Roberto Vecchioni
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Roberto Vecchioni (1943 – vivente), cantautore e scrittore italiano.
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[modifica] Citazioni
- Ci sono normalità, regole, armonie che nemmeno noti tanto è scontato che ci siano. [...] È l'eccezione, lo sconvolgimento del consueto che ti mette ansia, ti rizza i nervi, ti sbulina l'animo. (da Il libraio di Selinunte, Einaudi, Torino, 2004)
ItaliaLibri, Milano, 30 ottobre 2000
- L'italiano, tra non molto, sarà la più bella tra le lingue morte.
- Tutto questo mare di canzone d'arte ha bisogno non solo del momento spettacolare (palco, esibizione, riproduzione) ma anche di codificazione, interpretazione, inserimento esegetico nella cultura.
- L'italiano di un tempo corre il rischio di diventare oggetto estetico a rapido esaurimento nell'approccio col reale.
- Le parole non sono fiato, evanescenza, convenzione. Le parole sono «cose». Niente esiste se non ha nome, perché siamo noi a far esistere il mondo.
- Le parole sono cose in perenne drammatica trasformazione e specchio del nostro dibatterci in cerca di luce.
[modifica] Citazioni tratte da canzoni
[modifica] Parabola
Etichetta: Ducale, 1971
- Luci a San Siro di quella sera | che c'è di strano siamo stati tutti là, | ricordi il gioco dentro la nebbia? (da Luci a San Siro)
- Milano mia portami via, fa tanto freddo, | ho schifo e non ne posso più, | facciamo un cambio prenditi pure | quel po' di soldi quel po' di celebrità | ma dammi indietro la mia seicento, | i miei vent'anni e una ragazza che tu sai | Milano scusa stavo scherzando, | luci a San Siro non ne accenderanno più. (da Luci a San Siro)
- Che pacchia avere due talenti, devi restuirne solo venti; tu prova un po' ad averne cento e Dio che ti sta al pelo con il conto. (da Per la cruna di un ago)
[modifica] Saldi di fine stagione
Etichetta: Ducale, 1972
- Chi ha vinto è la che vomita il suo vino e quel che conta in fondo è l'intestino. (da Aiace)
- E tu fai fuori mezzo accampamento, ne volano di teste cento e cento salvo far l'inventario e veder poi che non sono i tuoi giudici, son buoi. (da Aiace)
[modifica] Ipertensione
Etichetta: Philips, 1975
- I poeti son vecchi signori che mangian le stelle distesi sui prati delle loro ville. E s'inventano zingare e more per farsi credibili agli occhi del mondo col loro dolore. (da I Poeti)
[modifica] Sogna ragazzo sogna
Etichetta: Emi, 1999
- Lasciali dire al mondo che quelli come te perderanno sempre. Perché hai già vinto lo giuro, non ti possono fare più niente. (da Sogna ragazzo sogna)
- E la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere. La vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare. La vita è così grande che quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire. (da Sogna ragazzo sogna)
- Perché mi batterò per te con un esercito di idraulici, condomini, dentisti, rompipalle e bottegai. Mi coprirò delle ferite della noia, quelle che nessuno vede e che non sanguinano mai. (da Ritratto di signora in raso rosa)
- [...] è più difficile spostare l'esistenza un po' più giù del cielo e diventare un uomo, per te. (da Ritratto di signora in raso rosa)
[modifica] Blumun
- Tutto ciò che si piange non è amore. (da Euridice)
[modifica] Il Cielo Capovolto
- E costruì un delirante universo senza amore, dove tutte le cose hanno stanchezza di esistere e spalancato dolore. (da Le Lettere d'Amore)
- Ma gli sfuggì che il senso delle stelle non è quello di un uomo, e si rivide nella pena di quel brillare inutile, di quel brillare lontano.... (da Le Lettere d'Amore)
[modifica] El Bandolero Stanco
- Non mi lasciare solo in questa notte che non vedo il cielo, torna bandolero. (da El bandolero stanco)
- In questa notte seminata di nuvole che non una luce trema, ogni domanda è la risposta a una domanda della risposta prima; ogni ritorno è una falsa partenza, l'illusione di un movimento, come questo bagno di lacrime che non ho pianto. (da Canto Notturno (Di Un Pastore Errante Dell'aria))
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