Erri De Luca
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Erri De Luca (1950 – vivente), scrittore e giornalista italiano.
- Comunisti, una parola appesa all'attaccapanni del secolo passato. (da Tre Cavalli)
- È la più certa prova d'amore quella di un uomo che cambia parere per essere d'accordo con la donna. (da In nome della madre, Feltrinelli)
- E vita è un rigo lungo filato e morire è un andarsene a capo senza il corpo. (da Tre Cavalli)
- Mauro Corona è un uomo leale, scala montagne in stile pulito, scolpisce legno seguendo la vena e la luna, scrive libri e storie di persone vere e perciò rare. (citato in Mauro Corona, Nel legno e nella pietra, Mondadori)
- Per accogliere una rivelazione, grande o piccola che sia, basta a volte essere docili, termine che indicava in origine la disponibilità a farsi istruire. (da Una nuvola come tappeto, Feltrinelli)
- Una verità può essere colta da un passante, un estraneo può trasmetterla più fedelmente di chi la conosce e la patisce. (da Il contrario di uno, Feltrinelli, Milano, 2003)
Indice |
[modifica] Aceto, arcobaleno
- La più intensa lealtà, osando il restauro dell'irreparabile, coincide con la contraffazione.
- Molte volte ho pensato con nostalgia che le generazioni si sono trasmesse questo medesimo libro leggendo in esso sempre qualcosa in meno, proprio come se un unico dito, scorrendo una sola copia, lentamente ne cancellasse le righe. Essere molto sfiorato: la somma di molte carezze è un'abrasione.
- Quando l'appartenersi di una donna e di un uomo diventa possesso, allora si può essere perduti, perché si perde solo ciò che si possiede.
- Un congedo opportuno lascia dietro una porta sempre aperta.
[modifica] Il cronista scalzo
[modifica] Incipit
Della mia generazione ho potuto conoscere migliaia di persone perché per un bel po' di anni quella gioventù, è uscita di casa e ha occupato vita e strada di questo Paese. Ha perlustrato in lungo e in largo la società che aveva intorno e ha potuto conoscere la società che lei stessa già costruiva. Se non ho amici tra i compagni di scuola, ne ho avuti in cambio migliaia dopo. Quindi non è per combinazione che ho conosciuto Giancarlo Siani, ma per l'immediata spinta a riconoscervi che avevano quelli che sono stati giovani negli anni 70.
[modifica] Montedidio
[modifica] Incipit
"'A iurnata è 'nu muorzo," la giornata è un morso, è la voce di mast'Errico sulla porta della bottega. Io stavo già là davanti da un quarto d'ora per cominciare bene il primo giorno di lavoro. Lui arriva alle sette, tira la serranda e dice la frase d'incoraggiamento: la giornata è un morso, è corta, diamoci da fare. Ai vostri comandi, gli rispondo, e così è andata. Oggi scrivo la prima notizia per tenere conto dei nuovi giorni. Non sto più a scuola. Ho fatto tredici anni e babbo mi a messo a lavorare. È giusto, è ora. L'istruzione obbligatoria va fino alla terza elementare, lui mi ha fatto studiare fino alla quinta perché ero malatino e poi così avevo un titolo di studio migliore.
[modifica] Citazioni
- Ho visto che in italiano esistono due parole, sonno e sogno, dove il napoletano ne porta una sola, suonno. Per noi è la stessa cosa. (p. 9)
- Mi chiedo da solo: non me ne potevo accorgere per conto mio di esserci? Pare di no. Pare che ci vuole un'altra persona che avvisa. (p. 46)
- Tengono una gratitudine i puverielli che nessun re ha mai sentito. (p. 55)
- L'occhio invidioso sciupa. (p. 78)
- L'italiano è una lingua senza saliva, il napoletano invece tiene uno sputo in bocca e fa attaccare bene le parole. Attaccata con lo sputo: per una suola di scarpa non va bene, ma per il dialetto è una buona colla. (p. 95)
- Vanno bene per gli angeli le ali, a un uomo pesano. A un uomo per volare deve bastare la preghiera, quella sale sopra le nuvole e piogge, sopra soffitti e alberi. La nostra mossa di volo è la preghiera. (p. 108)
- Com'è importante stare a due, maschio e femmina, per questa città. Chi sta solo è meno di uno. (p. 134)
[modifica] Il Giorno Prima Della Felicità
- Per forza vuoi trovare un santo. Non ce ne stanno, e nemmeno diavoli. Ci sono le persone che fanno qualche mossa buona e una quantità di cattive. Per farne una buona ogni momento è giusto, ma per farne una cattiva ci vogliono le occasioni, le comodità. La guerra è la migliore occasione per fare le fetenzie. Dà il permesso. Per una buona mossa invece, non ci vuole nessun permesso.
- La gente nostra manco sapeva che esistevano gli ebrei, un popolo dell'antichità. Ma quando si è trattato di guadagnare qualcosa allora tutti sapevano chi era ebreo. Se mettevano una taglia sui fenici da noi erano capaci di trovarli, pure di seconda mano.
- La città era ancora scassata di macerie. 'Porto con me una pietra di Napoli. La vado a mettere nel muro della casa che avrò in Israele. Là noi costruiremo con i sassi che ci hanno tirato addosso'.
- Per il sangue che hai perso, il vino pareggia.
[modifica] Bibliografia
- Erri De Luca, Aceto, arcobaleno, Feltinelli, Milano 1992.
- Erri De Luca, Il cronista scalzo, I Prismi, Edizioni de Il Mattino, 1996.
- Erri De Luca, Tre Cavalli, Feltrinelli, 1999.
- Erri De Luca, Montedidio, Feltrinelli, 2001.
- Erri De Luca, Il Giorno Prima Della Felicità, Feltrinelli, 2009.
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