Quinto Orazio Flacco
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Quinto Orazio Flacco (65 a.C. – 8 a.C.), poeta lirico e scrittore satirico latino.
Indice |
[modifica] Citazioni di Orazio
- Io sono ferito dalla grave freccia d'amore per Licisco, che afferma di superare in tenerezza qualsiasi donna. (citato in Jim Bishop, Il giorno in cui Cristo morì, traduzione di Maria Satta, Garzanti, 1958)
- La virtù sprezza e a volo abbandona la compagnia della plebe e le paludi della terra. (da Carmina, III, 2, 23)
- La Grecia conquistata il barbaro vincitore conquistò, e le arti portò nell'agreste Lazio. (da Libro II, Epistole I, linea 156)
- Graecia capta ferum victorem cepit, et artes intulit agresti Latio.
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- Aiuta un uomo contro la sua volontà e sarà come se lo uccidessi.
- Chi è innocente è armato: sia questo il tuo scudo, questo il tuo muro di bronzo.
- Chiunque apprezza l'aurea moderatezza.
- Diventa affar tuo, quando la parete del vicino va a fuoco.
- Fate soldi, se potete in maniera onesta, se no comunque.
- Fuggire il vizio è virtù e la saggezza comincia col tenersi lontani dalla follia.
- Guerra, orrore delle madri.
- Bella detesta matribus.
- Il piccolo si addice ai piccoli.
- In tempo di pace l'uomo saggio si prepara alla guerra.
- L'invidioso divien magro alla vista dell'altrui opulenza.
- L'oro è servo oppure padrone.
- L'uomo che si affanna per aumentare il patrimonio, ne viene schiacciato, è un vinto, che ha abbandonato le armi sul campo dell'onore.
- La brevità della vita ci vieta di concepire speranze a lungo termine.
- La purezza nella vita è la libertà dal peccato.
- La rabbia è una follia momentanea, quindi controlla questa passione o essa controllerà te.
- La virtù sta nel mezzo, tra due vizi opposti, ben lontana da entrambi.
- Le montagne partoriranno e nascerà un ridicolo topolino.
- Mai disperare.
- Mescola un po' d'insania alla tua saggezza: è dolce dimenticare nel luogo giusto.
- Nessuna insenatura al mondo risplende più di Baia.
- Nullus in orbe sinus Baiis praelucet amoenis.
- Niente è bello sotto tutti i punti di vista.
- Non c'è vita lieta del tutto.
- Potrai cancellare quello che non hai fatto manifesto: ma la parola detta non ritorna.
- Qualche volta s'addormenta anche il buon Omero.
- Questo è il mio insegnamento: tutti gli uomini sono pazzi.
- Ragazzo, odio il lusso persiano.
- Sarà sempre uno schiavo chi non sa vivere con poco.
- Scaccia pure con un forcale la tua indole, tornerà ugualmente.
- Se hai un sistema migliore insegnalo, altrimenti usa il mio.
- Si apprende più facilmente e ci si ricorda più volentieri di ciò che stimola il senso del ridicolo che di ciò che merita stima e rispetto.
- Un musicista che suoni sempre la medesima corda è ridicolo.
- Un ospite è come un generale: le calamità spesso rivelano il suo genio.
[modifica] Satire
- Quamquam ridentem dicere verum quid vetat? (I, 1, 23-24)
- Che cosa vieta di dire la verità ridendo?
- Eppur chi mai ne proibisce il dir ridendo il vero? (Traduzione di Luca Antonio Pagnini)
- «nil satis est – inquit – quia tanti quantum habeas sis» (I, 1, 61)
- Non basta mai niente – disse – perché sei ciò che possiedi.
- Non evvi mai tanto che basti, ognuno tanto vale quant'ha (Traduzione di Luca Antonio Pagnini)
- Populus me sibilat; at mihi plaudo ipse domi, simul ac nummos contemplor in arca.
- Il popolo mi fischia, ma io mi applaudo da me, a casa mia, quando contemplo le mie ricchezze in cassaforte. (I, 1, 66-7)
- Il popolo mi fischia, ma in casa io mi fo plauso allorch'i'prendo a contemplare i miei danar nell'arca. (Traduzione di Luca Antonio Pagnini)
- Est modus in rebus, sunt certi denique fines | quos ultra citraque nequit consistere rectum.[1]
- C'è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini | al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta. (I, 1, 106-107)
- Tutto ha le sue misure, oltra le quali né di qua, né di là risiede il retto. (Traduzione di Luca Antonio Pagnini)
- Dum vitant stulti vitia, in contraria currunt (I, 2, 24)
- Per evitare un difetto, gli stolti cadono nel difetto contrario
- Fuggendo i pazzi un vizio a dar di petto van nel vizio opposto. (Traduzione di Luca Antonio Pagnini)
- 'in silvam non ligna feras insanius [...] (I, 10, 34)
- Non maggior pazzìa la tua sarebbe recar legna al bosco. (Traduzione di Luca Antonio Pagnini)
- Quot capitum vivunt, totidem studiorum. (II, 1, 27)
- Quante sono le teste al mondo, altrettanti sono gli interessi.
- Dall'uomo parsimonioso sarà ben distinto lo spilorcio: poiché invano ti guarderai da un vizio, se scivolerai in un altro. (II, 2, 54-54)
- Aut insanit homo, aut versus facit
- L'uomo o impazzisce o scrive versi (II, 7, 117)
- Mai la vita diede ai mortali qualcosa se non a prezzo di grande fatica.
[modifica] Giudizi critici di Orazio sulla satira di Lucilio contenuti nelle Satire
- Facetus,
emunctae naris, durus conponere versus.
nam fuit hoc vitiosus: in hora saepe ducentos,
ut magnum, versus dictabat stans pede in uno;
cum flueret lutulentus, erat quod tollere velles;
garrulus atque piger scribendi ferre laborem,
scribendi recte.
- Garbato, naso fino, duro però nel mettere assieme i suoi versi. Il suo difetto? Eccolo: in un'ora, come fosse gran cosa, dettava sovente duecento versi, e reggendosi su un piede soltanto. Siccome scorreva fangoso, c'erano cose che avresti voluto levare; era ciarliero e insofferente della fatica di scrivere, di scrivere bene. (da III, 4, 7-13) (Mario Labate)
- «At magnum fecit, quod verbis graeca latinis
miscuit». O seri studiorum, quine putetis
difficile et mirum, Rhodio quod Pitholeonti
contigit?
- «Ha fatto però una cosa non da poco: ha mescolato parole greche alle parole latine». O ritardatari delle belle lettere, ritenete davvero difficile e meravigliosa una cosa che riesce perfino a Pitoleone da Rodi[2]? (da I, 10, 20-23) (Mario Labate)
- Fuerit Lucilius, inquam,
comis et urbanus, fuerit limatior idem
quam rudis et Graecis intacti carminis auctor
quamque poetarum seniorum turba; sed ille,
si foret hoc nostrum fato delapsus in aevum,
detereret sibi multa, recideret omne quod ultra
perfectum traheretur, et in versu faciendo
saepe caput scaberet vivos et roderet unguis.
- Sia pure, io dico, che Lucilio fosse garbato ed urbano, sia pure ch'egli fosse più limato di quanto non sia in genere l'iniziatore di una poesia nuova[3] e intentata dai Greci e più anche di tutto il gruppo dei poeti più antichi; ma anche lui, se il destino l'avesse fatto scivolar giù fino ai nostri giorni, eliminerebbe molte cose dai suoi versi e tutto il superfluo, che si trascina al di là dell'espressione compiuta, lo taglierebbe via e, nel comporre il verso, si gratterebbe spesso la testa e si roderebbe le unghie fino alla carne viva. (da I, 10, 64-71) (Mario Labate)
- Me pedibus delectat claudere verba
Lucili ritu, nostrum melioris utroque.
Ille velut fidis arcana sodalibus olim
credebat libris neque, si male cesserat, usquam
decurrens alio neque, si bene; quo fit ut omnis
votiva pateat veluti descripta tabella
vita senis.
- Io mi diletto di chiudere le parole nel verso, alla maniera di Lucilio, migliore di me e di te. Come a fedeli compagni, ai libri egli soleva affidare i suoi segreti[4], né altrove ricorreva se le cose gli andavano male, né se gli andavano bene: perciò avviene che tutta la vita di questo vecchio ci sta davanti agli occhi, come fosse dipinta su un quadretto votivo. (da II, 1, 18-24) (Mario Labate)
[modifica] Epodi
- Beatus ille, qui procul negotiis,|ut prisca gens mortalium,|paterna rura bubus exercet suis
- Beato colui che, lontano dalle cure cittadine,|come gli uomini dell'età più antica,|ara i campi paterni con buoi che gli appartengono (II, 1-3)
[modifica] Odi
- Animae dimidium meae
- Metà dell'anima mia (I, 3, 8)
- Nihil mortalibus ardui est.
- Non vi è nulla di difficile per i mortali. (I, 3, 37)
- Cras ingens iterabimus aequor
- Domani torneremo a navigare l'immenso mare (I, 7, 32)
- Lascia il resto agli dei. (A Taliarco, I, 9)
- Non cercar di sapere quel che avverrà domani. (A Taliarco, I, 9)
- Carpe diem quam minimum credula postero.
- Cogli il giorno presente confidando il meno possibile nel futuro. (I, 11, 8)
- Levius fit patientia quidquid corrigere est nefas.[5]
- Con la pazienza si rende più tollerabile ciò che non si riesce a correggere. (I, 24, 19)
- Aequam memento rebus in arduis
Servare mentem, non secus in bonis
Ab insolenti temperatam
Laetitia.
- Nei momenti difficili ricordati di conservare l'imperturbabilità, e in quelli favorevoli un cuore assennato che domini la gioia eccessiva. (II, 3)
- Omnes eodem cogimur.
- Tutti siamo spinti in uno stesso luogo. (II, 3, 25)
- Aurea mediocritas
- Un'ottimale condizione intermedia (II, 10, 5)
- Quid aeternis minorem
Consiliis animum fatigas?
- Perché affatichi con propositi immortali l'animo, che è tanto da meno? (II, 11, 11-12)
- Dulce et decorum est pro patria mori.
- È bello e dolce morire per la patria. (III, 2, 13)
- Frangar, non flectar
- Mi spezzo, ma non mi piego. (III, 3)
- Dona praesentis cape laetus horae
- Cogli felice i doni di questo momento. (III, 8, 27)
- Crescentem sequitur cura pecuniam
- Con la ricchezza crescono le preoccupazioni (III, 16, 17)
- Exegi monumentum aere perennius
- Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo. (III, 30)
- Non omnis moriar
- Non morirò del tutto. (III, 30)
- A non nutrire speranze immortali ti ammonisce l'anno e l'ora che trascina via il giorno dator di vita.... Tuttavia nel cielo le rapide lune ripristinano ciò che hanno perso; noi invece, una volta caduti dove il padre Enea, dove Tullo potente e Anco, siamo polvere e ombra. (IV, 7, 7)
- Dulce est desipere in loco.
- È piacevole, al momento opportuno, essere stupidi. (IV, 12, 28)
- Amor caecus
- L'amore è cieco.
- La forza senza intelligenza rovina sotto il suo stesso peso.
- Nunc est bibendum..
- Ora è tempo di bere, ora è tempo di battere la terra con piede libero da vincoli.
[modifica] Epistole
- Dimidium facti qui coepit habet
- Cominciare è già metà dell'opera (I, 2, 40)
- Pensa che ogni giorno può essere il tuo ultimo. (A Tibullo, I, 4)
- Non isto vivimus illic,
quo tu rere, modo.
- Non viviamo là in questo
modo in cui tu pensi. (I, 9, 47)
- Chi va oltre il mare muta cielo, non animo. (A Bullazio, I, 11)
- Un'inquietudine impotente ci tormenta, e andiamo per acque e terre inseguendo la felicità. Ma ciò che insegui è qui, se non ti manca la ragione. (A Bullazio, I, 11)
- Concordia discors
- Una concordia discorde, che nasce da un contrasto (I, 12, 19)
- Si te grata quies et primam somnus in horam
delectat, si te puluis strepitusque rotarum,
si laedit caupona, Ferentinum ire iubebo.
- Se l'incanto della quiete e il dormire in pace sino al mattino
ti piacciono, e se la polvere, lo strepito dei carri
e l'osteria ti infastidiscono, ti consiglio di andare a Ferentino. (I, 17, 7-8)
- Piacere ai prìncipi non è per gli uomini piccola lode. (I, 17, 35)
- Semel emissum, volat irrevocabile verbum
- Una volta detta, una parola vola via irrevocabile. (I, 18, 71)
- O imitatori, gregge di schiavi. (I, 19, 19)
[modifica] Ars poetica
- Desinit in piscem
- Termina in pesce (3-4)
- Pittori e poeti hanno sempre goduto di un'eguale libertà di tutto osare. (9-10)
- Ai pittori ed ai poeti sempre fu concesso di osare qualche cosa nel limite dovuto.
- Brevis esse laboro, |obscurus fio
- Mi sforzo di essere conciso e divento oscuro (25-26)
- Il buon senso è il principio e la fonte dello scrivere. (309)
- Aut prodesse volunt aut delectare poetae
- I poeti vogliono o giovare o divertire (333)
- La poesia è come la pittura. (361)
[modifica] Carmen Saeculare
- Aliusque et idem
- Sempre diverso e tuttavia eguale (10)
- Possis nihil Urbe Roma
videre maius.
- Che tu non possa mai vedere nulla di più grande di Roma. (11-12)
[modifica] Citazioni su Quinto Orazio Flacco
- D'un sì vivace | Splendido colorir, d'un sì fecondo, | Sublime immaginar, d'una sì ardita | Felicità sicura | Altro mortal non arricchì natura. (Pietro Metastasio)
- Non è mostruoso, dal punto di vista semplicemente culturale, che la Bibbia non occupi un posto nella nostra educazione universitaria, quando consumiamo i nostri ragazzi sulle insulsaggini di Orazio Flacco? (Paul Claudel)
- «Otiosa Neapolis»
Sì, così la chiama Orazio che se ne deve intendere, se c'era un uomo pigro e ozioso era lui; tanto pigro da non sapere nemmeno inventare un'ode tutta sua, e traduceva quanto poteva dagli alessandrini. (Paolo Monelli) - Sono mirevoli in lui l'erudizione e la libertà di spirito, e anche la mordacità, la notevole arguzia. (Quintiliano)
[modifica] Bibliografia
- Mario Labate, Orazio : Satire, BUR – classici latini e greci, Ariccia RM 2006. ISBN 8817123021
[modifica] Note
- ↑ Si veda la voce di Wikipedia sull'Aurea mediocritas.
- ↑ Stando all'ipotesi dello scoliaste Richard Bentley, Pitoleone è una storpiatura scherzosa del nome di Otacilio Pitolao.
- ↑ Allude al genere letterario satirico: Orazio riconosce pur sempre a Lucilio il merito d'esserne il padre.
- ↑ Orazio rileva nella satira luciliana una natura diaristica.
- ↑ Si veda la voce in Wikipedia: Levius fit patientia quidquid corrigere est nefas.
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