Libro di Geremia

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Libro di Geremia, testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.

Incipit[modifica]

Parole di Geremia figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che dimoravano in Anatòt, nel territorio di Beniamino.

A lui fu rivolta la parola del Signore al tempo di Giosia figlio di Amon, re di Giuda, l'anno decimoterzo del suo regno,

e quindi anche al tempo di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, fino alla fine dell'anno undecimo di Sedecìa figlio di Giosìa, re di Giuda, cioè fino alla deportazione di Gerusalemme avvenuta nel quinto mese.

Mi fu rivolta la parola del Signore:
"Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni".

[La sacra Bibbia, edizione CEI, 1974.]

Citazioni[modifica]

  • Mi fu rivolta questa parola del Signore: "Che cosa vedi, Geremia?". Risposi: "Vedo un ramo di mandorlo". Il Signore soggiunse: "Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla". (1, 11 – 12; 1974)
  • Perché il mio popolo ha commesso due iniquità: | essi hanno abbandonato me, | sorgente di acqua viva, | per scavarsi cisterne, cisterne screpolate, | che non tengono l'acqua. (2, 13; 1974)
  • Guardo, ed ecco il Carmelo è un deserto; | tutte le sue città sono abbattute davanti al Signore, | davanti alla sua ira furente. (4, 26; 1994)
  • Tagliate i suoi alberi, | costruite un terrapieno davanti a Gerusalemme. | Essa è la città della menzogna, | in essa tutto è oppressione. || Come una sorgente fa scorrere l'acqua, | così essa fa scorrere la sua iniquità. | Violenza e oppressione risuonano in essa, | dinanzi a me stanno sempre dolori e piaghe. || Lasciati correggere, o Gerusalemme, | perché io non mi allontani da te | e non ti riduca a un deserto, | a una regione disabitata. (6, 6 – 8; 1974)
  • Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; | dicono: "Pace, pace", | mentre pace non c'è. (6, 14; 1994)
  • Fino a quando sarà afflitto il paese | e si seccherà l'erba di tutta la campagna? | Per la malvagità degli abitanti | le bestie e gli uccelli sono sterminati. | Poiché quelli dicono: «Egli non vedrà la nostra fine». (12, 4; 1994)
  • Cambia forse un Etiope la sua pelle | o un leopardo la sua picchiettatura? | Allo stesso modo, potrete fare il bene | anche voi abituati a fare il male? (13, 23; 1974)
  • Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, | che pone nella carne il suo sostegno | e il cui cuore si allontana dal Signore. (17, 5; 1974)
  • Guai ai pastori che disperdono e sbrancano il gregge del mio pascolo, dice il Signore! (23, 1; 1959)
  • Ecco, verranno giorni – dice il Signore – | nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, | che regnerà da vero re e sarà saggio | ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. || Nei suoi giorni Giuda sarà salvato | e Israele starà sicuro nella sua dimora; | questo sarà il nome con cui lo chiameranno: | Signore-nostra-giustizia. (23, 5 – 6; 1974)
  • Ti ho amato di amore eterno, | per questo ti conservo ancora pietà. (31, 3; 1974)
  • Non è forse Efraim un figlio caro per me, | un mio fanciullo prediletto? | Infatti dopo averlo minacciato, | me ne ricordo sempre più vivamente. | Per questo le mie viscere si commuovono per lui, | provo per lui profonda tenerezza. (31, 20; 1974)
  • Ecco verranno giorni – dice il Signore – nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato. (31, 31 – 34; 1974)
  • Abbattuto è Moab, | le grida si fanno sentire fino in Zoar. (48, 4; 1974)
  • In quel giorno il cuore dei prodi di Moab | sarà come il cuore di donna nei dolori del parto. || Moab è distrutto, ha cessato d'essere popolo, | perché si è insuperbito contro il Signore. || Terrore, trabocchetto, tranello | cadranno su di te, abitante di Moab. | Oracolo del Signore. || Chi sfugge al terrore cadrà nel trabocchetto; | chi risale dal trabocchetto | sarà preso nel tranello, | perché io manderò sui Moabiti tutto questo | nell'anno del loro castigo. (48, 41 – 44; 1974)
  • E l'Idumea resterà deserta; chiunque passerà per di là, resterà stupito e fischierà inorridito sopra le sue sciagure. (49, 17; 1959)
  • Il Signore ha aperto il suo arsenale | e ne ha tratto le armi del suo sdegno, | perché il Signore Dio degli eserciti | ha un'opera da compiere nel paese dei Caldei. (50, 25; 1974)

Bibliografia[modifica]

  • La sacra Bibbia, traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959.
  • La sacra Bibbia, edizione CEI, 1974.
  • La Bibbia, edizione Nuova Riveduta, 1994.

Voci correlate[modifica]

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