I segreti di Twin Peaks

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I segreti di Twin Peaks

Serie TV

Immagine Twin Peaks title.svg.
Titolo originale

Twin Peaks

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno

1990–1991

Genere drammatico, thriller
Stagioni 2
Episodi 30
Ideatore David Lynch & Mark Frost
Rete televisiva ABC
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Musiche: Angelo Badalamenti

I segreti di Twin Peaks, serie televisiva statunitense.

Stagioni[modifica]

Citazioni su I segreti di Twin Peaks[modifica]

  • Audrey è stata grande per me. Ha tirato fuori un lato di me più malizioso e divertente che avevo represso, cercando di essere adulta. Ha reso OK utilizzare, ogni tanto, il potere che si ha come donna di essere manipolatrice, di essere precoce. Insegue ciò che vuole con veemenza e se lo prende. Penso che sia davvero ammirevole. È questo che mi piace di lei. (Sherilyn Fenn)
  • [Homer Simpson sta guardando la televisione]
    Voce narrante: Avete proprio dell'ottimo caffè qui a Twin Peaks. E dell'ottima crostata di ciliege.
    [Viene inquadrato il televisore che mostra un gigante ballare con un cavallo bianco alla luce di un semaforo sotto le note di una canzone smooth jazz]
    Homer: Genialmitico! Non ho la minima idea di cosa stia succedendo. (I Simpson)
  • Con Sherilyn Fenn, Twin Peaks raggiunse e distrusse senza sforzo la sessualità di ogni altro show. (James Marshall)
  • L'ambientazione a volte diventa essa stessa un personaggio. Ci sono molti luoghi santi qui, molti luoghi sacri. Non saprei come descriverli. Toccano qualcosa nella psiche. È quasi come essere in un dipinto in movimento. (Michael Horse)
David Lynch nel 2009
  • Le idee arrivano nei modi più impensati. Basta tenere gli occhi aperti. Qualche volta sul set capitano dei piccoli incidenti che mettono in moto l'immaginazione. Durante le riprese dell'episodio pilota dei Segreti di Twin Peaks, nella nostra troupe c'era un arredatore di nome Frank Silva. Mai e poi mai sarebbe dovuto comparire nella serie. Mentre giravamo alcune scene nella casa di Laura Palmer, Frank stava spostando dei mobili nella camera da letto della ragazza. Io mi trovavo nell'ingresso, sotto un ventilatore a soffitto. Una donna disse: "Frank, non spostare il cassettone davanti alla porta in quel modo. Non chiuderti dentro." Ebbi così una visione di Frank nella stanza. Lo raggiunsi di corsa e gli domandai: "Sei un attore?". Rispose: "Guarda caso sì", perché a Los Angeles sono tutti attori. Forse al mondo lo sono tutti. Così dissi: "Frank, in questa scena ci sarai tu". Girammo tre panoramiche della camera, due senza e una con Frank accucciato e immobile ai piedi del letto. Non avevo idea però di cosa significasse o a che cosa servisse questa scena. Di sera scesi al piano inferiore, stavamo girando la scena in cui la madre di Laura Palmer è sdraiata sul divano. Annientata dal dolore e dalla disperazione. Improvvisamente, vede qualcosa con l'occhio della mente e scatta a sedere di colpo, urlando. Sean, il cineoperatore, doveva manovrare la cinepresa e seguire il volto della donna mentre si alzava all'improvviso. Mi parve che avesse fatto un ottimo lavoro. Così dissi: "Stop! Perfetto, stupendo!". Sean dissentì: "No, per niente". "Perché?" "C'era qualcuno riflesso nello specchio." "Chi?" "Frank." Sono incidenti che capitano e mettono in moto l'immaginazione. Da cosa nasce cosa e se lasci fare ne nascerà un'altra completamente diversa. (David Lynch)
  • Mi hanno offerto ogni possibile variante di Audrey Horne, nessuna delle quali era altrettanto riuscita o divertente. (Sherilyn Fenn)

Voci correlate[modifica]

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