Finale della Coppa UEFA 1976-1977

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Giuseppe Furino, capitano della Juventus vincitrice della Coppa UEFA 1976-1977

Citazioni sulla finale della Coppa UEFA 1976-1977.

  • Il signor Sonaglia era un uomo grosso, ed era il proto. Il proto, lo dice il nome, è il primo, è il re della tipografia. Papà era linotipista. Si stimavano. [...] Un giorno, non saprei dire come, il signor Sonaglia riuscì a procurarsi tre biglietti per Juventus-Atletico Bilbao, finale d'andata della Coppa Uefa 1977: uno per sé, uno per papà e uno per me. Erano i primi di maggio, il giorno 4. [...] Avevo quindici anni. [...] Il bello delle partite è aspettarle. Si andò [...] allo stadio [...] con il tram numero 10. Quei corpi stretti, quella gente che già cantava. Noi, tutti maschi e tutti insieme. Noi, tutti adulti, anche i ragazzini. Noi, in qualche modo, la Juve. I biglietti erano di un settore inaudito: i Distinti. Vale a dire la tribuna di fronte a quella centrale, luogo che forse nella realtà neppure esisteva, ma anche i Distinti segnavano una lontananza assoluta. Ben che andasse, a quei tempi, la partita si guardava in curva Filadelfia, naturalmente tutti in piedi. Chissà quanto avrà speso, papà, per portarmi lì. La partita non arrivava mai [...]. Ecco le squadre in campo. Gli altri, vestiti di blu. Io quella formazione la ricordo a memoria: Zoff Gentile Cuccureddu (pausa), Furino Morini Scirea (pausa), Causio Tardelli Boninsegna Benetti Bettega (fine). La Juve segna presto, nella porta di destra rispetto a noi che guardiamo. C'è un cross di Scirea, e Tardelli colpisce la palla di testa ma di più con la spalla, si torce in un modo strano e ne vien fuori una parabola bizzarra, imparabile. Uno a zero. Sarà anche il risultato finale. La Juve attacca ma non segna più, dunque in Spagna sarà dura. Come poi sarebbe andata, alla Juventus e a me, conta poco. La Juventus vincerà la Coppa Uefa con un gol di Bettega in tuffo di testa al San Mamés, i baschi segneranno due volte ma non abbastanza. [...] Juve-Atletico Bilbao fu un sogno, un regalo enorme. Papà mi dava la mano per non perdermi tra la folla. Dopo una quarantina d'anni, la pelle d'oca allo stadio quando stanno per entrare le squadre la sento ancora, e mi piace quando la gente grida. Poi mi volto a cercare papà. (Maurizio Crosetti)

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