Decimo Giunio Giovenale
Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Decimo Giunio Giovenale (60 circa – 140 circa), poeta latino.
Indice |
[modifica] Satire
- Probitas laudatur et alget. (I, 74)
- Nei numeri è la sicurezza.
- Defendit numerus. (II, 46) [1]
- La critica è indulgente coi corvi e si accanisce con le colombe.
- Dat veniam corvis, vexat censura columbas. (II, 63)
- Quid Romae faciam? Mentiri nescio. (III, 41)
- Ciascuno ha tanta reputazione
quanti sono i quattrini nella sua cassaforte.
- Quantum quisque sua nummorum servat in arca,
tantum habet et fidei. (III, 143-144)
- Nil habet infelix paupertas durius in se
quam quod ridiculos homines facit. (III, 152-153)
- Non è facile emergere per coloro alle cui virtù è ostacolo la scarsezza dei mezzi.
- Haud facile emergunt quorum virtutibus obstat res angusta domi. (III, 164)
- A Roma tutto
si può avere a un prezzo.
- Omnia Romae
cum pretio. (III, 183-184)
- Rara auis in terris nigroque simillima cycno. (VI, 165)
- Ma chi farà la guardia
ai guardiani stessi?
- Sed quis custodiet ipsos
custodes? (VI, 347-348)
- Felix ille tamen corvo quoque rarior albo. (VII, 202)
- Pane e giochi. [per distrarre il popolo]
- Panem et circences. (X, 81)
- Mens sana in corpore sano. (X, 356)
- Maxima debetur puero reverentia. (XIV, 47)
- Crescit amor nummi quantum ipsa pecunia crevit. (XIV, 139)
- La natura, dando le lacrime al genere umano, attesta di averlo dotato
anche di un cuore facile alla commozione.
Questa è la parte migliore della nostra coscienza.
- Mollissima corda
humano generi dare se natura fatetur,
quae lacrimas dedit. Haec nostri pars optima sensus. (XV, 131-133)
[modifica] Senza fonte
| Le citazioni di questo paragrafo non sono sostenute da un'indicazione precisa delle fonti.
Se conosci la fonte di una di queste puoi migliorare la voce inserendola. Nuove citazioni senza fonte saranno cancellate.
|
- Chi abbraccerebbe la virtù per se stessa, se anch'essa non riservasse dei vantaggi?
- Coloro per i quali l'unica gioia consiste nel mangiare possono dare soltanto quell'unico, bestiale significato alla propria esistenza.
- È pura follia fare una vita da poveraccio per essere ricco quando morirai.
- I giovani sono tutti diversi tra loro; i vecchi, invece, si assomigliano tutti.
- Il primo castigo è questo: che nessun colpevole trova indulgenza di fronte a se stesso.
- Il viaggiatore con le tasche vuote al ladro canterà in faccia.
- In molte case un amante ha salvato un matrimonio in crisi.
- La vendetta è il piacere abietto di una mente abietta.
- La virtù è la sola e unica nobiltà.
- Le lacrime delle donne sono solo sudore degli occhi.
- L'infelice povertà nulla ha in sé di più doloroso, che l'esser esposta ai motteggi degli uomini.
- Molti individui, come i diamanti grezzi, nascondono splendide qualità dietro una ruvida apparenza.
- Nessun colpevole può essere assolto dal tribunale della sua coscienza.
- Nessuno ha mai raggiunto gli abissi della malvagità tutti in un colpo.
- Questo voglio, così comando, che il mio volere valga da ragione.
- Se vuoi gustare veramente un piacere, conceditelo raro.
- Tutti desiderano possedere la conoscenza, ma relativamente pochi sono disposti a pagarne il prezzo.
- Tutti qui viviamo in una condizione di ambiziosa povertà.
- Un uomo subisce una pena infamante per un crimine che ad un altro conferisce una corona.
- Una moglie perfetta, bella, elegante, ricca, feconda, di buona famiglia e di ottima moralità ammesso che esista sarebbe insopportabile per chiunque. Quale nobiltà, quale bellezza, quale virtù valgono tanto da sentirsele rinfacciate di continuo?
[modifica] Note
- ↑ citato in J. R. Newman (ed.) The World of Mathematics, New York: Simon and Schuster, 1956, p. 1452
[modifica] Altri progetti
Wikipedia contiene una voce riguardante Decimo Giunio Giovenale