Francesco Guccini

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Francesco Guccini

Francesco Guccini (1940 – vivente), cantautore italiano, scrittore, docente universitario.

Indice

[modifica] Citazioni tratte da canzoni

  • Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, | l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto | è un dio che è morto. (da Dio è morto)

[modifica] Folk beat n. 1

Etichetta: La voce del padrone, 1967, prodotto da Odoardo Veroli.

  • Risorgerà un mondo nuovo, ma noi non ci saremo. (da Noi non ci saremo)
  • Solo il silenzio come un sudario si stenderà / fra il cielo e la terra, per mille secoli almeno... (da Noi non ci saremo)
  • E catene di monti coperte di nevi / saranno confine a foreste di abeti... (da Noi non ci saremo)
  • Vorrei sapere a che cosa è servito / vivere, amare e soffrire ! spendere tutti i tuoi giorni passati / se così presto hai dovuto partire. (da Canzone per un'amica)
  • Voglio però ricordarti com'eri / pensare che ancora vivi / Voglio pensare che ancora mi ascolti / e che, come allora, sorridi. (da Canzone per un'amica)
  • Quando lo schianto ti ha uccisa / quando anche il cielo di sopra e' crollato / quando la vita e' fuggita. (da Canzone per un'amica)
  • Sull'autostrada cercavi la vita / ma ti ha incontrato la morte. (da Canzone per un'amica)
  • Venerdì Santo, anche l'amore sembra languore di penitenza (da Venerdì Santo)
  • Venerdì Santo, muore il Signore.. tu muori, amore, fra le mie braccia / Poi torna sera, resta soltanto, dolce, il ricordo: Venerdì Santo. (da Venerdì Santo)
  • Alzan gli occhi i pescatori verso il cielo così livido / le onde sembra che si fermino, non si sente che il silenzio / e le reti sono piene di cadaveri d'argento. (da L'atomica cinese)
  • Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio. (da Auschwitz)
  • Io chiedo come può l'uomo uccidere un suo fratello? eppure siamo a milioni, in polvere, qui nel vento. (da Auschwitz)
  • La provvidenza ci ha poi aiutati con i soldati della wermach. (da 3 dicembre 1939)
  • Mia madre, santa donna di Dio, aggiunse un Pio per contentar / uno zio prete che per commosso ringraziamento mi battezzò... (da 3 dicembre 1939)
  • Mia madre, donna di gran pietà, cercò in politica verginità... (da 3 dicembre 1939)
  • Mia madre, donna di grande amore, sentì nel cuore l'error di un dì / fu clericale, democristiana, e nella lana fede trovò... (da 3 dicembre 1939)
  • Io chiesa, nobili e terzo stato sempre ho fregato solo per me... (da 3 dicembre 1939)
  • Le narrano piano le onde e i pioppi le stanno a ascoltare... (da La ballata degli annegati)
  • Per me era peso il passato, e l'acqua sembrava leggera... (da La ballata degli annegati)
  • Vuoti e pieni di sussiego se il vestito non fa un piego / mentre io mi metto quello che mi pare. (da Il sociale e l'antisociale)
  • Sono contro il matrimonio, sono senza patrimonio / non ho quello che si dice: un posto al sole. (da Il sociale e l'antisociale)
  • Odio il gusto del retorico, il miracolo economico / il valore permanente e duraturo. (da Il sociale e l'antisociale)
  • E voi bimbe sognatrici della vita delle attrici, attenzione da me state alla lontana. Non mi piace esser per bene, far la faccia che conviene, poi alla fine sono sempre senza grana. (da Il sociale e l'antisociale)
  • Non amo viver con tutta la gente, mi piace solo la "gente bene", come si dice comunemente: bene si nasce non si diviene. (da Il sociale e l'antisociale)
  • Non ho rapporti coi proletari, soltanto a tarda notte lungo i viali. (da Il sociale e l'antisociale)
  • ..le mie vesti son sempre curate, perché è senz'altro importante il vestire, perché è la tonaca che fa il frate (da Il sociale e l'antisociale)
  • In fondo sol due cose hanno importanza, e sono il conto in banca e l'eleganza. (da Il sociale e l'antisociale)

[modifica] Due anni dopo

Etichetta: EMI, 1970.

  • Vedi cara, certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente, che non serve più capire/ Vedi cara, le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà. (da Vedi cara)
  • Quando la fiamma col suo fumo nero lasciò la terra e si alzò verso il cielo, quando ciascuno ebbe tinta la mano, quando quel fumo si sparse lontano Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava all'orizzonte del cielo di Praga. (da Primavera di Praga)
  • Dimmi chi era che in corpo portava la città intera che lo accompagnava, la città intera che muta lanciava una speranza nel cielo di Praga. (da Primavera di Praga)

[modifica] L'isola non trovata

Etichetta: EMI, 1970.

  • E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, quanto tempo è ormai passato e passerà? (da Un altro giorno è andato)
  • La sfera di cristallo si è offuscata e l'aquilone tuo non vola più, nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi e il tempo passa e fermalo, se puoi! (da Un altro giorno è andato)
  • Negli angoli di casa cerchi il mondo, nei libri e nei poeti cerchi te, ma il tuo poeta muore e l'alba non vedrà, e dove corrà il tempo chi lo sa? (da Un altro giorno è andato)
  • Vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu, ma il tempo passa e non ritorna più! (da Un altro giorno è andato)
  • Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, l'indomani come tutto se ne andrà. Ti guardi nelle mani e stringi il vuoto, se guardi nelle tasche troverai gli spiccioli che ieri non avevi ma il tempo andato non ritornerà! Il tempo andato non ritornerà! Il tempo andato non ritornerà! (da Un altro giorno è andato)

[modifica] Radici

Etichetta: EMI, 1972, prodotto da Pier Farri.

  • E pensavo dondolato dal vagone, cara amica il tempo prende, il tempo dà. Noi corriamo sempre in una direzione ma qual sia e che senso abbia chi lo sa? Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno. Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno. (da Incontro)
  • I tempi in cui si cominciava | la guerra santa dei pezzenti: | sembrava il treno anch'esso un mito di progresso, | lanciato sopra ai continenti. (da La Locomotiva)
  • Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva: | e sibila il vapore, e sembra quasi cosa viva; | e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: | «Fratello non temere, che corro al mio dovere, | trionfi la giustizia proletaria!». | Trionfi la giustizia proletaria. Trionfi la giustizia proletaria. (da La Locomotiva)
  • E che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva come una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia! (da La Locomotiva)
  • Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali | parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali" | e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via | la bomba proletaria e illuminava l'aria la fiaccola dell'anarchia! (da La Locomotiva)
  • Non si lavora ad agosto nelle stanche, tue lunghe e oziose ore | mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore. (da Canzone dei dodici mesi)
  • I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni. (da Il vecchio e il bambino)
  • se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia. È tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...(da Piccola città)

[modifica] Stanze di vita quotidiana

Etichetta: EMI Italiana, 1974, prodotto da Pier Farri.

  • Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta, qualcuno è andato per etá, qualcuno perché giá dottore, e insegue una maturitá, si è sposato fa' carriera ed è una morte un po' peggiore. (da Canzone delle Osterie di fuori porta)
  • Ride chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura. (da Canzone delle Osterie di fuori porta)
  • Io dico sempre "non voglio capire", ma è come un vizio sottile e più penso più mi ritrovo questo vuoto immenso, e per rimedio soltanto il dormire. (da Canzone per Piero)
  • Le strade sono aperte ed il momento viene sempre. (da Canzone delle ragazze che se ne vanno)
  • Malinconie discrete che non sanno star segrete, le piccole modeste storie mie, che non si son mai messe addosso il nome di poesie... (da Canzone delle situazioni differenti)
  • Noi siamo come tutti e un poco, giorno dopo giorno, sciupiamo i nostri 'oggi' come 'ieri' (da Canzone delle situazioni differenti)
  • Di giorno bevo l'acqua e faccio il saggio, per questo solo a notte ho quattro soldi di messaggio.. da urlare in faccia a chi non lo raccoglie. (Canzone delle situazioni differenti)
  • Oh sera scendi presto, oh mondo nuovo arriva. Rivoluzione, cambia qualche cosa. Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa, mia stanca civiltà che si trascina. (da Canzone delle situazioni differenti )

[modifica] Via Paolo Fabbri 43

Etichetta: EMI Italiana, 1976.

  • D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni e pago la mia casa, pago le mie illusioni, fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi, aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, bere, leggere, amare... grattarsi! (da Canzone quasi d'amore)
  • Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse, farei lo stesso: mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso. (da L'avvelenata)
  • Però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia... (da L'avvelenata)
  • Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, godo molto di più nell'ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare... (da L'avvelenata)
  • se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo! (da L'avvelenata)
  • Ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi ognuno costruisce il suo sistema di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno... (da Canzone di notte n. 2)
  • E un' altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo e voglio in questo modo dire "sono" o forse perché è un modo pure questo per non andare a letto o forse perché ancora c'è da bere e mi riempio il bicchiere... (da Canzone di notte n. 2)
  • È bello ritornar "normalità". È facile tornare con le tante stanche pecore bianche. Scusate, non mi lego a questa schiera: morrò pecora nera.(da Canzone di notte n. 2)
  • E un'altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo o forse per sentirmi meno solo, o forse perché è notte e vivo strani fantasmi e sogni vani, che danno quell'ipocondria ben nota, poi, la bottiglia è vuota... (da Canzone di notte n. 2)
  • Non scampa fra chi veste da parata chi veste una risata... (da Canzone di notte n. 2)
  • Eppure fa piacere a sera, andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie, e due canzoni fatte alla leggera in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio il fatto che sei triste o che ti annoi, e tutti i dubbi tuoi... (da canzone di notte n. 2)
  • Se fossi accademico, fossi maestro o dottore ti insignirei in toga di 15 lauree ad honorem, ma a scuola ero scarso in latino e il pop non è fatto per me, ti diplomerò in canti e in vino qui in via Paolo Fabbri 43. (da Via Paolo Fabbri 43)
  • Ma anche i miei eroi sono poveri, si chiedono troppi perché... (da Via Paolo Fabbri 43)
  • Jorge Luis Borges mi ha promesso l'altra notte | di parlar personalmente col "persiano", ma il cielo dei poeti è un po' affollato in questi tempi, | forse avrò un posto da usciere o da scrivano: | dovrò lucidare i suoi specchi, | trascriver quartine a Kayyam, | ma un lauro da genio minore | per me, sul suo onore, non mancherà... (da Via Paolo Fabbri 43)
  • io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare! (da L'avvelenata)

[modifica] Amerigo

Etichetta: EMI Italiana, 1978, prodotto da Pier Farri.

  • Ogni cosa alla lunga mi molesta e cerco un'altra festa, e poi le feste in fondo mi han stancato... (da 100, Pennsylvania Ave.)
  • Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietá. Tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent'anni fa. (da Eskimo)
  • Io come sempre faccio quel che posso, domani ci penserò.. semmai. (da Eskimo)
  • Ed io ti canterò questa canzone, uguale a tante che già ti cantai. Ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime, oramai. (da Eskimo)
  • Perché a vent'anni è tutto ancora intero, perché a vent' anni è tutto "chi lo sa", ma a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età.. (da Eskimo)
  • Portavo allora un eskimo innocente, dettato solo dalla povertà; non era la rivoltà permanente, diciamo che non c'era e tanto fa. (da Eskimo)
  • L'America era allora per me provincia dolce, mondo di pance, perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta. (da Amerigo)

[modifica] Metropolis

Etichetta: EMI, 1981.

  • Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare, la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.(da Venezia)
  • Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità. (da Venezia)
  • San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria... (da Venezia)
  • Del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega. (da Venezia)
  • Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto rimorso per quel che m'hai dato che è quasi ricordo, in odor di passato... . (da Bologna)
  • Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli, col seno sul piano padano ed il culo sui colli. (da Bologna)
  • Questa vita che ci birilla come bocce da biliardo. (da Antènor)
  • Quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto. (da Antènor)
  • In fondo è proprio un gran bel gioco a far l'amore tanto e non bere poco. (da Black-out)
  • Che oroscopo puoi trarre questa sera, mago? (da Bisanzio)

[modifica] Guccini

Etichetta: EMI, 1983.

  • Bella, d'una sua bellezza acerba, bionda senza averne l'aria, quasi triste come i fiori o l'erba di scarpata ferroviaria. (da Autogrill)

[modifica] Signora Bovary

Etichetta: EMI, 1987.

  • Le strade erano piene di quel lucido scirocco che trasforma una realtà abusata e la rende irreale. (da Scirocco)
  • Ma è meglio poi, un giorno solo da ricordare che ricadere in una nuova realtà sempre identica. (da Scirocco)
  • Ma si perda perché siam tre volte buoni e si vinca solo in sogni straordinari. (da Canzone di notte numero 3)
  • Ti accorgerai com'è facile farsi un inutile software di scienza e vedrai che confuso problema è adoprare la propria esperienza. (da Culodritto)
  • Vola tu, dov'io vorrei volare, verso un mondo dove è ancora tutto da fare, e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare. (da Culodritto)
  • E i tuoi pensieri sono un cane in chiesa.. che tutti prendono a calci. (da Signora Bovary)
  • Ma dove quelle stagioni smisurate quando ogni giorno figurava gli anni a venire e dove a ogni autunno quando finiva l'estate trovavi la voglia precisa di ripartire? Che ci farai ora di questi giorni che canti, dei dubbi quasi doverosi che ti sono sorti, dei momenti svuotati, ombre incalzanti di noi rimorti, che ci potrai fare di quelle energie finite, di tutte quelle frasi storiche da dopocena; consumato per sempre il tempo di sole e ferite, basta vivere appena, basta vivere appena... (da Le piogge d'aprile)

[modifica] Quello che non...

Etichetta: EMI Italiana, 1990.

  • La vita che buffa cosa, ma se lo dici, nessuno ride. (da Tango per due)
  • Se ci sono non so cosa sono e se vuoi quel che sono o sarei, quel che sarò domani, non parlare non dire più niente, se puoi, lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani... (da Canzone delle domande consuete)
  • E l'urlo di sempre che dice pian piano: "Non siamo, non siamo, non siamo." (da Quello che non...)
  • Fa niente. Danno in TV un programma intelligente, ci vuole un te aromatico e bollente e poi che il sonno arrivi a poco a poco. (da Canzone per Anna)
  • La vedi nel cielo quell'alta pressione, la senti una strana stagione? Ma a notte la nebbia ti dice di un fiato che il dio dell'inverno è arrivato." (da "Quello che non")

[modifica] Parnassius Guccinii

Francesco Guccini

Etichetta: EMI, 1994.

  • E sorridevi e sapevi sorridere, coi tuoi vent'anni portati così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans... (da Farewell)
  • Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, e il peccato fu creder speciale una storia normale. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa; siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa. (da Farewell)
  • Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate con qualcosa di fragile come le storie passate: forse un tempo poteva commuoverti ma ora è inutile credo, perché ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me. (da Farewell)
  • Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare, solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare... (da Nostra signora dell'ipocrisia)
  • Qui sul mio onore smetterei di giocar con le parole ma è un vizio antico e poi quando ci vuole per la battuta mi farei spellare. (da Parole)
  • [...] e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buon umore, quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore... (da Farewell)

[modifica] D'amore di morte e di altre sciocchezze

Etichetta: Emi Italia, 1996, prodotto da Renzo Fantini.

  • Ognuno vada dove vuole andare ognuno invecchi come gli pare ma non raccontare a me che cos'è la libertà. (da Quattro stracci)
  • Ma ora scommetto che vorrai provare quel che con me non volevi fare: fare l' amore, tirare tardi o la fantasia! (da Quattro stracci)
  • La fantasia può portare male se non si conosce bene come domarla, ma costa poco, val quel che vale, e nessuno ti può più impedire di adoperarla. (da Quattro stracci)
  • Ma io son fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare, e rido in faccia a quello cerchi e che mai avrai! (da Quattro stracci)
  • Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato! (da Cirano)
  • Venite pure avanti, voi, con il naso corto, signore imbellettate, io più non vi sopporto infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio... (da Cirano)
  • Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole, ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perché oramai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo... Cyrano. (da Cirano)
  • Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute. (da Cirano)
  • Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita; se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito, guardatevi nel cuore, l'avete già tradito. (da Cirano)
  • ...e voi materialisti, col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali... (da Cirano)
  • Vorrei che oggi restasse oggi senza domani, o che domani potesse tendere all'infinito. (da Vorrei)
  • Ma il tempo, il tempo, chi me lo rende? Chi mi da indietro quelle stagioni di vetro e sabbia, chi mi riprende, la rabbia, il gesto, donne e canzoni? Gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, l'arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti? (da Lettera)
  • Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa, l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami... vita. (da Lettera)
  • Mangiabili in verno o d'estate e fino all'autunno inoltrato, ma allora c'ha il nome cambiato e si chiamano marrons glacés. (da I fichi)

[modifica] Stagioni

Etichetta: EMI, 2000.

  • E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola, che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi capendo che a battito a battito è l'età che s'invola. (da E un giorno...)
  • Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante, e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante, colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte, com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte!!! (da Don Chisciotte)
  • Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora, solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora: per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri! (da Don Chisciotte)
  • Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perché il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ? Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà ? Il potere è l'immondizia della storia degli umani e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte: siamo i "Grandi della Mancha", Sancho Panza... e Don Chisciotte! (da Don Chisciotte)
  • E ho ancora la forza di scegliere parole per gioco, per il gusto di potermi sfogare perché, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare... (da Ho ancora la forza)
  • Da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non lo aspettate il Che ritornerà. (da Stagioni)
  • Le storie credute importanti si sbriciolano in pochi istanti: figure e impressioni passate si fanno lontane e lontana così è la tua estate... (da Autunno)

[modifica] Ritratti

Etichetta: EMI, 2004.

  • Ma nel futuro trame di passato | si uniscono a brandelli di presente, | ti esalta l'acqua e al gusto del salato | brucia la mente | e ad ogni viaggio reinventarsi un mito | a ogni incontro ridisegnare il mondo | e perdersi nel gusto del proibito | sempre più in fondo. (da Odysseus)
  • E andare come spinto dal destino | verso una guerra, verso l'avventura | e tornare contro ogni vaticino | contro gli Dei e contro la paura. (da Odysseus)
  • E fuggendo si muore e la morte | sento vicina quando tutto tace | sul mare, e maledico la mia sorte | non trovo pace | forse perché sono rimasto solo | ma allora non tremava la mia mano | e i remi mutai in ali al folle volo | oltre l'umano. (da Odysseus)
  • Scrutiamo le case abbandonate chiedendoci che vite le abitava, perché la nostra è sufficiente appena, ne mescoliamo inconsciamente il senso; siamo gli attori ingenui sulla scena di un palcoscenico misterioso e immenso. (da Vite)
  • Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, ma come quella vita giovane spenta, Genova muore. (da Piazza Alimonda)
  • Uscire di casa a vent'anni, è quasi un obbligo..quasi un dovere. Piacere di incontri a grappoli, ideali identici: Essere e Avere. (da Piazza Alimonda)
  • Sarà forse un'assurda battaglia ma ignorare non puoi che l'Assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi. (da Cristoforo Colombo)
  • Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi con i capelli lunghi sparsi abbandonati sul cuscino! (da Certo non sai)
  • Ma poco più lontano un pensionato ed un vecchio cane guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare. (da Piazza Alimonda)

[modifica] Film

[modifica] Altri progetti

[modifica] Opere

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