Il conte Dracula (film 1970)

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Il conte Dracula

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Interno del Palau de la Generalitat de Catalunya, utilizzato nelle scene ambientate nel castello di Dracula

Titolo originale

Count Dracula

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito, Spagna, Germania, Italia
Anno 1970
Genere Horror
Regia Jesús Franco
Soggetto Bram Stoker (Dracula)
Sceneggiatura Jesús Franco
e per la versione italiana
Carlo Fadda, Augusto Finocchi
Produttore Harry Alan Towers,
José Clement Martín
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il conte Dracula, film del 1970 con Christopher Lee di Jesús Franco.

Frasi[modifica]

  • Che è successo al conte Dracula? Sono scappato dal castello. Lui mi ha inseguito insieme agli altri. Erano vampiri giganti con enormi denti. Volevano succhiarmi il sangue. Non l'ho sognato. Erano dei vampiri! Li ho visti nelle bare. Perché non vuole credermi? (Jonathan Harker)
  • [Su Renfield] Quell'uomo che sentite gridare era una persona come noi. Aveva una moglie giovane e bella. Vivevano tranquilli in una contrada in Transilvania che si chiamava Bistrit. Una notte, la donna venne trovata svenuta sul suo letto. Era gravissima, affetta da una forte anemia improvvisa. Deperiva giorno per giorno, nonostante tutte le cure che le prodigavano. Il marito le era sempre accanto, la vegliava con amore, finché una notte, quando ormai la donna era in fin di vita, nel villaggio udirono all'improvviso un urlo lacerante. Si precipitarono nella casa di Renfield e trovarono la donna morta e il marito fuori di senno, quasi succube di una forza misteriosa. (Abraham Van Helsing)
  • Nelle nostre montagne, vede laggiù, in Transilvania, si sentono raccontare tante leggende. Ma dietro ogni leggenda, dietro a ogni fantasia ci sono sempre dei fatti, delle realtà che non possiamo non prendere in considerazione. (Abraham Van Helsing)
  • Finché Dracula è in vita, il tempo e lo spazio contano molto poco. (Abraham Van Helsing)

Dialoghi[modifica]

  • Jonathan Harker: Mi scusi, signore. Lei prende spesso questo treno?
    Passeggero: Sì, spesso. A causa della mia professione.
    Jonathan Harker: E saprebbe dirmi se ferma a Bistrit?
    Passeggero: Certo, anch'io scenderò lì.
    Jonathan Harker: Allora non potrò sbagliarmi. Lei abita proprio a Bistrit?
    Passeggero: Io devo andarci per affari.
    Jonathan Harker: Sì? Anch'io. Sono avvocato. O almeno, spero di diventarlo. Vengo da Londra.
    Passeggero: Da Londra?
    Jonathan Harker: Vado a trovare uno dei nostri clienti. Forse lei lo conosce: il Conte Dracula. Allora, lo conosce?
    Passeggero: Mio caro signore... Che Dio l'aiuti, perché se va dal Conte Dracula, avrà bisogno di protezione.
  • Jonathan Harker: Posso permettermi di chiederle, Conte, come mai ha deciso di trasferirsi?
    Conte Dracula: Non sono più giovane, ma sono irrequieto.
    Jonathan Harker: E lascerà per sempre questo castello? Deve appartenere alla sua famiglia da molte generazioni.
    Conte Dracula: È vero. I ricordi del mio passato rimarranno qua. La mia famiglia discende dal ramo slovacco. Per noi è ragione di orgoglio che nelle nostre vene scorra il sangue di tante razze. In queste mani c'è il sangue del grande Attila. A noi è stata affidata per secoli la salvaguardia del territorio magiaro. I bulgari, i longobardi, i turchi, si riversarono in massa contro le nostre frontiere e noi li respingemmo sempre. I Dracula sono stati in ogni tempo il cuore, il cervello, la mente direttiva, la spada, la gloria del loro popolo! Uno dei miei antenati attraversò il Danubio e distrusse la schiera turca. Respinto più volte, continuò a battersi, a battersi contro il nemico. E lui solo uscì vivo da quel campo di battaglia. Lui solo ne uscì vittorioso. Lui era veramente un Dracula. Ma ora, il vento soffia gelido attraverso le antiche mura merlate. E benché mi sia doloroso, devo andarmene.
  • Conte Dracula: Le premono gli scambi, Mister Harker?
    Jonathan Harker: Non ho mai avuto occasione di imparare.
    Conte Dracula: È il migliore tra tutti gli sport. Si prepara con calma il piano d'azione per uccidere l'avversario.
  • Abraham Van Helsing: Attraverso antiche leggende greche, indiane, magiare e perfino cinesi, ci è giunta notizia di un uomo che vivrebbe nutrendosi del sangue di altri esseri umani. In questo modo, non solo rimane in vita, ma non invecchia mai. Non è un fantasma, ma non lascia ombra. Può trasformarsi molto facilmente in cane, in vampiro, in gufo, o in qualsiasi altro tipo di animale. Vive solo di notte e durante il giorno si rifugia nella sua tomba. Le persone a cui ha succhiato il sangue vengono contagiate. Se muoiono si trasformano a loro volta in altrettanti vampiri. Il suo nome è Dracula.
    Jonathan Harker: Allora perché non l'arrestano?
    Abraham Van Helsing: Lei sottovaluta il conte Dracula. E poi che può fare la legge contro un uomo che vive al di fuori del nostro mondo?
  • Abraham Van Helsing: Ho passato la vita a studiare le arti magiche, e adesso ho l'onore di incontrare il re delle tenebre, addirittura.
    Conte Dracula: Quello che hai studiato non serve a niente.

Citazioni su Il conte Dracula[modifica]

  • Prima di Coppola, c'è stata solo un'altra versione fedele, anche se scolastica, all'originale letterario, quella che ho interpretato nel '72 con la regia di Jess Franco: merito anche delle mie ripetute insistenze perché mi lasciassero qualche dialogo di Stoker. (Christopher Lee)
  • Nel film che ho interpretato diretto da Jess Franco ci siamo andati vicino [ad essere fedeli al romanzo di Bram Stoker], perlomeno da un punto di vista iconografico, però il film non è un granché. (Christopher Lee)
  • Si diceva che sarebbe stato il primo davvero aderente al lavoro di Stoker e che, per la prima volta, Dracula sarebbe stato quello del romanzo. Christopher Lee ci aveva creduto – racconta nella sua autobiografia – ma si sarebbe ben presto ricreduto. Del Dracula di Stoker non resta moltissimo, anche se ci sono cose prima mai utilizzate. [...] Alcuni momenti di alcuni squarci di paesaggio boschivo è all'altezza del Nosferatu di Herzog. Ma lo zoom, la fretta e l'idiosincrasia alla narrazione impediscono che l'insieme arrivi a qualcosa di più della mediocrità, una mediocrità peraltro castigata e piatta: Franco rinuncia del tutto – stranamente, considerando il suo background – all'aspetto erotico, limitandosi, al massimo, ad una stanca riproposizione della sensualità fisheriana. (Rudy Salvagnini)
  • Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (Il Mereghetti)

Jesús Franco[modifica]

  • [Su Klaus Kinski] Aveva insistito che se doveva fare Renfield l'avrebbe fatto solo all'interno di un vero manicomio. Io gli dissi che per me non c'era problema, ma i produttori temevano che una volta fatto entrare in un posto come quello non l'avrebbero più fatto uscire!
  • [Su Soledad Miranda] Christopher Lee non la voleva [per il ruolo di Lucy Westenra]. Diceva che non andava bene per il ruolo, perché Lucy doveva essere bionda, tutt’altro tipo di ragazza. Allora gli ho detto "Va bene. Facciamole provare una scena e se mi dici che non la trovi adatta la cambiamo". Quando la vide in azione cambiò subito idea.
  • Convinsi [Christopher Lee] che sarebbe stato un Dracula diverso, più simile a quello del romanzo di Stoker. Cambiò atteggiamento qualche tempo dopo, dopo essere stato in America e aver fatto altri film. Divenne più rilassato. Ad ogni modo, durante il monologo di Dracula nel mio film ho avuto per la prima volta nei miei film l'impressione di trovarmi davanti a un grande attore.
  • Penso che sia abbastanza buono, l'unico veramente fedele al romanzo di Bran Stoker. È quello che ha detto anche Coppola molti anni dopo quando ha girato la sua versione, ma come può essere fedele un film in cui Dracula si innamora di una ragazzetta e gli passa la voglia di mordere e succhiare sangue!!? Caso mai, quando si innamora vuole più sangue!
  • Si dice che io abbia tradito Bram Stoker perché non ho rispettato alcuni piccoli dettagli e mi sono permesso dei piccoli scherzi, ma amo Dracula, è un personaggio straordinario, uno dei più potenti della letteratura e considero il romanzo un capolavoro.

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