Nicolas Chamfort

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Nicolas Chamfort

Nicolas Chamfort, pseudonimo di Nicolas-Sébastien Roch (1741 – 1794), scrittore francese.

Citzioni di Nicolas Chamfort[modifica]

  • Bisogna riconoscere che, per essere felici in questo mondo, ci sono delle facoltà dell'anima che bisogna interamente paralizzare.[1]
  • Bisogna scegliere tra amare le donne e conoscerle: non c'è via di mezzo.[2]
  • La filosofia, come la medicina, dispone di molti farmaci: poche buone medicine e quasi nessun rimedio specifico.[1]
La filosofia, come la medicina, fornisce molte droghe, ma pochissimi rimedi buoni, e quasi nessuno specifico.
  • La maggior parte di coloro che raccolgono versi o frasi spiritose assomiglia ai mangiatori di ciliegie o di ostriche, che incominciano a scegliere le migliori e poi finiscono per mangiare tutto.[1]
  • Le belle ragazze hanno un'infelicità comune ai re: non hanno amici e non se ne accorgono. [3]
  • Per quanto male un uomo possa pensare delle donne, non c'è donna che non ne pensi ancor peggio di lui. (da Pensées morales)
  • Solo l'inutilità del primo diluvio ha impedito a Dio di mandarne un secondo.[1]
Soltanto l'inutilità del primo diluvio trattiene Dio dal mandarne un secondo.
  • La felicità non è cosa facile: è molto difficile trovarla in noi stessi e impossibile trovarla altrove.
Le bonheur n'est pas chose aisée: il est très difficile de le trouver en nous, et impossible de le trouver ailleurs. (citato in Arthur Schopenhauer, Aforismi sulla saggezza del vivere, introduzione)

Caratteri e aneddoti[modifica]

  • Che cosa diventa un presuntuoso, privo della sua presunzione? Provatevi a levar le ali ad una farfalla: non resta che un verme. (da Caratteri e aneddoti, 1988)
  • Il signor de L..., per stornare dall'idea di matrimonio la signora de B..., ormai vedova da buona pezza, le disse: «Ma lo sapete che è proprio una bella cosa portare il nome di un uomo che non può più commettere delle sciocchezze!». (da Caratteri e aneddoti, 1993)
  • L'uomo si trova novizio a ogni età della vita. (da Caratteri e aneddoti, 1993)
  • Nel mondo [...] avete tre tipi di amici: quelli che vi amano, quelli che non vi danno la giusta attenzione e quelli che vi detestano.
Dans le monde [...] vous avez trois sortes d'amis: vos amis qui vous aiment; vos amis qui ne soucient pas de vous, et vos amis qui vous haïssent.
  • Nelle grandi cose gli uomini si mostrano come conviene loro di mostrarsi; nelle piccole, quali sono. (da Caratteri e aneddoti, 1988)

Massime e pensieri[modifica]

  • A un bambino fu domandato: "Dio padre è Dio?". "Sì". "E Dio figlio è Dio?". "Non ancora, per quanto ne sappia. Ma quando morirà il padre, lo diventerà sicuramente".
  • A vedere il modo in cui i malati sono trattati negli ospedali, si direbbe che gli uomini abbiano inventato questi tristi asili non per curare gli ammalati ma per sottrarli agli occhi delle persone felici, delle quali quegli sventurati turberebbero le gioie.
  • Ad alcuni uomini le illusioni sulle cose che stanno loro a cuore sono necessarie come la vita stessa. (V, 296)
  • Celebrità: il vantaggio di esser conosciuto da coloro che non vi conoscono affatto. (II, 135)
  • Ci sono sciocchezze ben presentate come ci sono sciocchi ben vestiti.
  • Il pensiero consola di tutto e rimedia a tutto. Se vi fa del male, domandategliene rimedio: ve lo darà. (I, 29)
  • L'amante troppo amato dalla sua amante finisce con l'amarla di meno, e viceversa.
  • L'ambizione si attacca più facilmente alle anime piccole che alle grandi, come il fuoco si appicca più facilmente alla paglia e alle capanne che ai palazzi.
  • L'amore, così come esiste nella società, non è altro che lo scambio di due fantasie e il contatto di due epidermidi.
  • L'amore è come le malattie contagiose; più le si temono e più vi si è soggetti.
  • L'amore piace più del matrimonio, per la ragione che i romanzi sono più divertenti della storia.
  • La Francia è un governo assoluto, temperato dalle canzoni. (XIV)
Le gouvernement de France était une monarchie absolue, tempérée par des chansons.
  • La giornata più perduta è quella in cui non si è riso.
La plus perdue de toutes les journées est celle où l'on n'a pas ri.
  • La parola più ragionevole che sia stata detta sul celibato e sul matrimonio è questa: qualunque cosa farai, te ne pentirai. (VI, 393)
  • La società si compone di due grandi classi: quelli che hanno più pranzi che appetito, e quelli che hanno più appetito che pranzi.
  • Le massime generali sono, nella disciplina della vita, ciò che la pratica è per l'arte.
  • Le opere che uno scrittore fa con piacere sono spesso le migliori, come i figli dell'amore sono i più belli.
  • Tutte le passioni sono eccessi; anzi sono passioni soltanto perché eccedono. (I, 72)
  • Un confessore si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L'altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace».

Note[modifica]

  1. a b c d Citato in Guido Almansi, Il filosofo portatile, TEA, Milano, 1991.
  2. Citato in Focus, n. 118, p. 174.
  3. Citato in L'amore è tutto di Dino Basili, p. 26, Tascabili economici newton, Febbraio 1996

Bibliografia[modifica]

  • Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri. Caratteri e aneddoti, traduzione di U. Renda, G. Bonazzi, Guanda, Parma 1988.
  • Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri. Caratteri e aneddoti, traduzione di Marcello Ciccuto, Rizzoli, 1993.

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