Doping
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Citazioni sul doping.
Citazioni
[modifica]- Adesso il mio atteggiamento è più duro perché di doping, di questo doping, si muore. Al di là dei motori truccati, muoiono i ciclisti, muore il ciclismo. (Gianni Mura)
- A nome di tutti i concorrenti, prometto che prenderemo parte a questi Giochi Olimpici rispettando e osservando le regole che li governano, impegnandoci nel vero spirito della sportività per uno sport senza doping e senza droghe, per la gloria dello sport e l'onore delle nostre squadre.[1] (Giuramento olimpico dell'atleta)
- Agli esordi [...], come tutti i giovanissimi, non dai peso a ciò che ti gira intorno. Poi, con gli anni, ti rendi conto di quanto il doping rappresenti la rovina dello sport che ami. (Lisa Vittozzi)
- [Nel 1991] Allo sportivo, oggi, sono richieste troppe cose. I ritmi con i quali si partecipa ai vari meeting sono incessanti. Il problema non riguarda il singolo risultato dell'atleta, ma la necessità di mantenerlo costante nel tempo. Personalmente sono contraria all'uso del doping, ma stando così le cose, forse sarebbe opportuno liberalizzarne l'uso. Piuttosto che spendere soldi per controlli costosissimi, si potrebbe invece investire nelle strutture sportive per esempio. (Sara Simeoni)
- – Bomba!? Teng' 'a 'bbomba, quella 'bbona! Bomba!? Teng' 'a 'bbomba, quella forte, quella 'bbona! 'A vulite? Bomba!? Bomba!? Eccola qua, eccola qua: guardate quant'è 'bbella!
– Scusi... e... che cos'ha?
– C'è: metredina, simpamina, aspirina, franceschina, cocaina e pe-pe-ron-ci-no di Ca-yen-na! 'A vulite? Centomi'!
– Vabbè...
– Vabbè... Tiè, con questa arrivi primo, li stacchi a tutti quanti... e ti fa pure arrizza'... (Fantozzi contro tutti) - Ho imparato molto rapidamente che il doping [nel ciclismo] era diffuso. Mi hanno insegnato: sei bravo, hai un grande talento, ti alleni con tantissima dedizione, hai tutte le qualità che ti servono. Ma se vuoi mantenere questo livello devi farlo. La percezione diffusa all'epoca era che senza aiuti sarebbe stato come partecipare a una sparatoria armati solo di coltello. L'atteggiamento generale era: se non lo fai, come sopravvivrai alla gara? (Jan Ullrich)
- Ho vissuto in prima persona le pratiche a cui erano sottoposti i calciatori. Ho visto l'allenatore, Helenio Herrera, che dava le pasticche da mettere sotto la lingua. Le sperimentava sulle riserve (io ero spesso tra quelle) e poi le dava anche ai titolari. (Ferruccio Mazzola)
- Il ciclismo professionistico ha sempre praticato l'omertà e ha giocato un ruolo importante nella cultura del doping. (David Walsh)
- Il doping è diffuso ad ogni categoria, limitare i controlli solo all'attività di vertice serve a poco. Vorrei vincesse davvero il più forte, ma non sempre è così. (Rino Tommasi)
- Il doping è sempre esistito e i calciatori sono ignoranti, nel senso che ignorano elementi di chimica e farmacologia. (Franco Scoglio)
- Il doping è una triste realtà del ciclismo, come di qualsiasi altro sport di resistenza. Inevitabilmente, alcune squadre e corridori pensano che le cose vadano come con le armi nucleari – bisogna farne uso, se si vuole rimanere competitivi all'interno del gruppo. Personalmente, non l'ho mai vista così e, di certo, dopo la chemio, avevo la repulsione ad introdurre qualsiasi sostanza estranea nel mio corpo. (Lance Armstrong)
- Il doping nello sport non è diverso dal problema della droga nella società: è la stessa voglia di andare oltre i limiti. Credere che basti qualche misura correttiva per cancellarlo è folle, come se bastasse un buon governo per eliminare la corruzione o i ladri. Una società senza corruzione è utopia, l'importante è che non diventi sistema, normalità, maggioranza. Né che si dica "è inevitabile". (Julio Velasco)
- Il doping pesante, per esempio l'Epo o le trasfusioni con le sacche di sangue, merita squalifica a vita. Chi ci prova non dovrebbe avere più diritto di cittadinanza nello sport. (Chris Froome)
- Il tennis è complicato, imprevedibile, magari piove e ti rimandano il match. Non è solo correre e colpire. È strategia, testa. E non c'è droga per migliorare l'intelligenza. (Boris Becker)
- In tutte le squadre in cui ho giocato ho visto situazioni di doping. (Jean-Jacques Eydelie)
- Io dico che la salute non si compra e che il denaro non te lo porti nella bara. (Damiano Cunego)
- La maggioranza di noi tennisti si imbottisce di pastiglie. (Boris Becker)
- Lo sport è vita, ma è ancor più appagante se fatto lealmente, senza scorciatoie, senza inganni. Che senso ha vincere sapendo che hai barato? (Ivan Basso)
- Mi piacerebbe uno sport senza doping, ma è un'illusione. C'è tanto denaro in ballo, questo spinge la gente a doparsi. Sono convinto che nel tennis il doping non serva. Solo una minoranza pensa il contrario. Noi possiamo essere sottoposti ai controlli in qualsiasi momento e credo sia la cosa giusta da fare. Preferisco sapere che sto giocando contro un avversario pulito. Purtroppo non è sempre così. (Roger Federer)
- Molti si dopano pur sapendo che questo non sarà abbastanza per farli vincere. La soluzione? Io non ne vedo che una, drastica: la radiazione. È il momento di far paura alla gente. È necessario che chi risulta positivo, venga allontanato. Per sempre. (Mario Cipollini)
- Nel tennis c'è il doping come in quasi tutti gli sport. Non credo agli atleti vittime, che prendono le cose senza saperlo. Allora non sono vittime, sono deficienti. La verità è che poi beccano sempre chi vogliono beccare. Conta molto la forza politica di una nazione. (Adriano Panatta)
- Nessuno parte con l'intenzione di doparsi. Amiamo il nostro sport per la sua purezza; sei solo tu, la tua bici, la strada, la corsa. (Tyler Hamilton)
- Penso che [...] dovrebbe esserci una squalifica a vita, soprattutto quando una cosa accade per la seconda volta. Tutti hanno diritto a una seconda possibilità per i casi in cui c'è stato un dubbio o è stato commesso un errore, come l'assunzione di un medicinale per la tosse. È diverso per cose come l'EPO e così via: sanno cosa stanno facendo. Non dovrebbero esserci giustificazioni. (Sarah Sjöström)
- [«Oggi secondo lei c'è più o meno doping?»] Penso semplicemente che oggi se ne parli in modo diverso. In passato era un argomento tenuto sotto silenzio, oggi invece se ne scrive molto. Te ne accorgi, le persone vengono squalificate per due anni e poi vanno avanti e tornano in gara, Io, se avessi saputo che mi era stato dato qualcosa, non avrei più nuotato, non avrei più fatto le Olimpiadi, i Mondiali, gli Europei. Mi sarei comportata così all'epoca, invece adesso sono in tanti che poi continuano, dopo lo stop. Se fai sforzi impegnativi e ti accorgi che non ci riesci più, allora devi aver preso qualcosa. (Kornelia Ender)
- Purtroppo il doping non sarà mai sconfitto. È una pura illusione. Davanti ai soldi si fa di tutto. (Paola Pigni)
- Purtroppo lo sport non riuscirà mai liberarsi dai dubbi che il doping, che probabilmente è sempre esistito ma che negli ultimi anni è diventato indesiderato protagonista di ogni vicenda sportiva, propone con dolorosa continuità. (Rino Tommasi)
- Questa tre settimane sono state terribili. Ogni giorno mi alzavo alle 2, 3, 4, 5 del mattino perché sapevo che dalle 6 poteva arrivare il controllo antidoping e dovevo dire alla mia fidanzata di non aprire, sennò ero positivo. (Alex Schwazer)
- Sono sicuro che nel tennis ci siano giocatori che assumono sostanze dopanti, non rintracciabili dai Test. Sono realista. Con tutti i soldi che girano nel circuito, basta pensare al premio di 1.9 milioni di dollari per il vincitore degli US Open, è fisiologico che alcuni cerchino un modo per migliorare le proprie prestazioni. (James Blake)
- Sul lato in ombra del doping, la vita può essere molto solitaria.
- Tutto era cominciato agli inizi degli anni Ottanta, quando il boicottaggio politico aveva salvato l'ideale olimpico grazie al favore popolare, favorendo però il patteggiamento segreto sull'immunità da garantire ad alcuni cultori delle pratiche proibite del doping. I Giochi di Mosca 1980 e di Los Angeles 1984 sono state tappe da ricordare per quanto di buono hanno offerto dal punto di vista spettacolare, ma da additare anche come esempi da evitare in futuro, perché i compromessi accettati dai dirigenti, dai tecnici e dagli atleti hanno portato conseguenze devastanti. (Gianni Merlo)
- Volevano per forza mettermi in testa il cappello del doping. Volevano che lo portassi per tutti. Oltre che falso sarebbe stato ingiusto. (Richard Virenque)
- [«Si dice doping e si pensa al ciclismo: è così?»] Assolutamente no. [...] È vero che il ciclismo si presta molto [...] anche per via della durezza delle sue gare, della sua disciplina, ma è altrettanto vero che nel ciclismo emergono più casi perché gareggiando per tantissimi giorni all'anno e essendo continuamente esposti ad un controllo totale, i ciclisti sono un facile bersaglio. Ma esistono tutta un'altra serie di discipline sportive che hanno dei calendari di competizione molto più delimitati, che possono fare, lontano dalle competizioni, quello che vogliono. È il caso del nuoto, dell'atletica, dello sci, tanto per citare alcuni sport. Lunghi periodi di preparazione, nei quali gli atleti scompaiono letteralmente dalla circolazione [...]. È nei momenti di allenamento che un atleta ricorre al doping: si prepara in tutti i sensi. [...] Il ciclismo ha tante colpe, ma ha il grande merito di fare – nonostante tutto – molto più di altri. Soprattutto nella lotta al doping.
- Gli sport più minati dal doping sono quelli che in cui il doping ha maggiore effetto: questi sono gli sport basati sulla forza o sulla potenza muscolare e sulla resistenza. Quindi tutti gli sport individuali che vanno dal ciclismo all'atletica, al nuoto, canottaggio, canoa, sci di fondo e alpino. E poi ci sono gli sport di squadra. Mi sembra chiarissimo ed evidente che [...] è cambiato il loro dinamismo. Vogliamo paragonare i quadricipiti dei calciatori degli anni Settanta/Ottanta con quelli di oggi? [...] Oggi i calciatori lanciano la palla ad una velocità impressionante, sono molto veloci, sono capaci di ripetere le azioni a brevissimo intervallo di tempo e sono aggressivi. Questo insieme di fattori li metti uno in fila all'altro e ti da l'informazione: è chiaro che utilizzano ormoni anabolizzanti in continuazione.
- [«Alcuni parlano di liberalizzare il doping»] Lo sport di alto livello ha infranto da tempo ogni limite e quindi ci troveremmo di fronte a dosaggi folli, ma anche a mix impensabili di farmaci. [...] Con la liberalizzazione si arriverebbe a somministrare dosi mortali. [...] il concetto di liberalizzazione è nato con le droghe, ma in quel caso si tratta di liberalizzare la vendita delle sostanze sottraendole ai canali gestiti dalle mafie. Non c'entra assolutamente niente con la richiesta di liberalizzare la domanda, cosa che avverrebbe nel nostro campo, perché l'offerta è già libera dal momento che i farmaci si trovano nelle farmacie e sono prodotti da industrie riconosciute. Va abbandonata definitivamente questa idea folle della liberalizzazione del doping perché altrimenti si diventerebbe complici di una strage.
- Ricordo una frase che è simbolo di un modo di pensare, detta a me da Enzo Rossi, all'epoca ct dell'atletica leggera: "Al pubblico interessano le medaglie. Tu sei in grado di raggiungerle solo con l'allenamento? Ottenere risultati significa per la federazione maggiori finanziamenti e maggiori possibilità per tutti noi". E da qui parte tutto. [...] il doping c'è ancora e ce n'è più di prima in tutti gli sport. [...] E questo sistema doping, se non creato, è stato perlomeno avvallato e mai veramente combattuto dallo sport. La logica è una e una sola: quando si trova il pollo, lo si spenna e muore da solo. La colpa è solo dell'atleta, ma dietro c'è un sistema. Dietro c'è una fabbrica che deve produrre risultati a qualunque costo. Se poi qualche d'uno resta impigliato nelle maglie dell'antidoping, lo si trucida per benino.
- Il doping è una scorciatoia per arrivare al successo, ma tanti atleti che correvano con me non ci sono più. Si tratta senza dubbio di morti sospette. Che devono far riflettere.
- Io mi sono allenato per 20 anni, ho avuto una carriera lunghissima come velocista, ma non mi sono mai neanche strappato. Invece, se avessi fatto uso di steroidi anabolizzanti, mi sarei strappato chissà quante volte. Lo sport deve rimanere l'ultimo baluardo del tessuto sociale per quanto riguarda il rispetto delle regole. Insomma, tra gli atleti deve vincere il più bravo, non il più furbo.
- Purtroppo il doping è diventato un grande business in mano alla criminalità organizzata, dato che viene commerciato in un mercato nero. Che è più lucrativo di quello degli stupefacenti. Sì, perché il grosso del mercato del doping lo troviamo tra gli amatori che affollano le palestre. Mi batto da anni per una legge penale comunitaria che funzioni da deterrente riguardo all'uso di simili sostanze. Oggi in Europa solo cinque stati hanno una legge simile. E io avevo lottato affinché fosse estesa a tutta l'Unione Europea
- Bando all'ipocrisia: la politica migliore sarebbe quella di accettare il doping, così tutti avrebbero la pozione magica. Naturalmente dobbiamo rispettare la presunzione di innocenza, ma che nessuno si lasci ingannare.
- In Spagna c'è stato il 'Caso Fuentes', il più grande scandalo di doping della storia, e si è fatto finta di nulla. La maggior parte dei clienti spagnoli del medico non è stata condannata. Forse perché lì lo sport svolge un ruolo molto importante e i suoi eroi sono più tutelati che in altri paesi.
- Oggi, lo sport è un po' come Asterix alle Olimpiadi: se non si possiede la pozione magica, è difficile vincere. E a quanto pare loro [gli spagnoli] sono stati, come Obelix, i fortunati a cadere nella pentola con la pozione magica.
- Credo che ancora oggi nel calcio si faccia uso di sostanze dopanti e ci sono calciatori che sono morti per vincere solamente una partita in più. Chi è responsabile di questo non ha certo aiutato il calcio a crescere.
- Il calcio deve uscire dalle farmacie, nel nostro ambiente girano troppi farmaci.
- Le esplosioni muscolari di alcuni calciatori? È uno sbalordimento che comincia con Gianluca Vialli e arriva fino ad Alessandro Del Piero. Io che ho praticato diversi sport pensavo che certi risultati si potessero ottenere soltanto con il culturismo, dopo anni e anni di lavoro specifico. Sono convinto che il calcio sia tutto un altro tipo di attività, almeno il mio, che in una sola parola definirei positivo.
- Quello che dovevo dire sul doping l'ho detto nel '98. E, tornassi indietro, lo rifarei. Non mi interessano rivincite, non mi fa né caldo né freddo sentirmi ripetere intorno "avevi ragione". Mi avvilisce, piuttosto, accorgermi di come tanti non abbiano capito, oggi come allora, che quello era un allarme lanciato per il bene di chi fa sport, per la salute di tanti giovani.
- Se l'essenza del calcio è il doping o il comprare gli arbitri allora io sono molto lontano da questo.
Note
[modifica]- ↑ Citato in Vancouver 2010, corrieredellosport.it, 13 febbraio 2010.
Voci correlate
[modifica]- Amfetamina
- Caso doping di Lance Armstrong
- Doping nella Repubblica Democratica Tedesca
- Eritropoietina