Karl Marx
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Karl Heinrich Marx (1818 – 1883), filosofo ed economista tedesco.
[modifica] Citazioni di Karl Marx
- A chi desidera acquisire un'idea intuitiva e non astratta della stessa, non mi riferisco all'Elena greca e neppure alla Lucrezia romana bensì alla Santissima Trinità, non posso consigliare di meglio che sognare niente, finché non si sia addormentato, ma al contrario, di vegliare nel signore e di esaminare attentamente questo periodo, dato che in esso è compreso il concetto palese. Innalzandoci sino alla sua altezza che dista gradini dal punto in cui ci troviamo e che galleggia in alto come una nuvola, e ci si presenterà il gigantesco "non"; avviciniamoci alla sua metà e ci spaventeremo per l'enorme "niente"; quando scenderemo poi nella sua profondità, entrambi si concilieranno ancora armoniosamente nel "non" che ci si presenterà dinanzi con una fiammeggiante eretta ed audace scrittura.
"Non", "niente", "non",
questo è il concetto intuitivo della Santissima Trinità, ma chi potrebbe scoprire quello astratto, dato che: "chi sale su in cielo e ne discende?", "chi nelle sue mani tiene il vento?", "chi nella sua veste raccoglie l'acqua?", "chi ha fatto nascere tutte le terre del mondo?", "Come si chiama, e come si chiama suo figlio? Sai tu questo?" dice Salomone il saggio. (da Scorpione e felice, p. 73) [Nell'ottobre del 1837, all'età di 19 anni, Karl Marx invia questo romanzo al padre in occasione del suo compleanno] - Andiamo, via! Le ultime parole famose vanno bene per quegli idioti che non hanno detto abbastanza in vita.
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- Hinaus! Letzte Worte sind für Narren, die noch nicht genug gesagt haben. [Frase pronunciata in punto di morte]
- Da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni. (da Critica al programma di Gotha, 1875)
- È l'alienazione dell'auto-coscienza che pone la cosalità. (da Opere filosofiche giovanili, citato in: Roger Garaudy, Karl Marx)
- È l'uomo che fa la religione, e non è la religione che fa l'uomo. (da Per la critica della filosofia hegeliana del diritto, 1844)
- Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalle tradizioni. (da L'ideologia tedesca, citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
- Il comunismo è possibile empiricamente solo come azione dei popoli dominanti tutti 'in una volta' e simultaneamente, e ciò presuppone lo sviluppo universale della forza produttiva e le relazioni mondiali che il comunismo implica. Il comunismo, per noi, non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti. (da L'Ideologia tedesca, 1846)
- I filosofi hanno solo interpretato il mondo in vari modi; ma il punto ora è di cambiarlo. (dalla Tesi su Feuerbach n.° 11)
- I filosofi non spuntano dal terreno come i funghi. Essi sono il prodotto del loro tempo. (dalla Gazzetta Renana, 1842)
- Il difetto principale d'ogni materialismo fino ad oggi è che l'oggetto, la realtà, la sensibilità vengono concepiti sotto la forma di oggetto o di inttuizione, ma non come attività umana sensibile, prassi, non soggettivamente. (da Prima tesi su Feuerbach; citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
- Il nostro motto dev'essere dunque: riforma della coscienza non per mezzo di dogmi, ma mediante l'analisi della coscienza non chiara a sé stessa, o si presenti sotto forma religiosa o politica. Apparirà allora che il mondo ha da lungo tempo il sogno di una cosa... (da una lettera a Ruge, da Kreutznach, settembre 1843)
- Innata casistica dell'uomo, quella di cambiare le cose mutandone i nomi! E di trovare un sotterfugio per infrangere la tradizione rimanendo nella tradizione, laddove un interesse diretto abbia dato la spinta sufficiente. (citato in Engels, L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato)
- Invece del motto conservatore, "Un giusto salario giornaliero per una giusta giornata lavorativa!" dovrebbero scrivere sulle loro bandiere la parola d'ordine rivoluzionaria: "Abolizione del sistema del lavoro salariato!" (da Salario, prezzo e profitto, 1865)
- L'alienazione religiosa come tale si produce soltanto nel dominio della coscienza, dall'interno dell'uomo, ma l'alienazione economica è l'alienazione della vita reale: la sua soppressione abbraccia quindi ambo i lati. (da Manoscritti del 1814; citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
- L'emancipazione della classe lavoratrice deve essere opera della classe lavoratrice stessa. (da Statuti provvisori dell'Associazione internazionale degli operai, 1864)
- L'errore di Feuerbach non sta nell'aver enunciato questo fatto [l'alienazione], ma nell'averlo reso autonomo idealizzandolo invece di interpretarlo come il prodotto di uno stadio di sviluppo storico determinato e superabile. (da L'ideologia tedesca, citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
- L'ideologia dominante è sempre stata l'ideologia della classe dominante. (da L'ideologia tedesca)
- L'umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere, perché, a considerare le cose da vicino, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono già o almeno sono in formazione. (da Per la critica dell'economia politica)
- La borghesia ha avuto da svolgere nella storia un còmpito sommamente rivoluzionario. (citato in Sergio Ricossa, Straborghese, Editoriale Nuova, 1980)
- La coscienza non può mai essere qualcosa di diverso dall'essere cosciente. (da L'ideologia tedesca, citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
- La natura umana è la vera comunità umana. Come il disperato isolamento da essa è incomparabilmente più universale, insopportabile, pauroso, contraddittorio dell'isolamento dalla comunità politica, così anche la soppressione di tale isolamento e anche una reazione parziale, una rivolta contro di esso, è tanto più infinita quanto più infinito è l'uomo rispetto al cittadino e la vita umana rispetto alla vita politica. La rivolta industriale, perciò può essere parziale fin che si vuole, essa racchiude in sé un'anima universale; la rivolta politica può essere universale fin che si vuole, essa cela sotto le forme più colossali uno spirito angusto. [Glosse marginali di critica all'articolo Il re di Prussia e la riforma sociale, firmato "un prussiano", pubblicato sul numero 60 del Vorwarts., Vorwarts n.63, 1844] (da La Questione Ebraica – Editori Riuniti 1974, poi eliminato nelle edizioni contemporanee.)
- La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli. (da Critica della filosofìa hegeliana del diritto pubblico)
- [...] le idee non possono realizzare nulla. Per realizzare le idee, c'è bisogno degli uomini, che mettono in in gioco una forza pratica. (da La Sacra Famiglia, citato in: Roger Garaudy, Karl Marx)
- Le ipotesi si fanno soltanto in vista di qualche fine. (da La miseria della filosofia)
- Liberandomi dell'idealismo che avevo nutrito di elementi fichtiani giunsi a cercare l'idea nella realtà stessa. Gli dei che fino a prima avevano regnato al di sopra della terra ne diventavano ora il centro. (da una lettera al padre del 10 marzo 1837; citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
- Non è la coscienza degli uomini che determina la loro vita, ma le condizioni della loro vita che ne determinano la coscienza. (dalla prefazione a Per la critica dell'economia politica)
- Ogni goccia di rugiada nella quale si rifletta il sole brilla in un gioco infinito di colori, ma il sole spirituale dovrebbe generare un solo colore, e cioè il colore ufficiale, senza tenere conto dei tanti individui, dei tanti oggetti nei quali l'uomo si riflette. La forma essenziale dello spirito è allegria, luce, e la legge fa dell'ombra l'unica espressione che le corrisponde: dovrebbe andar vestita solo di nero, eppure tra i fiori non ce n'è alcuno che sia nero. (da Osservazioni di un cittadino renano sulle recenti istruzioni per la censura in Prussia 1842)
- Ogni scienza sarebbe superflua se l'essenza delle cose e la loro forma fenomenica direttamente coincidessero. (citato in Sergio Ricossa, Straborghese, Editoriale Nuova, Milano 1980)
- Qui non si tratta dell'obiettivo che questo o quel proletario o il proletariato nel suo insieme si propone di raggiungere. Si tratta invece di ciò che è, e di ciò che in conformità a questo essere deve necessariamente verificarsi nella storia». (citato in Ralf Dahrendorf, Erasmiani, traduzione di M. Sampaolo, p. 27)
- Scuotendosi di dosso il giogo politico, la società civile si scuote di dosso i lacci che avvincevano il suo spirito egoista. L'emancipazione politica fu contemporaneamente l'emancipazione della società civile dalla politica, dalla parvenza stessa di un contenuto universale. (da La questione ebraica: 1955-89, vol. I, p. 369; citato in Losurdo 2005, p. 315)
- Sulla soglia della scienza, come sulla porta dell'inferno, si deve porre questo ammonimento:
Qui si convien lasciare ogni sospetto
Ogni viltà convien che qui sia morta.
(dalla prefazione a Per la critica dell'economia politica) - Eppure, tutta la storia dell'industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione. (da Salario, prezzo, profitto)
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- [Il comunismo] È la vera risoluzione dell'antagonismo fra esistenza ed essenza, tra oggettivazione e autoaffermazione, tra libertà e necessità, tra l'individuo e la specie.
- Il calzolaio Jacob Bohme era un grande filosofo, molti filosofi di grido sono solo grandi calzolai.
- Il movimento proletario è il movimento autonomo della stragrande maggioranza nell'interesse della stragrande maggioranza.
- In linea di principio un facchino differisce da un filosofo meno che un mastino da un levriero. È la divisione del lavoro che ha creato un abisso tra l'uno e l'altro.
- La crudeltà, come qualsiasi altra cosa, subisce la moda, cambia secondo i tempi e i luoghi.
- La filosofia sta allo studio del mondo effettivo come la masturbazione sta all'amore sessuale.
- La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re, non si rende conto che in realtà è il re che è Re perché essi sono sudditi.
- La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
- La teoria dei comunisti può essere raccolta in una singola frase: abolizione della proprietà privata.
- La teoria non trova mai la sua realizzazione nel popolo, se non quando essa realizza i bisogni di questo popolo.
- Le circostanze fanno l'uomo non meno di quanto l'uomo faccia le circostanze.
- Lo sviluppo di un individuo è condizionato dallo sviluppo di tutti gli altri.
- [Il comunismo è] L'unità essenziale... dell'uomo con la natura, la vera resurrezione della natura, il naturalismo compiuto dell'uomo e l'umanesimo compiuto della natura.
- Noi non vogliamo affatto abolire l'appropriazione personale dei prodotti del lavoro per la riproduzione della esistenza immediata, appropriazione che non lascia alcun residuo di profitto netto tale da poter conferire potere sul lavoro altrui. Vogliamo eliminare soltanto il carattere miserabile di questa appropriazione, nella quale l'operaio vive solo allo scopo di accrescere il capitale, e vive solo quel tanto che esige l'interesse della classe dominante.
- Non esiste nulla che abbia valore senza essere un oggetto d'utilità.
- Ogni qualvolta viene posta in discussione una determinata libertà, è la libertà stessa in discussione.
- Paradigma della stupidità — I soldi tramutano la fedeltà in infedeltà, l'amore in odio, la virtù in vizio, il vizio in virtù, la schiavitù in dominio, la stupidità in intelligenza, l'intelligenza in stupidità.
- Quanto meno mangi, bevi, compri libri, vai a teatro, al ballo e all'osteria, quanto meno pensi, ami, fai teorie, canti, dipingi, verseggi, ecc., tanto più risparmi, tanto più grande diventa il tuo tesoro, il tuo capitale. Quanto meno tu sei, quanto meno realizzi la tua vita, tanto più hai; quanto più grande è la tua vita alienata, tanto più accumuli del tuo essere estraniato.
- San Max [Stirner] riconosce che l'Io riceve uno 'choc' dal mondo fichtiano. Ma che i comunisti siano decisi a far passare sotto il loro controllo questo 'choc' che (se non si riduce a una vuota frase) diventa in realtà uno 'choc' molto complesso e determinato in molteplici modi, questo, per San Max, è un ragionamento troppo ardito perché egli vi si soffermi. (da L'ideologia tedesca; citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
- Se noi non potessimo già scorgere nascoste in questa società – così com'è – le condizioni materiali di produzione e di relazioni fra gli uomini, corrispondenti ad una società senza classi, ogni sforzo per farla saltare sarebbe donchisciottesco.
- Uno scrittore è produttivo non nella misura in cui produce idee, ma nella misura in cui arricchisce l'editore che pubblica le sue opere.
- Un uomo che non dispone di nessun tempo libero è meno di una bestia da soma.
[modifica] Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione
- La necessità di rinunciare alle illusioni sulla sua condizione è la necessità di rinunciare a una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica non ha strappato i fiori immaginari dalla catena perché l'uomo continui a trascinarla triste e spoglia, ma perché la getti via e colga il fiore vivo.
- L'arma della critica non può certamente sostituire la critica delle armi.
- La teoria diventa una forza materiale non appena si impadronisce delle masse.
[modifica] Manoscritti economico-filosofici
- Il denaro, in quanto possiede la proprietà di comprar tutto, di appropriarsi di tutti gli oggetti, è dunque l'oggetto in senso eminente. L'universalità della sua proprietà costituisce l'onnipotenza del suo essere, esso è considerato, quindi, come ente onnipotente...
- Le necessità primitive dei lavoratori sono un'assai più ricca fonte di guadagno che le raffinate necessità dei ricchi.
- L'uomo non è un essere naturale: è un essere naturale umano.
- L'economia politica occulta l'alienazione ch'è nell'essenza del lavoro per questo: ch'essa non considera l'immediato rapporto fra l'operaio (il lavoro) e la produzione. (pp. 194-7)
- L'operaio sta in rapporto al prodotto del suo lavoro come ad un oggetto estraneo[...] quanto più l'operaio lavora tanto più acquista potenza il mondo estraneo, oggettivo, ch'egli si crea di fronte, e tanto più povero diventa egli stesso, il suo mondo interiore, e tanto meno egli possiede. Come nella religione. Più l'uomo mette in Dio e meno serba in se stesso. L'operaio mette nell'oggetto la sua vita e questa non appartiene più a lui, bensì all'oggetto. (pp. 194-7)
- L'operaio diventa tanto più povero quanto più produce ricchezza [...] L'operaio diventa una merce tanto più a buon mercato quanto più crea merci. (pp. 194-7)
- Con la messa in valore del mondo delle cose cresce in rapporto diretto la svalutazione del mondo degli uomini. Il lavoro non produce soltanto merci; esso produce se stesso e il lavoratore come una merce. (pp. 194-7)
- Più oggetti l'operaio produce, meno può possederne e tanto più cade sotto il dominio del suo prodotto, del capitale. (pp. 194-7)
- Il lavoro alienato[...] il lavoro non è cosa sua ma di un altro; che non gli appartiene, e in esso egli non appartiene a sé, bensì a un altro.[...] Il risultato è che l'uomo(il lavoratore) si sente libero ormai soltanto nelle sue funzioni bestiali, nel mangiare, nel bere, nel generare, tutt'al più nell'avere una casa, nella sua cura corporale etc., e che nelle sue funsioni umane si sente solo più una bestia. Il bestiale diventa l'umano e l'umano il bestiale. Il mangiare, il bere, il generare etc., sono in effetti anche schiette funzioni umane, ma sono bestiali nell'astrazione che le separa dal restante cerchio dell'umana attività e ne fa degli scopi ultimi e unici. (pp. 194-7)
- Il lavoro, l'attività vitale, la vita produttiva, appare all'uomo solo come un mezzo per la soddisfazione di un bisogno, del bisogno di conservazione dell'esistenza fisica. Ma la vita produttiva è la vita generica.[...] E la libera attività consapevole è il carattere specifico dell'uomo. Ma la vita stessa appare, nel lavoro alienato, soltanto mezzo di vita. (pp. 194-7)
- Il lavoro estraniato sconvolge la situazione in ciò: che l'Uomo, precisamente in quanto è un ente consapevole, fa della sua attività vitale, della sua essenza, solo un mezzo per la sua esistenza. (pp. 194-7)
- [...] il lavoro alienato fa dunque:
3)della specifica essenza dell'uomo[...] un'essenza a lui estranea, il mezzo della sua individuale esistenza; estrania all'uomo il suo proprio corpo, come la natura di fuori, come il suo spirituale essere, la sua umana essenza;
4)che un'immediata conseguenza [...] è lo straniarsi dell'uomo dall'uomo. [...] un uomo è estraniato dall'altro, come ognuno di essi dall'essenza umana. - Se il prodotto del lavoro mi è estraneo, e mi sta di fronte come una potenza straniera, a chi esso appartiene allora? Se la mia propria attività non mi appartiene, ma è estranea e coartata attività, a chi appartiene allora?
A un ente altro da me.
Chi è questo ente?[...]
L'ente estraneo, al quale appartiene il lavoro e il prodotto del lavoro, può essere soltanto l'uomo stesso. (pp. 194-7) - Quando egli si riferisce alla sua propria attività come ad un'attività non libera, si riferisce a essa come ad una attività al servizio, sotto il dominio, la costrizione e il giogo di un altro uomo. (pp. 194-7)
[modifica] Manifesto del Partito Comunista
- Essi dichiarano apertamente che i loro scopi non possono essere raggiunti che con l'abbattimento violento di ogni ordinamento sociale esistente. Tremino pure le classi dominanti davanti a una ricoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere in essa fuorché le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare. Proletari di tutti i paesi, unitevi!
- La società intera si va sempre più scindendo in due grandi campi nemici, in due grandi classi direttamente opposte l'una all'altra: borghesia e proletariato.
- La borghesia sopprime sempre più il frazionamento dei mezzi di produzione, della proprietà e della popolazione. Essa ha agglomerato la popolazione, ha centralizzato i mezzi di produzione e concentrato la proprietà in poche mani. Ne è risultata come conseguenza necessaria la centralizzazione politica.
- sono state strette in una sola nazione, con un solo governo, una sola legge, un solo interesse nazionale di classe, un solo confine doganale. Nel suo dominio di classe, che dura appena da un secolo, la borghesia ha creato delle forze produttive il cui numero e la cui importanza superano quanto mai avessero fatto tutte insieme le generazioni passate.
- Basti ricordare le crisi commerciali, che nei loro ritorni periodici sempre più minacciosamente mettono in forse l'esistenza di tutta la società borghese.
- Nelle crisi scoppia una epidemia sociale che in ogni altra epoca sarebbe apparsa un controsenso: l'epidemia della sovrapproduzione.
- Con quale mezzo riesce la borghesia a superare la crisi? Per un verso, distruggendo forzatamente una grande quantità di forze produttive; per un altro verso, conquistando nuovi mercati e sfruttando più intensamente i mercati già esistenti.
- Ma la borghesia non ha soltanto fabbricato le armi che le recano la morte; essa ha anche creato gli uomini che useranno quelle armi – i moderni operai, i proletari.[...] Nella misura in cui si sviluppa la borghesia, vale a dire il capitale, si sviluppa anche il proletariato.
- Quelli che furono sinora i piccoli ceti medi, i piccoli industriali, i negozianti e la gente che vive di piccola rendita, gli artigiani e gli agricoltori, tutte queste classi spofondano nel proletariato.[...] Così il proletariato si recluta in tutte le classi della popolazione. [...] La sua lotta contro la borghesia incomincia colla sua esistenza.
- La borghesia è di continuo in lotta: dapprima contro l'aristocrazia, poi contro quelle parti della borghesia stessa i cui interessi sono in contrasto col progresso dell'industria; sempre contro la borghesia di tutti i paesi stranieri.
- Di tutte le classi che oggi stanno di fronte alla borghesia, solo il proletariato è una classe veramente rivoluzionaria. [...]
I ceti medi, il piccolo industriale, il piccolo negoziante, l'artigiano, il contadino [...] Non sono dunque rivoluzionari, ma conservatori. Ancora più, essi sono reazionari, essi tentano di far girare all'indietro la ruota della storia. - Lo scopo immediato dei comunisti è quello stesso degli altri partiti proletari: formazione del proletariato in classe, rovesciamento del dominio borghese, conquista del potere politico da parte del proletariato.
- abolizione della proprietà privata [...] E la borghesia chiama l'abolizione di questo stato di cose abolizione della personalità e della libertà! E ha ragione. Perché si tratta, effettivamente, di abolire la personalità, l'indipendenza e la libertà borghese.
- Gli operai non hanno patria. Non si può toglier loro ciò che non hanno. [...] Ma poiché il proletariato deve conquistarsi rima il dominio politico, elevarsi a classe nazionale, costituirsi in nazione, è anch'esso nazionale, benché certo non nel senso della borghesia.
- La critica della religione è il fondamento di ogni critica.
- La storia di ogni società sinora esistita è la storia di lotte di classi.[...] in una parola oppressori e oppressi sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto un lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese: una lotta che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la rovina comune delle classi in lotta.
- Uno spettro s'aggira per l'Europa – lo spettro del comunismo.
- Il proletariato si servirà della sua supremazia politica per strappare alla borghesia, a poco a poco, tutto il capitale, per accentrare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato, vale a dire del proletariato stesso organizzato come classe dominante, e per aumentare, con la massima rapidità possibile, la massa delle forze produttive.
- Il potere pubblico perderà il carattere politico. Il potere politico,[...]è il potere organizzato di una classe per l'oppressione di un'altra. Se il proletariato, nella lotta contro la borghesia, si costituisce necessariamente in classe e per mezzo delle rivoluzione trasforma se stesso in classe dominante.
- In una parola, i comunisti appoggiano dappertutto ogni moto rivoluzionario contro le condizioni sociali e politiche esistenti. In tutti questi moti essi mettono avanti sempre la questione della proprietà, abbia essa raggiunto una forma più o meno sviluppata, come la questione fondamentale del movimento. I comunisti finalmente lavorano all'unione e all'interesse dei partiti democratici di tutti i paesi.
- Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi. Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una proprietà che ha per condizione necessaria la mancanza di proprietà per la stragrande maggioranza della società.
- Il comunismo non toglie a nessuno il potere di appropriarsi dei prodotti sociali; toglie soltanto il potere di soggiogare il lavoro altrui mediante questa appropriazione.
[modifica] Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte
- Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano per, così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.
- La società borghese manca di eroismo.
- La tradizione di tutte le generazioni passate pesa come un incubo sul cervello dei vivi.
[modifica] Il Capitale
- D'altra parte per i pregiudizi della cosiddetta pubblica opinione, cui non ho mai fatto concessioni, vale per me in ogni caso la sentenza del gran fiorentino:
Segui il tuo corso, e lascia dir le genti! (dalla prefazione alla prima edizione) - Il proprietario di schiavi si compra il lavoratore come si compra il cavallo. (1955-89, vol. XXIII, p. 281; citato in Losurdo 2005, p. 45)
- La violenza è la levatrice di ogni vecchia società, gravida di una nuova società.
- Se il denaro, secondo Augier, viene al mondo con una macchia di sangue sulla guancia, il capitale nasce grondante sangue e fango dalla testa ai piedi.
- Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse. (Capitolo XV)
- Il processo di produzione capitalistico, considerato nel suo nesso complessivo, cioè considerato come processo di riproduzione, non produce dunque solo merce, non produce dunque solo plusvalore, ma produce e riproduce il rapporto capitalistico stesso: da una parte il capitalista, dall' altra l' operaio salariato. (Capitolo XXI)
[modifica] Critica al programma di Gotha
- Egli [il proletario] può lavorare solo col loro permesso, e quindi può vivere solo col loro permesso.
- Il lavoro non è la fonte di ogni ricchezza.
[modifica] Citazioni su Karl Marx
- A Berlino, sotto l'influenza del maestro Gans e dei compagni di corso, il giovane Karl Marx sperimenta ancora confusamente le lacerazioni di un mondo che sta per morire e le contraddizioni di un mondo che sta per nascere. In una serie di epigrammi, in cui bolla a fuoco l'oppressione e i borghesi filistei, il giovane studente Marx esalta il grande umanesimo di Goethe e di Schiller, e le sublimi figure di Wallenstein e di Faust. (Roger Garaudy)
- Carlo Marx, se lo ricorda? Bene, lui ci aveva preso, aveva capito e indovinato tutto. (Fausto Bertinotti)
- Come diceva Ronald Reagan, chi ha letto Marx è diventato comunista, chi l'ha capito è diventato liberale. (Silvio Berlusconi)
Chi l'ha capito è diventato liberale solo se ricco. (Fausto Bertinotti) - I filosofi non hanno fatto altro che interpretare il mondo in modi diversi, ma bisogna trasformarlo. (XI Tesi su Fuerbarch, in: Roger Garaudy, Karl Marx)
- Il comunismo russo è il figlio illegittimo di Carlo Marx e di Caterina la Grande. (Clement Attlee)
- Il marxismo è essenzialmente un giudaismo che ha perso la pazienza. Il Messia ci ha messo troppo a venire, o piuttosto a non venire. Il regno della giustizia deve essere instaurato dall'uomo stesso, su questa terra, qui e ora. (George Steiner)
- Il passo decisivo, che condurrà il giovane Marx alle soglie del marxismo, consisterà nel capire che la soppressione dell'alienazione, implicando la soppressione della proprietà privata, avrebbe potuto essere realizzata solo dal proletariato, con la sua lotta e con la sua rivoluzione. (Roger Garaudy)
- L'ambiente intellettuale nel quale Marx elabora la sua concezione del mondo è impregnato del pensiero fictiano. (Roger Garaudy)
- Marx non ha solo mancato di ideare gli ordinamenti necessari per il nuovo mondo – di questi, infatti, non doveva più esserci bisogno. Che egli di ciò non dica nulla, è logica conseguenza della sua impostazione. Il suo errore sta più in profondità. Egli ha dimenticato che l'uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato l'uomo e ha dimenticato la sua libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male. Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo: l'uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli. (Benedetto XVI, dall'enciclica Spe Salvi)
- Marx scoprì la legge dell'evoluzione della storia umana; egli scoprì il semplice fatto, sin qui nascosto da un eccesso di ideologia, che il genere umano deve innanzitutto mangiare e bere, avere un riparo e degli abiti, prima di poter raggiungere una posizione ed arrivare alla scienza, alla religione, all'arte, ecc.; e che perciò la produzione dei mezzi immediati di sussistenza e conseguentemente il grado di sviluppo economico raggiunto da un dato popolo in una data epoca, formano le fondamenta sulle quali le istituzioni dello Stato, le concezioni giuridiche, l'arte e persino le idee religiose del popolo in causa si evolvono, ed alla cui luce queste cose devono perciò essere spiegate: procedimento contrario, quindi, a quello adottato fin qui. (Friedrich Engels)
- Oggi è molto difficile parlare di Marx, perché pochi pensatori sono stati così manipolati, soprattutto da coloro che si autodefiniscono marxisti, dunque soprattutto i comunisti. In Russia non si conosce quasi Marx. L'ho notato, io stesso. Una volta ho partecipato ad una riunione a cui erano presenti alcuni esperti russi... i corifei: di Marx ne sapevano quanto un prete di campagna sa di teologia medioevale. Del resto non può essere diversamente, perché in un sistema come quello russo Marx deve essere ucciso per poter vivere. (Erich Fromm)
- Per il giovane Marx, come per tutti i giovani hegeliani, la filosofia di Hegel era la promessa del compimento del segno faustiano di una "conoscenza divina". Attraverso il "sapere assoluto" l'io finito dell'uomo uguagliava il potere infinito di dio. (Roger Garaudy)
- Si dice che molto del lavoro del mondo è fatto da uomini che non sentono molto bene. Marx è uno di questi. (John Kenneth Galbraith)
[modifica] Bibliografia
- Karl Marx, Scorpione e felice – Romanzo Umoristico (Einige Kapitel aus Scorpion und Felix, Humoristischer Roman), a cura di Domenico Commisso e Gianni Jotti, tr. di Lorenzo Compagnoni, Edizione Integrale La Piramide 1970.
- Karl Marx, Friedrich Engels, Werke, 38 voll., Dietz, Berlin, 1955-89.
- Karl Marx, Opere complete di Marx e Engels, Editori Riuniti, Roma.
- Roger Garaudy, Karl Marx (Clefs pour Karl Marx), traduzione di Marilena Feldbauer, Universale Sonzogno, 1974.

