Giorgio Napolitano

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Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano (1925 – vivente), uomo politico e 11° Presidente della Repubblica Italiana.

  • Gli italiani sono consapevoli dell'impegno e della straordinaria dedizione che De Gasperi offrì, in anni difficili, alla nascita delle istituzioni della Repubblica, al consolidamento della democrazia dopo il ventennio fascista, al recupero del prestigio e della dignità della Nazione nella comunità internazionale. (dalla presentazione a Alcide De Gasperi. Un europeo venuto dal futuro, a cura di Maria Romana De Gasperi e Pier Luigi Ballini, Rubbettino)
  • Il compagno Giolitti ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma io ho quello di aspramente combattere le sue posizioni. L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo. (1956: citato in Gian Antonio Stella, «Principe rosso», violò il tabù del Viminale, Corriere della sera, 8 maggio 2006)
  • La realtà del lavoro operaio, con i suoi problemi, e anche – diciamo – nella sua configurazione umana, ha rappresentato una parte importante della mia vita. E non lo dimentico. (dall'Intervento nel corso della visita alla Ducati Moto, Borgo Panigale, 16 marzo 2007)
  • Nel '56 Giolitti e Nenni avevano ragione, e fu un errore del Pci non condannare quella repressione. (dalla lettera inviata alla fondazione Nenni in occasione del 50° anniversario dell'insurrezione ungherese)
  • Se il giornalista è cieco vede solo le ombre. Se il giornalista non è cieco vedrà anche le luci. (da la Republlica, 14 dicembre 2007).
  • I temi e gli obbiettivi sia di modifiche della seconda parte della Costituzione – che si congiungano con quelle già operanti del Titolo V – sia di nuovi meccanismi per l'elezione del Parlamento, sia di revisioni da affrontare nella stessa ottica in campo legislativo e regolamentare, sono stati identificati e delimitati ; non spetta a me suggerire soluzioni, ma solo insistere sulle gravi conseguenze che avrebbe un nuovo nulla di fatto e sull'urgenza di giungere a scelte largamente condivise. (dal discorso in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri con le Alte Magistrature della Repubblica, Quirinale, 20 dicembre 2007)
  • Vogliamo accogliere nuovi cittadini consapevoli, che siano riconosciuti e si affermino come tali. Ma il punto di partenza non può non essere una presa di coscienza collettiva del carattere non temporaneo che ha assunto il fenomeno dell'immigrazione in Italia, e dunque della necessità di trarne le naturali conseguenze sul piano dello sviluppo delle politiche d'integrazione e anche sul piano delle norme e delle prassi per il conferimento della cittadinanza. È essenziale che a tale presa di coscienza giungano non solo le istituzioni, ma l'intera collettività nazionale, l'insieme degli uomini e delle donne storicamente italiani, cittadini italiani da innumerevoli generazioni, cittadini italiani per discendenza, per antiche radici. Debbono cadere vecchi pregiudizi: occorre un clima di apertura e apprezzamento verso gli stranieri che si fanno italiani – lavoratori, studenti e ricercatori, imprenditori, sportivi, manager. È in un clima siffatto che possono avere successo le politiche volte a stabilire regole e a rendere possibile non solo la più feconda e pacifica convivenza con gli stranieri ma anche l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini. (dall'intervento in occasione dell'incontro con i "nuovi cittadini", 13 novembre 2008)
  • ...l'intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d'Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all'Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell'Urss ma a salvare la pace nel mondo. (da L'Unità, Novembre 1956)
  • [A Racalmuto] Mi ha portato qui il ricordo personale di Leonardo, che ho grandemente amato come scrittore europeo non meno che italiano. L'ho sempre ascoltato con attenzione e grande rispetto, come grande coscienza e voce civile dell'Italia. (da Il Mattino, 25 maggio 2009)
La Gazzetta dello Sport, 10 luglio 2006
  • Il fatto che proprio a Cannavaro sia toccato l'onore di alzare al cielo questa coppa del mondo aumenta la mia felicità.
  • La prendo come un buon auspicio affiché l'Italia vinca campionati molto difficili per la competitività e il sistema Paese.
  • Quando vanno in campo i nostri colori, c'è sempre un sentimento patriottico.


Indice

[modifica] Intervista sul PCI

[modifica] Incipit

Penso di rispondere non pretendendo di enunciare sempre le posizioni del partito; cercherò, naturalmente, di tener conto di tutto quello che abbiamo collettivamente elaborato, ma tenderò a rispondere alle tue domande soprattutto sulla base di un'esperienza: quella che ha vissuto, nel Partito, la mia generazione.

[modifica] Citazioni

  • Un impulso e un aiuto formidabili a lavorare su questo terreno – della storia d'Italia, della storia del Mezzogiorno, della tradizione culturale italiana – ci vennero dalla pubblicazione delle Lettere e poi, via via, dai Quaderni del carcere di Gramsci. (p. 7)
  • Non c'era nessuno che mettese in dubbio, tra i giovani che come me in quegli anni aderirono al Partito comunista, che l'obiettivo finale dovesse essere quello del socialismo, di una trasformazione in senso socialista della società. (p. 9)
  • Ancora oggi la Costituzione rappresenta una base importante per lo sviluppo ulteriore della battaglia di rinnovamento della società; nella Carta costituzionale sono sanciti princìpi democratici estremamente avanzati, anche per quel che riguarda l'organizzazione democratica dello Stato, princìpi tali che ad essi ci si può validamente riferire per le battaglie di riforma tuttora da vincere. (p. 23)

[modifica] Bibliografia

  • Giorgio Napolitano, Intervista sul PCI, a cura di Eric J. Hobsbawm, Laterza, Bari 1976.

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