Deuteronomio

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Deuteronomio, testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.

Incipit[modifica]

Queste sono le parole che Mosè rivolse a tutto Israele oltre il Giordano, nel deserto, nella valle dell'Araba, di fronte a Suf, tra Paran, Tofel, Laban, Cazerot e Di-Zaab. Vi sono undici giornate dall'Oreb, per la via del monte Seir, fino a Kades-Barnea. Nel quarantesimo anno, l'undicesimo mese, il primo giorno del mese, Mosè parlò agli Israeliti, secondo quanto il Signore gli aveva ordinato di dir loro. Dopo aver sconfitto Sicon, re degli Amorrèi, che abitava in Chesbòn, e Og, re di Basan, che abitava in Astarot e in Edrei, oltre il Giordano, nel paese di Moab, Mosè cominciò a spiegare questa legge: "Il Signore nostro Dio ci ha parlato sull'Oreb e ci ha detto: Avete dimorato abbastanza su questa montagna; voltatevi, levate l'accampamento e andate verso le montagne degli Amorrèi e in tutte le regioni vicine: la valle dell'Araba, le montagne, la Sefela, il Negheb, la costa del mare, nel paese dei Cananei e nel Libano, fino al grande fiume, il fiume Eufràte.

[La sacra Bibbia, edizione CEI, 1974]

Citazioni[modifica]

  • Il Signore mi disse: Non attaccare Moab e non gli muovere guerra, perché io non ti darò nulla da possedere nel suo paese; infatti ho dato Ar ai figli di Lot, come loro proprietà. Prima vi abitavano gli Emim: popolo grande, numeroso, alto di statura come gli Anakiti. Erano anch'essi considerati Refaim come gli Anakiti; ma i Moabiti li chiamavano Emim. (2, 9 – 11; 1974)
  • Perché Og, re di Basan, era rimasto l'unico superstite dei Refaim. Ecco, il suo letto, un letto di ferro, non è forse a Rabba degli Ammoniti? È lungo nove cubiti secondo il cubito di un uomo. (3, 11; 1974)
  • Iair, figlio di Manàsse, prese tutta la regione di Argob, sino ai confini dei Ghesuriti e dei Maacatiti, e chiamò con il suo nome i villaggi di Basan, che anche oggi si chiamano Villaggi di Iair. (3, 14; 1974)
  • Ora dunque, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso del paese che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore Dio vostro che io vi prescrivo. (4, 1 – 2; 1974)
  • Il Signore vi parlò dal fuoco; voi udivate il suono delle parole ma non vedevate alcuna figura; vi era soltanto una voce. Egli vi annunciò la sua alleanza, che vi comandò di osservare, cioè i dieci comandamenti, e li scrisse su due tavole di pietra. A me in quel tempo il Signore ordinò di insegnarvi leggi e norme, perché voi le metteste in pratica nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso. Poiché dunque non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull'Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita, perché non vi corrompiate e non vi facciate l'immagine scolpita di qualche idolo, la figura di maschio o femmina [...]. (4, 12 – 16; 1974)
  • Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. (6, 4 – 5; 1974)
  • Sterminerai dunque tutti i popoli che il Signore Dio tuo sta per consegnare a te; il tuo occhio non li compianga; non servire i loro dei, perché ciò è una trappola per te. (7, 16; 1974)
  • Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. (8, 2 – 3; 1974)
  • Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore tuo Dio corregge te. (8, 5; 1974)
  • Temi il Signore, tuo Dio, servilo, restagli fedele e giura nel suo nome. (10, 20; 2008)
  • Vedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione: la benedizione, se obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, e se vi allontanerete dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire dèi stranieri, che voi non avete conosciuto. (11, 26 – 28; 2008)
  • Guardati bene, finché vivrai nel tuo paese, dall'abbandonare il levita. (12, 19; 1974)
  • Non farai cuocere un capretto nel latte di sua madre. (14, 21; 1974)
  • Osserva il mese delle nuove mèssi e il principio della primavera, per far in esso la Pasqua del Signore Dio tuo; in quel mese infatti il Signore Dio tuo, di notte, ti condusse via dall'Egitto. (16, 1; 1959)
Osserva il mese di Abib e celebra la pasqua in onore del Signore tuo Dio perché nel mese di Abib il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire dall'Egitto, durante la notte. (1974)
  • Ti costituirai giudici e scribi in tutte le città che il Signore tuo Dio ti dà, tribù per tribù; essi giudicheranno il popolo con giuste sentenze. Non farai violenza al diritto, non avrai riguardi personali e non accetterai regali, perché il regalo acceca gli occhi dei saggi e corrompe le parole dei giusti. La giustizia e solo la giustizia seguirai, per poter vivere e possedere il paese che il Signore tuo Dio sta per darti. (16, 18 – 20; 1974)
  • Qualora si trovi in mezzo a te, in una delle città che il Signore tuo Dio sta per darti, un uomo o una donna che faccia ciò che è male agli occhi del Signore tuo Dio, trasgredendo la sua alleanza, e che vada e serva altri dei e si prostri davanti a loro, davanti al sole o alla luna o a tutto l'esercito del cielo, contro il mio comando, quando ciò ti sia riferito o tu ne abbia sentito parlare, informatene diligentemente; se la cosa è vera, se il fatto sussiste, se un tale abominio è stato commesso in Israele, farai condurre alle porte della tua città quell'uomo o quella donna che avrà commesso quell'azione cattiva e lapiderai quell'uomo o quella donna, così che muoia. (17, 2 – 5; 1974)
  • Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. (18, 10 – 12; 1974)
  • Se vedi smarriti un bue o una pecora di tuo fratello, tu non devi fingere di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli a tuo fratello. Se tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci, accoglierai l'animale in casa tua: rimarrà da te finché tuo fratello non ne faccia ricerca e allora glielo renderai. (22, 1 – 2; 1974)
  • Se vedi l'asino del tuo fratello o il suo bue caduto nella strada, tu non fingerai di non averli scorti, ma insieme con lui li farai rialzare. (22, 4; 1974)
  • La donna non si vestirà da uomo, né l'uomo da donna; perché chi fa queste cose è in abominazione presso Dio. (22, 5; 1959)
  • Se camminando troverai per la via, su un albero o in terra, un nido d'uccelli, con la madre a covarvi i piccoli o le uova, non la prenderai insieme coi piccoli, ma la lascerai andar libera tenendo per te i piccoli, acciò bene te ne venga, e tu abbia lunga vita. (22, 6 – 7; 1959)
  • Non seminerai nella tua vigna semi di due specie diverse, perché altrimenti tutto il prodotto di ciò che avrai seminato e la rendita della vigna diventerà cosa consacrata. Non devi arare con un bue e un asino aggiogati assieme. Non ti vestirai con un tessuto misto, fatto di lana e di lino insieme. (22, 9 – 11; 1974)
  • Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l'uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te. (22, 23 – 24; 1974)
  • L'Ammonita e il Moabita non entreranno nella comunità del Signore; nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione, entrerà nella comunità del Signore; non vi entreranno mai perché non vi vennero incontro con il pane e con l'acqua nel vostro cammino quando uscivate dall'Egitto e perché hanno prezzolato contro di te Balaam, figlio di Beor, da Petor nel paese dei due fiumi, perché ti maledicesse. (23, 4 – 5; 1974)
  • Quando avrai fatto un voto al Signore tuo Dio, non tarderai a soddisfarlo, perché il Signore tuo Dio te ne domanderebbe certo conto e in te vi sarebbe un peccato. Ma se ti astieni dal far voti non vi sarà in te peccato. (23, 22 – 23; 1974)
  • Se entri nella vigna del tuo prossimo, potrai mangiare uva, secondo il tuo appetito, a sazietà, ma non potrai metterne in alcun tuo recipiente. Se passi tra la messe del tuo prossimo, potrai coglierne spighe con la mano, ma non mettere la falce nella messe del tuo prossimo. (23, 25 – 26; 1974)
  • In caso di lebbra bada bene di osservare diligentemente e fare quanto i sacerdoti leviti vi insegneranno; avrete cura di fare come io ho loro ordinato. Ricòrdati di quello che il Signore tuo Dio fece a Maria durante il viaggio, quando uscivate dall'Egitto. (24, 8 – 9; 1974)
  • Quando, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche mannello, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per il forestiero, per l'orfano e per la vedova, perché il Signore tuo Dio ti benedica in ogni lavoro delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornerai indietro a ripassare i rami: saranno per il forestiero, per l'orfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non tornerai indietro a racimolare: sarà per il forestiero, per l'orfano e per la vedova. (24, 19 – 21; 1974)
  • Se il colpevole avrà meritato di essere fustigato, il giudice lo farà stendere per terra e fustigare in sua presenza, con un numero di colpi proporzionati alla gravità della sua colpa. Gli farà dare non più di quaranta colpi, perché, aggiungendo altre battiture a queste, la punizione non risulti troppo grave e il tuo fratello resti infamato ai tuoi occhi. (25, 2 – 3; 1974)
  • Non metterai la museruola al bue, mentre sta trebbiando. (25, 4; 1974)
  • Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo! Tutto il popolo dirà: Amen. Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco! Tutto il popolo dirà: Amen. Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano e della vedova! Tutto il popolo dirà: Amen. (27, 17 – 19; 1974)
  • Aprirà il Signore il più grande dei suoi tesori, il cielo, per dare alla tua terra, a' suoi tempi, la pioggia [...]. (28, 12; 1959)
  • Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. (30, 15 – 16; 1974)
  • Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare sulla terra che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe. (30, 19 – 20; 1974)
  • Mosè andò e rivolse queste parole a tutto Israele. Disse loro: «Io oggi ho centoventi anni. Non posso più andare e venire. Il Signore mi ha detto: Tu non attraverserai questo Giordano. Il Signore tuo Dio lo attraverserà davanti a te, lui distruggerà quelle nazioni davanti a te e le caccerà. Giosuè lo attraverserà davanti a te, come ti ha detto il Signore. [...] Non abbiate paura, non spaventatevi dinanzi a loro, perché il Signore tuo Dio cammina con te: non ti abbandonerà e non ti trascurerà». (31, 1 – 6; 2010)
  • Perché porzione del Signore è il suo popolo, || Egli lo trovò in terra deserta, | in una landa di ululati solitari. | Lo circondò, lo allevò, | lo custodì come pupilla del suo occhio. || Come un'aquila che veglia la sua nidiata, | che vola sopra i suoi nati, | egli spiegò le ali e lo prese, | lo sollevò sulle sue ali. (32, 9 – 11; 1974)
  • A me la vendetta e la retribuzione, | quando il loro piede vacillerà! | Poiché il giorno della sventura è vicino | e ciò che li aspetta non tarderà. (32, 35; 1994)
  • [...] il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm, sul monte Nebo, che è nella terra di Moab, di fronte a Gerico, e contempla la terra di Canaan, che io do in possesso agli Israeliti. Muori sul monte sul quale stai per salire e riunisciti ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati, perché siete stati infedeli verso di me in mezzo agli Israeliti alle acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin, e non avete manifestato la mia santità in mezzo agli Israeliti. Tu vedrai la terra davanti a te, ma là, nella terra che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai!». (32, 48 – 52; 2008)
  • Viva Ruben e non muoia, | ma resti piccolo di numero. (33, 6; 1959)
  • Da' a Levi i tuoi tummìm | e i tuoi urìm all'uomo a te fedele, | che hai messo alla prova a Massa, | per cui hai litigato presso le acque di Merìba; | a lui che dice del padre e della madre: | «Io non li ho visti», | che non riconosce i suoi fratelli | e ignora i suoi figli. | Essi osservano la tua parola | e custodiscono la tua alleanza, | insegnano i tuoi decreti a Giacobbe | e la tua legge a Israele, | pongono l'incenso sotto le tue narici | e un sacrificio sul tuo altare. (33, 8 – 10; 2008)
  • Prediletto del Signore, Beniamino, | abita tranquillo presso di Lui; | Egli lo protegge sempre | e tra le sue braccia dimora. (33, 12; 1974)
  • Il favore di colui che abitava nel roveto | venga sul capo di Giuseppe, | sulla testa del principe tra i suoi fratelli! | Come primogenito di toro, egli è d'aspetto maestoso | e le sue corna sono di bufalo; | con esse cozzerà contro i popoli, | tutti insieme, sino ai confini della terra. (33, 16 – 17; 2008)
  • Gioisci, Zàbulon, ogni volta che parti, | e tu, Ìssacar, nelle tue tende! | Chiamano i popoli sulla montagna, | dove offrono sacrifici legittimi, | perché succhiano le ricchezze dei mari | e i tesori nascosti nella sabbia. (33, 18 – 19; 2008)
  • Benedetto colui che amplia Gad! | Come una leonessa ha la sede, | sbranò un braccio e anche un cranio; | poi si scelse le primizie, | perché là era la parte riservata a un capo. | Venne alla testa del popolo, | eseguì la giustizia del Signore | e i suoi decreti riguardo a Israele. (33, 20 – 21; 2008)
  • Dan è un giovane leone | che balza da Basan. (33, 22; 1974)
  • Nèftali è sazio di favori | e colmo delle benedizioni del Signore: | il mare e il meridione sono sua proprietà. (33, 23; 1974)
  • Benedetto tra i figli è Aser! | Sia il favorito tra i suoi fratelli | e tuffi il suo piede nell'olio. || Di ferro e di rame siano i tuoi catenacci | e quanto i tuoi giorni duri il tuo vigore. || Nessuno è pari al Dio di Iesurun, | che cavalca sui cieli per venirti in aiuto | e sulle nubi nella sua maestà. || Rifugio è il Dio dei tempi antichi | e quaggiù lo sono le sue braccia eterne. | Ha scacciato davanti a te il nemico | e ha intimato: Distruggi! (33, 24 – 27; 1974)
  • Te beato, Israele! Chi è come te, | popolo salvato dal Signore? | Egli è lo scudo della tua difesa | e la spada del tuo trionfo. | I tuoi nemici vorranno adularti, | ma tu calcherai il loro dorso. (33, 29; 1974)
  • Poi Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisga, che è di fronte a Gerico. Il Signore gli mostrò tutta la terra: Gàlaad fino a Dan, tutto Nèftali, la terra di Èfraim e di Manasse, tutta la terra di Giuda fino al mare occidentale e il Negheb, il distretto della valle di Gerico, città delle palme, fino a Soar. Il Signore gli disse: «Questa è la terra per la quale io ho giurato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe: "Io la darò alla tua discendenza". Te l'ho fatta vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!». (32, 1 – 4; 2008)

Explicit[modifica]

Giosuè, figlio di Nun, era pieno dello spirito di saggezza, perché Mosè aveva imposto le mani su di lui; gli Israeliti gli obbedirono e fecero quello che il Signore aveva comandato a Mosè. Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con il quale il Signore parlava faccia a faccia – per tutti i segni e prodigi che il Signore lo aveva mandato a compiere nel paese di Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutto il suo paese, e per la mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato davanti agli occhi di tutto Israele.

[La sacra Bibbia, edizione CEI, 1974]

Bibliografia[modifica]

  • La sacra Bibbia, traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959.
  • La sacra Bibbia, edizione CEI, 1974.
  • La Bibbia, edizione Nuova Riveduta, 1994.
  • La sacra Bibbia, edizione CEI, 2008.
  • La Bibbia, Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3

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