Rudyard Kipling
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Joseph Rudyard Kipling (1865 – 1936), scrittore britannico, premio Nobel per la letteratura.
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- Abbiamo quaranta milioni di ragioni per fallire, ma non una sola scusa.
- Alla legione dei perduti, alla corte dei dannati.
- Anche se il Tuo Potere | Annulla ogni bravura, Tu devi capire che un uomo alle cose ci deve pensare.
- Due uomini che sembrano della stessa opinione su tutto, quando la loro armonia aumenta interrompono i loro rapporti molto di più che se avessero litigato.
- È dura essere uomini... se sei stato Dio!
- E Tu mi porti via l'onore, se porti via il mare!
- E una donna è soltanto una donna, mentre un sigaro è una bella fumata.
- Fratelli e sorelle, vi prego, guardatevi | Dal dare il vostro cuore a un cane perché lo laceri.
- I politici non mi riguardano... mi ha colpito il fatto che essi facciano una vita da cani senza le buone maniere di un cane.
- Il potere senza responsabilità: il potere della prostituta attraverso i secoli.
- Io preferisco pensare bene della gente, perché così mi risparmio un sacco di preoccupazioni.
- L'Asia non verrà civilizzata con i metodi dell'Occidente. C'è troppa Asia ed essa è troppo vecchia.
- L'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo.
- La donna più stupida può manovrare un uomo intelligente, ma ci vuole una donna molto intelligente per manovrare uno stupido.
- Le parole sono, naturalmente, la più potente droga usata dall'uomo.
- Non far mai le lodi di una donna a sua sorella, nella speranza che i tuoi complimenti raggiungano l'orecchio giusto.
- Ora, questa è la legge della giungla – vecchia e vera come il cielo.
- Perché la femmina delle varie specie è più mortale del maschio.
- San Francisco è una città pazza, abitata per la maggior parte da persone instabili mentalmente e da donne di una bellezza unica.
- Tutti quelli come noi siamo Noi, | E tutti gli altri Loro.
- Una persona spesso finisce con l'assomigliare alla sua ombra.
- Qualcosa è nascosto. Vai a cercarlo | Vai e guarda dietro ai monti | Qualcosa è perso dietro ai monti | Vai! È perso e aspetta te.
[modifica] Poesie
[modifica] Incipit
Un Pubblico ben preparato pensa
Che il Bardo di solito canti
Di fatti privati e personali,
E stampi e venda per lucro il suo passato.
Qualsiasi cosa io qui smentisca
La brava gente per cui canto
Indubbiamente resterà attaccata
Alle proprie opinioni personali
Mentre appariva l'alba e barcollando
Mi avviavo a riposare, vidi
Tara Devi tremare piano
Dalla carreggiata fino al crinale.
Vidi gli speroni del Jakko sollevarsi,
Palpitare, gonfiarsi e sprofondare.
Era il terremoto o il tabacco,
Il Giorno del Giudizio o una notte di bevute?
[modifica] Citazioni
- Che tregua offre l'alba? Guarda, dal cielo piagato,
Il giorno incede, un tiranno dalla sada in fiamme! (p. 63) - [...] E in lontananza l'Inverno bisbigliò: «È bene
Che l'Estate rovente muoia. Guardate, l'aiuto è vicino,
Poiché quando il bisogno degli uomini s'inasprisce, allora arrivo io». (p. 63-64) - Cosa importa dove e come moriamo,
Finché abbiamo fiato da osservare tutto –
I modi diversi in cui si fanno cose diverse,
Gli uomini e le donne che amano a questo mondo;
Cogliendo le occasioni quando si presentano,
E se non lo sono, fingendo che siano buone. (p. 107) - Dio benedica questo mondo! Tutto ciò che ha fatto –
Se non era troppo lungo – l'ho trovato buono.
Così scrivete prima ch'io muoia: «Gli è andato bene tutto!» (p. 109) - L'oro è per la dama, l'argento per la fanciulla – il rame per l'artigiano abile nel suo mestiere.
[...] Solo il Ferro – il freddo ferro – è padrone di tutti loro! (p. 143) - Le lacrime sono pei vili, le preghiere pei buffoni
E il capestro per il collo stolto che non sa reggere una corona. (p. 143) - Le corone sono pei valorosi – gli scettri per gli audaci!
Troni e governi per gli uomini potenti che osano prenderli e tenerli!. (p. 145) - Mio figlio rideva di una burla quando fu ammazzato. La sapessi,
Mi servirebbe in tempi in cui le burle scarseggiano. (da Un figlio, p. 155) - Non riuscivo a guardar la Morte a cui gli uomini,
Che lo sapevano, mi spedirono alla cieca e solo. (da Il codardo, p. 155) - A chi domandi della nostra morte
Ditegli che fu perché i nostri padri mentirono. (da Formula) - Discese dal ventoso Nord con la nave e i compagni,
In cerca di uova mortali deposte da scafi invisibili:
Ne trovò e ne estrasse molte. La pesca finì di botto
Tra le fiamme e un boato noto ai gabbiani attenti. (da Un dragamine al largo di Taranto, p. 156-157)
[Rudyard Kipling, Poems - Poesie, a cura di Ornella De Zodo, traduzione di Paola Bottalla e Stefano Miliani, Mursia, Milano 1992.]
[modifica] Capitani coraggiosi
[modifica] Incipit
[modifica] Margherita Gonella
La nebbia dell'Atlantico del Nord entrava liberamente dall'uscio aperto della saletta fumatori, mentre la grande nave passeggeri rollava e beccheggiava, fischiando perché i pescherecci si tenessero a distanza.
– Che peste di ragazzo quel Cheyne! – disse un uomo che indossava un cappotto di lana grossa, mentre chiudeva l'uscio di colpo. – È insopportabile! È troppo insolente! – Un tedesco dai capelli candidi, mentre mangiava un panino imbottito, assentì: – Quanti tipi come questo ci sono in America! Dovreste importare fruste senza pagar dogana per dare loro delle buone lezioni!
[modifica] Ginevra Pellizzari
La nebbia dell'Atlantico entrava nella sala da fumo. La grande nave rullava e si innalzava sulle onde, mentre l'ululato della sirena avvertiva la flottiglia da pesca di tenersi al largo.
– Quel ragazzo dei Cheyne è la creatura più odiosa che ci sia a bordo! – disse un passeggiero dando un colpo alla porta per chiuderla.
Un tedesco dai capelli grii prese un panino imbottito e brontolò mentre masticava: – Conosco questi tipetti: l'America ne è piena. Dovreste importare delle fruste senza far pagare la dogana!
[modifica] Citazioni
- Vi è un naviglio, un naviglio famoso./Vien da New York: il suo nome è «Io so»./Parlate pure ai vostri velieri:/«La svelta rondine», «I corvi neri»;/ma il bel naviglio che ha nome «Io so»/è il più forte contr'ogni maroso./Ora «Io so» galleggia sul Mersey,/pronto a viaggiare sui mari diversi;/e quando lontano sarà, ognuno saprà
Coro
che è il naviglio di Liverpool; o Signore, benedicilo tu!
Ora sta sui banchi di Terranova,/e acqua bassa e solo sabbia trova./Dicono i pesci che guizan su e giù:
Coro
è il naviglio di Liverpool; o Signore, benedicilo tu! (p. 62, Pellizzari 1993) - Una strofa diceva:
È finito l'aprile, la neve si è sciolta/Rimorchiatemi subito fuor di New Bedford./Da New Bedford dobbiamo uscire subito/Siamo balenieri e mai vediamo il grano in spiga.
Il violino solo continuò la musica per alcuni istanti, poi:
Grano in spiga, mazzolino dell'amor mio,/Grano in spiga, andiamo in alto mare,/Grano in spiga, ti lasciai da seminare,/Grano in spiga, tornerò che sarai pane! (p. 58, Gonella 68)
[modifica] Bibliografia
- Rudyard Kipling, Capitani coraggiosi (Captains Courageous), a cura di Margherita Gonella, Vallecchi editore, Firenze, 1968.
- Rudyard Kipling, Capitani coraggiosi (Captains Courageous), traduzione di Ginevra Pellizzari, Fabbri Editori, 1993.
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