Giorgio Gaber

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Giorgio Gaber

Giorgio Gaberscik (1939 – 2003), cantautore, attore, commediografo.

  • Bolognesi! Ricordatevi: Sting è molto bravo, però tenetevi il vostro Guccini. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto.[1]

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

  • Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar | Che noia qui al bar [...] Ma per fortuna che c'è il Riccardo | che da solo gioca a biliardo | non è di grande compagnia | ma è il più simpatico che ci sia. (da Il Riccardo, 1969)

Far finta di essere sani[modifica]

Etichetta: –, 1973

  • La libertà non è star sopra un albero, | non è neanche il volo di un moscone, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione. (da La libertà)
Variante: La libertà non è star sopra un albero, | non è neanche avere un'opinione, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione.
  • Un'idea, un concetto, un'idea, | finché resta un'idea è soltanto un'astrazione. | Se potessi mangiare un'idea, | avrei fatto la mia rivoluzione. (da Un'idea)
  • Una pallina bianca è uguale a una pallina bianca. Una pallina bianca è diversa da una pallina nera. E nessuna delle due palline si è offesa [...] Ma, io dico, non si potrebbe essere diversi così, su un piano, tutta una base? (da Le palline)

Anche per oggi non si vola[modifica]

Etichetta: –, 1974

  • C'è solo la strada su cui puoi contare | la strada è l'unica salvezza | c'è solo la voglia, il bisogno di uscire | di esporsi nella strada, nella piazza. | Perché il giudizio universale | non passa per le case | in casa non si sentono le trombe | in casa ti allontani dalla vita | dalla lotta, dal dolore, dalle bombe. (da C'è solo la strada)
  • Mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me! ...Mi son fatto tutto di merda. (da L'odore)
  • Anche per oggi non si vola. (da La leggerezza)

Libertà obbligatoria[modifica]

Etichetta: —, 1976

  • Ho bisogno di un delirio che sia ancora più forte, ma abbia un senso di vita e non di morte. (da Il delirio, disco 1, n.° 5)
  • La solitudine | non è mica una follia | è indispensabile | per star bene in compagnia. (da La solitudine, disco 2, n.° 1)
  • Non c'è popolo che sia più giusto degli americani. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza maggiore, s'intende, non la fanno mica perché conviene a loro. Nooo! È perché ci sono ancora dei posti dove non c'è né giustizia, né libertà. E loro... Eccola lì... PUM! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di democrazia. Nel senso che a loro non fa male, però te l'attaccano. (da L'America, disco 2, n.° 8)
  • Si può, siamo liberi come l'aria | si può, siamo noi che facciam la storia | si può, libertà, libertà, libertà | libertà obbligatoria. (da Si può, disco 2, n.° 9)
  • Non si può ancora morire mentre ti agiti inerte. Aggrappati all'ultima azione che ancora puoi fare: non devi fallire la morte. (da Il cancro, disco 2, n.° 11)

Polli d'allevamento[modifica]

Etichetta: –, 1978

  • Non si è mai abbastanza coraggiosi
    da diventare vigliacchi definitivamente
    . (da La paura)
  • Chi non ha mai commesso l'errore di togliersi i pantaloni prima delle scarpe, costui non sa niente dell'amore. (da Prima dell'amore)
  • Riassumiamo: io avevo avuto l'orgasmo… ghinnn! Niente a che vedere con quelli che mi organizzo da solo, eh! Ma un discreto orgasmo per essere in due. (da Dopo l'amore)
  • Bisogna essere prudenti quando ci si ammazza. Sennò si fanno delle figure! (da Il suicidio)
  • C'è una fine per tutto... E non è detto che sia sempre la morte. (da Il suicidio)

Anni Affollati[modifica]

Etichetta: –, 1981

  • Io se fossi Dio, | non sarei così coglione | a credere solo ai palpiti del cuore | o solo agli alambicchi della ragione. (da Io se fossi Dio)
  • Ma io se fossi Dio, | non mi farei fregare da questo sgomento | e nei confronti dei politicanti | sarei severo come all'inizio, | perché a Dio i martiri | non gli hanno fatto mai cambiar giudizio. (da Io se fossi Dio)
  • E se al mio Dio che ancora si accalora, | gli fa rabbia chi spara, | gli fa anche rabbia il fatto | che un politicante qualunque | se gli ha sparato un brigatista, | diventa l'unico statista! (da Io se fossi Dio)
  • Io se fossi Dio, | quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, | c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire | che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana | è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana. | Io se fossi Dio, | un Dio incosciente enormemente saggio, | avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, | ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora | quella faccia che era! (da Io se fossi Dio)
  • E allora salti il piano, se lo sai saltare, ed entri in un altro reparto dell'amore. (da Gildo)

Gaber[modifica]

Etichetta: GO Igest, 1984

  • Il percorso normale della conoscenza | è come non lo usassimo più. Il percorso del pensiero | che ogni giorno diventa più avaro. (da Occhio, cuore, cervello)

Il grigio[modifica]

1988

  • Un uomo sapiente può godere l'intero spettacolo del mondo soltanto con l'aiuto dei sensi e del pensiero
  • Il pensare... sì, il pensiero in sé, senza farci niente di utile... che godimento. Peccato che non ti paga nessuno per pensare. «Ho pensato otto ore»... E chi ti crede?... In India, in India ti credono.
  • Il mio orgoglio non è amore per me stesso. Se mi amassi non mi prenderei a calci come faccio. Il mio orgoglio è... è per come si dovrebbe essere. Il mio orgoglio è lo schifo di tutto e di tutti. Di te, ma anche di me... di me un po' meno.

Il teatro canzone[modifica]

Etichetta: –, 1991

  • Ci dev'essere uno strano godimento a sentirsi inutili, perché sono tutti più allegri, più ottimisti e tutti via a sciare, e vela, windsurf, equitazione, golf… bello! Secondo me per essere bravi in quegli sport lì non è che bisogna essere proprio imbecilli, però aiuta! (da Gli inutili)
  • Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona; qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. (da Qualcuno era comunista)
  • Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore Partito Socialista d'Europa. (da Qualcuno era comunista)
  • Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. (da Qualcuno era comunista)

E pensare che c'era il pensiero[modifica]

Etichetta: –, 1995

  • Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo. (da Mi fa male il mondo)
  • Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni, che se anche il fiume le potesse avere, andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare. (da Quando sarò capace di amare)

Gaber 96/97[modifica]

Etichetta: –, 1996

  • Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi. (da Canzone dell'appartenenza)
  • L'appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme non è il conforto di un normale voler bene l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé. (da Canzone dell'appartenenza)
  • L'appartenenza è un'esigenza che si avverte a poco a poco si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo. (da Canzone dell'appartenenza)

Gaber 1999/2000[modifica]

Etichetta: –, 2000

  • Ma io ti voglio dire che non è mai finita che tutto quel che accade fa parte della vita. (da E tu mi vieni a dire)

La mia generazione ha perso[modifica]

Etichetta: –, 2001

  • La mia generazione ha visto le strade, le piazze gremite di gente appassionata, sicura di ridare un senso alla propria vita. Ma ormai son tutte cose del secolo scorso: la mia generazione ha perso. (da La razza in estinzione)
  • L'obeso è l'infinito di un Leopardi americano. (da L'obeso)

Io non mi sento italiano[modifica]

Etichetta: CGD East West, 2003

  • Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono. (da Io non mi sento italiano)
  • Mi scusi Presidente | ma questo nostro Stato | che voi rappresentate | mi sembra un po' sfasciato. | È anche troppo chiaro | agli occhi della gente | che tutto è calcolato | e non funziona niente. (da Io non mi sento italiano)
  • Abbiamo fatto l'Europa, ora facciamo anche l'Italia. (da Io non mi sento italiano)
  • Il falso è misterioso e assai più oscuro se mescolato insieme a un po' di vero. (da Il tutto è falso)
  • L'importante è insegnare quei valori che sembrano perduti, con il rischio di creare nuovi disperati. (da Il tutto è falso)
  • C'è un'aria, un'aria, ma un'aria | che manca l'aria. (da C'è un'aria)
  • Non insegnate ai bambini | non insegnate la vostra morale | è troppo stanca e malata | potrebbe far male. (da Non insegnate ai bambini)
  • Non insegnate ai bambini | non divulgate illusioni sociali | non gli riempite il futuro di vecchi ideali. (da Non insegnate ai bambini)
  • L'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura. (da Non insegnate ai bambini)
  • Stategli sempre vicini date fiducia all'amore il resto è niente. (da Non insegnate ai bambini)

Incipit di Quando parla Gaber[modifica]

Secondo me gli italiani e l'Italia hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani, che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po' anarchico e ribelle, e troppo spesso cialtrone.
Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani, ma quando vanno all'estero, li riconoscono subito.
Secondo me gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici piace la benedizione del papa. Non si sa mai.
Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po' confusi, perché non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero.
Secondo me non è vero che gli italiani sono antifemministi. Per loro la donna è troppo importante, specialmente la mamma.
Secondo me gli italiani hanno sempre avuto come modello i russi e gli americani. Ecco come va a finire quando si frequentano le cattive compagnie.[2]

Citazioni su Giorgio Gaber[modifica]

  • «Datemi qualche pensiero» è l'ultimo urlo di Gaber. C'è un filo resistente (o un elastico?) che percorre l'opera di Gaber: è la fiducia in un individuo capace, nonostante il disincanto (anzi, forse in virtù di quel disincanto), di costruire una nuova coscienza anche partendo dal nulla, abbandonata per sempre ogni ambizione di appartenenza vecchio stile. E se fin dentro gli anni Novanta tornano le canzoni più «private» di un tempo – da «Chiedo scusa se parlo di Maria» al «Dilemma»: un capolavoro! – è perché per ripartire, appunto, non resta che guardare dentro se stessi. (Paolo Di Stefano)
  • Ma che c'entra Gaber con me? Io sono un rullo compressore, lui è un triciclo. (Lucio Battisti)
  • Perché un ingenuo? Perché anche lui tutto sommato aveva nutrito la sua bella utopia: l'idea di cambiare il mondo con le parole. Lui che dai Settanta aveva cantato con ironia la psicopatologia dell'individuo lasciato solo con i propri tic ma ancora ansioso di ritrovare se stesso in una matura collettività civile, doveva riconoscere che, tramontate le ideologie e stramorti i partiti, l'unico luogo di condivisione era ormai il mercato dio e demonio. (Paolo Di Stefano)

Note[modifica]

  1. Citato in Portavo allora un eskimo innocente, a cura di Massimo Cotto, Giunti, 2007, p. 11
  2. Brano dello spettacolo Un'idiozia conquistata a fatica, l'ultimo del Teatro Canzone, portato in scena da Gaber tra il 1998 e il 2000.

Bibliografia[modifica]

  • Guido Harari (a cura di), Quando parla Gaber. Pensieri e provocazioni per l'Italia di oggi, Chiarelettere, 2011. ISBN 9788861901841

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