esperto "alternativo" e trattare con sufficienza chi invece sa di che cosa parla. È una distorsione cognitiva nota come Effetto Dunning-Kruger, dal nome dei suoi scopritori, e che si può tradurre con il detto: "chi meno sa più crede di sapere". Chi non è esperto, infatti, può essere portato in certe circostanze a sopravvalutare le proprie competenze, a non riconoscere i propri limiti ed errori e a finire per trattare con supponenza chi è veramente esperto. (p. 122)
  • I motivi alla base della diffusione di bufale sono dunque i più diversi: c'è chi le crea per spingere particolari ideologie, chi vuole contrastare idee contrarie alle sue, chi lo fa per alimentare la propaganda politica o per oscurare notizie scomode. C'è anche chi si inventa bufale per ignoranza, ripetendo o ingigantendo cose che ha sentito dire, così come c'è chi cerca di arricchirsi sfruttando la naturale curiosità umana per le notizie più estreme, emotivamente coinvolgenti e clamorose o, semplicemente, accarezzando pulsioni e desideri di un pubblico fin troppo facilmente manipolabile.
    Poi, però, ci sono quelli che, non fidandosi delle fonti "ufficiali", spesso a ragione, decidono di diventare "pensatori indipendenti" ma, anziché sviluppare capacità critiche e di verifica dei fatti, inziano a leggere le notizie a modo loro, le reinterpretano come fa loro più comodo, scovano codici e simbologie nelle frasi più banali, osservano le fotografie o i video cercando dettagli nascosti ma visibili solo a loro... Si comportano insomma come il tassista Jerry Fletcher, complottista convinto interpretato da Mel Gibson nel film del 1997 Ipotesi di complotto. (p. 135)
  • Frustrazione, senso di inadeguatezza o il bisogno di dimostrare che "io non la bevo!" contribuiscono a creare sedicenti detective dilettanti che, convinti di dimostrare al mondo il proprio acume, riescono solo ad alimentare paure per pericoli inesistenti. (p. 136)
  • Le vere cospirazioni e le malefatte di potenti e criminali sono state sventate sempre e solo da ottimi cronisti o investigatori integerrimi, gente che sa fare il proprio mestiere e che, non di rado, per farlo fino in fondo finisce per rimetterci la pelle.
    Nessuno di questi complottisti da poltrona ha mai veramente scoperto qualcosa di segreto o di nascosto, nessuno di loro ha mai sventato un'autentica cospirazione politica, industriale o di altro tipo, ma nel tentativo di farsi passare per paladini della verità e vittime del sistema alcuni di essi sono riusciti a creare parecchi danni e persino trasformarsi in stalker. (p. 136)
  • [Sulla teoria del complotto sulle scie chimiche] È stato calcolato che per organizzare un simile complotto bisognerebbe coinvolgere tutti i piloti di aerei, gli assistenti di volo, i controllori di volo, e poi naturalmente i progettisti degli aerei, gli ingegneri, i tecnici, i meccanici, gli studiosi del clima, i biologi, i chimici, i medici... Insomma, si tratta di milioni di persone di cui bisognerebbe comprare il silenzio: parliamo di miliardi di dollari o di euro. Davvero può esistere un complotto per il quale valga la pena spendere tanto? (p. 139)
  • Personaggi come Alex Jones non sono realmente convinti delle teorie che presentano nei loro programmi, ma se ne servono puramente per finalità commerciali. È emerso, infatti, che gli argomenti di cui parla Jones vengono scelti sulla base degli acquisti che gli spettatori fanno dallo store del sito di Info Wars. Se un argomento si rivela adatto a promuovere certi prodotti, allora verrà ripetuto più spesso. (p. 145)
  • [Sulla teoria del complotto del piano Kalergi] Le prove del piano? Honsik riesce a citare solo alcune frequentazioni di Kalergi, che comunque apparteneva a un'élite europea cosmopolita, e addirittura i vincitori di un premio a lui intitolato, consegnato per l'appunto a chi si spende di più per l'Europa. Quindi, assolutamente nulla. E non è un caso che questo tipo di argomentazioni sia rimasto a lungo relegato nel sottobosco dei gruppi di estrema destra. (p. 148)
  • [Sulla teoria del complotto sul genocidio bianco] Il fatto che non ci sia nessun piano di sostituzione etnica, che anche volendo sarebbe irrealizzabile dal punto di vista genetico, oltre che insensato, non conta nulla. Come sempre, di fronte alla complessità dei fenomeni che la società si trova ad affrontare, chi ha ricorso a racconti semplici e rassicuranti, capaci di dare una parvenza di speigazione al mondo, trova sempre chi lo ascolta. Soprattutto se tali "rivelazioni" sono presentate come conoscenze segrete, che ci vengono tenute nascoste e che può capire solo chi ha la capacità di aprire gli occhi di fronte alla verità. (p. 149)
  • Certamente c'è una sfiducia generalizzata nella comunità medica, vista con sospetto per via degli interessi che pervadono la ricerca farmacologica. Indubbiamente gli interessi economici sono fortissimi, ma esattamente come ci sono in tanti altri settori, compresi quelli di chi produce rimedi omeopatici o prodotti "bio". Quello che sfugge è che dietro ogni nuovo farmaco o terapia ci sono controlli strettissimi e lunghe e complesse sperimentazioni volte ad accertarne l'efficacia, mentre per l'omeopatia, così come per le presunte "cure miracolose" dei Di Bella e Stamina, non esistono controlli. (pp. 155-156)
  • Hamer, un medico tedesco radiato dall'albo, affermava che tutte le malattie, comprese gravi patologie quali i tumori, sono la manifestazione di un conflitto interiore, e che il paziente può guarire da solo una volta che lo avrà risolto.
    Alcuni esempi di questi "conflitti interiori"? Presto detto: la paura di morire causa il cancro al polmone, la paura di avere una malattia causa la malattia stessa, il senso di soffocamento un tumore alla gola, la voglia di portare qualcuno al petto causa il tumore mammario, un maestro cattivo provoca la leucemia... e si potrebbe proseguire a lungo con queste assurdità, (pp. 160-161)
  • Chiaramente Hamer non ha mai dimostrato in nessun modo che le sue idee e relative cure funzionino. Come sempre ci si affida al passaparola di persone che si illudono di guarire, riempiono le bacheche sui social network di messaggi incoraggianti e positivi, che sembrano confermare l'efficacia del trattamento. Queste persone poi muoiono e nessuno torna sui social per dire che le cure di Hamer e dei suoi seguaci non hanno funzionato. (p. 161)
  • Hamer [...] non ha mai riconosciuto che le sue idee erano fallimentari, nonostante tutti i suoi pazienti morissero. Anzi, non solo sosteneva di essere vittima di un complotto da parte della medicina convenzionale, ma in un impeto antisemita arrivava a dire anche che la chemioterapia è un'arma per sterminare tutti i non-ebrei e che gli ebrei in realtà seguirebbero tutti la "medicina germanica" e per questo nessuno di loro avrebbe mai avuto il cancro. Una follia irresponsabile. (p. 162)
  • Come fa ad avere così tanta presa questa terapia che porta i suoi pazienti unicamente a morire tra atroci sofferenze, visto che il metodo Hamer proibisce anche l'uso della morfina per attenuare i dolori?
    Per lo stesso motivo per cui hanno successo tutte le presunte "cure miracolose": la comparsa di qualcuno che sostiene di avere trovato un rimedio prodigioso, semplice e innocuo, per malattie devastanti che possono richiedere cure pesanti e faticose, è sempre accolta come una boccata d'aria fresca da quanti si trovano a vivere una situazione di difficoltà estrema. E, come sempre, sono le persone psicologicamente più fragili e in preda alla disperazione a cadere vittime di questi imbonitori. (p. 163)
  • E dunque, può valere la pena ricordare che i ciarlatani presentano in buona parte, se non completamente, le caratteristiche qui sotto elencate:
    – possono vantare titoli altisonanti, rilasciati da fantomatiche istituzioni, oppure attribuirsi ruoli che sono loro estranei (Vannoni che si fa chiamare "dottore", anche se è solo dottore in Scienze della comunicazione) e, se sono medici, finiscono immancabilmente radiati per le loro condotte illecite;
    – disprezzano il mondo scientifico che, a loro dire, mostrerebbe una pregiudiziale chiusura nei loro confronti per paura di perdere prestigio e potere;
    – denunciano continue congiure ai loro danni da parte dei "poteri forti" e, comunque, della "kasta";
    – citano spesso esempi in cui illustri scienziati sono stati incompresi dalla comunità scientifica dell'epoca;
    – non diffondono le loro "scoperte" tramite i normali canali usati dalla scienza (riviste accreditate, congressi scientifici...), ma preferiscono rivolgersi al web e ai tradizionali mezzi di comunicazione di massa (tv, giornali popolari...);
    – il loro linguaggio è infarcito di termini scientifici, al fine di apparire altisonanti e credibili, come l'Azzeccagarbugli dei Promessi Sposi, ma è privo del rigore che caratterizza la vera scienza;
    – spesso affermano che solo chi è particolarmente sensibile, o ha una certa esperienza, può verificare le loro affermazioni: in altre parole, solo pochi eletti avrebbero questa fortuna per un non meglio precisato "diritto di nascita";
    – rifiutano di sottoporre le proprie affermazioni a rigorosi controlli scientifici, preferendo portare in loro favore le testimonianze dei loro seguaci. (p. 176)
  • Gli pseudoscienziati, che spesso e volentieri si paragonano a Galileo, dovrebbero ricordarselo e vergognarsi: la sua forza stava nel fatto di potere dimostrare a tutti ciò che affermava, mentre chi fa pseudoscienza non può e non vuole dimostrare nulla a nessuno ma chiede che gli si creda sulla parola e quando viene smentito dai fatti grida al complotto. (p. 180)
  • [Su David Icke] La sua teoria, esposta attraverso libri best seller e tournée affollatissime in tutto il mondo, ipotizza che queste forze, incarnate dai potenti bramosi di potere sopra citati, altro non sarebbero che "alieni mutaforma", che lui chiama "rettiliani", provenienti dalla costellazione del Drago, distante "solo" 309 anni luce dal sistema solare. Che vuol dire? Che viaggiando alla velocità della luce (tutt'ora è impossibile immaginare di potervisi anche solo avvicinare con la tecnologia moderna) ci vorrebbero solo 309 anni per compiere il viaggio! Bazzecole, per Icke. (p. 201)
  • Ricordate poi quella serie televisiva degli anni '80, Visitors, in cui si raccontava di visitatori extraterrestri che si presentavano come socievoli e benevoli amici, salvo poi rivelarsi, sotto la maschera umana, tremendi rettili carnivori? Per Icke è un documentario. (p. 201)
  • [Su QAnon] Come finirà la partita? Con il "grande risveglio", cioè il momento in cui Trump colpirà la rete dei pedofili che saranno poi imprigionati a Guantanamo. Sono già pronti 25.000 rinvii a giudizio destinati ai dirigenti del Partito democratico e a tutti gli esponenti della cabal!
    E Q? È un dirigente di altissimo livello e il suo ruolo è quello di preparare al gran giorno la parte più sana e più accorta dell'opinione pubblica, cioè i frequentatori dei forum di estrema destra e i partecipanti ai comizi di Trump, nel corso dei quali si notano sempre più grandi cartelli con la lettera "Q" e magliette su cui si legge "Noi siamo Q". Ma perché mai Trump avrebbe autorizzato un suo collaboratore a spifferare tutta la faccenda, rivelando così apertamente i suoi piani anche ai suoi nemici? Non sembra una mossa tanto geniale... (pp. 216-217)
  • [Su QAnon] Il rifiuto di prendere le distanze da una pericolosa "minaccia terroristica", come l'ha definita l'FBI, da parte del presidente americano, non è poi molto diversa dal rifiuto, poco tempo prima di distanziarsi dai gruppi del suprematismo bianco. Il fatto è che con la rielezione a rischio, Trump non intende inimicarsi nessun gruppo che potrebbe votarlo. Anche se si tratta di criminali razzisti, neonazisti e terroristi. (p. 222)
  • L'adrenocromo è un composto chimico organico derivato dall'ossidazione dell'adrenalina. Un suo derivato, il carbazocromo, è impiegato come farmaco per curare soggetti epilettici o come emostatico nelle emorragie capillari e per curare le emorroidi. Stop.
    Come viene descritto dai seguaci di QAnon? Come la "droga delle élite liberali di Hollywood", che si può ricavare solo dal sangue di bambini torturati durante rituali satanici. Ecco a che cosa servono quei milioni di bambini tenuti segregati nei sotterranei americani e tristemente conosciuti anche come bambini-talpa! Quante inchieste, quante denunce di casi simili e quante condanne ci sono state finora per questi immondi crimini? Zero.
    La verità è che questa idea nasce da un romanzo del 1971 d Hunter S. Thompson, intitolato Paura e disgusto a Las Vegas, poi diventato anche un film di Terry Gilliam con Johnny Depp, dove l'autore – per sua stessa ammissione – si è inventato di sana pianta l'idea dell'adrenocromo come droga per sballare ricavata da esseri umani torturati. È un'invenzione letteraria, forse ispirata dall'accenno a una sostanza psicotropa chiamata "drencrom" che si trova nel celebre romanzo Arancia meccanica di Anthony Burgess. (p. 224)
  • Intanto cresce l'attesa per il "Great Awakening", il grande risveglio in cui Trump prenderà il potere su tutto il pianeta, oscurando tutti i media e instaurando la legge marziale globale. Non solo: oltre a fare piazza pulita dei cattivi che rovinano il mondo, Trumpo porterà la pace e la prosperità e regalerà energia gratuita a tutti, grazie a una tecnologia eccezionale (forse regalataci dagli extraterrestri?). Quando succederà? Molto presto, è imminente, questione di giorni, se non di ore... (p. 225)
  • Sarebbe ragionevole rendersi conto che non solo Trump non ha fatto nulla per chi lo ha votato, ma ha aiutato soprattutto i milionari come lui. Farlo, però, significherebbe riconoscere di essere stati degli ingenui, illusi dai tanti specchietti per le allodole agitati durante la campagna presidenziale (e poi ancora durante tutta la presidenza): le "invasioni" di immigrati, il muro al confine con il Messico, il bisogno di sicurezza...
    Accettare dunque l'idea di essersi fatti prendere in giro o cercare conforto in una storia alternativa? Per molti, QAnon rappresenta proprio questo: sembra che Trump non faccia niente per noi, ma in realtà sta combattendo (in gran segreto) una battaglia epocale contro la setta segreta di pedofili satanisti che ha in mano il pianeta. (p. 227)
  • "Fare ricerca", secondo i seguaci di QAnon, e la stessa cosa vale anche per chi in generale ama definirsi "pensatore indipendente", si riduce a fare qualche search su Google o a guardare qualche video su YouTube, convincendosi di riuscire in questo modo a raggiungere una visione autentica del mondo perché, in apparenza, non filtrata dai canali di informazione tradizionali. Quando questo succede, però, sprofondare nella tana del Bianconiglio è un attimo. (p. 230)
  • La storia della guerra in Iraq non fa che dimostrarci una volta di più che immaginare che un governo possa macchiarsi di una cospirazione, sulla base di domcumenti falsificati e per finalità ben diverse da quelle dichiarate, è assolutamente legittimo. (p. 237)
  • [Sulla teoria del complotto lunare] Nel presunto complotto per falsificare lo sbarco sulla Luna, per esempio, bisogna presumere che siano coinvolte centinaia di migliaia di persone che hanno lavorato per la NASA, ma a queste vanno aggiunti anche gli astronomi sovietici e quelli di tutto il mondo che hanno seguito l'evento sui loro strumenti: un'ipotesi assolutamente implausibile. Al contrario, l'idea che pochi individui vicini al presidente Nixon abbiano cospirato per entrare negli uffici dei Democratici al Watergate era plausibile e appare degna di indagine, al punto da rivelarsi poi vera. (pp. 237-238)
  • [Sulla teoria del complotto sulle scie chimiche] Ne inizia a parlare nel 1996 e nonostante tutto il clamore e l'allarmismo scatenato in oltre vent'anni non è successo assolutamente nulla: gli aerei continuano a circolare, con le abituali scie di condensa sempre al seguito, e anche se c'è stata qualche interrogazione parlamentare, incoraggiata da superficialità e ignoranza scientifica, non c'è mai stata una sola inchiesta militare o di polizia. Lo zero assoluto. Ma, poiché rappresenta una fonte di sostentamento importante per chi propaga la bufala, di "scie chimiche" si continuerà probabilmente a parlarne ancora a lungo. (p. 239)
  • Alla base di molte credenze irrazionali e delle teorie del complotto sembrerebbe esserci la necessità di ottenere risposte e spiegazioni chiare e semplici per fatti e fenomeni che spesso sono tutt'altro che semplici o tutt'altro che risolvibili. Si preferisce dare retta a chi vende bugie, anziché accettare una realtà che non ci soddisfa. Si dà ragione a chi alimenta paure contro chi è diverso da noi, anziché riconoscere i nostri limiti. Ancora una volta si cerca un conforto nella bugia anziché ascoltare verità che ci fanno soffrire. (p. 246)
  • Le persone credono alle singole teorie cospirative perché sono alla ricerca di un gruppo da incolpare per la condizione in cui vivono. Laddove invece sono più elevati i livelli di ostilità e di sfiducia, questi non si traducono nella ricerca di uno specifico gruppo bersaglio, ma piuttosto nella convinzione che il mondo in genere sia dominato da forze negative e ostili all'individuo. (p. 254)
  • Le teorie della cospirazione sono plausibili, certo, ma schematiche e coerenti. Funzionano in maniera razionale e lineare, rispecchiando così il modo di procedere della mente umana più che la realtà, spesso casuale e incoerente. Nelle teorie del complotto, insomma, il caso non gioca alcun ruolo: tutto è programmato e riconducibile a una precisa volontà nascosta che controlla ogni singolo evento. Ma la realtà non funziona così. (p. 258)
  • Un primo effetto negativo [delle teorie del complotto] è quello di indurre un senso di impotenza politica. Che cosa può fare la gente normale, insomma, se il mondo è gestito da società segrete, come gli Illuminati, da famiglie facoltose, come i Rockerfeller o i Rothschild, o da agenzie di intelligence, come la CIA o il KGB, che operano in segreto per stabilire un nuovo ordine mondiale? Tanto vale arrendersi. [...] Un secondo effetto, oltre a creare angoscia per qualcosa che non esiste o non costituisce un reale pericolo, è quello di produrre autentici danni sociali. Credere che i vaccini siano responsabili dell'autismo, per esempio, teoria come si è visto alimentata e ingigantita dalla truffa di un medico radiato dall'albo, pagato per dichiarare il falso, può avere effetti devastanti. Chi rifiuta di vaccinare i propri figli, a volte per legittimi timori parentali, altre, vedendo le vaccinazioni come una macchinazione dei governi e di Big Pharma, infatti, non solo li espone al rischio di malattie che si ritenevano debellate, come il vaiolo, la rabbia o il tetano, ma contribuisce alla diffusione dei virus anche nel resto della popolazione. Un ultimo, ma non per questo meno deleterio effetto delle teorie della cospirazione è quello di deviare l'attenzione verso pericoloi immaginare o infondati distogliendola dalle minacce autentiche. Ecco allora scendere in piazza gruppi di persone che manifestano contro le "scie chimmiche", invece di dirigere la propria protesta verso autentiche fonti di inquinamento, come gli scarichi delle automobili, lo smaltimento abusivo di riuti tossici, naturalmente, i combustibili fossili che sono alla base del problema del riscaldamento globale. (pp. 269-271)
  • In effetti, il complottismo nasce da autentici problemi che riguardano l'ambiente, la sicurezza, la salute... ma anziché mettere a fuoco le cause di tali problemi per tentare di affontarli e risolverli, si concentra su dettagli insignificanti, li ingigantisce e distorce, identificando capri espiatori e finendo per disperdere tutte quelle energie che, diversamente impiegate, potrebbero portare a un reale cambiamento. (p. 271)
  • Chi nega lo sbarco sulla Luna, l'evoluzione, il riscaldamento globale, la pericolosità del Covid-19 o l'Olocausto, talvolta vive in un mondo chiuso, dove la conclusione arriva prima dei fatti, e si illude a livelli diversi di essere un pensatore indipendente, un paladino della verità, senza mai accorgersi di avere abbracciato una fede che può resistere solo se non si incontrano mai i fatti o, se si incontrano, chiudendo gli occhi di fronte a essi. (p. 272)
  • Idee un tempo coltivate da un certo ambiente di sinistra, nel tentativo di dare un senso al mondo, sono state abbracciate ed estremizzate, in maniera del tutto inconsapevole, dalla odierna mentalità di destra. Trump, che a proposito diella lettura in generale dichiara: «Non ho tempo!», forse non ha mai sentito parlare del postmodernismo e del relativismo che ne deriva, ma di certo ne abbraccia l'argomento secondo cui tutte le verità sono parziali. (p. 274)
  • Il capovolgimento del significato, un altro trucco totalitario della "neolingua" inventata da Orwell per il monso distopico di 1984 (sulla facciata del ministero della Verità sono impressi te slogan: «La guerra è pace», «La libertà è schiavitù», «L'ignoranza è forza»), è adottato apertamente da Trump. Un esempio è il suo utilizzo dell'espressione "fake news" per indicare non le notizie che si dimostrano false a una verifica dei fatti, ma tutto ciò che gli sembra fastidioso, imbarazzante o che lo mette in cattiva luce. (pp. 274-275)
  • Questa idea dell'equilibrio tra posizioni diverse, nata nell'interesse dei cittadini, e positiva per esempio nella gestione di un dibattito politico, si è rivelata deleteria quando il tema in discussione era di tipo scientifico. Non ci può essere equivalenza quando un punto di vista rappresenta l'intera comunità scientifica e l'altro una minoranza screditata. (p. 278)
  • Attraverso la disinformazone, le industrie del tabacco sono riuscite a ritardare di oltre una generazione l'entrata in vigore di norme più restrittive sul fumo, provocando così decine di milioni di morti.
    Eppure, questa stessa identica strategia, è stata utilizzata ripetutamente dalle industrie petrolifere, dai think tank di destra e da qualunque altra azienda o soggetto impegnato a screditare la scienza quando questa iniziava a scoprire l'esistenza di rischi ambientali di qualche tipo: è successo con il DDT, le piogge acide, l'amianto e oggi succede con il riscaldamento globale. (p. 278)
  • Il messaggio di Greta è straordinariamente efficace perché la sua voce è identica a quella del bambino che nella favola di Hans Christian Andersen rivela quello che tutti hanno sotto gli occhi, a non hanno il coraggio di ammettere: «Il re è nudo!» [...] Molto efficace. Troppo. E così, ecco che la "macchina della negazione" non ha tardato a entrare in azione con il solito obiettivo: quello di cercare di delegittimare Greta, anziché rispondere nel merito dei problemi su cui lei, con il suo attivismo, cerca di puntare l'attenzione.
    E allora, ecco che subito compare che attacca Greta accusandola di essere una massona, una "rettiliana" e, forse l'attacco più maligno, una malata incapace di intendere e di volere. Greta presenta infatti in forma lieve alcune caratteristiche dei Disturbi dello Spettro Autistico, ma ciò non le impedisce di provare emozioni, di ragionare e di esprimersi in maniera piuttosto articolata, a differenza dei suoi denigratori. (p. 285)
  • Chi nega l'Olocausto, che comprende oltre a quello degli ebrei anche lo sterminio di rom, gay, comunisti, testimoni di Geova, dissidenti e disabili fisici e psichici, sostiene che si tratta di una colossale cospirazione per diffamare i nazisti e trasformare in vittime gli ebrei. Davvero i nazisti hanno una reputazione da proteggere? (p. 289)
  • [Sulla teoria del complotto lunare] Ogni obiezione che sembrerebbe a prima vista spiegabile solo con il complotto, in realtà trova sempre una risposta chiara e definitiva se si parla con autentici esperti e si prendono in esame i fatti e non le fantasie. Tuttavia, c'è un'argomentazione che dovrebbe togliere ogni possibile dubbio: in quegli anni di Guerra Fredda, c'era una vera e propria gara per la supremazia spaziale tra Stati Uniti e Unione Sovietica e tutti ipiù potenti strumenti radar, ottici e radio, non solo quelli russi, ma anche quelli di tutti gli altri paesi nemici degli Stati Uniti, osservavano di continuo le missioni Apollo. Se ci fosse stato anche solo il sospetto di una mistificazione si può stare certi che chi considerava l'America un nemico l'avrebbe dichiarao con particolare enfasi a tutto il mondo. Invece, non solo non accadde ma anche i sovietici, sportivamente, riconobbero che sulla Luna c'erano arrivati per primi gli americani. (p. 295)
  • [Sulla teoria degli antichi astronauti] L'idea comune alle teorie degli antichi astronauti è quella di alieni visti come "dèi", con poteri straordinari, che in tutto l'universo avrebbero scelto proprio noi terrestri: il che, ovviamente, ci fa sentire creature particolarmente speciali. Se mettiamo a confronto questa idea con quella decisamente meno incoraggiante fornita dalle attuali conoscenze scientifiche, ovvero che la Terra e i suoi abitanti rappresentano un insignificante granellino perso nella vastità dell'universo, (insignificante per il cosmo, naturalmente, ma preziosissimo per tutti noi), è facile capire perché la prima abbia per un certo tipo di persone, disposte a rifiutare tutta la scienza fino a oggi raccolta in favore di credenze che sanno essere marginali, un richiamo di gran lunga più potente. (p. 309)
  • La credenza negli antichi astronauti può essere considerata l'equivalente di una moderna mitologia, che riprende gli stessi temi di quelle antiche ma li riveste con un abito più adatto a una civiltà tecnologica e spaziale come la nostra. La stessa rilettura letterale della Bibbia o di altri testi sacri va incontro a coloro che sono fortemente legati alle narrazioni religiose con cui sono cresciuti, ma faticano a prendere sul serio gli aspetti soprannaturali. Così, i miracoli e i prodigi biblici diventano gli effetti di tecnologie incomprensibili per i nostri antenati e tutto torna. (p. 310)
  • [Sul respirianesimo] Le persone che affermano di seguire questa pratica pericolosissima sostongeno di essere circa 3000 in Europa. È estremamente dubbio che lo facciano davvero fino in fondo, mentre sono sicurissimi i casi di coloro che hanno provato a seguire questa pratica e sono morte. (p. 313)
  • [Sul respirianesimo] Gli stessi portavoce del movimento, come Jasmuheen, in realtà mentono: si nutrono di nascosto, oppure bevono spremute, mangiano cioccolato, cibo vegetariano, frutta e si convincono che non ci sia nulla di male. Si giustificano dicendo che qualche "scappatella" è consentita più per sfizio che per necessità.
    In realtà, se smettessero di fare scappatelle, morirebbero nel giro di pochi giorni. (p. 314)
  • C'è da chiedersi se davvero, rispetto a oggi, le cose andassero molto meglio nel passato. Se penso a quando ero un bambino e un ragazzino, al di là dell'innegabile nostalgia per un'età più lieta e spensierata, ricordo benissimo la tensione costante che si percepiva nella società. Ogni giorno al telegiornale si parlava di Brigate Rosse, di attentati terroristici, di bombe, di stragi, di rapimenti e, naturalmente, del rischio di una guerra nucleare sempre incombente. Allora forse davvero gli anni migliori erano quelli in cui i miei genitori erano ragazzi, cioè gli anni cinquanta? In effetti, il boom economico stava per arrivare, ma nelle loro case ancora non c'era l'elettricità o l'acqua corrente e la "latrina" era sempre fuori casa, in estate e in inverno. I vestiti venivano rattoppati di continuo e si faceva il bagno completo una volta a settimana. Non sembra poi un'epoca tanto esaltante. Allora forse erano i nonni, i loro genitori, quelli che stavano meglio? Quali, quelli che sono cresciuti tra due guerre mondiali, dove morivano 170 bambini ogni mille nati (oggi ne muoiono 4 su 1000) e dove loro hanno avuto la fortuna di sopravvivere ai rastrellamenti dei nazisti e ai bombardamenti aerei?
    Come si vede, i bei tempi andati sono solo un mito. (pp. 316-317)
  • Le persone che sono più attirate da questo tipo di spiegazioni, infatti, sono quelle che cercano più sicurezza e un maggiore controllo sulla situazione, ma l'ansia generata dalle teorie cospiratorie sembra avere come effetto principale quello di far sentire queste persone ancora più impotenti, incerte e disilluse: diminuisce così la fiducia nelle autorità e si prepara il terreno per nuove teorie ancora più estreme e scollegate dalla realtà. (p. 323)
  • Senza contare gli altri costi di cui si è già parlato, primo tra tutti quello paradossale per cui le teorie del complotto finiscono per difendere lo stato delle cose anziché cambiarlo. La verità è che il mondo è molto complesso e non si può sperare di capirlo abbeverandosi alla fonte di chi alimenta paure immaginarie e fomenta i poeggiori istinti. (pp. 323-324)
  • [Sulla pandemia di COVID-19] Le vere armi biologiche non fanno 500 morti in due mesi, ne fanno migliaia o decine di migliaia in poche ore. Non permettono alle persone di guarire una volta colpite, mentre qui sono più quelli che sono guariti (al momento di andare in stampa oltre 41 milioni di persone) rispetto a quelli che sono morti (1 milione e 480.000). Le armi biologiche poi non hanno periodi di incubazione di un paio di settimane, ma si rivelano letali immediatamente o, al massimo, nel giro di 48 o 72 ore. Chi usa armi biologiche vuole rendere inoffensivo il nemico, non costringerlo a letto con il raffreddore per due o tre settimane. Basterebbero queste semplici considerazioni per capire che chi parla di "armi biologiche" o "virus creati in laboratorio e fuggiti al controllo" sta dicendo falsità per speculare sulla paura o, semplicemente, non sa di che cosa parla. (pp. 336-337)
  • La palma d'oro per la cura più assurda, per non dire idiota e criminale, va ai complottisti di QAnon. Secondo costoro il coronavirus sarebbe una nuova "malatia di moda", ideata da Bill e Melinda Gates per annientare gran parte della popolazione e costringerla poi a comprare i vaccini per salvarsi. Come difendersi? Il suggerimento più diffuso è quello di sciacquarsi la bocca, fare gargarismi e poi inghiottire bicchierate di... candeggina! Il consiglio è quello di lavarcisi anche la faccia e spruzzarla dentro gli occhi. Incredibilmente, a incoraggiare qualcosa del genere è stato anche l'ormai ex presidente Donald Trump, secondo il quale un possibile rimedio potrebbe essere quello di servirsi del disinfettante che si usa per pulire la casa, magari iniettandolo in vena: in fondo quello uccide i germi in pochi istanti, non potrebbe fare lo stesso con il virus? Nei giorni successivi, così, aumentano le chiamate ai centri di avvelenamento perché qualcuno ha pensato di prendere Trump alla lettera e lui stesso è costretto a dire che il suo era solo sarcasmo, anche se il suo tono era serissimo. (pp. 337-338)
  • La cronaca purtoppo ci regala ogni giorno esempi di intolleranza e di razzismo che non hanno ragione di essere. Per molti il coronavirus è solo un pretesto per sfogare la propria rabbia, nata da ignoranza e superficialità; persone insomma che sono intolleranti a prescindere. (p. 338)
  • Se davvero ci fosse una correlazione tra 5G e coronavirus, come mai un paese che non ha il 5G, come l'Iran, era ai primi posti per i decessi da coronavirus nel mondo? (p. 347)
  • I virus e le onde elettromagnetiche sono cose completamente diverse. È come dire che il sapore alla fragola si trasmette meglio quando in tv c'è il telegiornale. Non ha senso. E allo stesso modo non ha senso dire che il coronavirus si diffonde con il 5G, come se un virus potesse "cavalcare" o fare surf sulle onde elettromagnetiche. (pp. 348-349)
  • Fauci è odiato dagli estremisti, che lo considerano un infiltrato del deep state. Shiva, dunque, attacca Fauci accusandolo di far parte di Big Pharma e di avere interessi nell'industria dei vaccini. Inoltre, dichiara che il Covid-19 sarebbe stato creato dal deep state a Fort Detrick, nello stato del Maryland, dove si tova un laboratorio militare americano e, da lì, portato poi a Wuhan.
    Secondo Shiva, poi, le persone che si ammalano in realtà soffrirebbero di un sistema immunitario debole, carente di vitamina C e D e, dunque, basterebbe prendere qualche integratore per guarire.
    Le prove a sostegno di tutte queste affermazioni? Ma quali prove? Chi si inventa complotti, lo sappiamo, non porta mai prove e il "dr. Shiva" candidamente ammette che la sua è solo "una teoria personale", giusta o sbagliata che sia. (p. 350)
  • [Su Shiva Ayyadurai] Non è un medico. Quel "dottor" che pretende sia utilizzato durante le interviste denota solo il fatto che si è laureato in ingegneria. È un informatico. Che c'entra con la medicina? Niente. Ma lui dice che i medici non capisono niente di sistema immunitario e di alimentazione... (p. 350)
  • Si tratta di un altro mitomane che, come spesso accade, riceve tanta attenzione sui social semplicemente perché sembra una persona rispettabile e credibile che avalla le idee più bislacche e prive di fondamento? Sì, ma non c'è solo questo. Shiva, infatti, si era candidato per il Senato americano nello schieramento di Donald Trump. E così tutto si spiega.
    La tecnica per cercare di accumulare popolarità alimentando controversie e sperare così di essere eletti, dopotutto, è la stessa impiegata da Trump: dare voce alle idee più estremiste, incoraggiare complottismi e negazionismo, cercando di imporsi come punto di riferimento divisivo. C'era da temere che funzionasse ancora una volta: purtroppo, come si sa, chi alimenta idee false, ma confortanti per una parte del pubblico, ha sempre più seguito di chi cerca di stare con i piedi per terra e di far ragionare le persone. Tuttavia, Shiva ha perso le primarie repubblicane e, al suo posto, al Senato è stato candidato Kevin O'Connor. Inutile dire che per il povro Shiva è stato anche quello un complotto... (p. 351)
  • [Su Luc Montagnier] Alcuni anni fa, [...] aveva preso per buona la teoria dell'acqua con la memoria, una bufala sbugiardata già alla fine degli anni '80 e che sarebbe servita a fornire un minimo di credito all'omeopatia. La rivista «Nature», con l'aiuto di James Randi, aveva scoperto che in realtà nel laboratorio che conduceva gli esperimenti in questione c'era una ricercatrice che falsificava i dati. Una volta che la ricercatrice era stata allontanata l'acqua aveva perso la memoria.
    Eppure, Montagnier ha continuato a sostenere che quella menzogna fosse vera. E poi ha addirittura pubblicato studi su idee altrettanto bislacche su una sconosciuta rivista cinese, la «Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences». Perché proprio quella? Chissà, forse può avere aiutato il fatto che a dirigere quella rivista è... Montagnier in persona. Si è chiesto il permesso e se lo è concesso da solo, insomma. (p. 352)
  • Purtoppo, quello che tanti non capiscono, è che gli scienziati sono esseri umani e, come tali, possono sbagliare ed essere soggetti a bias di tanti tipi. C'è chi ambisce a fare carriera politica, come Shiva, e non si preoccupa di alterare la verità dei fati pur di ottenere il consenso a cui mira. C'è chi, forse, ha perso il contatto con la realtà, magari a causa dell'età o di qualche problema cognitivo, e magari dice semplicemente ciò che gli passa per la testa, senza preoccuparsi di portare alcuna prova. (p. 353)
  • Nella scienza il dibattito è fondamentale, di fronte a un nuovo fenomeno è normale che le opinioni siano diverse, a volte totalmente divergenti. A fare chiarezza è poi la ricerca che, un passo alla volta, riesce a definire come stanno le cose e chiarire i fatti. Solo allora le opinioni degli scienziati saranno concordi. (p. 356)
  • Se il virus fosse stato creato in laboratorio, [...] non sarebbe stato difficile individuare, in tratti ben localizzati della sua sequenza, l'inserimento di interi blocchi di DNA estranei (come sarebbe stato quello dell'HIV, se la ricerca citata da Montagnier non fosse farlocca). I blocchi di DNA estranei, infatti, rappresentano un marchio di fabbrica tipico della manipolazione genetica. (pp. 357-358)
  • [Su Donald Trump] Avendo in larga misura ignorato o volutamente sottovalutato il fenomeno, e ritrovandosi negli Stati Uniti con le più alte percentuali di contagio e di decessi al mondo, la sua soluzione per cercare di farsi rieleggere alle presidenziali di novembre è stata quella di cavalcare ancora di più la frustrazione e il complottismo. Persino di fronte al suo stesso contagio, e a quello di altri componenti della Casa Bianca, ai quali era caldamente suggerito di circolare senza mascherina, Trump ha minimizzato. Molto probabilmente, questo atteggiamento ha contribuito alla sua sconfitta. (p. 361)

Incipit di Eravamo solo bambini[modifica]

Marzo 1996

Sono quasi passati trent'anni, eppure non c'è notte che non mi corichi rivedendo nella mente il film di quegli orrori. Orrori di cui fui testimone e vittima al tempo stesso. A noi allora sembrava normale. Almeno a quelli che conservavano un minimo d'intelletto. O forse ci sforzavamo di credere che fosse normale, che non poteva essere altrimenti. Era il nostro mondo, l'unico che conoscevamo. L'idea che persone adulte non avessero il diritto di trattare a quel modo dei bambini difficilmente ci sarebbe potuta passare per il cervello.
D'accordo, chi di noi poi s'è salvato magari non è diventato un esempio di virtù. Furti, rapine, spaccio per molti sono stati l'unico modo per tirare a campare. Qualcuno poi se l'è preso la droga, qualcuno il manicomio e qualche altro, come Alfredo, deve scontare l'ergastolo perché da vittima si è trasformato in carnefice. E io, anche se sono riuscito a starmene fuori da certi ambienti, non posso dire di essere sempre stato uno stinco di santo. Ma avrei voluto vedere voi, con l'educazione che avevamo ricevuto!

Bibliografia[modifica]

Note[modifica]

  1. a b Da Does the LOCH NESS monster really exist?, YouTube, 15 giugno 2018.
  2. Da Le misteriose PIETRE DI ICA - Strane Storie, YouTube, 31 gennaio 2020.
  3. Da Assalto al Congresso USA: il giorno più nero dell'America, YouTube, 7 gennaio 2021.
  4. Da Mokele Mbembe: l’ultimo dinosauro?, YouTube, 23 febbraio 2021.

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