Siracide

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Siracide, o Ecclesiastico, testo deuterocanonico della Bibbia.

Incipit[modifica]

Il primo capitolo del Siracide (artista anonimo, 1654)

CEI 1974[modifica]

Ogni sapienza viene dal Signore
ed è sempre con lui.

CEI 2008[modifica]

Ogni sapienza viene dal Signore
e con lui rimane per sempre.

Citazioni[modifica]

  • Poiché è necessario che i lettori non si accontentino di divenire competenti solo per se stessi, ma che gli studiosi anche ai profani possano rendersi utili con la parola e con gli scritti anche mio nonno Gesù, dedicatosi lungamente alla lettura della Legge, dei Profeti e degli altri libri dei nostri padri e avendovi conseguito una notevole competenza, fu spinto a scrivere qualche cosa riguardo all'insegnamento e alla sapienza, perché gli amanti del sapere, assimilato anche questo, possano progredire sempre più in una condotta secondo la Legge. (prologo, 4-14; 1974)[1]
  • Siete dunque invitati a [...] perdonare se, nonostante l'impegno posto nella traduzione, sembrerà che non siamo riusciti a render la forza di certe espressioni. Difatti le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando sono tradotte in altra lingua. E non solamente questa opera, ma anche la stessa Legge, i Profeti e il resto dei libri conservano un vantaggio non piccolo nel testo originale. (prologo, 15-26; 1974)[1]
  • Prima di ogni cosa fu creata la sapienza | e la saggia prudenza è da sempre. | A chi fu rivelata la radice della sapienza? | Chi conosce i suoi disegni? | Uno solo è sapiente, molto terribile, | seduto sopra il trono. | Il Signore ha creato la sapienza; | l'ha vista e l'ha misurata, | l'ha diffusa su tutte le sue opere, | su ogni mortale, secondo la sua generosità, | la elargì a quanti lo amano. (1, 4 – 8; 1974)
  • L'amore del Signore è sapienza che dà gloria, | a quanti egli appare, la dona perché lo contemplino. (1, 10; 2008)
  • Il timore del Signore è gloria e vanto, | gioia e corona d'esultanza. | Il timore del Signore allieta il cuore, | dà gioia, diletto e lunga vita. | Il timore del Signore è dono del Signore, | esso conduce sui sentieri dell'amore. | Chi teme il Signore avrà un esito felice, | nel giorno della sua morte sarà benedetto. | Principio di sapienza è temere il Signore; | essa fu creata con i fedeli nel seno materno. | Ha posto il suo nido tra gli uomini con fondamenta eterne, | abiterà fedelmente con i loro discendenti. | Pienezza di sapienza è temere il Signore; | essa inebria di frutti i propri fedeli. (1, 11 – 16; 2008)
  • Il timore del Signore tiene lontani i peccati, | chi vi persevera respinge ogni moto di collera. | La collera ingiusta non si potrà scusare, | il traboccare della sua passione sarà causa di rovina. (1, 21 – 22; 2008)
  • Il paziente sopporta fino al momento giusto, | ma alla fine sgorgherà la sua gioia. | Fino al momento opportuno terrà nascoste le sue parole | e le labbra di molti celebreranno la sua saggezza. (1, 23 – 24; 2008)
  • Il timore del Signore è sapienza e istruzione, | si compiace della fiducia e della mansuetudine. | Non essere disobbediente al timore del Signore | e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore. (1, 24 – 25; 1974)
  • Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti | e il Signore te la concederà. (1, 26; 2008)
  • Accetta quanto ti capita, | sii paziente nelle vicende dolorose, | perché con il fuoco si prova l'oro, | e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. (2, 4 – 5; 1974)
  • Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti | e al peccatore che cammina su due strade! | Guai al cuore indolente perché non ha fede; | per questo non sarà protetto. (2, 12 – 13; 1974)
  • Guai a voi che avete perduto la perseveranza: | che cosa farete quando il Signore verrà a visitarvi? (2, 14; 2008)
  • Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; | e coloro che lo amano seguono le sue vie. | Coloro che temono il Signore cercano di piacergli; | e coloro che lo amano si saziano della legge. | Coloro che temono il Signore tengono pronti i loro cuori | e umiliano l'anima loro davanti a lui. (2, 15 – 17; 1974)
  • Gettiamoci nelle mani del Signore | e non in quelle degli uomini; | poiché come è la sua grandezza, | così è anche la sua misericordia. (2, 18; 2008)
  • Il Signore vuole che il padre sia onorato dai figli, | ha stabilito il diritto della madre sulla prole. | Chi onora il padre espia i peccati; | chi riverisce la madre è come chi accumula tesori. | Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli | e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. (3, 2 – 5; 1974)
  • Con le azioni e con le parole onora tuo padre, | perché scenda su di te la sua benedizione, | poiché la benedizione del padre consolida le case dei figli, | la maledizione della madre ne scalza le fondamenta. (3, 8 – 9; 2008)
  • Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, | non contristarlo durante la sua vita. | Anche se perdesse il senno, compatiscilo | e non disprezzarlo, mentre sei nel pieno vigore. | Poiché la pietà verso il padre non sarà dimenticata, | ti sarà computata a sconto dei peccati. (3, 12 – 14; 1974)
  • Figlio, compi le tue opere con mitezza, | e sarai amato più di un uomo generoso. | Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, | e troverai grazia davanti al Signore. | Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi, | ma ai miti Dio rivela i suoi segreti. (3, 17 – 19; 2008)
  • La presunzione ha fatto smarrire molti | e le cattive illusioni hanno fuorviato i loro pensieri. (3, 24; 2008)
  • Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male; | chi ama il pericolo in esso si perderà. (3, 25; 1974)
  • Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo, | non offrire a nessuno l'occasione di maledirti, | perché se uno ti maledice con amarezza, | il suo creatore esaudirà la sua preghiera. (4, 5 – 6; 1974)
  • La sapienza esalta i suoi figli | e si prende cura di quanti la cercano. | Chi ama la sapienza ama la vita, | chi la cerca di buon mattino sarà ricolmo di gioia. | Chi la possiede erediterà la gloria; | dovunque vada, il Signore lo benedirà. | Chi la venera rende culto a Dio, che è il Santo, | e il Signore ama coloro che la amano. (4, 11 – 14; 2008)
  • Lotta sino alla morte per la verità | e il Signore Dio combatterà per te. (4, 28; 1974)
  • Non essere arrogante nel tuo linguaggio, | fiacco e indolente invece nelle opere. (4, 29; 1974)
  • La tua mano non sia tesa per prendere | e chiusa invece nel restituire. (4, 31; 1974)
  • Non ventilare il grano a qualsiasi vento | e non camminare su qualsiasi sentiero. (5, 9; 1974)
  • Sii costante nel tuo sentimento, | e unica sia la tua parola. | Sii pronto nell'ascoltare, | lento nel proferire una risposta. | Se conosci una cosa, rispondi al tuo prossimo; | altrimenti mettiti la mano sulla bocca. (5, 10 – 12; 1974)
  • Non ti abbandonare alla tua passione, | perché non ti strazi come un toro furioso; | divorerà le tue foglie e tu perderai i tuoi frutti, | sì da renderti come un legno secco. | Una passione malvagia rovina chi la possiede | e lo fa oggetto di scherno per i nemici. (6, 2 – 4; 1974)
  • Siano molti quelli che vivono in pace con te, | ma tuo consigliere uno su mille. (6, 6; 2008)
  • Tieniti lontano dai tuoi nemici, | e dai tuoi amici guàrdati. (6, 13; 1974)
  • Un amico fedele è una protezione potente, | chi lo trova, trova un tesoro. (6, 14; 1974)
Chi trova un amico trova un tesoro.[2]
  • Un amico fedele è un balsamo di vita, | lo troveranno quanti temono il Signore. (6, 16; 1974)
  • Figlio, sin dalla giovinezza medita la disciplina, | conseguirai la sapienza fino alla canizie. (6, 18; 1974)
  • Non fare il male, perché il male non ti prenda. | Allontànati dall'iniquità ed essa si allontanerà da te. | Figlio, non seminare nei solchi dell'ingiustizia | per non raccoglierne sette volte tanto. (7, 1 – 3; 1974)
  • Non cercare di divenire giudice | se ti manca la forza di estirpare l'ingiustizia, | perché temeresti di fronte al potente | e getteresti una macchia sulla tua retta condotta. (7, 6; 2008)
  • Non fare prestiti a un uomo più forte di te | e se gli hai prestato qualcosa, considerala perduta. (8, 12; 2008)
  • Non essere geloso della sposa amata, | per non inculcarle malizia a tuo danno. (9, 1; 1974)
  • Non dare l'anima tua alle prostitute, | per non perderci il patrimonio. (9, 6; 1974)
  • Distogli l'occhio da una donna bella, | non fissare una bellezza che non ti appartiene. | Per la bellezza di una donna molti sono periti; | per essa l'amore brucia come fuoco. (9, 8; 1974)
  • Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia, | all'uno e agli altri è in abominio l'ingiustizia. | L'impero passa da un popolo a un altro | a causa delle ingiustizie, delle violenze e delle ricchezze. (10, 7 – 8; 1974)
  • Principio della superbia umana è allontanarsi dal Signore, | tenere il proprio cuore lontano da chi l'ha creato. | Principio della superbia infatti è il peccato; | chi vi si abbandona diffonde intorno a sé l'abominio. | Per questo il Signore rende incredibili i suoi castighi | e lo flagella sino a finirlo. (10, 12 – 13; 1974)
  • Il Signore ha abbattuto il trono dei potenti, | al loro posto ha fatto sedere gli umili. | Il Signore ha estirpato le radici delle nazioni, | al loro posto ha piantato gli umili. (10, 14 – 15; 1974)
  • Il nobile, il giudice e il potente sono onorati; | ma nessuno di loro è più grande di chi teme il Signore. (10, 24; 1974)
  • Un povero viene onorato per la sua scienza | e un ricco viene onorato per la sua ricchezza. | Chi è onorato nella povertà, quanto più lo sarà nella ricchezza! | E chi è disprezzato nella ricchezza, quanto più lo sarà nella povertà! (10, 30 – 31; 2008)
  • La sapienza dell'umile gli farà tenere alta la testa, | gli permetterà di sedere tra i grandi. (11, 1; 1974)
  • L'ape è piccola tra gli esseri alati, | ma il suo prodotto ha il primato fra i dolci sapori. (11, 3; 1974)
  • Per una cosa di cui non hai bisogno non litigare, | non immischiarti nelle liti dei peccatori. (11, 9; 1974)
  • Il dono del Signore è assicurato ai pii | e il suo favore li rende felici per sempre. (11, 17; 1974)
  • Persevera nel tuo impegno e dèdicati a esso, | invecchia compiendo il tuo lavoro. (11, 20; 2008)
  • La benedizione del Signore è la ricompensa del pio; | in un istante Dio farà sbocciare la sua benedizione. (11, 22; 1974)
  • Nel tempo della prosperità si dimentica la sventura; | nel tempo della sventura non si ricorda la prosperità. (11, 25; 1974)
  • Una pernice da richiamo in gabbia, tale il cuore del superbo; | come una spia egli attende la tua caduta. (11, 30; 1974)
  • Ospita un estraneo, ti metterà sottosopra ogni cosa | e ti renderà estraneo ai tuoi. (11, 34; 1974)
  • Fa' il bene al pio e ne avrai il contraccambio, | se non da lui, certo dall'Altissimo. (12, 2; 1974)
  • L'amico non si può riconoscere nella prosperità, | ma nell'avversità il nemico non si nasconderà. | Quando uno prospera, i suoi nemici sono nel dolore; | ma quando uno è infelice, anche l'amico se ne separa. (12, 8 – 9; 1974)
  • Chi avrà pietà di un incantatore morso da un serpente | e di quanti si avvicinano alle belve? | Così capita a chi si associa a un peccatore | e s'imbratta dei suoi misfatti. (12, 13 – 14; 1974)
  • Chi maneggia la pece si sporca, | chi frequenta il superbo diviene simile a lui. (13, 1; 1974)
  • Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, | il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi. (13, 3; 1974)
  • Non essere invadente per non essere respinto, | non stare appartato per non essere dimenticato. (13, 10; 2008)
  • Ogni creatura vivente ama il suo simile, | ogni uomo il suo vicino. | Ogni essere si accoppia secondo la sua specie; | l'uomo si associa a chi gli è simile. (13, 15 – 16; 1974)
  • Quale pace può esservi fra la iena e il cane? | Quale intesa tra il ricco e il povero? | Sono preda dei leoni gli ònagri nel deserto; | così pascolo dei ricchi sono i poveri. (13, 18 – 19; 1974)
  • Per il superbo l'umiltà è obbrobrio, | così per il ricco è obbrobrio il povero. (13, 20; 2008)
  • Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici; | se il povero cade, anche dagli amici è respinto. | Se cade il ricco, molti lo aiutano; | dice cose insulse? Eppure lo si felicita. | Se cade il povero, lo si rimprovera; | se dice cose assennate, non ci si bada. | Parla il ricco, tutti tacciono | ed esaltano fino alle nuvole il suo discorso. | Parla il povero e dicono: "Chi è costui?". | Se inciampa, l'aiutano a cadere. (13, 21 – 23; 1974)
  • Beato l'uomo che non ha peccato con le parole | e non è tormentato dal rimorso dei peccati. (14, 1; 1974)
  • A un uomo gretto non conviene la ricchezza, | a che servono gli averi a un uomo avaro? | Chi accumula a forza di privazioni accumula per altri, | con i suoi beni faran festa gli estranei. | Chi è cattivo con se stesso con chi si mostrerà buono? | Non sa godere delle sue ricchezze. (14, 3 – 5; 1974)
  • Il Signore odia ogni abominio, | esso non è voluto da chi teme Dio. (15, 13; 1974)
  • Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti; | l'essere fedele dipende dalla tua buona volontà. | Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: | là dove vuoi tendi la tua mano. | Davanti agli uomini stanno la vita e la morte: | a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. (14, 15 – 17; 2008)
  • Dio non perdonò agli antichi giganti, | che si erano ribellati per la loro forza. (16, 7; 1974)
  • Ci fosse un solo uomo di dura cervice, | sarebbe strano se restasse impunito, | poiché misericordia e ira sono in Dio, | potente quando perdona e quando riversa l'ira. | Tanto grande la sua misericordia, | quanto grande la sua severità; | egli giudicherà l'uomo secondo le sue opere. (16, 11 – 13; 1974)
  • La misericordia dell'uomo riguarda il prossimo, | la misericordia del Signore ogni essere vivente. (18, 12; 1974)
  • Prima di parlare, impara; | curati ancor prima di ammalarti. (18, 19; 1974)
  • Nulla ti impedisca di soddisfare un voto al tempo giusto, | non aspettare fino alla morte per sdebitarti. | Prima di fare un voto prepara te stesso, | non fare come un uomo che tenta il Signore. (18, 22 – 23; 2008)
  • Non seguire le passioni, | poni un freno ai tuoi desideri. | Se ti concedi lo sfogo della passione, | essa ti renderà oggetto di scherno per i tuoi nemici. (18, 30 – 31; 2008)
  • Non godere una vita di piaceri, | sua conseguenza è una doppia povertà. (18, 32; 1974)
  • C'è un rimprovero che è fuori tempo, | c'è chi tace ed è prudente. | Quanto è meglio rimproverare che covare l'ira! (20, 1 – 2; 1974)
  • Un eunuco che vuol deflorare una ragazza, | così chi vuol rendere giustizia con la violenza. (20, 4; 1974)
  • C'è chi tace, perché non sa che cosa rispondere, | e c'è chi tace, perché conosce il momento propizio. (20, 6; 1974)
  • Chi abbonda nel parlare si renderà abominevole; | chi vuole assolutamente imporsi sarà odiato. (20, 8; 1974)
  • Nelle disgrazie può trovarsi la fortuna per un uomo, | mentre un profitto può essere una perdita. (20, 9; 1974)
  • C'è una generosità che non ti arreca vantaggi | e c'è una generosità che rende il doppio. (20, 10; 2008)
  • Non si accetta una massima dalla bocca dello stolto, | perché non è mai detta a proposito. (20, 20; 1974)
  • C'è chi si rovina per rispetto umano | e si rovina per la faccia di uno stolto. | C'è chi per rispetto umano fa promesse a un amico; | in tal modo se lo rende gratuitamente nemico. (20, 22 – 23; 1974)
  • Brutta macchia nell'uomo la menzogna, | è sempre sulla bocca dei maldicenti. | Meglio un ladro che un mentitore abituale, | tutti e due avranno in sorte la rovina. | L'abitudine del bugiardo è un disonore, | la vergogna che si merita è sempre con lui. (20, 24 – 26; 2008)
  • Sapienza nascosta e tesoro invisibile: | a che servono l'una e l'altro? | Fa meglio chi nasconde la stoltezza | che colui che nasconde la sapienza. (20, 30 – 31; 1974)
  • Come alla vista del serpente fuggi il peccato: | se ti avvicini, ti morderà. | Denti di leone sono i suoi denti, | capaci di distruggere vite umane. | Ogni trasgressione è come spada a doppio taglio: | non c'è rimedio per la sua ferita. (21, 2 – 3; 1974)
  • L'interno dello stolto è come un vaso rotto, | non potrà contenere alcuna scienza. (21, 14; 1974)
  • Ornamento d'oro è la disciplina per l'assennato; | è come un monile al braccio destro. (21, 21; 1974)
  • Il cuore degli stolti sta sulla loro bocca, | mentre bocca dei saggi è il loro cuore. (21, 26; 2008)
  • Quando un empio maledice l'avversario, | maledice se stesso. (21, 27; 2008)
  • Il maldicente danneggia se stesso | e sarà detestato dal suo ambiente. (21, 28; 1974)
  • Il pigro è simile a una palla di sterco, | chi la raccoglie scuote la mano. (22, 2; 1974)
  • Ragiona con un insonnolito chi ragiona con lo stolto; | alla fine egli dirà: "Che cosa c'è?". | Piangi per un morto, poiché ha perduto la luce; | piangi per uno stolto, poiché ha perduto il senno. | Piangi meno tristemente per un morto, ché ora riposa, | ma la vita dello stolto è peggiore della morte. (22, 8 – 10; 1974)
  • Prima del fuoco c'è vapore e fumo di fornace, | così prima del sangue ci sono le ingiurie. (22, 24; 2008)
  • Non abituare la bocca al giuramento, | non abituarti a nominare il nome del Santo. (23, 9; 1974)
  • Un uomo dai molti giuramenti accumula iniquità; | il flagello non si allontana dalla sua casa. | Se sbaglia, il suo peccato è su di lui; | se non ne tiene conto, pecca due volte. | Se giura il falso, non sarà giustificato, | e la sua casa si riempirà di sventure. (23, 11; 2008)
  • [...] una passione ardente come fuoco acceso | non si spegnerà finché non sia consumata; | un uomo impudico nel suo corpo | non desisterà finché il fuoco non lo divori; | per l'uomo impudico ogni pane è appetitoso, | non si stancherà finché non muoia. (23, 16 – 17; 2008)
  • L'uomo infedele al proprio letto | dice fra sé: «Chi mi vede? | C'è buio intorno a me e le mura mi nascondono; | nessuno mi vede, perché temere? | Dei miei peccati non si ricorderà l'Altissimo». | Egli teme solo gli occhi degli uomini, | non sa che gli occhi del Signore | sono mille volte più luminosi del sole; | essi vedono tutte le vie degli uomini | e penetrano fin nei luoghi più segreti. | Tutte le cose, prima che fossero create, gli erano note, | allo stesso modo anche dopo la creazione. | Quest'uomo sarà condannato nelle piazze della città, | sarà sorpreso dove meno se l'aspetta. (23, 18 – 21; 2008)
  • Come cinnamòmo e balsamo ho diffuso profumo; | come mirra scelta ho sparso buon odore; | come gàlbano, ònice e storàce, | come nuvola di incenso nella tenda. | Come un terebinto ho esteso i rami | e i miei rami son rami di maestà e di bellezza.[3] (24, 15 – 16; 1974)
  • Tutto questo è il libro dell'alleanza del Dio altissimo, | la legge che Mosè ci ha prescritto, | eredità per le assemblee di Giacobbe. | [...] | Essa trabocca di sapienza come il Pison | e come il Tigri nella stagione delle primizie, | effonde intelligenza come l'Eufrate | e come il Giordano nei giorni della mietitura, | come luce irradia la dottrina, | come il Ghicon nei giorni della vendemmia. (24, 23 – 27; 2008)
  • Di tre cose mi compiaccio e mi faccio bella, | di fronte al Signore e agli uomini: | concordia di fratelli, amicizia tra vicini, | moglie e marito che vivono in piena armonia.[3] (25, 1; 1974)
  • [...] quanto è grande chi ha trovato la sapienza, | ma nessuno supera chi teme il Signore. (25, 10; 1974)
  • Qualunque ferita, ma non la ferita del cuore; | qualunque malvagità, ma non la malvagità di una donna; | qualunque sventura, ma non la sventura | causata dagli avversari; | qualunque vendetta, ma non la vendetta dei nemici. (25, 12 – 13; 1974)
  • Non c'è veleno peggiore del veleno di un serpente, | non c'è ira peggiore dell'ira di una donna. | Preferirei abitare con un leone e con un drago | piuttosto che abitare con una donna malvagia. | La malvagità di una donna ne àltera l'aspetto, | rende il suo volto tetro come quello di un orso. (25, 15 – 17; 2008)
  • Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, | possa piombarle addosso la sorte del peccatore! | Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, | tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico. | Non soccombere al fascino di una donna, | per una donna non ardere di passione. (25, 18 – 20; 1974)
  • Dalla donna ha avuto inizio il peccato, | per causa sua tutti moriamo. (25, 24; 1974)
  • Beato il marito di una donna virtuosa; | il numero dei suoi giorni sarà doppio. (26, 1; 1974)
  • È un dono del Signore una donna silenziosa, | non c'è compenso per una donna educata. (26, 14; 1974)
  • Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; | così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti. (27, 4; 2008)
  • Gli uccelli sostano presso i loro simili, | la lealtà ritorna a quelli che la praticano. (27, 9; 1974)
  • Nel discorso del pio c'è sempre saggezza, | ma lo stolto muta come la luna. (27, 11; 2008)
  • Il linguaggio di chi giura spesso fa rizzare i capelli, | e le loro questioni fan turare gli orecchi. (27, 14; 1974)
  • Chi scaglia un sasso in alto, se lo scaglia sulla testa, | e un colpo a tradimento ferisce chi lo vibra. | Chi scava una fossa vi cadrà dentro, | chi tende un laccio vi resterà preso. | Il male si riverserà su chi lo fa, | egli non saprà neppure da dove gli venga. (27, 25 – 27; 1974)
  • Chi si vendica avrà la vendetta dal Signore | ed egli terrà sempre presenti i suoi peccati. | Perdona l'offesa al tuo prossimo | e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. (28, 1 – 2; 1974)
  • Astieniti dalle risse e sarai lontano dal peccato, | perché un uomo passionale attizza una rissa. (28, 8; 1974)
  • Una lite concitata accende il fuoco, | una rissa violenta fa versare sangue. | Se soffi su una scintilla, si accende; | se vi sputi sopra, si spegne; | eppure ambedue le cose escono dalla tua bocca. (28, 11 – 12; 1974)
  • Maledici il delatore e l'uomo di doppia lingua, | perché fa perire molti che vivono in pace. (28, 13; 1974)
  • Le dicerie di una terza persona hanno sconvolto molti, | li hanno scacciati di nazione in nazione; | hanno demolito città fortificate | e rovinato casati potenti. | Le dicerie di una terza persona hanno fatto ripudiare donne forti, | privandole del frutto delle loro fatiche. | Chi a esse presta attenzione certo non troverà pace, | non vivrà tranquillo nella sua dimora. (28, 14 – 16; 2008)
  • Un colpo di frusta produce lividure, | ma un colpo di lingua rompe le ossa. | Molti sono caduti a fil di spada, | ma non quanti sono periti per colpa della lingua. (28, 17 – 18; 1974)
  • Chi pratica la misericordia concede prestiti al prossimo, | chi lo sostiene con la sua mano osserva i comandamenti. | Da' in prestito al prossimo quando ha bisogno, | e a tua volta restituisci al prossimo nel momento fissato. (29, 1 – 2; 2008)
  • Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta, | per gioire di lui alla fine. | Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio | e se ne potrà vantare con i suoi conoscenti. | Chi ammaestra il proprio figlio renderà geloso il nemico, | mentre davanti agli amici potrà gioire. | Muore il padre? È come se non morisse, | perché lascia un suo simile dopo di sé. (30, 1 – 4; 1974)
  • Meglio la morte che una vita amara, | il riposo eterno che una malattia cronica. (30, 17; 1974)
  • Distraiti e consola il tuo cuore, | tieni lontana la profonda tristezza, | perché la tristezza ha rovinato molti | e in essa non c'è alcun vantaggio. (30, 23; 2008)
  • L'insonnia del ricco consuma il corpo, | i suoi affanni gli tolgono il sonno. | Le preoccupazioni dell'insonnia non lasciano dormire, | come una grave malattia bandiscono il sonno. (31, 1 – 2; 2008)
  • Un ricco fatica nell'accumulare ricchezze | e se smette, si ingolfa nei piaceri. | Un povero fatica nelle privazioni della vita | e se smette, cade nell'indigenza. (31, 3 – 4; 1974)
  • Chi ama l'oro non sarà esente da colpa, | chi insegue il denaro ne sarà fuorviato. | Molti sono andati in rovina a causa dell'oro, | e la loro rovina era davanti a loro. | È una trappola per quanti ne sono infatuati, | e ogni insensato vi resta preso. | Beato il ricco che si trova senza macchia | e che non corre dietro all'oro. (31, 5 – 8; 2008)
  • Il sonno è salubre se lo stomaco è regolato, | al mattino ci si alza e si è padroni di sé. | Il tormento dell'insonnia e della nausea | e la colica accompagnano l'uomo ingordo. (31, 20; 2008)
  • In tutte le azioni sii moderato | e nessuna malattia ti coglierà. (31, 22; 1974)
  • Molte labbra loderanno chi è splendido nei banchetti, | e vera è la testimonianza della sua munificenza. | La città mormora di chi è tirchio nei banchetti; | ed esatta è la testimonianza della sua avarizia. (31, 23 – 24; 1974)
  • Non fare il forte con il vino, | perché ha mandato molti in rovina. | La fornace prova il metallo nella tempera, | così il vino i cuori in una sfida di arroganti. | Il vino è come la vita per gli uomini, | purché tu lo beva con misura. | Che vita è quella di chi non ha vino? | Questo fu creato per la gioia degli uomini. | Allegria del cuore e gioia dell'anima | è il vino bevuto a tempo e a misura. | Amarezza dell'anima è il vino bevuto in quantità, | con eccitazione e per sfida. | L'ubriachezza accresce l'ira dello stolto a sua rovina, | ne diminuisce le forze e gli procura ferite. (31, 25 – 30; 1974)
  • Durante un banchetto non rimproverare il vicino, | non deriderlo nella sua letizia. | Non dirgli parola di rimprovero | e non tormentarlo col chiedergli ciò che ti deve. (31, 31; 1974)
  • Ti hanno fatto capotavola? Non esaltarti; | comportati con gli altri come uno di loro. | Pensa a loro e poi mettiti a tavola; | quando avrai assolto il tuo compito, accòmodati | per ricrearti con loro | e ricevere la corona per la tua cortesia. (31, 1 – 2; 1974)
  • Prima del tuono viene la folgore, | la grazia precede l'uomo modesto. (32, 10; 1974)
  • Quelli che temono il Signore sanno giudicare, | i loro giudizi brillano come luce. (32, 16; 2008)
  • Non far nulla senza riflessione, | alla fine dell'azione non te ne pentirai. (32, 19; 1974)
  • In ogni azione abbi fiducia in te stesso, | poiché anche questo è osservare i comandamenti. (32, 23; 1974)
  • Un amico beffardo è come uno stallone, | nitrisce sotto chiunque lo cavalca. (33, 6; 2008)
  • Io mi sono dedicato per ultimo allo studio, | come un racimolatore dietro i vendemmiatori. | Con la benedizione del Signore ho raggiunto lo scopo, | come un vendemmiatore ho riempito il tino. | Badate che non ho faticato solo per me, | ma per quanti ricercano l'istruzione. (33, 16 – 18; 1974)
  • Al figlio e alla moglie, al fratello e all'amico | non dare un potere su di te finché sei in vita. | Non dare ad altri le tue ricchezze, | perché poi non ti penta e debba richiederle. | Finché vivi e c'è respiro in te, | non abbandonarti in potere di nessuno. (33, 20 – 21; 1974)
  • Lo spirito di coloro che temono il Signore vivrà, | perché la loro speranza è posta in colui che li salva. | Chi teme il Signore non ha paura di nulla, | e non teme perché egli è la sua speranza. (34, 13 – 14; 1974)
  • Il compagno si rallegra con l'amico nella felicità, | ma al momento della disgrazia gli sarà ostile. (37, 4; 1974)
  • Chi si procura una sposa, possiede il primo dei beni, | un aiuto adatto a lui e una colonna d'appoggio. | Dove non esiste siepe, la proprietà è saccheggiata, | ove non c'è moglie, l'uomo geme randagio. (36, 24 –25; 1974)
  • Ogni consigliere suggerisce consigli, | ma c'è chi consiglia a proprio vantaggio. | Guàrdati da un consigliere, | infòrmati quali siano le sue necessità | – egli nel consigliare penserà al suo interesse – | perché non getti la sorte su di te | e dica: "La tua via è buona", | poi si terrà in disparte per vedere quanto ti accadrà. (37, 7 – 9; 1974)
  • Non consigliarti con una donna sulla sua rivale, | con un pauroso sulla guerra, | con un mercante sul commercio, | con un compratore sulla vendita, | con un invidioso sulla riconoscenza, | con uno spietato sulla bontà di cuore, | con un pigro su un'iniziativa qualsiasi, | con un mercenario annuale sul raccolto, | con uno schiavo pigro su un gran lavoro; | non dipendere da costoro per nessun consiglio. (37, 11; 1974)
  • Segui il consiglio del tuo cuore, | perché nessuno ti sarà più fedele di lui. | La coscienza di un uomo talvolta suole avvertire | meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare. (37, 13 – 14; 1974)
  • Principio di ogni opera è la parola, | prima di ogni azione c'è la riflessione. | Radice di ogni mutamento è il cuore, | da cui derivano quattro scelte: | bene e male, vita e morte, | ma su tutto domina sempre la lingua. (37, 16 – 18; 2008)
  • Figlio, per tutta la tua vita esamina te stesso, | vedi quello che ti nuoce e non concedertelo. | Difatti non tutto conviene a tutti | e non tutti approvano ogni cosa. (37, 27 – 28; 2008)
  • Non essere ingordo per qualsiasi ghiottoneria, | non ti gettare sulle vivande, | perché l'abuso dei cibi causa malattie, l'ingordigia provoca coliche. | Molti sono morti per ingordigia, | chi si controlla vivrà a lungo. (37, 29 – 31; 1974)
  • L'acqua non fu forse resa dolce per mezzo di un legno,[4] | per rendere evidente la potenza di lui? (38, 5; 1974)
  • Dio ha dato agli uomini la scienza | perché potessero gloriarsi delle sue meraviglie. (38, 6; 1974)
  • Chi pecca contro il proprio creatore | cada nelle mani del medico. (38, 15; 1974)
  • Ricòrdati della mia sorte, che sarà anche la tua: | ieri a me e oggi a te.[5] (38, 22; 2008)
  • La sapienza dello scriba si deve alle sue ore di quiete; | chi ha poca attività diventerà saggio. (38, 24; 1974)
  • Così il fabbro siede davanti all'incudine | ed è intento ai lavori del ferro: | la vampa del fuoco gli strugge le carni, | e col calore del fornello deve lottare; | il rumore del martello gli assorda gli orecchi, | i suoi occhi sono fissi al modello dell'oggetto, | è tutto preoccupato per finire il suo lavoro, | sta sveglio per rifinirlo alla perfezione. (38, 28; 1974)
  • Ci sono venti creati per castigo, | e nella loro furia rafforzano i loro flagelli; | quando verrà la fine, scateneranno violenza, | e placheranno lo sdegno del loro creatore. (39, 28; 1974)
  • Quanto è dalla terra alla terra ritorna; | quanto è dalle acque rifluisce nel mare. (40, 11; 1974)
  • Ricchezze e potenza sollevano il cuore, | ma più ancora di esse il timore del Signore. | Con il timore del Signore non manca nulla; | con esso non c'è bisogno di cercare aiuto. | Il timore del Signore è come un giardino di benedizioni; | la sua protezione vale più di qualsiasi altra gloria. (40, 26 – 27; 1974)
  • Figlio, non vivere da mendicante. | È meglio morire che mendicare. (40, 28; 1974)
  • Con una moglie malvagia è opportuno il sigillo, | dove ci sono troppe mani usa la chiave. (42, 6; 1974)
  • Su una figlia indocile rafforza la vigilanza, | perché non ti renda scherno dei nemici, | oggetto di chiacchiere in città e favola della gente, | sì da farti vergognare davanti a tutti. | Non mostri la sua bellezza a qualsiasi uomo, | non segga a ciarlare insieme con le altre donne, | perché dagli abiti esce fuori la tignola | e dalla donna malizia di donna. (42, 11 – 13; 1974)
  • Neppure i santi del Signore sono in grado | di narrare tutte le sue meraviglie, | ciò che il Signore onnipotente ha stabilito | perché l'universo stesse saldo a sua gloria. | Egli scruta l'abisso e il cuore | e penetra tutti i loro segreti. (42, 17 – 18; 1974)
  • Quanto sono amabili tutte le sue opere! | E appena una scintilla se ne può osservare. (42, 22; 1974)
  • Orgoglio dei cieli è il limpido firmamento, | spettacolo celeste in una visione di gloria! (43, 1; 1974)
  • Dalla luna dipende l'indicazione delle feste, | luminare che decresce fino alla sua scomparsa. | Da essa il mese prende nome, | mirabilmente crescendo secondo le fasi. | È un'insegna per le milizie nell'alto | splendendo nel firmamento del cielo. (43, 7 – 8; 1974)
  • Osserva l'arcobaleno e benedici colui che l'ha fatto, | è bellissimo nel suo splendore. (43, 11; 1974)
  • Fa scendere la neve come uccelli che si posano, | come cavallette che si posano è la sua discesa; | l'occhio ammira la bellezza del suo candore | e il cuore stupisce nel vederla fioccare. | Riversa sulla terra la brina come il sale, | che gelandosi forma come tante punte di spine. (43, 18 – 19; 1974)
  • Potremmo dir molte cose e mai finiremmo; | ma per concludere: "Egli è tutto!". (43, 27; 1974)
  • Enoch piacque al Signore e fu rapito, | esempio istruttivo per tutte le generazioni. | Noè fu trovato perfetto e giusto, | al tempo dell'ira fu riconciliazione; | per suo mezzo un resto sopravvisse sulla terra, | quando avvenne il diluvio. | Alleanze eterne furono stabilite con lui, | perché non fosse distrutto ogni vivente con il diluvio. | Abramo fu grande antenato di molti popoli, | nessuno ci fu simile a lui nella gloria. | Egli custodì la legge dell'Altissimo, | con lui entrò in alleanza. | Stabilì questa alleanza nella propria carne | e nella prova fu trovato fedele. (44, 16 – 20; 1974)
  • Dio fece posare sulla testa di Giacobbe | la benedizione di tutti gli uomini e l'alleanza; | lo confermò nelle sue benedizioni, | a lui diede il paese in eredità e lo divise in varie parti, | assegnandole alle dodici tribù. (44, 23; 1974)
  • Valoroso in guerra Giosuè figlio di Nun, | successore di Mosè nell'ufficio profetico; | egli, secondo il significato del suo nome, | fu grande per la salvezza degli eletti di Dio, | compiendo la vendetta contro i nemici insorti, | per assegnare il possesso a Israele. | Come era glorioso quando alzava le braccia | e brandiva la spada contro le città! | Chi prima di lui era stato così saldo? | Egli guidava le guerre del Signore. (46, 1 – 3; 1974)
  • Il Signore concesse a Caleb una forza | che l'assistette sino alla vecchiaia, | perché raggiungesse le alture del paese, | che la sua discendenza poté conservare in eredità, | sì che tutti gli Israeliti sapessero | che è bene seguire il Signore. (46, 9 – 10; 1974)
  • Quanto ai Giudici, ciascuno con il suo nome, | coloro il cui cuore non commise infedeltà | né si allontanarono dal Signore, | sia il loro ricordo in benedizione! | Le loro ossa rifioriscano dalle tombe | e il loro nome si perpetui sui figli, | poiché essi sono già glorificati. (46, 11 – 12; 1974)
  • Come elogiare Zorobabele? | Egli è come un sigillo nella mano destra. | Così anche Giosuè figlio di Iozedèk; | essi nei loro giorni riedificarono il tempio | ed elevarono al Signore un tempio santo, | destinato a una gloria eterna. (49, 11 – 12; 1974)
  • Anche la memoria di Neemia durerà a lungo; | egli rialzò le nostre mura demolite | e vi pose porte e sbarre; fece risorgere le nostre case. (49, 13; 1974)
  • Nessuno fu creato sulla terra eguale a Enoch; | difatti egli fu rapito dalla terra. (49, 14; 1974)
  • Non nacque un altro uomo come Giuseppe, | capo dei fratelli, sostegno del popolo; | perfino le sue ossa furono onorate. (49, 15; 1974)
  • Sem e Set furono glorificati fra gli uomini, | ma superiore a ogni creatura vivente è Adamo. (49, 16; 1974)
  • Acquistatela senza denaro. | Sottoponete il collo al suo giogo, | accogliete l'istruzione. | Essa è vicina e si può trovare. | Vedete con gli occhi che poco mi faticai, | e vi trovai per me una grande pace. | Acquistate anche l'istruzione con molto denaro; | con essa otterrete molto oro. (51, 25 – 28; 1974)

Explicit[modifica]

Illustrazione seicentesca dell'autore del Libro del Siracide

CEI 1974[modifica]

Si diletti l'anima vostra della misericordia del Signore;
non vogliate vergognarvi di lodarlo.
Compite la vostra opera prima del tempo
ed egli a suo tempo vi ricompenserà.

CEI 2008[modifica]

L'anima vostra si diletti della misericordia di lui,
non vergognatevi di lodarlo.
Compite la vostra opera per tempo
ed egli a suo tempo vi ricompenserà.

Note[modifica]

  1. a b Il prologo del traduttore greco antico viene riportato come parte integrante del libro solo in alcune edizioni; è presente nella traduzione CEI 1974 riportata su laparola.net ma non in quella su vatican.va. Spesso il prologo non è numerato in versetti; è presente con la numerazione greca (qui seguita) nella Bibbia di Gerusalemme, tuttavia tale edizione precisa in nota che esso «non fa parte del libro del Siracide propriamente detto».
  2. Citato in Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012, p. 16. ISBN 978-88-04-47133-2.
  3. a b A parlare è la sapienza personificata.
  4. A Mara.
  5. A parlare è un morto, o la morte personificata. In latino il secondo verso è «mihi heri, et tibi hodie», da cui deriva l'iscrizione usata nei cimiteri «hodie mihi, cras tibi», per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.

Bibliografia[modifica]

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