Giobbe Covatta

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Giobbe Covatta

Giobbe Covatta (1956 – vivente), comico e attore italiano.

Citazioni di Giobbe Covatta[modifica]

  • Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell'anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti. (dallo spettacolo Paraboleiperboli)
  • Biografia di Dio: di lui si sa poco. Quello che è certo è che fuma sigari Coiba che Fidel Castro gli regala ogni anno a Natale. Da alcune rare foto risulta essere un bell'uomo, tipo Leonardo DiCaprio ma con l'espressione più intelligente. D'altra parte, come lui stesso ha dichiarato: "Mi sono fatto da solo. Perché avrei dovuto farmi male?" (da Dio li fa e poi li accoppa, traduzione di Paola Catella, Zelig)
  • Questo libro è dedicato a Don Ginepro, il prete di quand'ero bambino, che per evitare che ci toccassimo, ci toccava lui. Bontà divina. (da Sesso? Fai da te!, Zelig)

Parola di Giobbe[modifica]

Incipit[modifica]

Si era nella notte dei tempi, e Dio era ancora immensamente piccolo.
Quella sera i suoi genitori, il Signore e la Signora Padreterno, erano stati invitati a una festa in maschera da Manitù. Per animare un poco la serata si erano vestiti da cow boy, perché a quelle feste ci si annoiava molto: ogni due valzer c'era una danza della pioggia!

Citazioni[modifica]

  • All'inizio era il Verbo... Il complemento oggetto venne molto tempo dopo.
  • Poi Dio creò il Panda, ma solo per la città: per i viaggi lunghi creò la Thema diesel.
  • Poi creò il coccodrillo, e subito dopo la maglietta. Così mise il coccodrillo sulla maglietta, e fu un grande successo.
  • In sei giorni il Signore aveva creato tutte le cose: il sole, la luna, quello scemo di Maradona, i puffi, la forfora, e tutti gli animali del creato, tranne Andreotti, che era già suo segretario da tempo immemorabile.
  • E Adamo ed Eva abbandonarono il Paradiso terrestre, e affittarono una caverna: due stanze, servizi e cucina abitabile, contratto uso foresteria (p. 23)
  • E allora il Signore disse: «Orsù, prendiamo del fango. Orsù, impastiamolo. Poi ci sputò sopra, e nacque Adamo. E Adamo, asciugandosi il viso, disse: «Cominciamo bene!».[1]
  • In quella Eva si trovava vicino a un albero; a un tratto si girò e vide un serpente. E disse: «Che schifo!» «Sei bella tu!» rispose il serpente, che era permaloso.[1]
  • E il serpente guardò Adamo e disse: «Chillo è n'ora che va parlanno co' nu porco... Ti pare intelligente?»[1]
  • E il Signore disse: «Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la Terra produrrà spine e sofferenze». E Adamo disse: «Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani te ne porto un chilo...»[1]
  • E il Signore disse: «Adamo, non fare il cretino, e smetti di fornicare»
    «E va be', e le mele no, e fornicare no... Tu hai bisogno di uno psicanalista!» (p. 24)
  • È lecito chiedersi come Caino e Abele abbiano potuto generare l'umanità.
  • E cominciò a piovere.
    Dapprima piovve poco, e fu il pediluvio.
    Poi cominciò a piovere che Dio la mandava e quello fu veramente il diluvio. (p. 51)
  • E l'Arca atterrò sul monte Arafat, e intorno era tutto fango.
    E Noè disse: «Signore, ma qui è tutto fango!»
    E il Signore rispose: «Dove pensavi di arrivare? A Porto Cervo?» (p. 52)
  • In quel tempo il Signore aveva deciso di distruggere Sodoma, città di sodomiti. In questo luogo, come dice la parola stessa, si praticava la sodomia, e tutti si conoscevano l'un l'altro facendo una grande confusione, perché gli uomini erano diventati come donne, ma dall'altra parte, e nessuno si affacciava al davanzale perché anche in famiglia ci si fidava poco.
  • E gli Angeli in coro dissero: «Signore, passi per Sodoma, città di Sodomiti, ma... Perché hai distrutto anche Gomorra?» E il Signore rispose: «Mah... Gomorra città di Gomorroidi... Mi faceva un po' schifo!»
  • Noè, colui che tanto ha fatto per il genere umano e pure per quello animale. Egli era il prediletto dal Signore: viveva nel deserto divorato dalla sete e dai pidocchi.
  • Il Signore aveva detto: «Pioverà per quaranta giorni», ma poi si distrasse, si dimenticò di Noè, e dopo centocinquanta giorni pioveva ancora.
  • Mosè. Quest'uomo che tanto ha dato al ciclismo in Italia e nel mondo.[1]
  • Il Faraone allora mandò a chiamare Giuseppe e gli disse: «Ho fatto un sogno. Ho sognato sette vacche grasse e noi le mangiavamo. Poi ho sognato sette vacche secche e noi mangiavamo anche quelle. Però con le vacche grasse ci sfamavamo, e con quelle secche no»
    E Giuseppe disse: «Il sogno sta a significare che con le vacche grasse si mangia di più che con le vacche secche»
    «Bravo!» disse il Faraone, colpito dalla risposta di Giuseppe, e lo nominò Presidente della Repubblica.
    Il Faraone gettò così le basi e le premesse della politica moderna. E uno che faceva i tarocchi fu nominato Ministro degli Esteri, e uno che muoveva le orecchie fu fatto Presidente del Consiglio, e un funambolo e un equilibrista Ministri del Tesoro e delle Finanze.
    E da allora i criteri per le scelte politiche non sono mai stati modificati. (p. 84)
  • Era sempre l'anno 1 avanti Cristo, una scura notte di pediluvio, solo un po' più tardi. In un'altra umile casa della Palestina si sentì la stessa voce: "Ave Maria, sono Gabriele!" "Molto piacere signor Gabbiano..." "Non sono un gabbiano, ma tu sei proprio Maria?" "Certo signor Pellicano..." "Sei proprio Maria di Nazareth?" "No, sono Maria di Nocera Inferiore, fa lo stesso? Hei, signor Fenicottero, dove scappa, non le piace Nocera?"
  • Il giorno dopo era sabato: giorno interamente dedicato alla schedina. Gli anziani, davanti al bar dello sport, commentavano: «Lazzaro non può fare la mezzala, sta in piedi per miracolo...»
  • Dalla seconda lettera ai Corinti. Cari Corinti, potevate almeno rispondere alla prima! Siete dei bei cafoni. Distinti saluti, Paolo.[1]

Pancreas: trapianto del libro Cuore[modifica]

Incipit[modifica]

Nulla è più emozionante del primo giorno di scuola. Me lo ricordo: era già dal 23 luglio che facevano la disinfestazione per i topi, avevano vinto i topi e ce ne erano alcuni grossi come cammelli.
Il bidello sorrise e aprì il portone; il portone cadde e aprì il bidello, che ancora sorride: è rimasto sotto ridotto come una specie di radiografia. Lo portarono in ospedale in busta chiusa.
Tutti i bambini entrarono di corsa urlando, anche perché cercavano di sfuggire agli spacciatori. Le aule erano splendide: pavimenti di cotto, prosciutto cotto, quello delle merende degli anni passati, azzeccato per terra. Per rendere trasparenti le finestre erano stati rotti i vetri. I nemici nascosti dell'igiene, grossi come tacchini, aspettavano i bambini in smoking: il primo giorno di scuola era anche per loro una grande occasione.

Citazioni[modifica]

  • Entrò il preside con aria mesta, salutò con grande dignità e disse: «Ragazzi devo darvi una brutta notizia, avrete un altro maestro, quello dell'anno scorso è morto!» Ci fu un boato di gioia, applausi, tutta la curva B della classe intonò canti di tripudio. «È stato il fumo a ucciderlo» disse il Preside.
    Il maestro dell'anno passato era un uomo decrepito, aveva il volto incartapecorito dalle rughe, capelli bianchi e radi, denti cariati, spalle curve e parlava con voce roca e catarrosa. Aveva ventitré anni. Un giorno lesse sul pacchetto di sigarette: «II fumo nuoce gravemente alla salute». Allora cominciò a ridere, ridere, ridere e rise tanto che morì soffocato. Il mio compagno Bakunin lo diceva sempre: «Sarà una risata che vi seppellirà!».
  • Lama
A) parte di un coltello, rasoio o spada.
B) monaco buddista del Tibet.
C) camelide americano dal pelo foltissimo allevato soprattutto in Perù che sputa come una bestia.
Secondo voi quale di queste tre definizioni è più adatta?
Scrivetelo su una cartolina postale e mandatela a «Scommettiamo che!» Viale Mazzini, Roma. Parteciperete all'estrazione finale e potrete vincere 1000 lama (poi vi voglio vedere con 1000 monaci buddisti in giro per casa).
  • Era così povera che quando si mangiava le unghie apparecchiava la tavola. Spesso prendeva qualcosa di caldo: la febbre. Era sorda, calva, con la forfora, i brufoli e un diploma di ragioneria. (da La piccola fiammiferaia)
  • Siccome era il 24 dicembre, (la Forgioni) si mise a giocare con le palle di Natale.

Sesso? Fai da te![modifica]

Incipit[modifica]

Cari piccoli lettori, so che pendete dalle mie labbra e non vedete l'ora di scoprire, grazie a questo libro, tutti i segreti grandi e piccoli riguardanti il sesso e l'amore. Quindi bando alle ciance e cominciamo dall'inizio.
La prima cosa che dovete sapere è che uomo e donna si sono evoluti insieme, fianco a fianco. E questo dimostra che la femmina della razza umana è l'animale più coraggioso che esista in natura, l'unico che riesce a sopportare un uomo a fianco per tutta la vita: esperienza terribile, che nessun altro essere vivente è in grado di sopportare, a meno che non si tratti di un militare.

Citazioni[modifica]

  • Duecentotrentamila anni fa apparve l' homo erectus, e quarantamila anni dopo arrivò l' homo moscius; tra i due ci fu il buio periodo dell' homo barzottus, poco conosciuto ai più. Emeriti studiosi hanno inoltre appurato che la donna, nell'arco di tempo che va dall'homo erectus all'homo moscius, subì notevoli mutazioni, divenendo via via sempre più insoddisfatta e intrattabile. (p. 10)
  • Sin dalla notte dei tempi, il SESSO è la causa fondamentale della grande incomprensione tra maschio e femmina della razza umana. (p. 14)
  • La bella e la bestia è solo una favola o già a quei tempi si conosceva la storia tra Sgarbi e Demetra Hampton? (p. 25)
  • Se proprio dovessi consigliarvi un manuale, cari giovani ansiosi di capire e conoscere il sesso in maniera chiara e scientifica, non avrei dubbi: il testo migliore è senza dubbio questo, oltre ovviamente al testo/sterone. (p. 18)
  • A quei tempi anche la musica contribuiva a turbarci: Lucio Battisti ci cantava «Dieci ragazze per te possono bastare...», e lo diceva proprio a noi che c'eravamo sempre dovuti accontentare di sei-sette ragazzi, ovvero l'indispensabile per fare una partita a pallone in cortile! (p. 29)
  • Un'altra parte del corpo umano ad alto gradimento di attrazione erotica sono le natiche, ovvero semisfere che singolarmente dicono poco ma in coppia formano un culo. (p. 36)
  • Il pistolino è chiamato con un sacco di altri nomi, ma quello scientifico è il più scemo di tutti: fallo. La Chiesa vorrebbe sostituire il termine fallo con «non farlo». (p. 42)
  • Il pistolino poi è detto anche pene, ma solo a Bari, esempio: «Tesoro scendi al forno e prendi il pene».
  • Il pistolino termina con un rigonfiamento detto glande, immortalato da Mina in una sua celebre canzone: «Sei glande, glande, glande, come te sei glande solamente tu». (p. 42)
  • I testicoli sono più comunemente detti coglioni dal nome del loro scopritore che, a giudicare da come lo chiamavano, non doveva essere un'aquila. Essi sono saldamente legati al corpo del maschio, ma capita spesso di incontrarne alcuni liberi per strada. (p. 43)
  • Tra gli umani da sempre l'accoppiamento con gli animali è in voga, basta pensare ai pastori con le loro pecore, gli alpini con le mule, ai pescatori con i polpi (animali senz'altro più pratici delle cozze che si chiudono nel momento meno opportuno), e infine a Berlusconi con gli italiani. (p. 61-62)

Incipit di L'incontinente bianco[modifica]

Buoooooongiorno amici ascoltatoriiiiiiiiiii!
Inizia una nuova giornata qui in Africa, da dove trasmette la vostra radio preferita: Radio Tele Canto e Tele Suono, ovvero canzoni per i bianchi e mazzate per i neri.
Un buongiorno di cuore a tutti quei bianchi che per le ragioni più varie sono arrivati qui in Africa, terra bella e antica che ha purtroppo l'unica colpa di essere piena di negri.

Film[modifica]

Note[modifica]

  1. a b c d e f Citato nello spettacolo Paraboleiperboli.

Bibliografia[modifica]

  • Giobbe Covatta e Paola Catella, L'incontinente bianco, Zelig Editore, 2002.
  • Giobbe Covatta, Pancreas: trapianto del libro Cuore, Salani, 1996.
  • Giobbe Covatta, Parola di Giobbe, traduzione dall'originale napoletano "Dicette Giobbe" di Paola Catella, Salani, 1992. ISBN 8877822171
  • Giobbe Covatta, Sesso? Fai da te!, Zelig Editore, Milano 1995. ISBN 88-8647-123-8

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]