Massimo Troisi

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Massimo Troisi (1953 – 1994), attore e regista italiano.

Citazioni di Massimo Troisi[modifica]

  • 'A disoccupazione pure è un grave problema a Napoli, che pure stanno cercando di risolvere... di venirci incontro... stanno cercando di risolverlo con gli investimenti... no, soltanto ca poi, la volontà ce l'hanno misa... però hanno visto ca nu camion, eh... quante disoccupate ponno investi'? [...] cioè, effettivamente, se in questo campo ci vogliono aiutare, vogliono venirci incontro... na politica seria, e ccose... hann' 'a fa' 'e camiòn cchiù gruosse. (da Napoli, in La smorfia, 1977)
  • Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?[1]
  • Io non leggo mai, non leggo libri, cose... pecché che comincio a leggere mo' che so' grande? Che i libri so' milioni, milioni, non li raggiungo mai, capito? pecché io so' uno a leggere, là so' milioni a scrivere, cioè un milione di persone e io uno mentre ne leggo uno... ma che m'emporta a me?[2]
  • Io non mi piaccio mai. Sono talmente autocritico, che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi sembrerebbe ridicolo.[2]
  • La sofferenza in amore è un vuoto a perdere: nessuno ci può guadagnare, tranne i cantautori che ci fanno le canzoni. (dall'intervista di Gianni Minà a Pino Daniele e Massimo Troisi nel suo programma televisivo Alta Classe, 1992)
  • Penso, sogno in napoletano, quando parlo italiano mi sembra di essere falso.[2]
  • Pino è un po' l'Eduardo della canzone, un musicista che riesce a tirare fuori napoletanità e sentimento senza cadere nel folklore o nel partenopeo a tutti i costi.[2]
  • Purtroppo non ho mai conosciuto Peppino De Filippo e lui è sicuramente di quelle persone che ti rammarichi di non aver conosciuto. (...) Lui, secondo me, è come 'o sillabario. Quando io l'immagino, l'immagino puro, immagino cioè una comicità allo stato puro. Si può immaginare che la comicità pura sia anche di Totò, e invece no, Totò è già chella elaborata. Io credo, cioè, che della comicità portata al livello di Peppino non ne può fare a meno nessun comico. Eduardo si è affinato più nel classico, Totò nel surreale, in quello che lui è riuscito a inventarsi come personaggio, Peppino nella normalità era il massimo. (...) Lui, secondo me, è tutto quello che c'è in più prima dell'invenzione. Credo che lui abbia fatto eccezionale la normalità, sia riuscito a rendere eccezionale quello che si pensa che qualunque comico debba avere come bagaglio naturale: lui l'ha fatto assurgere a eccezionalità.[3]
  • Quando penso a Pasolini, a come agiva rispetto alla società, alle cose, mi stimo molto poco.[1]
  • Si è più registi prima di andare a dormire, quando si va in bagno, parlando con la propria moglie, piuttosto che sul set.[4]
  • Sono nato in una casa con 17 persone. Ecco perché ho questo senso della comunità assai spiccato. Ecco perché quando ci sono meno di 15 persone mi colgono violenti attacchi di solitudine.[1]
  • Sordi, secondo me, è un inventore di cose nuove, di comicità nuova, è stato un precursore.[3]

Collaborazioni[modifica]

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo, a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895
  2. a b c d Citato in Marco Giusti, Massimo Troisi. Il mondo intero proprio – pensieri e battute, Mondadori, 2004.
  3. a b Citato in Peppino De Filippo, Pappagone e non solo, a cura di Marco Giusti, Mondadori, 2003.
  4. Citato in Troisi, chi era costui?, Il Sole 24 Ore, 16 novembre 2013.

Bibliografia[modifica]

  • Lello Arena, Enzo Decaro, Massimo Troisi, La smorfia, trascrizione a cura di Stefania Tondo e Fabrizio Coscia, Einaudi, 1997.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]