Libro delle Lamentazioni

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Libro delle Lamentazioni, testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.

Incipit[modifica]

Lamentazione di Geremia sulla distruzione di Gerusalemme (Rembrandt)

Ah! come sta solitaria
la città un tempo ricca di popolo!
È divenuta come una vedova,
la grande fra le nazioni;
un tempo signora tra le province
è sottoposta a tributo.
Essa piange amaramente nella notte,
le sue lacrime scendono sulle guance;
nessuno le reca conforto,
fra tutti i suoi amanti;
tutti i suoi amici l'hanno tradita,
le sono divenuti nemici.

Citazioni[modifica]

  • Gerusalemme ricorda | i giorni della sua miseria e del suo vagare, | tutti i suoi beni preziosi dal tempo antico; | ricorda quando il suo popolo cadeva | per mano del nemico | e nessuno le porgeva aiuto. | I suoi nemici la guardavano | e ridevano della sua rovina. (1, 7)
  • Si son consunti per le lacrime i miei occhi, | le mie viscere sono sconvolte; | si riversa per terra la mia bile | per la rovina della figlia del mio popolo; | mentre vien meno il bambino e il lattante | nelle piazze della città. (2, 11)
  • Le misericordie del Signore non sono finite, | non è esaurita la sua compassione; | esse son rinnovate ogni mattina, | grande è la sua fedeltà. | "Mia parte è il Signore – io esclamo – | per questo in lui voglio sperare". | Buono è il Signore con chi spera in lui, | con l'anima che lo cerca. | È bene aspettare in silenzio | la salvezza del Signore. | È bene per l'uomo portare | il giogo fin dalla giovinezza. | Sieda costui solitario e resti in silenzio, | poiché egli glielo ha imposto; | cacci nella polvere la bocca, | forse c'è ancora speranza; | porga a chi lo percuote la sua guancia, | si sazi di umiliazioni. | Poiché il Signore non rigetta mai... | Ma, se affligge, avrà anche pietà | secondo la sua grande misericordia. | Poiché contro il suo desiderio egli umilia | e affligge i figli dell'uomo. (3, 22 – 33)
  • Perfino gli sciacalli porgono le mammelle | e allattano i loro cuccioli, | ma la figlia del mio popolo è divenuta crudele | come gli struzzi nel deserto. (4, 3)
  • Grande è stata l'iniquità della figlia del mio popolo, | maggiore del peccato di Sòdoma, | la quale fu distrutta in un attimo, senza fatica di mani. (4, 6)
  • I suoi giovani erano più splendenti della neve,| più candidi del latte; | avevano il corpo più roseo dei coralli, | era zaffìro la loro figura. | Ora il loro aspetto s'è fatto più scuro della fuliggine, | non si riconoscono più per le strade; | si è raggrinzita la loro pelle sulle ossa, | è divenuta secca come legno. (4, 7 – 8)
  • [Su Sedecia] Il nostro respiro, l'unto del Signore, | è stato preso nei loro trabocchetti, | lui, di cui dicevamo: "Alla sua ombra | vivremo fra le nazioni". (4, 20)
  • La nostra pelle si è fatta bruciante come un forno | a causa degli ardori della fame. (5, 10)

Explicit[modifica]

Per questo è diventato mesto il nostro cuore,
per tali cose si sono annebbiati i nostri occhi:
perché il monte di Sion è desolato;
le volpi vi scorrazzano.
Ma tu, Signore, rimani per sempre,
il tuo trono di generazione in generazione.
Perché ci vuoi dimenticare per sempre?
Ci vuoi abbandonare per lunghi giorni?
Facci ritornare a te, Signore, e noi ritorneremo;
rinnova i nostri giorni come in antico,
poiché non ci hai rigettati per sempre,
nè senza limite sei sdegnato contro di noi.

Citazioni sulle Lamentazioni[modifica]

  • Da questi lamenti addolorati, scaturisce un sentimento di fiducia invincibile in Dio e di pentimento profondo che costituisce il valore permanente del libro. (La Bibbia di Gerusalemme)
  • Letterariamente sono un gioiello. (Giuseppe Ricciotti)

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]