Libro di Baruc

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Antico Testamento
Torah o Pentateuco:

Profeti anteriori:

Profeti posteriori - maggiori:

Profeti posteriori - minori:

Ketuvim:

Meghillot:
Deuterocanonici:

Libro di Baruc, testo deuterocanonico della Bibbia.

Incipit[modifica]

Il Libro di Baruc in ebraico

Queste sono le parole del libro che Baruc figlio di Neria, figlio di Maasià, figlio di Sedecìa, figlio di Asadia, figlio di Chelkìa, scrisse in Babilonia nell'anno quinto, il sette del mese, nella ricorrenza di quando i Caldei presero Gerusalemme e la diedero alle fiamme. Baruc lesse le parole di questo libro alla presenza di Ieconia, figlio di Ioiakìm, re di Giuda e di tutto il popolo, accorso per ascoltare la lettura: erano presenti i nobili, i figli del re, gli anziani, tutto il popolo dal più piccolo al più grande, quanti insomma abitavano in Babilonia presso il fiume Sud. Ascoltata la lettura, piansero, digiunarono, pregarono il Signore, poi, raccolto un po' di denaro, secondo quel che ognuno poteva dare, lo mandarono a Gerusalemme al sacerdote Ioakim figlio di Chelkìa, figlio di Salòm e agli altri sacerdoti e al popolo che erano con lui in Gerusalemme.

Citazioni[modifica]

  • Impara dov'è la prudenza, | dov'è la forza, dov'è l'intelligenza, | per comprendere anche dov'è la longevità e la vita, | dov'è la luce degli occhi e la pace. (3, 14)
  • Le stelle brillano dalle loro vedette | e gioiscono; || egli le chiama e rispondono: "Eccoci!" | e brillano di gioia per colui che le ha create. (3, 34 – 35)

Explicit[modifica]

Dalla porpora e dal bisso che si logorano su di loro saprete che non sono dei; infine saranno divorati e nel paese saranno una vergogna. È migliore un uomo giusto che non abbia idoli, poiché sarà lontano dal disonore.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]